Il baseball azzurro è italoamericano

La squadra italiana di baseball ha raggiunto i quarti di finale del World Baseball Classic. L’Italia del baseball non sembrava una squadra come le altre che siamo abituati a vedere: i giocatori indossavano bandane tricolori legate sulla fronte e si erano fatti crescere baffi e pizzetto per l’occasione. Le telecamere hanno insistito sui caffè che si sono presi in panchina, alcuni giocatori avevano i cornetti della fortuna legati ai lacci delle scarpe, e gesticolavano tra loro in maniera eccessiva, come si attribuisce agli italiani. A prima vista sembrava quasi la parodia di una nazionale italiana: la realtà è che l’Italia del baseball è composta quasi interamente da italo-americani nati e cresciuti negli Stati Uniti, molti dei quali sono stati in Italia solo a poche volte. Tra questi c’è ad esempio Joey Marciano, il cui padre era nipote del pugile Rocky Marciano e grazie a questa lontana parentela ha potuto scegliere di rappresentare l’Italia nel baseball. L’allenatore, dal canto suo, è Mike Piazza, grande ex giocatore dei New York Mets, che nel 2006 ha deciso di rappresentare anche l’Italia per esaudire un desiderio del padre, figlio di immigrati italiani. Poiché il baseball è ancora uno sport minore in Italia e a eccezione di alcune zone tra Toscana, Emilia-Romagna e Lazio è per lo più sconosciuto, la nazionale ha sempre incluso italo-americani della Major League, il miglior campionato del mondo.
dal Comites Panama