Il Piemontese? E’ Il dialetto italiano più parlato nel mondo

Non è certo una di quelle date che si segnano sul calendario. E a dirla tutta, sicuramente non sbagliamo troppo a definirla come una di quelle tante giornate celebrative che praticamente nessuno conosce. Così, appena qualche giorno fa, è trascorsa nell’assoluto anonimato la “Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali”. Eppure questa ricorrenza, almeno da parte di noi piemontesi, avrebbe dovuto raccogliere quantomeno un minimo di considerazione.
Un’indagine commissionata dall’Unesco ha infatti evidenziato come il dialetto della nostra regione, nelle sue tante variazioni, rimanga ancora oggi uno dei più diffusi e parlati. Non solo in Piemonte, beninteso, ma anche in molte aree del resto del mondo che hanno visto in passato una massiccia immigrazione da parte di tanti nostri conterranei partiti in cerca di fortuna. Più ancora di chi è rimasto in patria, gli emigrati hanno cercato di mantenere salde le proprie radici, di restare ancorati alla propria cultura e tramandarla come una preziosa eredità culturale ai figli.
E il dialetto, per questi piemontesi d’esportazione, così lontani dalle proprie colline e dalle proprie montagne, rappresenta forse il più importante senso di comunità e di appartenenza. Come ha spiegato Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della Consulta per la valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e dialettale del Piemonte: «L’indagine dell’Unesco ha evidenziato che in Italia attualmente vengono parlate 31 lingue tra l’italiano ed i vari dialetti. Tra i dialetti più parlati ancora oggi c’è anche il nostro piemontese, ancora utilizzato soprattutto dagli anziani, che in questo modo mantengono vive anche le tradizioni». Insomma, chi pensava al dialetto e soprattutto al piemontese come una lingua morta o moribonda deve ricredersi. «Un’analisi Istat – ha proseguito Barbero – ha fatto notare che nel nostro Paese la lingua italiana è parlata solamente dal 45% della popolazione, il 32,2% parla, sia l’italiano sia il dialetto mentre il 14% soltanto il dialetto».
da Il Corriere