Il Kenya torna in auge con i suoi mille risvolti

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5648 lCon il ritorno del turismo e dell’attenzione riservata dagli operatori italiani al Kenya, che riprende posizioni nella proposta tra le destinazioni a lungo raggio, torna l’impressione che la destinazione turistica costiera abbia (come ha sempre avuto in passato, ed è stato più volte il “segreto” del suo successo) diverse soluzioni e attrazioni per più o meno tutte le tipologie di turista e i generi di aspettative che chi vuole andare in vacanza si aspetta di trovare e tra le quali poter scegliere.

Vediamo in pillole su quali e quante alternative si può contare scegliendo il Kenya, considerando anche che molte di queste situazioni possono anche essere combinate tra loro.

VACANZA SOLO MARE
In questa possibilità, c’è il classico di una delle soluzioni più richieste dagli italiani che d’inverno vogliono “emigrare” dal freddo e trovare soddisfazione e relax in paesi dai climi ancora estivi o quantomeno temperati (il caso dell’economica riviera egiziana, ad esempio).
in questo senso, costa keniana e Zanzibar, così come per un turismo più ricco Maldive, Mauritius, Seychelles e Madagascar, sono in prima fila. Una settimana o anche due a Watamu o Diani promettono spiagge bianche e mare cristallino, escursioni marine e pesce fresco, piscine ed altre “facilities” che resort pensati per i soggiorni in riva al mare, in questo caso all’Oceano Indiano, possono offrire. Il ritorno dei voli charter ha riproposto fortemente il Kenya come una delle migliori mete “qualità-prezzo”, luogo da sogno raggiungibile con poco più di sette ore di volo e vivibile al massimo anche solo in sette giorni.

VACANZA CON SAFARI
L’amore per gli animali e per le loro evoluzioni nell’habitat naturale in cui si muovono, è tornato quantomai alla ribalta con la riproposizione delle vacanze in Kenya: unico paese che può offrire a prezzi abbordabili in pochi giorni il mare e un safari in piena regola, contando sul fatto che in un’ora e mezza dal villaggio, resort o anche bed&breakfast in cui si soggiorna, si può raggiungere lo Tsavo Est, parco rinomato per la quantità di animali e per la varietà. Famiglie di leoni, branchi di elefanti, erbivori di ogni tipo sono “disponibili” agli scatti fotografici dei turisti, per un’esperienza indimenticabile che comprende anche paesaggi incredibili con distese di savana e cielo equatoriale a perdita d’occhio. Da segnalare che anche in questo campo, grazie alle tante informazioni recuperabili in rete, si iniziano a considerare tour che partono da Nairobi (grazie anche ai migliori prezzi dei voli) e poi scendono sulla costa dopo il safari.

SOGGIORNI EMOZIONALI
Vivere l’Africa per quello che è, con esperienze che non si limitano solamente al classico binomio mare-safari. Questo è l’intento di molti tour operator “di nicchia” e intelligenti, ma anche di scrigni dell’ospitalità consapevole che cercano di coinvolgere il viaggiatore facendogli sperimentare le tante sfaccettature di questo paese che partono da luoghi poco frequentati dal turismo “di massa” e si inoltrano nelle comunità e culture locali, nei percorsi gastronomici delle tradizioni locali e negli aspetti più interessanti dati dalle tante contaminazioni della costa swahili che nei secoli ha assorbito diverse culture occidentali ed orientali, mescolandole alle suggestioni della natura e alle risorse locali. In questo senso riuscire a godere, durante una breve vacanza, di un’avventura in foresta, o di una giornata in una “kaya” mijikenda (i luoghi sacri delle tribù locali, con danze e riti unici) sicuramente arricchisce dentro e lascia la voglia di tornare ancora in questa terra. Senza dimenticare la solidarietà, che come diciamo spesso “fa bene a chi la riceve come a chi la dona”. Magari senza affidarsi a chi ci lucra sopra o a chi dall’Italia vi promette “viaggi solidali” e vi dirige solo dove gli fa comodo e dove con la parvenza di opere sociali ha costruito un business, è semplice trovare situazioni in cui si può constatare l’operato di organizzazioni italiane e locali che fanno davvero del bene alla popolazione locale, aiutandole nella crescita come e nell’autosostegno, oltre a rifocillare l’anima di bene e di valori fondamentali per cui l’essere umano dovrebbe vivere.

QUOTIDIANITA’ E CONSAPEVOLEZZA

Il Kenya è una delle poche destinazioni internazionali, per gli italiani, in cui si può decidere di rimanere per alcuni mesi senza il timore di sentirsi stranieri e di non riuscire a trovare sintonia con il luogo che si è scelto come “seconda casa”. Lo dimostrano le migliaia di connazionali che nel corso degli anni hanno eletto la costa del Kenya, da Diani a Lamu a secondo della tipologia di viaggiatore, come “buen retiro” dove trascorrere alcuni mesi all’anno, particolarmente la stagione invernale italica. La propensione della popolazione locale a prendersi cura dei turisti (ricordate il testo della canzone popolare “Jambo bwana” scritta 50 anni fa? “Turista sei il benvenuto, qui in Kenya nessun problema”), la loro capacitò (che noi, sinceramente non abbiamo) di imparare le lingue straniere e di mettersi a disposizione (sempre secondo i loro ritmi, il mestiere e le loro inclinazioni…) del “mzungu” difficilmente hanno riscontro in altri paesi, addirittura degli altri dell’Africa Orientale come Tanzania e Uganda, è impagabile. Così particolarmente i pensionati, a Malindi, Watamu, Kilifi e Diani, trovano il loro ambiente ideale per rilassarsi, potersi muovere in sicurezza (consapevole, ovviamente, perché alla fine come in ogni paese straniero bisogna calarsi nei pro e contro di quella realtà) e godersi una villeggiatura degna di questo nome.

da malindikenia.net