Festival di Napoli 2020: vincono Imma D’Inverno ed Enrica La Femina

Festival di Napoli 2020

Festival di Napoli 2020Da pochissime ore si è conclusa la VI edizione del Festival di Napoli, primo Festival musicale al mondo completamente in diretta streaming.

Esperimento completamente riuscito se si contano tutte le condivisioni, le visualizzazioni e le interazioni che a conti fatti registrano in tutte e tre le serate oltre due milioni e mezzo di spettatori.

Parliamo subito dei vincitori e dei vari premi speciali assegnati in questa edizione, che nonostante la particolare situazione con le conseguenti forti limitazioni e difficoltà, si è svolta, con ferma volontà e ampio sacrificio, regolarmente.

I vincitori della VI edizione del Festival di Napoli sono:

  • Sezione New Generation

(La classifica è stata decisa dai Membri della Giuria Internazionale dei Media Partners)

1° classificato: ex aequo

  • Imma D’Inverno con Sta Città di M.Guida e G. Campagnoli
  • Enrica La Femina con ‘Na vota ancora di E. La Femina e G. Rienzo

Enrica La Femina Imma DInverno

3° classificato:

  • Soul Food Vocalist con Tutto in un sogno di S. Capriglione.

Premi Speciali:

Premio Speciale ANIA (Associazione Nazionale Italiana Artisti): Adelaide Cuciniello

Premio alla Carriera

agli autori:

  • Luciano Somma (autore del testo di Napule futtetenne con musica e interpretazione di Gustavo Martucci)
  • Giuseppe Donniacuo (autore del testo ‘O tiempo con musica di De Grosso e interpretazione di Massimo Penza

Premio Giuria Internazionale dei Media Partners per la Critica

  • Luca Sorrento con Comme vulesse di L. Esposito E. D’Alise
  • Stephano e Il Buono con A strada ‘e casa mia di S. Marcato, S. Commaruta e S.Giardino

 

  • Sezione Lyric

(I premi, a esclusione del Premio Giuria Internazionale dei Media Partners, sono stati assegnati dal Presidente di Giuria Dario Ascoli e dai membri Raffaella Ambrosino e Massimo Iannone)

Premio Mercadante

  • Rosita Rendina I’ te vurria vasa’ Ferdinando Russo – Eduardo di Capua 1900

Premio Troisi

  • Camilla Carol Farias La Danza di G. Rossini

Premio Napoli nel mondo

Premio Caruso (ex aequo)

  • Salvatore Minopoli Dicitincelle vuie Ernesco Fusco – Rodolfo Falvo 1930
  • Gennaro Monè Tu ca nun chiagne Libero Bovio – Ernesto De Curtis 1915
  • Marco Ferrante ‘A canzone ‘e Napule Libero Bovio – Ernesto De Curtis 1912
  • Gianluca Pantaleone Quanno tramonta ‘o sole Salvatore Gambardella – Ferdinando Russo 1911
  • Antonio Landolfi Fenesta ca lucive attribuito a Giulio Genoino per il testo e a Vincenzo Bellini per la musica

Premio “Ricomincio da 3”

  • Andrea Russo ‘A vucchella Gabriele D’Annunzio – Francesco Paolo Tosti 1907

Premio Mirna Doris

  • Annarita Terrazzano La Rosa di Saverio Mercadante

Premio Stream ‘e Napule:

  • Linda Petriccione Voce ‘e notte Eduardo Nicolardi – Ernesto De Curtis 1904

Premio Giuria Internazionale dei Media Partners Sezione Lyric:

Camilla Carol Farias/Gennaro Monè/Gianluca Pantaleone/Rosita Rendina

Conclusioni 

E’ stata portata a termine la VI edizione del Festival di Napoli avventura iniziata nel 2015 al Politeama e conclusasi (in attesa della settima prossima edizione del 2021) il 30 dicembre scorso di questo incredibile e tormentato 2020.

Chiunque in tempo di pandemia avrebbe inventato la scusa plausibile per non farla e per non mettere a repentaglio il rischio d’impresa. Lo hanno fatto in molti, quasi tutti.

Hanno osato solo chi ha avuto budget sostanziosi da Enti pubblici già previsti e contratti sponsor stellari da rispettare. Noi? Lo abbiamo fatto con nulla di tutto ciò.

Siamo scesi in campo a giocarci una partita senza storia, senza alcuna possibilità di vincerla… senza alcun pronostico a nostro favore. Invece, forti delle nostre pazze convinzioni, l’abbiamo vinta. Coraggio? Follia? Non è dato sapere ma quel che è certo è che quando ci metti passione, onestà e amore per l’arte, scatta uno strano meccanismo, una luce interiore che produce un tipo di forza e di potere spirituale da farti credere nella possibilità di un miracolo, e miracolo… è stato. Lo abbiamo fatto questo festival del 2020, permettendoci il lusso di farne addirittura due: uno in Albania ripreso dalla TV Nazionale a Durazzo con incredibili dati di ascolto (oltre 650.000) e l’altro in diretta streaming utilizzando un antico salotto napoletano di un vecchio casale in Umbria al posto di un teatro di prestigio a Napoli e con delle video/performance, al posto delle esibizioni live. Non basta. Ci siamo concessi un ulteriore lusso: quello di realizzare la seconda serata dedicata alla Lyric in Villa Bruno a San Giorgio a Cremano nello splendido scenario della storica fonderia agghidata a teatro. Qui ci siamo concessi il Tutto Live! Dati di ascolto complessivi? Oltre due milioni e mezzo. Per molti un successo inaspettato e senza precedenti, per noi un raggiungimento soddisfacente grazie a un lavoro svolto capillarmente con cura da sempre. A cosa è dovuto questo successo? In primis, ci abbiamo sempre creduto, in secundis è stato grazie alle linee guida che hanno indirizzato e distinto e caratterizzato, le tre serate.

La prima dedicata alla New Generation partenopea, la seconda alla Classic/Lyric napoletana e la terza alle Voci dal Mediterraneo. Una importante partecipazione in massa di popoli facenti parte del bacino del Mare Nostrum che più di qualsiasi altra cultura d’oltreoceano, del nord Europa o di quella orientale, ha da che spartire e condividere con noi e infatti da quei popoli e quelle terre, non sono mancate Bellezza, Cultura, Storia.

Un patrimonio immenso non solo musicale. Sia chiaro: chi ha vinto non è mai il singolo, pervaso dai propri personalismi, ma una squadra capace di lottare per una giusta causa, quella di valorizzare e riportare nella giusta dimensione attraverso l’evento festival, la canzone napoletana nel mondo.

La squadra ha un nome, si chiama: Festival di Napoli.

Ma allora, se noi abbiamo vinto, chi ha perso? Chi sono stati i nostri avversari? Non certo le personalità politiche sorde come Ulisse al richiamo di Partenope e neanche tutto un ambiente territoriale che contro di noi ha adottato un ostracismo silente e perverso, impaurito dalla nostra solare avanzata. Neanche avversari che prima o poi da soli verranno a sostenerci… se comprenderanno che un buon conto corrente personale non fa cultura. Il nemico è stato uno solo … il più forte di tutti, il più imprevedibile… temibile ma forse anche il più importante insegnante di vita e di morte mai esistito: il signor Covid-19.

Lo abbiamo battuto con il nostro coraggio di esistere, insistere, di amare e di comprendere la vita e l’importanza vitale delle sue arti, a partire dalla musica… dal Festival di Napoli.

Massimo Abbate