Iran-Usa, trattative ancora in salita: “Proposte di Teheran inaccettabili per Washington”

Restano forti tensioni nei negoziati tra Iran e Stati Uniti nel tentativo di raggiungere un accordo che possa evitare una nuova escalation militare in Medio Oriente. Secondo fonti citate dall’emittente araba Al Arabiya, alcune delle proposte avanzate da Teheran sarebbero considerate “inaccettabili” da Washington, mentre i colloqui proseguono senza un’intesa definitiva.
La situazione viene seguita con particolare attenzione anche dalle comunità italiane all’estero, comprese quelle presenti nei Caraibi, in America Latina e negli Stati Uniti, dove cresce la preoccupazione per le conseguenze economiche e geopolitiche di un eventuale aggravarsi della crisi nel Golfo Persico.
Secondo fonti vicine ai negoziatori iraniani, i contatti diplomatici sarebbero ancora in corso attraverso la mediazione del Pakistan e di altri Paesi della regione. Teheran sostiene però che le richieste americane sarebbero “massimaliste” e accusa Washington di ostacolare il dialogo con posizioni contraddittorie.
Al centro delle trattative vi sono soprattutto la sicurezza nello Stretto di Hormuz, la questione del programma nucleare iraniano e la graduale revoca delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni circolate nelle ultime ore, una bozza preliminare prevederebbe il cessate il fuoco, la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico e un alleggerimento progressivo delle sanzioni. Tuttavia, diversi punti fondamentali restano ancora irrisolti.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che Washington continua a sperare in un accordo, ma ha anche invitato gli alleati occidentali a preparare “un piano B” nel caso in cui l’Iran decidesse di mantenere chiuso o limitare il traffico nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio.
L’eventuale fallimento dei negoziati potrebbe avere conseguenze anche per gli italiani residenti all’estero, soprattutto sul fronte energetico e dei trasporti internazionali. Un aumento delle tensioni nella regione potrebbe infatti provocare nuove impennate dei prezzi del petrolio, con effetti immediati sul costo della vita anche nei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina dove vivono numerose comunità italiane.
foto Ansa