Granarolo, 10 mln da Simest per investimento nel mercato Nord Americano

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latte brocca ftliaCon un investimento di 10 milioni di euro, Simest, società del Gruppo Cdp che sostiene la crescita delle imprese italiane nel mondo, ha acquisito una partecipazione del 49% nella Granarolo Usa, controllata americana della Società italiana leader nel settore lattiero-caseario. L’operazione è stata effettuata attraverso risorse proprie e con l’intervento del Fondo di Venture Capital, strumento agevolativo che Simest gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Le risorse contribuiranno alla crescita del Gruppo bolognese nell’area nordamericana, in linea con la strategia di sviluppo internazionale e di valorizzazione della filiera italiana del latte. La prima di queste operazioni riguarda l’acquisto di Calabro Cheese, società lattiero- casearia, specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti freschi, in particolare ricotta e Simest è la società del Gruppo Cdp che supporta la crescita e la competitività delle aziende italiane nel mondo, con un focus sulle Pmi.

Simest affianca l’impresa per tutto il ciclo di sviluppo internazionale, dalla prima valutazione di apertura a un nuovo mercato fino all’espansione e consolidamento attraverso il sostegno agli investimenti diretti esteri. Tre le linee di attività: Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, Supporto all’Export credit e Partecipazione al capitale.

Il Gruppo Granarolo (77,48% Consorzio Granlatte, 19,78% Intesa Sanpaolo, 2,74% Cooperlat), rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 600 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 720 automezzi per la distribuzione, che movimentano 850 mila tonnellate/anno e distribuiscono quotidianamente in circa 50 mila punti vendita per servire 20 milioni di famiglie italiane.

Il Gruppo comprende due realtà diverse e sinergiche: una cooperativa di produttori di latte – Granlatte – che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima – e una società per azioni – Granarolo S.p.A. – che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 11 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 siti produttivi in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito ed 1 in Germania.

Nel 2020 il Gruppo ha realizzato un fatturato di 1.280 milioni di Euro, occupando 2.454 dipendenti.

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Brasile: la campagna “Paixão Alimenta” di Fiat raccoglie oltre 140 tonnellate di cibo

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29fiatbrasileSAN PAOLO\ aise\ – Paixão Alimenta, il progetto di responsabilità sociale di Fiat in collaborazione con la rete dei concessionari, che ha incoraggiato la donazione di cibo in tutto il Brasile, ha raccolto nella sua prima azione oltre 140 tonnellate di generi alimentari. Ne dà notizia la Camera di Commercio Italiana a San Paolo, spiegando che la campagna, completata a dicembre, ha avuto il contributo e il coinvolgimento di persone in tutto il Paese. Al servizio degli enti di beneficenza registrati nel programma, più di 11.000 famiglie hanno ricevuto donazioni di cesti alimentari di base raccolti con l’azione. La quantità totale di cibo ottenuta rappresenta più di 355 mila pasti. Nel corso di quest’anno, il progetto si amplierà e avrà nuove azioni sociali a favore della società.
Le donazioni sono state raccolte presso le concessionarie partecipanti in tutto il Brasile e inviate alle famiglie in diverse città brasiliane, come Belo Horizonte (MG), Recife (PE), Rio de Janeiro (RJ), San Paolo (SP) e Brasilia (DF), tra gli altri. La campagna ha avuto anche il contributo di Fiat con 4,5 tonnellate di generi alimentari e dei dipendenti Stellantis, che hanno consegnato la spesa ai rispettivi luoghi di lavoro.
“Vogliamo ringraziare ogni persona che è stata toccata dall’adesione alla nostra campagna. Non avremmo potuto realizzare questo progetto senza la collaborazione dei concessionari, che ci hanno aiutato in ogni fase e, ovviamente, senza la mobilitazione di tante persone che si sono impegnate per la causa e hanno fornito solidarietà attraverso ogni cibo donato. Grazie di cuore a tutti”, il commento di Herlander Zola, Direttore Brand Fiat per il Sud America e le Operazioni Commerciali Brasile. “Siamo super orgogliosi dell’importante risultato che siamo stati in grado di fornire con il progetto. Poter portare cibo a queste famiglie è molto gratificante. Ci riempie il cuore di speranza”.
L’iniziativa ha avuto il sostegno del 95% delle concessionarie sul territorio nazionale ed è stata portata avanti fino al 17 dicembre. Sono state inviate donazioni di alimenti non deperibili a soggetti sociali iscritti al programma che svolgono attività di assistenza sociale nei confronti del pubblico che si trova in una situazione di vulnerabilità sociale. Parte della donazione è stata inviata alle istituzioni iscritte al programma Mesa Brasil Sesc, una rete nazionale di banche alimentari gestita da Sesc che opera contro la fame e lo spreco, con l’obiettivo di contribuire alla promozione della cittadinanza e al miglioramento della qualità della vita delle persone in situazione di vulnerabilità. (aise) 




Il formaggio Piave Dop alla conquista della grande distribuzione tedesca

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25piavedopBELLUNO\ aise\ – Grazie al Consorzio di Tutela e al progetto di promozione Nice To Eat-EU, il Formaggio Piave DOP da tempo prosegue la sua rapida corsa alla conquista dei territori europei. Allargando gli orizzonti anno dopo anno, il Formaggio Piave DOP ha di fatto conquistato una posizione nel mercato di una meta molto ambita, quella del mercato tedesco, sia per la vicinanza con il suo paese di origine sia per la presenza di numerosi prodotti concorrenti.
A dicembre 2021 è stata infatti ufficializzata la partnership con una fra le più importanti catene della grande distribuzione tedesca, il Gruppo Edeka, che si farà portavoce del progetto Nice to Eat-EU e dell’eccellenza del Formaggio Piave DOP, protetto e promosso dal Consorzio di Tutela.
Già a partire dai primi giorni del mese di dicembre dello scorso anno, presso moltissimi negozi della catena i consumatori hanno potuto trovare ed acquistare alcune fra le più note ed apprezzate stagionature di Formaggio Piave DOP, come ad esempio il Fresco, il Vecchio Selezione Oro e il Mezzano.
In ogni punto vendita sono stati posizionati specifici espositori e materiale pubblicitario e sono state effettuate numerose promozioni a tema. Lo scopo è di comunicare ai clienti tedeschi le specificità di questo prodotto, le sue origini e le caratteristiche della DOP; non solo, spazio al materiale informativo per incuriosire riguardo al progetto di promozione europeo Nice To Eat-EU.
Il Consorzio di Tutela promuove il marchio del formaggio Piave DOP e la divulgazione di corrette informazioni sulle specificità del prodotto, oltre alla comunicazione on e offline per favorirne la conoscenza e ampliarne il consumo. (aise) 




I venti di guerra in Ucraina affondano le borse

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165831972 22e450a4 7508 4bf9 b48e 009c863bbff0AGI – Mercati in profondo rosso nella prima seduta settimanale, affossati dalle tensioni geopolitiche internazionali con i timori di un’escalation tra Russia e Ucraina. Occhi puntati sulla riunione del Fomc, il comitato direttivo della Federal Reserve, che mercoledì dovrebbe annunciare il primo rialzo dei tassi dell’anno già a partire da marzo.

Sullo sfondo permangono sempre le preoccupazioni per la variante Omicron che sembra comunque aver raggiunto (o esserci vicino) l’apice della sua diffusione nel Vecchio Continente. Una congiuntura che ha tramortito i principali listini europei (‘bruciati’ quasi 390 miliardi di euro in una sola sessione), con il Dax di Francoforte in flessione del 3,81%, Parigi-3,97%, Londra -2,66%.

La peggiore in Europa è stata la Borsa di Milano, nel giorno in cui sono iniziate le votazioni per eleggere il futuro presidente della Repubblica: il Ftse Mib è crollato del 4,02% perdendo la soglia dei 26 mila punti attestandosi a quota 25.972 punti.

Tutte negative le blue chips, con le vendite che hanno bersagliato soprattutto i titoli del comparto industriale: Stellantis -7,39%, Cnh -6,58%, Pirelli -5,47%. Piu’ contenuto il ribasso di Tim (-2,48%), in un momento molto ‘caldo’ per il settore italiano delle telecomunicazioni e in attesa del nuovo piano industriale della principale compagnia telefonica del Paese e della risposta alla proposta di Kkr di rilevare l’intero capitale della società.

Sullo sfondo, le indiscrezioni su una possibile fusione tra le attività italiane di Vodafone e Iliad. Grande attenzione allo spread tra Btp e Bund tedeschi, uno dei termometri più sensibili per testare le tensioni politiche italiane: ebbene, nel giorno dell’inizio delle votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, e dopo un’apertura poco mossa, lo spread tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco ha chiuso a 144 punti base, dai 141 punti di venerdì, in aumento dello 0,26%; il rendimento si è attestato all’1,35%.

Gli analisti di Equita e della banca commerciale britannica NatWest hanno confermato che per i mercati finanziari lo scenario preferibile nella corsa al Quirinale sia quello di un Mattarella-Bis con Mario Draghi confermato alala guida del governo. In alternativa, sostengono gli esperti di Equita, l’ipotesi migliore sarebbe quella di eleggere Draghi alla carica di presidente della Repubblica, mentre sarebbe da evitare la scelta di un terzo nome non condiviso.

Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio dopo un iniziale rialzo dovuto ai timori di interruzioni dell’offerta per le crescenti tensioni tra Russia e Ucraina, hanno inverito la tendenza e si muovono in calo con il Wti in flessione del 3,30% a 82,28 dollari al barile mentre il Brent retrocede del 2,85% a 84,58 dollari al barile.

Per quanto riguarda i cambi, l’euro ha chiuso in calo in zona 1,1310 dollari; il biglietto verde ha guadagnato terreno anche nei confronti dello yen a quota 113,90. Sostanzialmente stabile a circa 128,80 il cambio tra la divisa unica europea e la valuta giapponese. Infine, caduta libera per il Bitcoin che perde oltre il 5% toccando un un minimo a 33.685 dollari, il valore piu’ basso dallo scorso giugno: con questi dati la criptovaluta ha quasi azzerato tutti i guadagni registrati da gennaio 2021, quando si attestava intorno ai 33 mila dollari.




In Italia più di un lavoratore su dieci è povero. “Sperimentare il salario minimo”

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people 2557396 1280 e1612782881710ROMA – Lavorare non è sempre sufficiente per non essere poveri, e questo non è vero solo in Italia. “Nel nostro Paese il fenomeno della povertà lavorativa è più marcato che negli altri Stati europei: l’indicatore di Eurostat mostra che nel 2019 l’11,8% dei lavoratori italiani era povero, contro una media europea del 9,2%. La pandemia da Covid ha presumibilmente esacerbato il fenomeno, esponendo a più alti rischi di disoccupazione chi aveva contratti atipici e riducendo il reddito disponibile di chi ha avuto accesso agli ammortizzatori sociali e alle misure emergenziali introdotte per far fronte alle conseguenze della recessione”.

È quanto emerge dal documento conclusivo del gruppo di lavoro sulla povertà lavorativa in Italia, coordinato dall’economista Andrea Garnero e presentato con il ministro Andrea Orlando nel corso di una conferenza stampa.“Una strategia di lotta alla povertà lavorativa richiede una molteplicità di strumenti per sostenere i redditi individuali, aumentare il numero di percettori di reddito, e assicurare un sistema redistributivo ben mirato”, si legge. “Una strategia complessiva, però, dovrebbe anche affrontare le debolezze macroeconomiche e di politica industriale, le politiche per il lavoro (politiche attive, regolazione lavoro atipico, contrattazione) e gli investimenti in istruzione e formazione con l’obiettivo di aumentare quantità e qualità del lavoro nel nostro Paese”.

Gli economisti che hanno realizzato lo studio propongono di garantire i “minimi salariali adeguati” come “condizione necessaria”. Poi, “una volta fissato un minimo salariale per via contrattuale o legale, è essenziale che questo minimo sia rispettato“. Inoltre, In Italia, “solo il 50% dei lavoratori poveri percepisce una qualche prestazione di sostegno al reddito rispetto al 65% in media europea. In particolare, in Italia manca uno strumento per integrare i redditi dei lavoratori poveri, un in-work benefit (letteralmente trasferimento a chi lavora), che permetterebbe di aiutare chi si trova in situazione di difficoltà economica e incentiverebbe il lavoro regolare. Un in-work benefit in Italia dovrebbe assorbire gli ’80 euro’ e la disoccupazione parziale per arrivare a uno strumento unico, di facile accesso e coerente con il resto del sistema”.

A queste tre misure è possibile affiancare altre iniziative “per incentivare le imprese a pagare salari adeguati con forme di accreditamento oppure di ‘name and shame’ per chi, al
contrario, non rispetta la normativa sul lavoro. Per i lavoratori, poi, servono strumenti e campagne per aumentare la leggibilità dei contratti e dei vari strumenti di sostegno al
reddito per assicurarsi che i lavoratori che ne hanno bisogno possano avervi effettivamente accesso
. È importante, inoltre, un’adeguata e tempestiva informazione sulle prospettive pensionistiche per mettere in risalto i rischi derivanti dal cumulo di situazioni di svantaggio”, prosegue il documento.

Tra gli strumenti da mettere in campo, secondo il gruppo di lavoro del ministero guidato da Orlando, c’è anche “una sperimentazione di un salario minimo per legge o di griglie salariali basate sui contratti collettivi in un numero limitato di settori, caratterizzati da maggiore criticità. Un’opzione che, pur apportando solo una risposta parziale e non esente da complessità, potrebbe fornire una prima e temporanea soluzione mentre prosegue il dibattito sullo strumento più adatto a livello nazionale”.

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Le 5 professioni con più opportunità per il 2022

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pc portatile tastiera fg Mentre i trend d’oltreoceano ci fanno discutere di ‘great resignation’, delle dimissioni di massa di una fetta di popolazione insoddisfatta del proprio lavoro, l’Italia è in una situazione diversa: crescono gli occupati e, contemporaneamente, i lavoratori che non riescono a inserirsi nei circuiti produttivi. Le ampie oscillazioni dell’attività economica registrate in questi due anni di pandemia, inoltre, hanno determinato problemi di scarsità di manodopera in diverse aree, e un turnover più o meno forzato che ha prodotto, per chi cerca lavoro oggi, numerose opportunità di inserimento.
Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia italiana per il lavoro tutta digitale, ha analizzato gli annunci di lavoro in somministrazione nel mondo del retail, della logistica, del call center, dell’hospitality e dell’Ho.Re.Ca. scoprendo quali sono le cinque professioni con più opportunità di lavoro in somministrazione per il 2022.

Picker (e packer) per i dark store. I dark store sono la nuova frontiera del digital retail: sono quei punti vendita che si occupano esclusivamente dello shopping online. Non sono ancora popolari come la loro controparte tradizionale, ma rappresentano un fenomeno in enorme crescita, con ripercussioni in positivo nel mondo del lavoro. Secondo le stime di Jobtech questo nuovo settore è pronto ad assumere migliaia di dipendenti in tutta Italia. È prevista la creazione di micro centri di distribuzione di quartiere in cui lavoreranno solo rider, ‘picker’ – persone deputate alla preparazione degli ordini – ‘packer’ (i magazzinieri) e store manager.

Il cambiamento demografico, il progresso tecnologico, la digitalizzazione e la pandemia stanno trasformando notevolmente il lavoro nel settore della logistica, che non è mai stato così strategico e tecnologico.

Il responsabile della logistica di un’azienda diventa così un ‘responsabile della soddisfazione del cliente’, perché rappresenta l’anello di congiunzione con il consumatore finale, e ne determina per larga parte il livello di apprezzamento del servizio: l’analisi e l’automazione nei centri di evasione ordini aumenteranno la gamma di opzioni disponibili per costruire un carico, pianificare un percorso e confermare la disponibilità del cliente a ricevere la spedizione. Tutto ciò richiede personale formato, digitale ed esperto: i lavoratori che lo sono hanno davanti numerose opportunità di inserimento nei prossimi mesi.

Se il settore della ristorazione è stato, nel 2021, al centro di numerosi dibattiti che hanno coinvolto datori di lavoro, associazioni di categoria, difensori del reddito di cittadinanza e operatori precari, quel che resta a fine anno è la consapevolezza che la pandemia ha stravolto il comparto, producendo un drastico turnover della forza lavoro. Ciò comporterà, per il 2022, una spinta alle assunzioni di camerieri, barman, chef e pizzaioli. Le opportunità non mancheranno soprattutto per professionisti con esperienza, a cui si devono però garantire tutele e diritti.

Una delle cause della ‘Great Resignation’, rivelano le analisi, è la richiesta di un miglior bilanciamento tra vita e lavoro. Poter lavorare da remoto, in questo senso, rappresenta una forte leva per rendere più appetibile un posto di lavoro: i sostenitori della Yolo Economy – You Only Live Once, si vive una volta sola – potranno contare sulle numerose opportunità da remoto offerte dal mondo dei call center. Sono sempre di più, infatti, gli annunci relativi a lavori nel customer care o nelle inside sales, ma gestiti completamente da casa.

Quello della contabilità è un settore che si è rivelato particolarmente appetibile per i lavoratori in cerca nel 2021: in primis le donne e chi cerca opportunità di remote working. Richiede precisione, organizzazione e time management, oltre che competenze informatiche di buon livello. Nel 2022 ci saranno opportunità soprattutto per chi, oltre a queste skill, vanterà competenze nella sostenibilità: i contabili saranno sempre più strategici nel definire un approccio green dell’azienda, identificando le aree in cui è possibile ridurre i consumi e gli sprechi, o promuovendo operazioni volte a ridurre l’impatto ambientale del posto di lavoro.

“Il lavoro in somministrazione rappresenta spesso il punto di partenza, o di ripartenza, della forza lavoro -dichiara Paolo Andreozzi, founder di Jobtech- ed è una buona notizia che per loro il mercato offra numerose opportunità di inserimento. Colmare il mismatch tra domanda e offerta rappresenterà per il 2022 la vera sfida da affrontare per dare spinta allo sviluppo del Paese: in un momento storico di profondo cambiamento il lavoro del futuro dovrà essere ibrido (in parte remoto e in parte in presenza), digitale e sicuro”.

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Fiera Internazionale della Gioielleria di Tokyo: l’ambasciatore Benedetti visita il Padiglione Italia

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14benedettiTOKYO\ aise\ – L’ambasciatore d’Italia in Giappone, Gianluigi Benedetti, ha visitato il Padiglione Italia alla Fiera Internazionale della Gioielleria di Tokyo.
L’export del settore è cresciuto del 30%, raggiungendo il 17% del mercato e circa 330 milioni di euro. Una conferma dell’apprezzamento giapponese per la produzione italiana di eccellenza.
Un altro marchio italiano di fama mondiale in grande crescita sul mercato giapponese è Pomellato, il cui flagship store a Ginza Benedetti ha visitato nelle stesso giorno. Una visita “piacevole e interessante”, a conferma della straordinaria creatività del design e della qualità dei prodotti Pomellato nell’alta gioielleria Made in Italy. (aise)




Agnelli (Confimi Industria) a SkyTg24: “Impianti produttivi già fermi causa caro bollette. Viviamo in dumping energetico anche in Europa”

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downloadAgnelli (Confimi Industria) a SkyTg24: “Impianti produttivi già fermi causa caro bollette. Viviamo in dumping energetico anche in Europa”
Roma, 13 gennaio 2022 – “La bomba energetica non riguarderà il 2022, è iniziata già da diversi mesi tanto che diversi impianti e intere filiere hanno già fermato la produzione perchè non riescono più a soddisfare gli accordi economici presi con i clienti” così Paolo Agnelli intervenendo nella trasmissione economica di SkyTg24.
“Non siamo autosufficienti a livello energetico e per attuare la transizione ecologica siamo frenati dai ritardi della burocrazia. Si vuole convertire il paese a un’energia pulita? Si faccia come per i vaccini, si obblighi le aziende a installare senza limitazioni i pannelli solari” sottolinea provocando Agnelli.
Il timore è reale e non riguarda solo la transizione ecologica ma le molte azioni e sfide contenute nel PNRR “Per portare a casa il risultato e valorizzare i fondi europei, dovremmo operare in stile “commissario straordinario”, agendo in deroga e facendo i controlli ex post, punendo severamente chi sbaglia. Del resto non abbiamo il giusto numero di tecnici né a livello centrale né a livello locale e non possiamo lasciarci sfuggire questa opportunità”.

Eleonora Niro – Agenparl




Regione Marche e SIMEST (Gruppo CDP) insieme per sostenere la crescita all’estero delle imprese del territorio

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20export toscanaROMA\ aise\ – È stato siglato ieri, 12 gennaio, un accordo di collaborazione tra la Regione Marche e SIMEST, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene finanziariamente l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in particolare delle PMI.
L’intesa, firmata da Mirco Carloni, Vice Presidente della Regione Marche e Assessore alle Attività Produttive, e da Mauro Alfonso, Amministratore Delegato di SIMEST, ha l’obiettivo di promuovere l’internazionalizzazione delle imprese marchigiane attraverso gli strumenti finanziari offerti dalla società del Gruppo CDP.
In particolare, gli obiettivi dell’accordo sono promuovere i servizi di SIMEST attraverso iniziative congiunte di informazione e formazione sul territorio finalizzate a facilitare l’accesso da parte delle aziende marchigiane agli strumenti di finanza agevolata gestiti in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; fornire assistenza alle imprese nella definizione della strategia di crescita all’estero e nella strutturazione di progetti imprenditoriali, con l’obiettivo di sostenerle finanziariamente; favorire il sostegno a progetti e iniziative di internazionalizzazione che rientrino nelle tre linee di intervento offerte da SIMEST: Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, Investimenti in equity, Supporto all’export credit.
“L’accordo firmato oggi ci consente di promuovere – su un territorio che contribuisce in misura importante all’export nazionale – la nostra attività a sostegno del Made in Italy nel mondo – ha commentato Alfonso – Il nostro obiettivo è quello di favorire l’aumento di competitività delle imprese marchigiane già presenti internazionalmente, ma anche invogliarne altre ad aprirsi all’estero, sostenendole sin dalle fasi iniziali per tutto il percorso di internazionalizzazione”.
“La Regione Marche ha predisposto una strategia di sviluppo economico fortemente centrata sul sostegno dei processi di internazionalizzazione delle imprese. Per questo motivo abbiamo promosso accordi con le principali figure istituzionali in grado di garantire il supporto tecnico, di consulenza e finanziario di cui le aziende necessitano” ha dichiarato Carloni, aggiungendo: “Dopo ICE e SACE saluto con particolare entusiasmo l’accordo siglato oggi con SIMEST per garantire indispensabili strumenti di finanza agevolata sia alle imprese marchigiane già presenti sui mercati esteri che a quelle che si affacciano al processo di internazionalizzazione”. (aise) 




Opportunità di sviluppo e investimento in Costa Rica: il webinar dell’EuroCamera

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11costarSAN JOSÈ\ aise\ – Nell’ambito del processo di riattivazione economica, l’EuroCamera del Costa Rica, in collaborazione con la delegazione dell’Unione Europea nel paese, organizza a marzo un seminario virtuale sul tema “Opportunità di sviluppo e investimento nelle zone franche della Costa Rica”, rivolto alle imprese europee nei settori dell’agroindustria, delle energie rinnovabili, della mobilità “pulita” e del settore dei dispositivi medici e farmaceutici.
Il seminario, in programma il 10 marzo, nasce con l’intento di stringere nuovi legami commerciali con l’Unione Europea che, pur essendo già consolidati, hanno un ampio margine di crescita e sono ancora lontani dal raggiungere il livello degli scambi commerciali che il Paese ha con gli Stati Uniti.
Fondata nel settembre 2017, l’EuroCamera del Costa Rica è una federazione di camere di commercio bilaterali europee; le camere che la compongono sono quelle di Italia, Francia, Spagna, Germania, Belgio e Paesi Bassi. Ogni anno, una delle camere binazionali dirige la presidenza della federazione. Per l’anno 2021-2022 a guidare l’Eurocamera è la Camera di Commercio e Industria Italo-Costaricana.
Gli obiettivi dell’Eurocamera sono quelli di proporsi da interlocutore per i propri Associati dinanzi ai vari organi ed enti dell’Unione Europea; fornire supporto commerciale alle aziende in Costa Rica e nell’Unione Europea; sviluppare e agevolare l’attrazione di investimenti diretti europei in Costa Rica; incoraggiare gli investimenti e il commercio realizzando eventi, studi, seminari, workshop e pubblicazioni; fornire le informazioni, i servizi e il supporto necessari agli imprenditori per il miglior rendimento e successo delle loro attività; e, infine, promuovere la cooperazione con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle relazioni commerciali, industriali, economiche, finanziarie, di servizi e culturali tra il Costa Rica e l’Unione Europea.
L’Unione Europea – spiega la Camera di Commercio e Industria Italo-Costaricana – continua ad essere uno dei maggiori partner commerciali del Costa Rica, sia per le importazioni che per le esportazioni. C’è stata una crescita costante negli intercambi commerciali dalla firma dell’accordo di associazione fino all’inizio della pandemia. In Centro America, il Costa Rica ha l’offerta esportabile più diversificata e con il più alto valore aggiunto.
Obiettivo del seminario è, quindi, apportare fruttuosi benefici al progresso dell’economia nazionale.
Per partecipare al seminario è possibile registrarsi a questo link o inviare una e-mail a proyectos@eurocamaracr.com. (aise)