Il Brasile celebra la Giornata dell’Emigrante Italiano

italiani fuggono all'estero. 107mila nel 2015, tanti giovani

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Il ritratto di una famiglia italiana emigrata in Brasile presente nella mostra “Memorie e Migrazioni”, storia delle migrazioni dalla fine dell’800 sino ai gioni nostri, presso il Galata Museo del mare, Genova, 06 ottobre 2016.

Il Brasile ha celebra ufficialmente ieri la Giornata dell’Immigrato Italiano, istituita nel 2008 per onorare il più grande movimento migratorio internazionale della storia del Paese.
La data è stata scelta per commemorare il 21 febbraio 1874, quando la nave La Sofia arrivò a Vitória, capitale dello stato dell’Espirito Santo, nel sud-est del Paese, segnando l’inizio del processo migratorio di massa degli italiani verso il Brasile.
Secondo il disegno di legge che ha istituito la celebrazione, redatto dall’ex senatore Gerson Camata (1941-2018), l’obiettivo è quello di “rendere omaggio all’immigrato italiano che, provenendo da terre così lontane, si è stabilito qui ed è diventato parte integrante del nostro persone.”

La “Spedizione Tabacchi” partì dal porto di Genova e portò gli italiani a Espírito Santo dal Trentino. Prima di allora, però, c’erano già segnalazioni della presenza di coloni nello stato meridionale di Santa Catarina, tanto che c’è una disputa sull’origine del fenomeno.
La controversia sorse perché, nel 1836, una colonia chiamata Nova Itália, composta da circa 30 famiglie liguri, si stabilì nell’attuale São João Batista, a Santa Catarina. Ma i critici sostengono che l’arrivo dei coloni nel sud nella prima metà dell’Ottocento fu un movimento isolato, mentre la “Spedizione Tabacchi” iniziò di fatto l’immigrazione di massa degli italiani in Brasile.
La nave La Sofia portò in Brasile 386 persone, la maggior parte con passaporto austriaco, poiché gli immigrati provenivano principalmente dal Trentino, annesso all’Italia solo dopo la prima guerra mondiale.
La spedizione fu organizzata da Pietro Tabacchi, un mercante che, fallito nella prima metà dell’Ottocento, si recò in Brasile per sfuggire ai creditori.

ansalatina