I figli di italiani nella Repubblica Dominicana possono ricevere una buona educazione nelle scuole dominicane?

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Quando una famiglia italiana decide di trasferirsi nella Repubblica Dominicana, ci sono molte domande da affrontare: la casa, il lavoro, la sanità, i documenti, il costo della vita.

Ma per chi ha figli, prima o poi arriva una domanda ancora più importante: dove studieranno i nostri figli?

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È una domanda che merita una risposta seria, perché scegliere una scuola non significa soltanto decidere dove trascorreranno una parte della giornata. Significa scegliere, almeno in parte, la preparazione culturale e professionale che avranno domani.

E allora possiamo chiederci: le scuole dominicane sono in grado di garantire ai figli degli italiani che vivono qui una buona educazione?

La risposta non può essere semplicemente sì o no.

Una scuola dominicana non è necessariamente una cattiva scuola

La Repubblica Dominicana ha fatto negli ultimi anni importanti investimenti nel settore dell’istruzione e dispone di scuole pubbliche e private con livelli molto differenti.

Esistono istituti privati bilingui e internazionali con programmi accademici molto strutturati, insegnamento delle lingue straniere, attività culturali e sportive e collegamenti con sistemi educativi internazionali.

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Alcune scuole private offrono inoltre programmi bilingui spagnolo-inglese e percorsi destinati a studenti di diverse nazionalità. Esistono quindi opportunità educative di buon livello, soprattutto per le famiglie che possono permettersi le rette delle scuole private più qualificate.

Ma questa è soltanto una parte della storia.

I dati internazionali fanno riflettere

Se guardiamo al sistema educativo dominicano nel suo complesso, emergono alcune difficoltà importanti.

I risultati PISA 2022 dell’OCSE mostrano che gli studenti dominicani di 15 anni hanno ottenuto risultati inferiori alla media OCSE in matematica, lettura e scienze.

In lettura, la Repubblica Dominicana ha registrato una media di 351 punti, contro i 476 della media OCSE. In matematica il punteggio medio è stato di 339 punti, contro 472 della media OCSE.

Sono dati che non possono essere ignorati.

Ma c’è anche un elemento positivo: rispetto al 2018, i risultati medi della Repubblica Dominicana sono migliorati in matematica, lettura e scienze. L’OCSE segnala quindi un progresso, anche se il divario con i Paesi più performanti rimane significativo.

Il problema della comprensione

Una delle questioni più importanti riguarda la capacità di comprendere ciò che si legge.

Il Ministero dell’Educazione dominicano dispone di valutazioni diagnostiche nazionali per gli studenti della terza e della sesta primaria e della terza secondaria, proprio per misurare competenze come lettura e matematica.

La questione è fondamentale.

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Un ragazzo può imparare a leggere correttamente le parole, ma avere difficoltà a comprendere un testo, individuare l’idea principale, fare collegamenti, interpretare informazioni implicite o distinguere un fatto da un’opinione.

E queste competenze diventano decisive quando si passa dalla scuola all’università e, successivamente, al mondo del lavoro.

Per una famiglia italiana c’è un problema in più

Per una famiglia dominicana la scelta della scuola è già importante.

Per una famiglia italiana che vive nella Repubblica Dominicana può esserlo ancora di più.

I figli degli italiani crescono infatti in un ambiente potenzialmente multilingue e multiculturale. A casa possono parlare italiano, fuori casa spagnolo e, se frequentano una scuola bilingue, anche inglese.

Questa può essere una straordinaria opportunità.

Ma soltanto se le lingue vengono realmente insegnate bene.

Un bambino italiano che frequenta una scuola dominicana dovrebbe poter uscire dal percorso scolastico con una buona conoscenza dello spagnolo, mantenere un rapporto solido con la lingua italiana e, possibilmente, acquisire una buona conoscenza dell’inglese.

Non è poco.

Pubblica o privata?

Qui entra in gioco una questione molto concreta.

Per una famiglia italiana che vive nella Repubblica Dominicana, la scelta spesso si presenta tra scuola pubblica, scuola privata dominicana, scuola bilingue o scuola internazionale.

Non esiste una risposta valida per tutti.

Una buona scuola privata può offrire strutture, classi meno numerose, programmi linguistici più articolati e maggiori possibilità di seguire individualmente lo studente.

Ma non bisogna confondere automaticamente il prezzo con la qualità.

Una retta elevata non garantisce necessariamente una preparazione eccellente. Prima di iscrivere un figlio sarebbe opportuno verificare il curriculum, la preparazione degli insegnanti, i risultati degli studenti, le lingue effettivamente utilizzate nelle diverse materie e soprattutto quale percorso viene offerto dopo la scuola.

E l’italiano?

C’è poi una domanda che riguarda direttamente la nostra comunità.

Che cosa succede alla lingua italiana?

Un bambino italiano che cresce nella Repubblica Dominicana rischia naturalmente di perdere progressivamente l’italiano se a casa non viene mantenuto un uso costante della lingua.

Non dovrebbe essere considerato un problema secondario.

Conoscere bene la lingua dei genitori significa mantenere un legame con la propria famiglia, con la propria cultura e con le proprie origini.

Per questo sarebbe interessante sviluppare maggiormente, anche attraverso le associazioni italiane presenti nel Paese, iniziative di sostegno alla lingua italiana rivolte ai bambini e ai ragazzi.

Una domanda che dovremmo porci

Alla fine, dunque, la domanda iniziale non ha una risposta semplice.

I figli degli italiani possono ricevere una buona educazione nella Repubblica Dominicana?

Sì, certamente possono.

Ma molto dipende dalla scuola scelta, dalla zona in cui si vive, dalle possibilità economiche della famiglia e soprattutto dalla qualità dell’istituto.

Il sistema dominicano presenta realtà molto diverse tra loro: accanto a scuole con difficoltà importanti esistono istituti privati e bilingui capaci di offrire percorsi educativi di buon livello.

Il vero problema è che non tutte le famiglie hanno le stesse possibilità di scelta.

Ed è proprio qui che dovrebbe concentrarsi il dibattito.

Perché una buona educazione non dovrebbe essere un privilegio riservato soltanto a chi può permettersi una scuola costosa.

Per una famiglia italiana che ha scelto di vivere nella Repubblica Dominicana, mandare i propri figli a scuola significa anche costruire il loro futuro.

E forse vale la pena ricordare una cosa semplice: si può cambiare casa, cambiare città, cambiare Paese. Ma gli anni di scuola di un bambino non tornano indietro.

Per questo la scelta della scuola merita molta più attenzione di quanto spesso siamo disposti a dedicarle.