Italia, sciopero generale: migliaia in piazza da Milano a Palermo. Proteste contro il caro-vita, il riarmo e il Governo

Venerdì di mobilitazione in numerose città italiane. L’USB ha proclamato lo sciopero generale coinvolgendo lavoratori, studenti e movimenti sociali. A Napoli il corteo punta verso l’autostrada, a Milano e Bologna i manifestanti annunciano iniziative per raggiungere la tangenziale. Al centro della protesta salari, pensioni, sanità e istruzione pubblica.

L’Italia torna in piazza. Oggi, venerdì 30 ottobre, lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) sta coinvolgendo numerose città, con manifestazioni, cortei e presidi che attraversano il Paese, da Milano a Palermo, passando per Roma, Napoli, Bologna, Firenze e Reggio Calabria.
La mobilitazione riunisce lavoratori di diversi settori, studenti, associazioni e movimenti sociali. Le ragioni della protesta sono molteplici, ma convergono soprattutto su alcune questioni: l’aumento del costo della vita, i salari giudicati insufficienti, la difesa delle pensioni, il finanziamento della sanità e della scuola pubblica e la contrarietà alle spese militari e alle politiche di riarmo.
Uno degli slogan più ripetuti nelle piazze è «Abbassate i prezzi e le armi, alzate i salari», che sintetizza il messaggio dei promotori della giornata.
Milano, Bologna e Napoli: cortei e tensioni sulla viabilità
A Milano il corteo è partito da piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, con migliaia di partecipanti. In testa alla manifestazione uno striscione contro il carovita, la guerra e il riarmo. I manifestanti hanno annunciato l’intenzione di proseguire verso la tangenziale Est, passando da piazzale Loreto e via Palmanova.
A Bologna diverse migliaia di persone si sono radunate in piazza Maggiore. La manifestazione, caratterizzata da una forte presenza studentesca, ha attraversato il centro cittadino tra fumogeni, bandiere e slogan contro il Governo. Un cordone delle forze dell’ordine ha inizialmente bloccato il percorso verso Porta San Donato; il corteo ha quindi modificato il tragitto. Dal megafono è stata annunciata l’intenzione di raggiungere la tangenziale.
A Napoli la manifestazione è partita da piazza Mancini. I rappresentanti dell’USB hanno parlato di circa 20 mila partecipanti, una stima degli organizzatori che non coincide necessariamente con quella delle autorità. Il corteo ha annunciato l’intenzione di dirigersi verso gli accessi autostradali. La stazione della metropolitana di piazza Garibaldi, sulla linea 1, è rimasta chiusa per circa cinquanta minuti nella mattinata.
Roma, studenti e lavoratori insieme
Nella capitale il corteo organizzato dall’USB ha raccolto lavoratori, studenti e movimenti per il diritto alla casa. Tra i partecipanti figurano dipendenti delle Poste, vigili del fuoco, insegnanti e rappresentanti del mondo agricolo.
Le richieste riguardano l’aumento dei salari, il diritto alla casa, maggiori risorse per la sanità e la scuola pubblica. Non mancano le proteste contro la guerra e contro le operazioni militari israeliane a Gaza.
La manifestazione è partita dall’area della stazione Termini e si è diretta verso le sedi dei ministeri dei Trasporti e dell’Economia. Tra gli obiettivi annunciati dagli organizzatori anche il Colosseo, sebbene il percorso non fosse autorizzato.
Palermo e Firenze: contro il caro-vita e l’economia di guerra
A Palermo oltre duemila persone, secondo le stime degli organizzatori e circa mille secondo la Digos, si sono radunate in piazza Politeama. Il corteo, guidato dall’USB, protesta contro il caro-vita e le spese per il riarmo, con una significativa partecipazione di studenti e attivisti.
A Firenze la manifestazione si è concentrata sul rapporto tra aumento dei prezzi, bassi salari e politiche economiche. I sindacati di base hanno collegato la protesta anche alla mobilitazione internazionale contro il traffico di armi nei porti, con iniziative che coinvolgono scali da Livorno fino a Le Havre, in Francia.
A Reggio Calabria oltre mille persone hanno sfilato lungo corso Garibaldi fino a piazza Italia. Tra le rivendicazioni figurano salari e pensioni più alti, sostegno alle famiglie alle prese con mutui e carburanti, difesa della sanità e dell’istruzione pubblica.
Lo scontro sulla precettazione
La giornata è stata preceduta anche da un confronto con il Governo sulle limitazioni allo sciopero nei servizi di trasporto. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha disposto la precettazione per il settore, imponendo il rispetto delle fasce e delle prestazioni garantite dalla normativa sui servizi pubblici essenziali.
L’USB contesta il provvedimento e sostiene che le restrizioni previste dalla legge sul diritto di sciopero siano eccessive. Il sindacato ha annunciato l’intenzione di contestare le eventuali sanzioni e di portare la questione nelle sedi giudiziarie.
La protesta non riguarda soltanto le condizioni economiche dei lavoratori, ma anche il diritto di manifestare e di ricorrere allo sciopero come strumento di pressione nei confronti delle istituzioni.
La giornata è ancora in corso e il quadro delle adesioni e delle conseguenze sui servizi potrà essere definito soltanto al termine delle mobilitazioni. Per ora, le immagini che arrivano dalle principali città mostrano una partecipazione significativa e una protesta che mette insieme disagio sociale, rivendicazioni sindacali e contestazione delle scelte politiche del Governo.