Ettore Colussi, una vita d’avventura!

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foto colussi 1 “Sognavo di fare più o meno quello che ho fatto: una scuola sub, una barca charter, un piccolo hotel sul mare. Poi la realtà mi ha sorpreso… e mi ha dato molto di più”.

Ettore Colussi, 63 anni vissuti con una grandissima passione per il mare, riassume così la sua vita che lo ha portato a essere uno degli italiani di maggior successo nella Repubblica Dominicana.

Innamorato dei Caraibi, lui, milanese, cresciuto in una normale famiglia medioborghese, dopo aver studiato sui banchi del Liceo Scientifico, coltiva la sua grande passione per il mare, per la vela, per il sub.

E ai Caraibi, in quella parte di Quisqueya che tanti italiani conoscono più comunemente come “Santo Domingo”, scopre un piccolo gioiello: un paese che si chiama Bayahibe dove, in seguito, si sarebbero stabiliti tanti italiani come lui. Era il 1986 e a Bayahibe esisteva un piccolo hotel, il Dominicus Beach, che si trovava in stato di abbandono.

Da quella sessantina di bungalows affacciati sul mare turchese dei Caraibi comincia la grande avventura di Ettore Colussi. Parla con alcuni amici, italiani e dominicani, acquistano il Dominicus e lo ristrutturano. Poi contattano un tour operator italiano ed i turisti cominciano ad arrivare.

Il successo è inarrestabile e, una decina d’anni dopo, il Dominicus fa parte della catena alberghiera Viva Resort, che oggi si chiama Viva Wyndham Resorts, con hotels, oltre che nella Repubblica Dominicana, a Grand Bahamas e in Messico.

“Viva è un nome di fantasia – spiega Colussi -, scelto tra tanti che fossero corti, allegri e pronunciabili in varie lingue. In particolare Viva era il nome di una barca a vela che mi piaceva negli anni Ottanta”.

foto colussi para portada“Siamo presenti in Repubblica Dominicana a Bayahibe, con il Dominicus Beach e il Dominicus Palace, a Las Terrenas con il Viva Samanà e il residenziale Sublime, a Cabarete con Viva Tangerine e a Puerto Plata con Viva Heavens. Presto lo saremo anche a Miches, con un nuovo villaggio. Poi in Messico, a Playa del Carmen, con Viva Maya e Viva Azteca, nelle Bahamas con Viva Fortuna e, in avanzato stato di studio, è un nuovo grande sviluppo a Negril, in Giamaica, una destinazione completamente nuova per noi.  Dopo quasi 35 anni di attività ci vuole, infatti, qualcosa di nuovo, anche se sempre nei Caraibi e nello stesso stile, quello del “Villaggio all inclusive”.

Colussi racconta che “il target di Viva è completamente trasversale. A seconda dei villaggi e della stagione può essere giovani, benestanti, 1 viaggio, coppie molto adulte… In comune è l’amore per il bel mare, la buona cucina e, soprattutto, un eccellente rapporto qualità-prezzo. L’animazione,  di giorno e sopratutto di sera, è molto importante e ci caratterizza rispetto alla concorrenza”.

Anche i figli di Ettore sono coinvolti nella azienda. La più grande, Dominique, segue la parte Club Viva e il più giovane, Diego, si occupa di marketing.

Nella Repubblica Dominicana, Viva dà lavoro normalmente a più di duemila persone, “anche se il Covid – afferma Colussi – ci ha obbligato a chiudere vari villaggi e a ridurre il personale in modo proporzionale. È stato un disastro totale per noi, da marzo a fine novembre dell’anno scorso. Ora stiamo iniziando a recuperare, ma molto molto lentamente, soprattutto per la mancata riapertura dei nostri mercati principali, in particolare quello europeo”.

Ettore Colussi è una persona molto dinamica.

Se non lo si trova nel suo ufficio, al Dominicus di Bayahibe, impegnato a lavorare, con il suo cellulare e il suo tablet “con cui mi connetto con tutto e tutti, qualunque cosa faccia” oppure nell’ufficio corporativo, si mantiene sempre in forma “andando in palestra e correndo quasi ogni giorno” afferma.

foto colussi 2“La mia giornata tipo non esiste – prosegue – A volte viaggio ai villaggi e passo il tempo a vedere come vanno. Quando non lavoro, amo tutti gli sport adrenalinici: parapendio, kite surf, moto fuoristrada e vado in barca a vela, con cui ho fatto il giro del mondo a pezzi, dal 2010 al 2018″.

Confessa di amare moltissimo la musica “soprattutto soft jazz, new age… ma anche, a volte, le canzoni italiane anni 70/80… le musiche della mia gioventù”

Legge i libri di avventura di Wilbur Smith (“Orizzonte, che mi sono trovato tra le mani recentemente”) e, quando gli chiediamo quale sia l’ultimo film che ha visto, risponde: “Film..? Fin troppi. Durante il Covid ho visto tutto Netflix!”.