Italia e Canada, nasce un nuovo asse industriale: da Roma a Ottawa la sfida dell’innovazione

Il Forum d’affari Italia-Canada, svoltosi a Toronto il 29 ottobre, segna un passo importante nella cooperazione economica tra i due Paesi. Non soltanto esportazioni e Made in Italy, ma robotica, intelligenza artificiale, energia, minerali critici, aerospazio e sicurezza. L’obiettivo è costruire una partnership industriale capace di guardare al futuro.

I rapporti tra Italia e Canada stanno entrando in una nuova fase. La tradizionale collaborazione commerciale, storicamente legata all’esportazione dei prodotti italiani, all’agroalimentare, alla moda e al design, si sta progressivamente ampliando verso settori industriali e tecnologici di maggiore complessità e valore strategico.
È questo il significato del Forum d’affari Italia-Canada, che si è svolto il 29 ottobre al Globe and Mail Centre di Toronto, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario dei due Paesi.
L’iniziativa è stata organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia ICE, in collaborazione con la Camera di Commercio italiana dell’Ontario e la rete delle rappresentanze diplomatiche e consolari.
L’incontro si inserisce nella strategia italiana di diplomazia della crescita, che punta a trasformare le relazioni internazionali in occasioni concrete per le imprese, gli investimenti e la cooperazione industriale.
Oltre il Made in Italy: la nuova frontiera della collaborazione
I numeri confermano l’importanza del mercato canadese per il sistema produttivo italiano. Nel 2025 le esportazioni italiane verso il Canada hanno superato i 6,3 miliardi di euro. La dinamica positiva è proseguita anche nel primo quadrimestre del 2026, quando l’export italiano ha registrato un incremento del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Ma il dato più significativo riguarda la trasformazione della natura degli scambi commerciali.
Non si tratta più soltanto di vendere prodotti italiani in Canada. L’obiettivo è sviluppare collaborazioni industriali, creare nuove catene di approvvigionamento, favorire investimenti reciproci e mettere in comune competenze tecnologiche.
Il Forum di Toronto ha individuato tre grandi aree strategiche.
La prima riguarda la manifattura avanzata, con particolare attenzione alla robotica, alla digitalizzazione dei processi produttivi, all’intelligenza artificiale applicata e all’industria automobilistica.
La seconda è quella dell’innovazione energetica e della transizione ecologica, con progetti legati all’estrazione e alla trasformazione sostenibile dei minerali critici, oltre che all’efficienza delle infrastrutture.
La terza riguarda la sicurezza nazionale e le tecnologie a essa collegate: difesa, aerospazio, droni e cybersicurezza.
Sono settori nei quali l’Italia dispone di competenze industriali e tecnologiche che possono trovare nel mercato canadese importanti possibilità di sviluppo.
Toronto, un ponte economico tra Europa e Nord America
La scelta di Toronto non è casuale. La metropoli canadese rappresenta uno dei principali centri economici e finanziari del Paese e costituisce un punto di collegamento privilegiato con il mercato nordamericano.
Il Forum non si è limitato a una serie di incontri istituzionali e presentazioni. La struttura dell’evento ha previsto anche sessioni operative e incontri B2B, attraverso un sistema digitale destinato a mettere in contatto le imprese italiane con i potenziali partner canadesi.
La partecipazione di oltre duecento delegati italiani ha favorito occasioni di confronto diretto e la possibilità di sviluppare nuove collaborazioni commerciali, joint venture produttive e progetti comuni di ricerca e sviluppo.
Un elemento importante è rappresentato anche dall’Accordo economico e commerciale globale tra Unione Europea e Canada, il CETA, che offre un quadro di riferimento favorevole agli scambi e agli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico.
Un’opportunità anche per le imprese italiane all’estero
Il rafforzamento dell’asse economico Roma-Ottawa non interessa soltanto i grandi gruppi industriali. Può aprire prospettive anche alle piccole e medie imprese italiane, che rappresentano una componente fondamentale del nostro sistema produttivo.
La possibilità di inserirsi nelle catene internazionali di fornitura, partecipare a progetti tecnologici e collaborare con aziende canadesi può diventare un importante fattore di crescita.
In questo contesto, le comunità italiane in Canada rappresentano una risorsa da valorizzare. Il loro patrimonio di relazioni, conoscenze del territorio e collegamenti con l’Italia può contribuire a facilitare i rapporti tra imprese, istituzioni e operatori economici.
La presenza italiana in Canada, dunque, non è soltanto una testimonianza storica e culturale dell’emigrazione. Può essere anche un ponte concreto per lo sviluppo di nuove relazioni economiche.
La diplomazia economica come strumento di crescita
Il Forum di Toronto conferma quanto la diplomazia economica sia diventata uno strumento essenziale della politica estera italiana.
In un’economia internazionale attraversata da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e riorganizzazione delle catene di approvvigionamento, costruire rapporti industriali solidi con Paesi politicamente e commercialmente affidabili assume un valore sempre maggiore.
Il Canada rappresenta un interlocutore importante per l’Italia, non soltanto per le dimensioni del suo mercato, ma anche per le opportunità che offre nei settori dell’energia, delle risorse strategiche, dell’innovazione e della sicurezza.
La sfida, adesso, sarà trasformare le dichiarazioni e gli incontri in progetti concreti, investimenti e collaborazioni durature.
L’Italia ha competenze, capacità produttive e un patrimonio industriale che può giocare un ruolo importante in questa nuova fase. Il Canada offre un mercato dinamico e un contesto favorevole alla cooperazione transatlantica.
Il Forum di Toronto ha indicato una direzione. Il vero successo si misurerà nei prossimi mesi, quando le opportunità individuate dovranno tradursi in risultati per le imprese e per le economie dei due Paesi.
Perché il futuro delle relazioni tra Italia e Canada non passa più soltanto da ciò che l’Italia esporta, ma da ciò che i due Paesi saranno capaci di costruire insieme.