Ferrero punta sul Messico: più produzione, occupazione ed export verso il Nord America

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Il Messico diventa sempre più importante nella strategia internazionale di Ferrero. Il gruppo italiano ha deciso di rafforzare la produzione nello stabilimento di San José Iturbide, nello Stato di Guanajuato, con un investimento di 86 milioni di dollari, destinato ad aumentare la capacità produttiva e a potenziare anche le infrastrutture energetiche dell’impianto.

L’obiettivo è ambizioso: portare nei prossimi cinque o sei anni la produzione messicana dalle attuali 35 mila tonnellate a circa 60 mila tonnellate. Una crescita che conferma il ruolo del Messico all’interno della rete industriale mondiale del gruppo di Alba.

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Dal Messico verso Stati Uniti, Canada e Centro America

Una parte crescente della produzione non resterà sul mercato messicano.

Attualmente circa il 45% della produzione Ferrero in Messico viene esportato. Con l’ampliamento dello stabilimento, l’azienda prevede di portare questa quota tra il 55% e il 60%, con Stati Uniti, Canada e Paesi dell’America Centrale tra le principali destinazioni.

Il Messico assume così una funzione che va oltre il semplice mercato nazionale: diventa una vera piattaforma produttiva per l’intera regione.

La scelta si inserisce nella strategia industriale di Ferrero, che negli ultimi anni ha già investito importanti risorse nello stabilimento di Guanajuato. L’impianto produce, tra gli altri prodotti, Nutella e diverse referenze della gamma Kinder.

Cresce anche l’occupazione

L’espansione avrà conseguenze anche sul piano occupazionale.

Ferrero conta oggi in Messico circa 2.300 dipendenti diretti e una rete di oltre 1.500 fornitori. L’aumento della capacità produttiva dovrebbe portare a una crescita del 18% della forza lavoro.

Non si tratta quindi soltanto di un investimento industriale: intorno allo stabilimento si sviluppa una rete di fornitori e servizi che coinvolge una parte più ampia dell’economia locale.

Il Governo dello Stato di Guanajuato ha sottolineato che l’investimento contribuirà sia all’aumento della produzione sia alla crescita delle esportazioni.

Un’azienda italiana in un Paese dove l’industria italiana è già presente

Ferrero non è un caso isolato.

Secondo l’Ambasciata d’Italia a Città del Messico, sono circa 2.300 le imprese italiane presenti in Messico, delle quali circa 200 hanno costituito impianti produttivi. Tra i gruppi presenti figurano aziende dei settori dell’energia, automotive, metallurgia, costruzioni, alimentare, farmaceutico e difesa.

Il Messico rappresenta quindi uno dei principali punti di presenza dell’industria italiana in America Latina.

Per Ferrero, la dimensione del mercato locale si combina con la possibilità di utilizzare il Paese come base per raggiungere altri mercati del continente.

Il consumatore messicano cambia le abitudini

L’espansione industriale arriva però in un momento nel quale anche il mercato interno presenta delle difficoltà.

Negli ultimi 18 mesi, secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato di Ferrero Messico e Centro America Paolo Cornero, i consumatori messicani hanno mostrato maggiore prudenza negli acquisti, orientandosi maggiormente verso i canali discount. L’azienda ha quindi scelto di assorbire parte dell’aumento dei costi delle materie prime, tra cui cacao e nocciole, per evitare aumenti dei prezzi.

Ferrero ha dichiarato di aver mantenuto invariati i prezzi dal gennaio 2025 e di prevedere, al momento, di proseguire con questa politica almeno fino a maggio 2027.

È una scelta che riguarda direttamente il rapporto con il consumatore messicano, in un mercato nel quale i prodotti dolciari non appartengono ai beni di prima necessità e sono quindi particolarmente sensibili alle variazioni del potere d’acquisto.

Prodotti pensati per il Messico

Un’altra parte della strategia riguarda proprio il modo di adattare l’offerta alle abitudini locali.

Ferrero sta introducendo prodotti e campagne destinati a distribuire le vendite durante tutto l’anno, invece di concentrarle soprattutto nel periodo settembre-dicembre.

Tra le novità indicate dall’azienda ci sono il gelato Nutella, versioni stagionali di alcuni snack e una particolare edizione dell’ovetto Kinder dedicata al Día de Muertos, con quattro personaggi ispirati alle tradizionali Catrinas messicane.

È un esempio di come una multinazionale italiana cerchi di combinare produzione globale e conoscenza delle caratteristiche culturali del mercato locale.

Il nodo dell’USMCA

Nella strategia di Ferrero pesa anche l’evoluzione dei rapporti commerciali nordamericani.

L’azienda guarda con attenzione alla rinegoziazione dell’USMCA, l’accordo commerciale tra Messico, Stati Uniti e Canada. Cornero ha sottolineato che le economie dei tre Paesi sono profondamente integrate e che l’eventuale riduzione di questa integrazione avrebbe conseguenze economiche rilevanti.

Per un’azienda che punta ad aumentare dal 45% fino al 55-60% la quota della produzione messicana destinata all’esportazione, l’evoluzione dei rapporti commerciali nordamericani rappresenta naturalmente un elemento da seguire con attenzione.

Il Messico sempre più importante per Ferrero

La scelta di Ferrero mostra dunque un fenomeno più ampio: il Messico non è soltanto un grande mercato di consumo, ma sta diventando sempre più una base industriale per servire l’intero continente nordamericano e l’America Centrale.

Per il gruppo italiano, aumentare la produzione significa sfruttare contemporaneamente il mercato interno e la posizione geografica del Paese.

E per l’Italia significa anche avere una delle proprie grandi aziende alimentari inserita stabilmente in una delle economie più importanti del continente americano.