Italia e Repubblica Dominicana rafforzano i rapporti: firmata a Roma una nuova intesa strategica

Tajani e Abinader sottoscrivono il Partenariato Rafforzato per ampliare commercio, investimenti e cooperazione. Ma per gli italiani residenti nei Caraibi resta aperta una questione importante: l’assenza di una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali.

Italia e Repubblica Dominicana puntano a rafforzare ulteriormente i loro rapporti politici ed economici. Il 14 ottobre, a Roma, il ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani e il presidente dominicano Luis Abinader hanno firmato la Dichiarazione di Partenariato Rafforzato, un documento che definisce le priorità della collaborazione tra i due Paesi e apre la strada a nuove iniziative congiunte.
L’intesa nasce in una fase di crescita delle relazioni commerciali. Nel 2025 l’interscambio tra Italia e Repubblica Dominicana ha raggiunto 595 milioni di euro, con esportazioni italiane pari a 518 milioni e importazioni dominicane per 78 milioni. Rispetto al 2019, il valore complessivo degli scambi è aumentato del 46,2%. L’Italia è oggi il secondo partner commerciale europeo della Repubblica Dominicana, dopo la Spagna.
Dalle imprese alla sicurezza: i settori della cooperazione
La dichiarazione individua diversi ambiti prioritari, a partire dal commercio e dagli investimenti produttivi. L’obiettivo è favorire i contatti tra le imprese, promuovere nuove opportunità per le piccole e medie aziende e valorizzare la complementarità tra la capacità industriale e tecnologica italiana e le esigenze di sviluppo dell’economia dominicana.
Tra i settori indicati figurano turismo e ospitalità, infrastrutture e porti, trasporti aerei civili, costruzioni, agroindustria, macchinari, energia, biomedicina e industria della difesa. La cooperazione riguarderà inoltre la giustizia, la sicurezza e il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, al riciclaggio e ai traffici illeciti.
Un capitolo significativo è dedicato anche alla ricerca scientifica, alle università, agli scambi culturali, allo sport e all’innovazione. Sono previste prospettive di collaborazione in materia di clima, tecnologie spaziali, osservazione della Terra, biotecnologie e cybersicurezza, oltre alla promozione della lingua e della cultura italiana nella Repubblica Dominicana e di quella dominicana in Italia.
Il documento incoraggia inoltre iniziative per favorire nuovi collegamenti e collaborazioni nel trasporto aereo civile, un settore di particolare interesse per due Paesi legati anche da consistenti comunità di residenti e da intensi flussi turistici e familiari.
Un’intesa politica, non un trattato vincolante
La dichiarazione rappresenta un indirizzo politico condiviso, ma non è un accordo internazionale giuridicamente vincolante. Non crea quindi, da sola, obblighi legali internazionali per i due governi.
Il coordinamento delle iniziative sarà affidato alla Farnesina e al Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Dominicana, con verifiche periodiche attraverso i meccanismi bilaterali già esistenti. Il risultato concreto dell’intesa dipenderà pertanto dai progetti che verranno sviluppati, dalle risorse messe a disposizione e dalla capacità di trasformare gli impegni politici in opportunità effettive per imprese e cittadini.
Il nodo fiscale per gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana
Accanto alle prospettive di crescita economica, resta un tema di grande interesse per la comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana: l’assenza di una convenzione bilaterale generale contro le doppie imposizioni fiscali tra i due Paesi.
La questione è particolarmente rilevante per chi percepisce una pensione italiana, possiede investimenti o ricava redditi dall’Italia dopo essersi trasferito nei Caraibi. In assenza di una convenzione, non esiste un accordo bilaterale che stabilisca in modo specifico quale dei due Stati abbia il diritto di tassare le diverse categorie di reddito e quali agevolazioni siano applicabili.
È tuttavia importante evitare semplificazioni: il trattamento fiscale dipende dalla residenza fiscale effettiva, dalla natura del reddito e dalle norme applicabili nei due Paesi. Non è quindi corretto affermare in assoluto che tutti i redditi esteri siano esenti nella Repubblica Dominicana o che ogni pensionato residente all’estero debba necessariamente essere tassato in Italia allo stesso modo.
Per le pensioni italiane, in particolare, le regole possono variare anche in base alla natura pubblica o privata della prestazione e alla situazione individuale. L’assenza di una convenzione bilaterale rende più difficile ottenere i benefici previsti dagli accordi fiscali internazionali e può richiedere una verifica professionale caso per caso.
Dalla diplomazia ai risultati concreti
La firma del Partenariato Rafforzato conferma la volontà di Roma e Santo Domingo di consolidare una relazione che coinvolge non soltanto governi e imprese, ma anche cittadini, professionisti e comunità residenti nei due Paesi.
La sfida sarà ora passare dalle dichiarazioni ai risultati: più investimenti, nuovi progetti industriali, maggiori scambi culturali e una cooperazione più efficace. Per la comunità italiana nella Repubblica Dominicana, il rafforzamento dei rapporti bilaterali potrebbe rappresentare anche l’occasione per portare all’attenzione delle autorità questioni pratiche che incidono sulla vita quotidiana, compresa quella fiscale.
L’intesa del 14 ottobre costituisce dunque un nuovo punto di partenza. La sua importanza si misurerà nei prossimi mesi, quando sarà possibile verificare quali iniziative saranno effettivamente avviate e quali benefici concreti arriveranno ai due Paesi.