Il turismo ai tempi del coronavirus

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Palm trees and deck chairs on beach at sunset; Koh Pha Ngan; Thailand

Parafrasando il titolo di un famosissimo romanzo di Gabriel Garcia Marquez, una domanda sorge spontanea: come sarà “il turismo ai tempi del coronavirus”?

La pandemia che in questo momento affligge il mondo intero ha indubbiamente creato delle emergenze nella nostra vita quotidiana. La preservazione della vita su tutto. Però oltre a questo aspetto fondamentale, c’è il risvolto economico di una crisi che si annuncia senza precedenti.  Milioni di posti di lavoro, aziende grandi, medie e piccole che rischiano il fallimento (o sono già fallite).

Fra i settori economici più colpiti da questa crisi e le cui conseguenze saranno probabilmente le più lunghe e difficili da superare, c’è senza dubbio quello del turismo.  Il primo ad essere investito dalla crisi economica e probabilmente l’ultimo che riuscirà a stabilizzarsi nella cornice del nuovo commercio mondiale.

In un recente articolo della Commissione Europea, l’epidemia di coronavirus sta mettendo sotto pressione l’industria del turismo dell’UE. Milioni di piccole aziende ed aziende a conduzione familiare rischiano fallimenti e perdite di posti di lavoro.

Per questo motivo la Commissione sta presentando linee guida per garantire una riapertura graduale e coordinata dei servizi di viaggio e turismo, nel rispetto delle necessarie precauzioni sanitarie.

Le prime azioni in questo senso saranno improntate su questi punti basici:

  1. Garantire liquidità per le imprese turistiche, in particolare le piccole e medie imprese.
  2. Salvataggio di posti di lavoro con un sostegno finanziario fino a € 100 miliardi dal programma SURE.
  3. Collegare i cittadini all’offerta turistica locale, promuovendo le attrazioni locali e il turismo e l’Europa come destinazione turistica sicura.

E nelle nostre zone d’influenza?  Pensando nella nostra area di residenza, quindi centro America e Caraibi, probabilmente aspettarsi qualcosa di simile ai punti uno e due dell’iniziativa della Commissione Europea è quanto meno ottimista.

In più, IATA avrà enormi difficoltà ad armonizzare i protocolli sui voli transoceanici, che probabilmente comporteranno una riduzione nella loro frequenza ed un possibile incremento nel costo.  Così come il fenomeno B&B, agriturismo e strutture ricettive rustiche e/o familiari avrá un enorme problema logistico nel trasmettere ai propri clienti il senso di sicurezza e protezione, indispensabili in una situazione come questa.

Questo prossimo, possibile scenario implicherà una difficoltà oggettiva (economica e logistica), per mantenere il flusso del turismo proveniente da altri continenti e del locale destinato ad altre mete turistiche tradizionali, ugualmente in altri continenti.

Più probabilmente e più realisticamente sarà importante concentrarsi su come creare sinergie fra le Camere di Turismo locali, le Camere di Commercio, i Ministeri del Turismo dei singoli Paesi per migliorare ed incentivare l’offerta turistica locale. Solo con uno sforzo sinergico delle istituzioni governative e del settore privato nel miglioramento delle infrastrutture e dei servizi offerti, sarà possibile valorizzare e promuovere l’incredibile patrimonio turistico di queste due regioni.

Se, come sembra, la crisi economica che stiamo vivendo a causa di questa pandemia sarà senza precedenti, una sfida in più consisterà nel promuovere servizi turistici familiari e d’affari che, tanto in termini economici, come di qualità e sicurezza dei servizi offerti, dovranno sopperire alle nuove necessità dei viaggiatori in questa nuova epoca di turismo ai tempi del coronavirus.