Italiani nel mondo, la Farnesina punta su servizi consolari e digitalizzazione

La qualità dei servizi consolari e la digitalizzazione tornano al centro dell’attenzione della Farnesina, in un momento in cui il numero degli italiani residenti all’estero continua a crescere e la rete diplomatico-consolare deve far fronte a una domanda sempre maggiore.

Il tema è emerso durante la missione in Brasile del sottosegretario agli Affari Esteri Massimo Dell’Utri, ma le considerazioni espresse riguardano una questione molto più ampia: come rendere più efficienti i servizi pubblici destinati agli italiani che vivono fuori dall’Italia.
Il Brasile come esempio di una realtà in crescita
Il Brasile rappresenta uno dei casi più significativi. Al 31 luglio 2026 risultavano 979.650 cittadini italiani iscritti negli schedari consolari, con oltre 400 mila a San Paolo e più di 140 mila a Porto Alegre. A questi si aggiungono circa 32 milioni di italo-discendenti.
Una comunità di queste dimensioni esercita naturalmente una forte pressione sulla rete consolare. Nel solo 2025 i consolati italiani in Brasile hanno rilasciato oltre 93 mila passaporti, mentre è aumentato anche il ricorso ai servizi digitali e alla Carta d’Identità Elettronica.
Ma il problema della crescita della domanda non riguarda soltanto il Brasile.
Più italiani all’estero, più servizi da garantire
Negli ultimi anni la presenza italiana fuori dai confini nazionali è diventata sempre più articolata. Non si tratta soltanto delle comunità storiche dell’emigrazione.
Accanto ai discendenti degli italiani emigrati nelle generazioni precedenti ci sono oggi professionisti, studenti, imprenditori, pensionati, famiglie e giovani che si trasferiscono temporaneamente o stabilmente in altri Paesi.
Per tutti loro il consolato rappresenta il principale punto di riferimento dello Stato italiano all’estero.
Passaporti, carte d’identità, stato civile, cittadinanza, assistenza ai cittadini e numerose altre pratiche fanno parte della vita quotidiana di milioni di italiani residenti fuori dall’Italia.
È per questo che la questione dell’efficienza dei consolati interessa l’intera comunità italiana all’estero.
La digitalizzazione come risposta
Secondo Dell’Utri, l’obiettivo deve essere quello di semplificare le procedure e investire nell’innovazione, utilizzando la digitalizzazione come strumento per avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini.
Il principio è semplice: dove una pratica può essere svolta online, il cittadino dovrebbe poter evitare spostamenti, attese e procedure burocratiche non necessarie.
Ma la digitalizzazione non significa soltanto trasferire su internet un modulo cartaceo.
Per essere realmente efficace deve consentire di ridurre i tempi, rendere più semplice l’accesso ai servizi e diminuire il carico di lavoro degli uffici consolari, lasciando agli operatori più tempo per le pratiche che richiedono necessariamente un intervento umano.
Il Brasile rappresenta in questo senso un laboratorio particolarmente significativo proprio per le dimensioni della sua comunità italiana.
Gli italiani all’estero come risorsa
C’è poi un altro passaggio della missione di Dell’Utri che riguarda direttamente tutti gli italiani nel mondo.
Il sottosegretario ha definito le comunità italiane all’estero “una straordinaria rete di relazioni, competenze, cultura e opportunità”, sottolineando che non devono essere considerate semplicemente come cittadini che vivono fuori dai confini nazionali.
È un’impostazione che va oltre la tradizionale assistenza consolare.
Gli italiani residenti all’estero possono infatti rappresentare un collegamento con i Paesi nei quali vivono, favorendo rapporti economici, culturali, universitari e professionali con l’Italia.
La comunità italiana diventa così anche uno strumento di diplomazia culturale ed economica, oltre che una realtà da assistere attraverso i servizi pubblici.
Anche i Com.It.Es. al centro dell’attenzione
La missione brasiliana ha affrontato inoltre il tema della rappresentanza degli italiani all’estero, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es., i Comitati degli italiani all’estero.
Dell’Utri ha sottolineato il ruolo dei Com.It.Es. come collegamento tra le comunità, la rete diplomatico-consolare e le istituzioni, invitando a una partecipazione consapevole.
In Brasile saranno interessati sette Comitati. Le elezioni sono state formalmente indette il 3 settembre e, per gli elettori brasiliani, è previsto il termine del 4 novembre 2026 per chiedere l’iscrizione nell’elenco elettorale.
Una questione che riguarda tutta la rete consolare
La missione in Brasile offre quindi l’occasione per affrontare una questione che riguarda gli italiani residenti in ogni parte del mondo.
Più cittadini iscritti all’estero significano più richieste di servizi e, di conseguenza, la necessità di una rete consolare capace di adeguarsi.
La strada indicata dalla Farnesina passa soprattutto attraverso digitalizzazione, semplificazione e innovazione, ma anche attraverso una diversa considerazione del ruolo delle comunità italiane.
Il Brasile, con quasi un milione di cittadini italiani iscritti nei registri consolari, rappresenta uno dei casi più evidenti. Ma la sfida è generale: rendere più semplice il rapporto tra lo Stato italiano e chi ha scelto di vivere fuori dall’Italia.
E per milioni di italiani residenti all’estero, questa non è una questione astratta. È qualcosa che si misura ogni giorno davanti a un consolato, davanti a un computer o nell’attesa di una pratica.