Il dibattito sul provvedimento di revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero

Prosegue alla Commissione Esteri della Camera dei deputati l’esame del provvedimento relativo alle Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero. Il Presidente della III Commissione Giulio Tremonti è intervenuto per illustrare esito dell’esame dei ricorsi presentati sui giudizi di ammissibilità espressi su talune proposte emendative. In proposito la Presidenza ha ritenuto di riammettere l’emendamento Porta 1.13, in precedenza dichiarato inammissibile per carenza di copertura finanziaria, nel presupposto che le credenziali SPID o, in alternativa, l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione tramite modalità di identificazione alternativa, anche in assenza di documento di identità italiano possa essere realizzato senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica conformemente alla clausola di invarianza finanziaria di cui all’articolo 7, comma 2. Ciò anche nel presupposto che tale condizione di invarianza venga meglio esplicitata in una eventuale proposta di riformulazione del relatore. Dalla Presidenza è stato invece confermato il giudizio di inammissibilità per carenza di copertura finanziaria sui seguenti emendamenti: Porta 1.133, in quanto l’onere che ne deriva viene indicato in misura pari a 200 mila euro a decorrere dal 2026, ossia in misura corrispondente, come risulta anche dalla motivazione del ricorso, alla sola retribuzione accessoria e non all’intero trattamento economico da corrispondere per gli incarichi che sono ripristinati dalla proposta emendativa; Porta 1.135, in quanto, stando alla formulazione testuale, modifica le percentuali di ripartizione delle risorse derivanti dagli introiti relativi al pagamento della tariffa consolare per le pratiche di riconoscimento della cittadinanza, incrementando conseguentemente le risorse da assegnare alle diverse destinazioni rispetto all’ammontare degli introiti stessi; Onori 6.8, in quanto la rimborsabilità delle spese di viaggio e di quelle afferenti alla connessione internet ai titolari di uffici consolari di II categoria non può essere delimitata nell’ambito delle dotazioni di bilancio previste dalla normativa vigente. La Presidenza conferma, inoltre, il giudizio di inammissibilità per inidoneità della copertura finanziaria sull’emendamento Onori 1.136, in quanto la copertura degli oneri relativi all’istallazione di postazioni mobili per il rilevamento di dati biometrici presso la rete consolare italiana disposta a valere sulle risorse di cui alla lettera c) del comma 5 dell’articolo 1, appare suscettibile di rendere, in tutto o in parte, privi di copertura gli interventi finanziati dalla medesima lettera c) che risultano non sovrapponibili a quelli indicati dall’emendamento in esame, posto che i primi, come precisato dalla relazione tecnica, si riferiscono alle “esigenze di acquisti di attrezzature informatiche e di adeguamento di locali” derivanti dell’istituzione della nuova struttura istituita presso il Ministero degli affari esteri (Palazzo della Farnesina). Si conferma, infine, il giudizio di inammissibilità per estraneità di materia degli emendamenti a prima firma Di Sanzo 1.53 e 1.54, che concernono norme sostanziali sull’acquisizione della cittadinanza.
Si è poi aperta la discussione sul complesso delle proposte emendative. Il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha in primo luogo ricordato come il ciclo di audizioni svolto in sede istruttoria, che ha coinvolto, tra gli altri, organizzazioni sindacali, esperti di diritto amministrativo e rappresentanti delle collettività italiane all’estero, abbia evidenziato criticità del disegno di legge, a partire dall’attribuzione ad un ufficio centrale della Farnesina delle competenze in materia di istruttoria delle pratiche di cittadinanza, espletate fino ad oggi dai consolati. Per il deputato un’altra criticità emerge dall’obbligo di trasmettere la documentazione per il riconoscimento della cittadinanza esclusivamente in formato cartaceo, una prassi che va in direzione opposta rispetto ai processi di innovazione e digitalizzazione da tempo avviati nella pubblica amministrazione. Sottolineata da Porta anche l’assenza di adeguate garanzie sulla ricezione delle comunicazioni trasmesse dagli utenti, carenza che potrebbe dare luogo a ricorsi. Dubbi sono stati espressi dal deputato anche sulla previsione di esternalizzare talune funzioni istruttorie, come conseguenza dell’insufficiente dotazione organica della nuova struttura amministrativa incaricata di istruire le richieste di cittadinanza. Per Porta sarebbe opportuno prevedere in proposito un coinvolgimento dei patronati all’estero, promuovendo la stipulazione di apposite convenzioni con il Maeci. Il deputato ha peraltro osservato come l’istituendo ufficio centrale non sarà guidato da un diplomatico. Porta, dopo aver espresso apprezzamento per le disposizioni del disegno di legge in esame che introducono un elemento di premialità per il personale della Farnesina, compresi i collaboratori a contratto, ha infine rilevato come tuttavia non siano state stanziate adeguate risorse finanziarie. Ha poi preso la parola il relatore Andrea Orsini che ha chiesto al deputato Porta di precisare quale disposizione del provvedimento preveda l’esternalizzazione delle funzioni istruttorie; tale norma, peraltro, non sarebbe coerente con gli obiettivi di efficientamento delle procedure che sono alla base della riforma proposta. A seguire è intervenuto il deputato Andrea Di Giuseppe (FdI- Ripartizione America Settentrionale Centrale) che ha evidenziato come il disegno di legge abbia l’obiettivo di migliorare l’erogazione dei servizi ai cittadini italiani iscritti all’AIRE, attualmente penalizzati dalle difficoltà di una rete consolare gravata da eccessivi oneri burocratici. Per il deputato appare poi tutto condivisibile la scelta di centralizzare l’istruttoria delle richieste di cittadinanza presso una unità amministrativa guidata da un dirigente non proveniente dalla carriera diplomatica, in considerazione del carattere eminentemente tecnico dell’attività svolta. È altresì ragionevole la previsione della trasmissione dei documenti in formato cartaceo, meno suscettibile di essere oggetto di falsificazioni. Dal canto suo il deputato del Pd Vincenzo Amendola ha sottolineato come il disegno di legge in discussione, che ha l’obiettivo di sgravare la rete diplomatico-consolare da una serie di oneri burocratici, non vada nella direzione della riforma introdotta dall’allora Ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia, che aveva raccolto il consenso pressoché unanime delle forze politiche sull’opportunità di valorizzare le comunità di italiani all’estero. Per il deputato inoltre l’unità amministrativa di nuova istituzione non sarà in grado di espletare al meglio le funzioni che le sono attribuite che richiederebbero idonei meccanismi di coordinamento con l’amministrazione del Ministero dell’Interno, attualmente non esistenti. Di conseguenza, secondo Amendola, sarà inevitabile esternalizzare talune attività appaltandole a soggetti esterni, con tutte le incognite che ciò comporta. Il deputato ha anche rilevato come la centralizzazione dei procedimenti in un unico ufficio non sia coerente con il principio di sussidiarietà. Ha poi ripreso la parola il deputato Porta che, rispondendo al quesito del relatore Orsini, ha segnalato come l’articolo 1, comma 1, capoverso «Art. 10», comma 3, del disegno di legge in esame preveda che “il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale può affidare a uno o più operatori specializzati i servizi di spedizione, ricezione, digitalizzazione e archiviazione delle domande e ogni attività propedeutica alla definizione delle stesse, con oneri posti a carico dell’utente”. Dal canto suo il deputato della Lega Dimitri Coin , in dissenso rispetto ai colleghi della maggioranza, ha criticato la scelta di centralizzare in un ufficio della Farnesina le funzioni attualmente svolte dai consolati. Per il deputato sarebbe più opportuno migliorare l’efficienza degli uffici consolari. A seguire il relatore Orsini, replicando al deputato Porta, ha evidenziato come sia ragionevole che talune funzioni istruttorie siano delegate a soggetti esterni, mantenendo in capo agli uffici del MAECI la gestione complessiva del procedimento, in particolare le attività di verifica della conformità delle domande. Ha poi ripreso la parola il deputato Di Giuseppe che, pur concordando sulla necessità di garantire adeguati meccanismi di coordinamento tra le amministrazioni del Viminale e della Farnesina, ha evidenziato come la citata riforma del Ministro Tremaglia necessiti di un aggiornamento per adeguarla ai tanti cambiamenti intercorsi in questi anni e alle nuove sfide poste dalle comunità italiane all’estero. Sottolineata in particolare, la necessità di rendere più agile ed efficiente l’erogazione di servizi ai cittadini iscritti all’AIRE da parte dei consolati, attualmente gravati dagli eccessivi oneri connessi alle procedure per il riconoscimento della cittadinanza. In questa ottica, per il deputato, è condivisibile la scelta di centralizzare tali funzioni in capo ad un ufficio della Farnesina. Fra gli altri interventi segnaliamo quello del Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli che ha rivendicato la scelta politica di centralizzare l’istruttoria delle richieste di cittadinanza, a fronte del carattere variegato delle comunità italiane all’estero. Sulli ha inoltre segnalato la disponibilità dell’Esecutivo a valutare con attenzione le proposte emendative presentate dalle opposizioni, al fine di migliorare il testo in esame. Ribadita anche da Silli l’opportunità di aggiornare le normative relative alle comunità italiane all’estero, inclusa una revisione della disciplina del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) e dei Comites). Ha poi ripreso la parola il deputato Amendola che, pur concordando sull’esigenza di modificare la disciplina del Cgie, ha ribadito la contrarietà alla norma del provvedimento in esame che dispone che le domande di cittadinanza, corredate della prescritta documentazione, in originale cartaceo, siano presentate esclusivamente tramite il servizio postale. (Inform)