Il Senato dice sì all’autonomia delle Regioni

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“Con l’approvazione dell’autonomia oggi in Senato si è compiuto un ulteriore passo avanti verso un risultato storico, importantissimo e atteso da troppo tempo – rivendica Calderoli -. Avevo previsto che oggi sarebbe stata una bella giornata, e così è stato. Questa è una risposta che dovevo a quelle 14 Regioni su 15 a statuto ordinario che ce l’avevano chiesto”.
“Il successo di questo primo passaggio parlamentare rappresenta la pietra miliare che segna l’accelerata finale verso un traguardo di rinascita per il Paese; per tutto il Paese”, festeggia Zaia. “Nessuna Regione sarà privata di qualcosa e godrà, invece, di maggiori opportunità di crescita. La cabina di regia dei Lep mette a terra importanti e maggiori diritti dei cittadini, che saranno la garanzia di prestazioni e servizi uniformi su tutto il territorio nazionale – assicura -. Lo stesso termine ‘differenziata’ non indica diversità tra le Regioni ma identifica un sistema di autonomia articolato e virtuoso, già sperimentato con successo in altri grandi Paesi europei come la Germania”.
“È una giornata storica – esulta il governatore lombardo Attilio Fontana -. Siamo a un passo dal grande obiettivo di avere una Lombardia più autonoma, capace di rispondere ancora meglio ai bisogni e alle aspettative dei suoi territori e dei suoi cittadini”. Dopo l’approvazione, caos in Aula a Palazzo Madama con la Lega che ha issato la bandiera veneta con il Leone di San Marco. Mentre le opposizioni hanno intonato l’inno di Mameli. Coro al quale si sono uniti anche i senatori di Fratelli d’Italia, per ribadire che la riforma non mette a repentaglio l’unità del Paese.
agi.it