Meno gas (15%) da oggi nell’Unione Europea

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downloadOggi è entrato in vigore il piano dell’Ue per ridurre del 15% il consumo di gas in tutti i Paesi membri per far fronte alla crisi dei prezzi dell’energia nel contesto della guerra in Ucraina. “Considerato il pericolo imminente per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas causato dall’aggressione militare russa contro l’Ucraina, questo regolamento dovrebbe entrare in vigore con urgenza”, si legge nel testo pubblicato ieri nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

L’obiettivo del piano è quello di riempire le riserve di gas per farsi trovare pronti al prossimo inverno. Il regolamento afferma che i Paesi dell’Ue “faranno del loro meglio” per ridurre il consumo di gas di “almeno il 15%” tra il mese di agosto di quest’anno e marzo 2023, in base a quanto hanno consumato in media nei cinque anni precedenti.

Se la Commissione europea vede emergere una “grave carenza di approvvigionamento di gas” o una domanda di gas eccezionalmente elevata, può chiedere ai Paesi di dichiarare lo stato di allarme dell’Ue che renderebbe vincolanti i tagli al gas.

Sebbene l’Ue non abbia incluso il gas russo nelle sanzioni contro Mosca per la guerra in Ucraina, il Cremlino ha comunque tagliato drasticamente le forniture ai Paesi europei, rendendo necessaria un’azione per evitare danni derivanti dalla carenza di approvvigionamenti.

agi.it




La lotta di Benetton contro i “mapuches” di Cile e Argentina

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imageNel 1991, l’azienda italiana Benetton ha acquisito la Compañía de Tierras del Sud Argentino (CTSA), che possiede quasi 900.000 ettari nella Patagonia argentina. In queste terre il colosso della moda si dedica principalmente all’allevamento di pecore per la produzione della lana.
L’espansione della Benetton nel Paese sudamericano è stata offuscata dalle denunce di membri della comunità mapuche che affermano di essere stati illegalmente espropriati ed espulsi dal loro territorio ancestrale dal CTSA. Il conflitto tra gli indigeni e il consorzio italiano nasce nel 2002, quando la coppia Curiñanco-Nahuelquir Mapuche si stabilisce nella proprietà “Santa Rosa”, che viene rivendicata da Benetton. Di conseguenza, la società ha denunciato la coppia per usurpazione e un giudice ne ha disposto lo sfratto.
Il caso ha suscitato anche l’interesse del premio Nobel per la pace argentino Adolfo Pérez Esquivel, che ha scritto una lettera aperta ai proprietari della Benetton, chiedendo la restituzione della fattoria “Santa Rosa” alla coppia Curiñanco-Nahuelquir. In risposta alle crescenti pressioni dell’opinione pubblica, l’azienda di moda si offrì di donare un terreno ai Mapuche. Tuttavia, ad oggi questi rifiutano una donazione e chiedono la restituzione di quelle che considerano le loro terre ancestrali.

Conflitto a lungo termine. La controversia non è stata risolta in modo soddisfacente, come dimostrano i recenti scontri tra i mapuche della provincia di Chubut e le forze di sicurezza. Martedì 10 gennaio, circa 200 gendarmi nazionali e la polizia locale hanno disperso una protesta della comunità di Lof Resistencia Cushamen, che aveva bloccato i binari di un treno turistico per rivendicare la terra. Tre persone sono state arrestate e sono state segnalate anche ferite da proiettili di gomma.
Atti terroristici o richieste legittime? “Negli ultimi anni, Linconao è passata più volte dagli arresti domiciliari alla custodia cautelare, cosa che l’ha colpita fortemente sia fisicamente che psicologicamente. Poco prima di Natale, è tornata per la quarta volta alla custodia cautelare, dove ha iniziato lo sciopero della fame. Abbiamo interceduto affinché potesse aspettare il processo agli arresti domiciliari e non in carcere. Questo è importante anche per la sua comunità, dove lavora come guaritrice e guida spirituale”, afferma Yvonne Bangert.
L’esperto della Society for Threatened Peoples chiede un processo equo nel caso della “machi” Francisca Linconao e ricorda che fino a ora la presidente cilena, Michelle Bachelet, non ha mantenuto la sua promessa di abrogare la legge antiterrorismo. A suo avviso, la maggior parte delle richieste territoriali mapuche sono legittime e, sebbene esista già un’autorità cilena incaricata della restituzione delle terre, Bangert chiede migliori meccanismi di regolamentazione. Ad esempio, fa notare che è necessario controllare che anche la terra restituita sia produttiva.

Americaeconomia.com




Rating: Italia sorvegliato speciale

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downloadDopo la crisi di governo e lo scioglimento delle Camere con le inevitabili incertezze connesse al futuro dell’economia, è arrivato il giudizio di due società di rating sul nostro paese. Ma, come si dice, gli esami non finiscono mai.

E l’Italia resta sorvegliato speciale in questa fase politica molto delicata, dovendo convincere la comunità finanziaria internazionale di essere in grado di tenere fede ai suoi programmi di sviluppo. Il risultato delle urne del 25 settembre prossimo avrà subito dopo il primo banco di prova: Moody’s si pronuncerà infatti sul nostro rating appena cinque giorni dopo, il 30 settembre e a seguire, il 21 ottobre, sarà la volta di S&P. Dopo nemmeno un mese, il 18 novembre, Fitch si esprimerà sulla sostenibilità del nostro rating. Insomma, non bisognerà attendere molto per la ‘pagella’ delle ‘tre sorelle’ – così come vengono comunemente chiamate nel mondo finanziario le agenzie internazionali di rating – che ha un significato molto importante per capire lo stato di salute della nostra economia.

La politica e l’outlook

L’ultima in ordine di tempo a dare il suo giudizio sull’Italia (e sul suo debito) è stata Moody’s che ha comunicato di aver confermato il grado Baa3 ma di aver rivisto al ribasso l’outlook che passa da stabile a negativo. Un peggioramento dettato dalle incertezze legate alla crisi di governo e alla sua capacità di tener fede ai piani del Pnrr e in ultima analisi di risolvere alcuni problemi storici. Pochi giorni prima, a fine luglio, a parlare era stato S&P e anche in questo caso aveva confermato il grado BBB/A-2 ma aveva ritoccato in chiave peggiorativa l’outlook che era passato da positivo a stabile per le stesse ragioni.

Com’è fatto il rating

Il rating è fondamentalmente composto di due parti: il rating vero e proprio ovvero il “giudizio” e l’outlook che invece è una previsione sulle prossime evoluzioni. Si tratta di una sorta di “bollino di qualità” che certifica la solidità finanziaria di un’azienda o di un Paese, chiarisce se i fondamentali sono solidi o meno, se l’ente sarà in grado di onorare il suo debito, mostra le prospettive di sviluppo. Va da sé quindi che il rating influenzi non poco l’andamento del mercato obbligazionario e non solo visto che qualsiasi investitore lo visiona prima di comprare un bond (che non è altro che una quota di debito venduta ad un investitore, che la compra dietro la promessa di un rendimento più o meno sostanzioso).

Si tratta quindi di una “pagella” che ha inevitabili ripercussioni in larga parte dell’economia di un Paese, a maggior ragione se ad alto indebitamento come l’Italia (non va dimenticato che alla fine del primo trimestre dell’anno il rapporto debito/Pil italiano è salito 152,6%).

Le “tre sorelle”

Da qui il timore con cui si attende il giudizio delle “tre sorelle”, ovvero Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Quest’ultima lo scorso maggio aveva confermato rating e outlook all’Italia ma si deve ancora esprimere dopo la crisi di governo che ha inevitabilmente complicato la scenario politico ed economico del Paese.

Analizzando lo storico dei rating si nota che da metà anni ’80 a gennaio 2012 l’Italia aveva visto solo lettere A che la posizionavano sui massimi delle scale di ogni singola agenzia di rating. La serie si interrompe per la prima volta il 13 gennaio 2012 con la Bbb+ e outlook negativo di S&P. A capo dell’esecutivo c’era Mario Monti e l’Italia faceva in conti con uno spread tra Btp-Bund a 531 punti.

Le classificazioni

Pochi mesi più tardi, a luglio, anche Moody’s declassa l’Italia a Baa2 con outlook negativo e così l’anno successivo, a marzo 2013, anche Fitch che parla di Bbb+ e oulook negativo. Da allora il Paese non ha più rivisto lettere A e continua ad oscillare tra la parte alta e la parte centrale del grado B.

Ma queste letterine, che all’apparenza sembrano innocue, indicano in realtà precisi standard di qualità, e hanno alcune differenze tra di loro. Non solo, ma anche le ‘tre sorelle’ hanno un diverso standard di classificazione. Alla base del rating a lungo termine, al primo posto della scala di valori c’è la AAA (promozione a pieni voti, massima stabilità ed affidabilità, un giudizio riservato, per intenderci, a Paesi come la Germania, il Cadada o la Svizzera); segue AA+ oppure Aa1 nel caso di Moody’s; a seguire AA e AA- per S&P e Fitch (oppure Aa2 e Aa3 per Moody’s) e, ancora, A+, A e A- per S&P e Fitch (A1 A2 e A3 per Moody’s).

Segue poi il rating B, da BBB (le finanze sono momentaneamente soddisfacenti) a B (situazione economica variabile). Quindi, il rating C (che indica il grado di vulnerabilità). Il D sta a significare il massimo rischio di default. Questi ultimi due gradi indicano anche i temuti “junk”, ossia titoli spazzatura, che preannunciano il ‘fallimento’ finanziario di un paese.

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Cile: opportunità per le imprese italiane

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06minieracileL’Ambasciata d’Italia in Cile insieme all’Agenzia ICE ha commissionato uno studio di mercato sulla domanda di beni e servizi per l’automazione nei principali settori produttivi cileni e sul suo rapporto con la corrispondente offerta di prodotti del Made in Italy. (studio di mercato per crescere in Cile).
Dallo studio di mercato è emerso che il settore piú importante é il minerario, che genera un decimo del reddito del Cile e piú della metá dell’export. Il rame e il litio sono le risorse chiave del Paese. Si tratta di un settore con un enorme potenziale di crescita nell’attuale transizione ecologica: attualmente il 59% del rame prodotto in Cile viene utilizzato per la conduttività elettrica e la domanda aumenterà sempre più col graduale passaggio all’elettromobilità (un’auto elettrica consuma quasi 4 volte più rame di un veicolo convenzionale).

Nel settore si prevede un flusso di investimenti per il 2021-2023 di ben 23,3 miliardi di dollari e di un aumento del 20% della produzione di rame entro il 2030, al netto del fatto che il Cile possiede il 23% delle riserve mondiali di rame.
Ambasciata e Ice sottolineano, quindi, che le opportunità per gli esportatori italiani del comparto automazione sono cospicue in relazione a miglioramenti in termini di sicurezza, produttività, costi e tutela dell’ambiente; così come in relazione a tecnologie di miglioramento nella fusione e raffinazione, idrometallurgia, raffinazione, macchinari e strumenti per la costruzione, il recupero di parti e il controllo industriale.
Ad esempio, lo studio di mercato nota che le fonderie e le raffinerie, in termini generali, hanno una tecnologia obsoleta. Piú in generale, nel minerario si impiega un’elevata quantitá di macchinari pesanti, ció che dischiude opportunitá per gli esportatori di macchine utensili adatte per i diversi processi produttivi dell’estrazione mineraria.
Le tecnologie 4.0 consentono operazioni integrate, aumentano la produttività, permettono di ridurre i costi e di aumentare la redditività delle aziende. Facilitano inoltre l’ottimizzazione della gestione degli asset, una migliore gestione e disponibilità delle informazioni tramite la disponibilità di dati online per poter prendere decisioni in settori come la manutenzione, il monitoraggio remoto delle operazioni, i modelli di simulazione per la progettazione ottimizzata.
Far coincidere la domanda cilena con l’offerta italiana è perciò un obiettivo raggiungibile, sottolineano Ambasciata e Ice. L’Italia, infatti, pur non essendo un Paese minerario, produce macchinari e attrezzature per il controllo e l’automazione industriale di altissima qualità. Il campo di applicazione dei componenti e delle tecnologie meccatroniche per la potenza fluida, la trasmissione di potenza, il controllo e l’automazione intelligente dei prodotti e dei processi industriali copre ampliamente la catena di fornitura di tutti i macchinari di beni strumentali.
Per avere una copia dello studio basta scrivere a santiago@ice.it. (aise) 




Kenya: l’Italia per lo sviluppo di impresa e creazione di impiego

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5kenyaLo scorso 29 luglio, l’Ambasciatore d’Italia in Kenya, Alberto Pieri, e la Rappresentante dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) per il Kenya, Kawira Bucyana, hanno firmato un accordo di cooperazione che dà il via ad un’iniziativa per potenziare l’Acceleratore di Imprese E4Impact, basato a Nairobi. L’accordo è stato controfirmato dal Titolare della Sede di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Giovanni Grandi.
Il Centro di Accelerazione e Incubazione delle imprese E4Impact rappresenta un centro di eccellenza nel Paese, ed è stato istituito nel 2018 grazie al sostegno della Cooperazione Italiana e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nonostante la recente creazione, il Centro è diventato nel giro di pochi anni un punto di riferimento nell’ecosistema imprenditoriale del Kenya, offrendo servizi di assistenza legale, finanziaria, di formazione e mentoring a più di 40 imprese e start-up locali.

Oggi il Centro ha una doppia funzione di acceleratore e incubatore, sostenendo sia l’avvio che il potenziamento di piccole e medie imprese (PMI) locali selezionate anche in base al loro potenziale impatto sociale, economico e ambientale e con attenzione all’imprenditorialità femminile e giovanile. Dalla sua creazione, l’Italia ha investito oltre 2,8 milioni di Euro per il potenziamento del Centro, a cui si aggiungono gli ulteriori 600.000 Euro di contributo italiano a UNIDO sanciti dall’accordo di cooperazione firmato questa mattina.
L’agenzia onusiana avrà il compito di prestare assistenza tecnica per espandere l’offerta formativa del Centro, aumentandone l’autonomia e l’efficacia.
L’iniziativa rappresenta un progetto pilota nel campo del partenariato tra il mondo accademico, il settore privato e le istituzioni pubbliche (il cosiddetto approccio triple helix) per promuovere l’imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro in Kenya.

“Attraverso questo investimento, l’Italia intende creare un ambiente favorevole per il rafforzamento del settore privato e per promuovere ricerca, innovazione, formazione, creazione di posti di lavoro e sviluppo tecnologico”, ha detto l’Ambasciatore Pieri. “Piccole e medie imprese, in Kenya come in Italia, hanno un ruolo di particolare rilievo, arrivando a contribuire a circa l’80% del prodotto interno lordo e al 70% dell’occupazione totale. Il nostro sostegno all’imprenditoria giovane e dinamica che caratterizza il Paese vuole permettere ai giovani imprenditori e imprenditrici di esprimere al meglio le proprie potenzialità e trasformarsi in volano di sviluppo sostenibile”.
“Il sostegno all’impiego, alla nascita e all’espansione di piccole imprese rappresenta un elemento qualificante per l’azione della Cooperazione italiana in Kenya”, ha aggiunto Giovanni Grandi, Titolare della Sede AICS di Nairobi. “In Kenya, AICS è impegnata con iniziative dedicate alla creazione di impresa di impiego, ma il sostegno al settore privato e la creazione di reddito è trasversale ai nostri interventi nel Paese. Si tratta di un elemento fondamentale e necessario per la crescita economica sostenibile, ma anche per l’affermazione di principi democratici e partecipativi”.

UNIDO, ha affermato Kawira Bucyana, “è lieta di collaborare con E4impact per migliorare il contributo delle PMI alla crescita economica del Kenya”, di UNIDO. “Questo progetto rappresenta un’opportunità per favorire la collaborazione tra partner dei settori pubblico e privato, potenziare l’impatto con un approccio sostenibile. Il progetto viene realizzato all’interno del nostro quadro programmatico quinquennale, il “Program for Country Partnership (PCP)”, firmato nel 2021 dal Presidente Uhuru Kenyatta. Il PCP è il modello innovativo di UNIDO per accelerare lo sviluppo industriale inclusivo e sostenibile negli Stati membri”.
L’iniziativa “Miglioramento dei servizi di accelerazione delle imprese attraverso un approccio di partnership pubblico-privato” del valore di 600.000 Euro ha una durata prevista di due anni ed è realizzata da UNIDO con fondi della Cooperazione Italiana.
L’obiettivo è il consolidamento della presenza e dell’offerta formativa del Centro di Accelerazione di Imprese E4Impact grazie all’expertise di UNIDO.
Il fulcro dell’intervento si basa sull’identificazione dei settori con la potenzialità di creare posti di lavoro inclusivi e sostenibili e che siano in linea con le strategie e i piani nazionali di crescita economica. L’iniziativa interviene su due assi principali: l’ampliamento delle partnership di E4Impact e la realizzazione di programmi di formazione.
Le piccole e medie imprese selezionate dal Centro verranno sostenute con attività di supporto tecnico e sviluppo delle competenze imprenditoriali e tecniche, con focus speciale su giovani e donne.
L’iniziativa è complementare al progetto “Incubatore d’Impresa e Innovazione Energetica in Kenya” realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con la Fondazione E4Impact e AVSI. Il progetto, attualmente in corso di realizzazione, ha il valore di 2,3 milioni di Euro per una durata di tre anni e ha l’obiettivo di consolidare il Centro di Accelerazione E4Impact, potenziandone le attività e migliorandone le infrastrutture. (aise) 




Lamborghini record: 5.090 auto consegnate in sei mesi

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gallardo and assembly line e1659450886481Automobili Lamborghini conferma il trend positivo di inizio anno con un nuovo record: si è appena chiuso il semestre migliore di sempre sotto il profilo di vendite, fatturato e margini. Le consegne globali si attestano a 5.090 unità (+4,9%), mentre sul fronte degli indicatori finanziari il fatturato ha raggiunto 1,332 miliardi di euro, in aumento del 30,6% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Anche il risultato operativo ha fatto registrare un incremento del 69,6%, passando da 251 a 425 milioni di euro. Il corrispondente margine operativo ha raggiunto il 31,9%, superando il 24,6% raggiunto nello stesso periodo del 2021.

“SEMESTRE STRAORDINARIO NONOSTANTE LO SCENARIO GEOPOLITICO INCERTO”

“L’aumento della profittabilità di questo primo semestre è stato guidato dall’aumento dei volumi, dal mix prodotto, dall’incremento delle personalizzazioni e dai positivi tassi di cambio”, spiega la casa di Sant’Agata Bolognese. “Chiudiamo un semestre straordinario, nonostante le continue incertezze date dallo scenario geopolitico. E le prospettive sono altrettanto positive: gli ordini raccolti coprono già tutto il 2023“, assicura Stephan Winkelmann, presidente e ad di Lamborghini.

PERFORMANCE IN CRESCITA RISPETTO AL 2021

“Lamborghini sta affrontando questo periodo di grandi sfide con successo, grazie a una chiara strategia di lungo periodo, sostenuta dalla forte attrattività che caratterizza il marchio. I risultati del primo semestre confermano il trend positivo e rafforzano la convinzione di poter chiudere l’esercizio con risultati in forte crescita rispetto all’anno precedente“, commenta Paolo Poma, managing director e direttore finanziario della casa automobilistica.

GLI STATI UNITI SONO IL PRIMO MERCATO

Le consegne Lamborghini sono distribuite in maniera bilanciata su tutte e tre le macro-regioni in cui Lamborghini è presente, America, Asia Pacifico ed Emea (Europa-Middle East e Africa), che si spartiscono rispettivamente il 34%, il 25% e il 41% dei volumi globali. Nel dettaglio, gli Stati Uniti si riconfermano il primo mercato (1.521 unità), seguiti da Mainland China-Hong Kong e Macao (576), Germania (468), Regno Unito (440) e Medio Oriente (282). In termini di modelli, il Super SUV Urus assorbe il 61% delle vendite, contro il 39% dei modelli supersportivi Huracán e Aventador, quest’ultima a fine produzione.

agenzia DIRE – www.dire.it




La Fondazione Politecnico di Mlano apre “Fellows” negli USA

3rettorato

3rettoratoNasce FPM.US – Fellows of Politecnico di Milano USA, la Fondazione Politecnico di Milano negli USA: una Fondazione di diritto americano che punta a consolidare la rete politecnica negli Stati Uniti, implementando il lavoro che da anni viene portato avanti dal Chapter Alumni Polimi North America.
“L’obiettivo è quello di potenziare la rete politecnica in Nord America, a supporto delle missioni dell’Ateneo (formazione, ricerca e impatto sociale), appoggiandoci a uno dei nostri maggiori asset: gli Alumni”, afferma il presidente di Fondazione Politecnico di Milano, Andrea Sianesi.

Sono infatti circa 2000 gli Alumni del Politecnico che risiedono e lavorano negli Stati Uniti, una quota significativa degli oltre 15 mila laureati che risiedono e svolgono le proprie attività fuori dall’Italia.
Continua Sianesi: “FPM.US servirà a facilitare le collaborazioni con istituzioni e aziende radicate nel contesto americano, che segue dinamiche diverse da quelle italiane e per questo necessita di uno strumento specifico”.
L’azione del nuovo ente – spiega il Politecnico – si svilupperà seguendo tre direttrici principali: prima di tutto FPM.US è una charity, uno strumento di fundraising che permetterà di replicare negli Stati Uniti forme di raccolta fondi simili a quelle che l’Ateneo già promuove in Italia, dedicate alle borse di studio, a progetti didattici speciali o a progetti di ricerca specifici; in questo caso l’obiettivo sarà anche quello di finanziare, più in particolare, borse per periodo di studio, stage e ricerca negli Stati Uniti.

Una seconda linea d’azione va nella direzione di potenziare la cooperazione bilaterale tra Italia e Stati Uniti per la ricerca scientifica, sviluppando progetti congiunti sia con centri di ricerca di eccellenza che con aziende.
Infine, FPM.US sarà impegnata in azioni volte specificamente a supportare i laureati del Politecnico di Milano, offrendo loro nuovi sbocchi professionali e un solido network di Alumni USA a cui far riferimento.
Presidente di FPM.US è Mauro Porcini, alumnus Polimi attualmente Senior Vice President e Chief Design Officer di PepsiCo.

Fanno parte del board il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, il Presidente di Fondazione Politecnico di Milano Andrea Sianesi, il Presidente di Alumni Politecnico di Milano Enrico Zio, il Direttore Generale di Fondazione Politecnico di Milano Eugenio Gatti e il professor Luigi De Nardo, insieme agli alumni negli Stati Uniti: Alessandra Carriero, Paolo Ciuccarelli, Annalisa Conti, Sebastiano Peluso, Alberto Sangiovanni Vincentelli, Patrizio Sbaragli, Corrado Toxiri. (aise) 




Oltre 228 mila Euro per la promozione dei vini liguri nei Paesi extra Ue

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30ulivi Oltre 228 mila euro. È questa l’entità del finanziamento previsto da Regione Liguria per la campagna vitivinicola 2022/2023, destinata alla promozione dei vini liguri nei Paesi extra Ue. L’approvazione è arrivata dalla Giunta regionale, su proposta del vice presidente con delega all’Agricoltura Alessandro Piana, che ha reso disponibili i finanziamenti. Le misure coprono il 50% delle spese per le azioni promozionali e, per garantire l’accessibilità a un numero consistente di fruitori, definiscono come soglia minima di contributo concedibile 30 mila Euro per i progetti regionali e 1.000 Euro per ciascun paese terzo in cui si promuove il prodotto. Le domande e le proposte progettuali, devono pervenire le ore 12 del 31 agosto 2022 a mezzo posta certificata.
“L’alta qualità dei nostri vini e la necessità dei produttori di conquistare fette crescenti di potenziali acquirenti oltreconfine convergono verso rinnovate misure che garantiscano l’accesso ai mercati internazionali con strumenti competitivi ed efficaci s-spiega Piana-. Lo stanziamento, nel dettaglio, vede 114 mila Euro destinati a progetti regionali e la medesima quota per progetti multiregionali con partecipazione della Regione Liguria”.

Finanziamenti anche per l’artigianato ligure che festeggia l’allargamento alle imprese under 35 o neo-costituite per quanto concerne il finanziamento da 10,9 milioni di Euro attivato a luglio 2021 dalla Regione. “L’artigianato, specie in quest’ultimo periodo di crisi, si è confermato elemento di stabilizzazione occupazionale, radicamento sociale e sviluppo economico essenziale per la Liguria -sottolinea l’assessore alle Attività produttive Andrea Benveduti-. A poco più di un anno dall’attivazione di Garanzia artigianato Liguria, recependo le richieste delle associazioni di categoria, abbiamo deciso di aprire a giovani e neo imprenditori la possibilità di accedere a contributi a fondo perduto per un massimo di 20 mila Euro a domanda”.
“Grazie a questa nuova opportunità -aggiunge l’assessore-, non solo le imprese interessate avranno la copertura regionale del 60% dell’investimento, ma potranno per la restante parte dell’investimento accedere a finanziamenti garantiti dai Confidi convenzionati a Garanzia artigianato Liguria”. (aise)




Promozione eccellenze agroalimentari, grazie a nuove risorse disponibili oltre 1,7 milioni

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30formaggiprosciuttoUlteriori 150mila euro per nuove risorse di promozione per le eccellenze toscane: la Giunta di Regione Toscana approva una delibera presentata dalla vicepresidente e assessora all’agroalimentare, Stefania Saccardi. In questo modo, si mette a disposizione per le attività di promozione delle produzioni agroalimentari regionali di qualità e dell’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari. Si tratta di risorse che integrano l’accordo per la promozione dell’agroalimentare toscano, sottoscritto nel febbraio dello scorso anno con la Camera di commercio di Firenze. Il complesso dei finanziamenti adesso disponibili, per il triennio 2021-23, è di oltre 1,7 milioni di euro.
“Rafforziamo uno strumento fondamentale per le nostre politiche di promozione e internazionalizzazione – spiega la vicepresidente Saccardi – e lo facciamo in un momento di rilancio del settore, dopo le difficoltà determinate dalla lunga crisi pandemica e, ora, i contraccolpi della crisi internazionale scatenata dall’aggressione russa all’Ucraina. Con queste risorse aggiuntive – prosegue – puntiamo ad assicurare alle attività del 2022 le ottime performance ottenute negli anni precedenti e a garantire l’avvio delle attività per il prossimo anno”.
Cuore dell’accordo Regione Toscana-Camera di Commercio è la programmazione e l’organizzazione di iniziative e eventi per promuovere l’agroalimentare toscano di qualità e favorire l’internazionalizzazione delle imprese, primi fra tutti il BuyWine Toscana, PrimAnteprima, la Selezione regionale degli oli extravergini DOP/IGP, il BuyFood Toscana. Tutte iniziative volte a migliorare la competitività delle imprese a favore delle produzioni vitivinicole, agricole e agroalimentari certificate di qualità. (aise)




Semplificazione fiscale/ Confsal-Unsa Esteri: il parlamento continui a lavorare per l’approvazione

confsal unsa

confsal unsa“Le dinamiche politico-istituzionali di questi ultimi giorni hanno di fatto stravolto la ordinaria prosecuzione dei lavori parlamentari su provvedimenti tanto attesi soprattutto dai nostri lavoratori oltre confine, tra questi il decreto semplificazione fiscale, al quale era stato depositato l’emendamento recante l’introduzione dell’assegno familiare compensativo del vecchio assegno al nucleo, di cui appare urgente l’approvazione”. Lo dichiara in una nota Iris Lauriola, Segretario Nazionale della CONFSAL-UNSA ESTERI.
“Come è stato più volte ribadito dalla nostra Sigla, – spiega Lauriola – in una fase delicata come quella in atto, nella quale i nostri lavoratori sono stati privati di spettanze legittime e che si configurano come un chiaro e inderogabile diritto acquisito, e nella quale molti di loro non hanno nemmeno potuto beneficiare di un adeguamento retributivo “reale” ai sensi dell’articolo 157 del dpr 18/67 per oggettiva insufficienza di fondi sul capitolo, apparrebbe un azzardo chiedere anche un surplus di lavoro per la predisposizione degli adempimenti elettorali oltre confine: pertanto lasciare questo scenario invariato alla vigilia di nuove quanto inaspettate elezioni mette a rischio la tenuta e la stabilità delle nostre sedi all’estero”.
Lauriola conclude: “Per questo rivolgo un invito a tutti i Parlamentari sensibili alle tematiche estere, in particolare ai Parlamentari eletti all’estero, affinché si adoperino nelle sedi competenti ai fini della rettifica di questo scenario iniquo, nella prospettiva di consentire l’approvazione in Aula della proposta condivisa, al fine di creare le condizioni “minime” tra i nostri lavoratori per poter affrontare quest’altra sfida per la nostra rete oltre confine. Il nostro è un invito al buon senso e alla responsabilità, ma anche un ringraziamento per chi in merito si sta prodigando in Parlamento, alla vigilia di una campagna elettorale dalla complessità senza precedenti”. (aise)