Il futuro dei nostri parlamentari all’estero

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downloadSi é accennato nella  precedente riflessione ( Mala Tempora Currunt :12<18), che é arrivato il momento di ripensare la funzione e l’utilitá della  nostra rappresentanza parlamentare all’estero .

La meta indicata é quella di un unico grande Movimento o una grande aggregazione di Movimenti ,indipendente dai partiti nazionali di riferimento.

Nella recente 44ª Assemblea Plenaria del CGIE/Ministero degli Esteri  vi sono dei passaggi che incoraggiano in questo senso , quando per es. leggiamo : “• dei parlamentari eletti dagli Italiani all’estero, non più potenzialmente residenti in Italia, con la necessità di prevedere meccanismi che assicurino unità di intenti e complementarietà di interventi;

Ecco ! unitá di intenti e magari andare anche oltre con l’idea di … “spingerci a pensare alla creazione della 21esima Regione d’Italia, costituita dagli italiani all’estero, come indicato nella stessa relazione dell’Assemblea CGIE.

Tutte le mete all’inizio possono sembrare utopiche ,questa meno !  basterebbe sedersi dietro un tavolo e parlarne; ma qui sta il problema, ci sará voglia di “sedersi”? ci sará voglia di “perdere” la possibilitá di  essere eletti ,appoggiati ad un grande partito, a cambio di una nuova,bella ,romantica avventura?, ne varrá la pena?

La politica é l’arte del possibile e questa eventualitá é possibile, quindi fattibile, quindi necessitata di chi prenda l’iniziativa e si faccia promotore con una meta molto chiara : salvagurdare e difendere gli interessi della comunitá degli italiani residenti all’estero.

Come appoggiare questa idea? Come darle consistenza ?  vi é una strada Costituzionale che puó essere percorsa ,complicata ma non impossibile : la utilizazione  dell’Art. 50 e soprattutto del 71 della nostra Costituzione e quindi una Proposta di Legge di iniziativa Popolare.

Siamo circ 6 milioni di residenti  fuori del territorio Nazionale e quindi non dovrebbe essere  difficile riunire 50.000 firme ,come richiesto e proporre una legge dove il risutato finale  debba essere l’Unitá di intenti .

La sfida quindi non é come arrivarci, ma se ci si vuole arrivare.

E questo dipende da noi, solo da noi.