Il Festival di Napoli, per rinverdire la grande tradizione della canzone partenopea

Captura 4

130971986 193680962473586 5745469156083388502 nIl Festival di Napoli dal 2015 si svolge regolarmente ogni anno al teatro storico cittadino per antonomasia dei festival: Il Politeama a cui fa concorrenza soltanto il Mediterraneo.

Esiste  da  ben  5  anni  ed  è  autorevolmente  Patrocinato  Moralmente  dal  Comune  di  Napoli  e  dalla  Regione Campania

Il  festival  nasce  dalle  ceneri  di  quello  mitico  della  RAI  che  dagli  anni  ’50  (1952)  fino  agli  anni  ’70  (1971)  spopolò  dapprima nei bassi poi nella medio borghesia e infine diventò, un appuntamento habitué dei salotti persino dell’alta, ma ormai  decadente  aristocrazia!  La sua  capacità  di  unire  un  popolo  così  socialmente  diverso  da  un  quartiere  all’altro  persino nel linguaggio, lo rese un vero e proprio collante di culture sia pur diverse, ma con punte di creatività comuni, fattori fondamentali a salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, utili all’innalzamento del livello formativo  dei  cittadini  del  popolo  e  all’abbassamento  di  quello  prosopopeico  degli  “intellettuali”  e  aristocratici  del  tempo. Un giorno di festa, di pace e di livello culturale uguale per tutti.

Affermano gli organizzatori: “La linea artistica scelta dal festival è da sempre fautrice contro i razzismi musicali, ed è per questo che comprende un po’ tutti i generi, evidenziando lo stato attuale in cui versa la canzone napoletana, con i suoi pro e contro, privilegiando però principalmente quelli basati sulla creatività, sulla ricerca musicale  che  non  contempli  cambiamenti  sostanziali,  contaminazioni  fuorvianti  e  deviazioni  scellerate…  ma  altresì,  promuova    quelli  che  cercano  di  partire  dall’origine  musicale  nel  rispetto  della  tradizione, quella che rese famosa la canzone di Partenope in tutto il mondo perché custode di  tutti  i  suoi  elementi  più  solari  e  arcani  per  trasferirli  all’interno  della  nuova  prospettiva  musicale che questo festival si onora di incoraggiare,  rendendola riconoscibile come succede per il Flamenco, la musica brasiliana, quella francese e anglosassone”.

Questo nuovo e rinverdito festival è diretto e ideato da Massimo Abbate (figlio di Mario, cesellatore della  canzone  napoletana  e  primo  interprete  di  celeberrime  canzoni  di  successo  mondiale  quali:  Malafemmina,  Anema  e  core,  Luna  Caprese,  Indifferentemente  e  non  ultima  Core  napulitanoche vinse il festival del 1965).

Massimo  attento  appassionato  di  canzoni  napoletane,  ha  studiato  pianoforte  al  Conservatorio  S.  Pietro  A  Maiella  ed  è  un  affermato  attore  di  teatro  di  cinema,  televisione.  In  qualità  d’interprete  canoro, è stato tra i protagonisti del festival di Sanremo del 1979.

Il programma prevede che, nel  corso  della  prima  serata, il prossimo 28 di dicembre,  si  esibiranno  i  10  artisti della  New  Generation  2020.

Nella seconda serata  si  esibiranno  gli artisti della sezione Lirica.

Nella terza serata saliranno sul palco del Festival artisti nazionali ed internazionali che proporranno musica partenopea, del bacino del Mediterraneo e lirica. Quindi l’esibizione degli artisti in gara cui seguirá la premiazione.