Il nuovo Com.It.Es.: da “due di picche” a “poker d’assi?”

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downloadL’attesa è durata parecchio e finalmente, nei giorni scorsi, abbiamo saputo che torneremo a votare per il rinnovo del Com.It.Es il prossimo 3 dicembre. Come, però, non ci è ancora dato a conoscere. Il comunicato del Ministero degli Esteri parla di voto elettronico e siamo curiosi di verificare come questo sarà implementato.

Francamente il vecchio sistema delle buste non ci ha mai convinto. Troppo facile da truccare. Chissà che, a partire da questa tornata elettorale, sia tutto più facile e sicuro.

Facile perché, nel passato, quando la scheda ci veniva consegnata a casa dall’incaricato dell’impresa dominicana contrattata dall’Ambasciata per fare questo lavoro, votare tutti facilmente non è mai stato possibile.

Gli indirizzi, in questo Paese, sono sempre stati un dettaglio aleatorio. Molte vie non sono segnalate e meno ancora sono apposti i numeri civici. Ne va che il lavoro del “messo” era quasi una “missione impossibile”. In certi luoghi la comunità italiana collaborava, stabilendo punti di ritrovo dove l’incaricato si faceva trovare a una certa ora. Metodo avversato dall’autorità, ma che si è dimostrato molto efficace.

Se voto elettronico sarà, bisognerà però pensare anche a coloro che di “elettronica” non ne capiscono molto, o ne sono completamente a digiuno. Per questo i mesi che ci separano dal giorno del voto saranno utili, ci auguriamo, per mettere a punto la macchina organizzativa.

In più di vent’anni di Comites della Repubblica Dominicana francamente ho avuto l’impressione che questo organismo conti meno del “due di picche”, meno ancora in questi anni in cui siamo stati agganciati a Panama. Non so se per lo scarso potere di questo organismo o per colpa di coloro che ne hanno fatto parte. Vorrei ricredermi nel futuro.

E, a questo proposito, mi auguro che le liste che saranno presentate per il suo rinnovo presentino nomi di persone che si siano veramente distinte, con i fatti, per il loro operato a favore della nostra comunità. Quindi non persone di partito, ma di azione e di concretezza reale.

Il Comites della Repubblica Dominicana, il nostro nuovo Comites, slegato finalmente dall’assurdo legame con Panama, ha bisogno di volti nuovi, di un deciso e netto colpo di spugna sul passato, di mettere da parte coloro che si sono distinti solo per tanti “bla bla bla” e dare finalmente fiducia a chi ha dimostrato di voler veramente lavorare per gli italiani, senza secondi fini.

I primi risultati in prospettiva si sono già visti: in tempo di pandemia molti connazionali hanno ricevuto gratis mascherine protettive, è stato creato un patronato a cui tutti, sempre gratuitamente, possono accedere e avere i benefici richiesti, si è lottato e ottenuto che l’assicurazione sanitaria privata potesse beneficiare anche i più anziani, sono stati aperti uffici dove gli italiani di questo Paese possono trovare un sicuro punto di riferimento per ovviare ai loro problemi, si è fatto in modo che chi ha bisogno di traduzioni legalizzate, e non dispone del denaro per pagarle, le possa avere gratuitamente o, comunque, con un forte sconto, non ci dimentichiamo poi della distribuzione, a Natale, di panettoni agli italiani indigenti, e di tanti altri gesti di solidarietà che, proprio per la loro natura, sono rimasti volutamente nascosti.

Abbiamo segnalato, a braccio, solo alcune delle iniziative per gli italiani di questo Paese portate a buon fine. Altre sono allo studio e seguiranno.

E se il nuovo Comites riuscirà finalmente a contare qualcosa di più del “due di picche”, ci auguriamo che coloro che ne faranno parte riescano a trasformarlo finalmente in un bel “poker d’assi”.