Italo Balbo, l’eroe della prima trasvolata atlantica


Pubblicato da Eclettica Edizioni il volume Un bell’alpino, un grande aviatore, un autentico rivoluzionario” di Marco Petrelli, Giorgio Baldacci e Alessandro Pinelli
Unisci la sapienza del giornalista Marco Petrelli e dei due generali Giorgio Baldacci (AM) ed Alessandro Pinelli (EI), arricchisci con la prefazione dell’Ambasciatore Domenico Vecchioni e l’analisi del generale Mario Arpino; poi affidalo alla sapienza editoriale della Ecclettica. Mescola il tutto e ti troverai a viaggiare nel tempo e nella storia attraverso l’affascinante figura di Italo Balbo, alpino e trasvolatore, straordinaria figura di un’Italia all’avanguardia nelle tecnologie aviatorie
“Un bell’alpino, un grande aviatore, un autentico rivoluzionario” : questo il titolo scelto per il libro dagli autori i quali hanno attinto all’epitaffio di Italo Balbo, militare, giornalista e politico italiano fra i più importanti del Paese nella prima metà del XX Secolo. Petrelli, Baldacci e Pinelli si sono avvalsi di una accurata documentazione (parte della quale inedita) per restituire un’immagine quanto più obiettiva di Italo Balbo, che rimane uno dei personaggi più iconografici dell’Italia degli anni Venti e Trenta.
Ufficiale dell’Esercito, comandante di plotone arditi Alpini nelle fasi conclusive e più intense della Grande Guerra, Italo Balbo nacque a Quartesana (Ferrara) il 6 giugno del 1896 da padre piemontese e madre romagnola. Nel 1914 si schierò decisamente con il movimento interventista e durante una manifestazione a favore dello stesso conobbe a Milano il futuro Duce, Benito Mussolini. Entrato nel 1915 nella scuola militare di Modena come Allievo Ufficiale, dopo cinque mesi venne mandato con il grado di “aspirante” al battaglione degli Alpini “Val Fella”.
Dopo alcuni in mesi in Carnia chiese un trasferimento nell’aviazione. Il 4 aprile del 1918 venne rimandato nel battaglione di Alpini “Pieve del Cadore”, e con un gruppo di “arditi” partecipò all’offensiva sul monte Grappa che liberò la città di Feltre. Negli ultimi mesi di guerra Balbo si guadagnò 3 medaglie al valor militare, 2 argento e 1 di bronzo. Il 6 novembre 1926 venne nominato sottosegretario di Stato al Ministero dell’Aeronautica, e nel nuovo incarico organizzò la neo costituita Regia Aeronautica come forza armata autonoma, forza armata ancora ai primi passi, coi bilanci insufficienti, bisognosa di un ammodernamento e di un aumento di prestigio. Il 12 settembre 1929, a soli trentatré anni, Italo Balbo fu nominato ministro dell’Aeronautica, veste in cui promosse e guidò diverse crociere aeree come la crociera aerea transatlantica Italia-Brasile e la crociera aerea del Decennale. Gli idrovolanti S.55 X partirono da Orbetello per la crociera aerea transatlantica Italia-Stati Uniti il 1º luglio del 1933 per raggiungere Chicago dopo essere passati dal Canada. La metropoli dell’Illinois quell’anno ospitava l’Esposizione Universale e accolse la squadriglia di Balbo con tutti gli onori, aprendo di fatto la rotta commerciale fra l’Europa e il Nord America. Il Time dedicò la sua copertina alla trasvolata di Balbo andando in stampa proprio mentre la stessa era in corso. I record aeronautici regalarono a Italo Balbo un immensa popolarità sia in Italia sia nel mondo intero, ma portarono anche la gelosia degli altri gerarchi. Il ferrarese per molti divenni un potenziale rivale politico di Mussolini. Insignito del grado di maresciallo dell’aria nel 1933 e di grande ammiraglio della Regia Marina. Italo Balbo, divenne una figura scomoda e fu allontanato, da Roma. Balbo venne trasferito in Libia con il titolo di governatore della Tripolitania italiana, della Cirenaica italiana e del Fezzan che per suo volere si fusero in un’unica colonia: nasceva così la Libia,
Nel 1938 guidò di persona un convoglio di diciassette navi partito dall’Italia alla volta della Libia con a bordo 1.800 famiglie, per la cui venuta furono fondati 26 nuovi villaggi, principalmente in Cirenaica, ognuno con un municipio, un ospedale, una chiesa, un ufficio postale, una stazione di polizia, un locale per bere il caffè, una cooperativa di consumo, un mercato e una sede del PNF. Sull’evento fu organizzata una grande campagna pubblicitaria, che Mussolini fece presto tacere per non dare troppo risalto alla figura di Balbo.
«Il giorno 28, volando sul cielo di Tobruch, durante un’azione di bombardamento nemica, l’apparecchio pilotato da Italo Balbo è precipitato in fiamme. Italo Balbo e i componenti dell’equipaggio sono periti. Le bandiere delle Forze Armate d’Italia s’inchinano in segno di omaggio e di alto onore alla memoria di Italo Balbo, volontario alpino della guerra mondiale, Quadrumviro della Rivoluzione, trasvolatore dell’Oceano, Maresciallo dell’Aria, caduto al posto di combattimento. »
Con questo bollettino straordinario n. 19 del 28 giugno 1940 si annunciò la morte del governatore della Libia. A conferma della stima di cui godeva anche presso i nemici, due giorni dopo la sua morte, un aereo britannico paracadutò sul campo italiano dove era successo il tragico episodio, una corona di alloro con un biglietto di cordoglio:
« Le forze aeree britanniche esprimono il loro sincero compianto per la morte del Maresciallo Balbo, un grande condottiero e un valoroso aviatore che la sorte pose in campo avverso. »
Il giorno dopo la sua morte Benito Mussolini dichiarò: «un bell’alpino, un grande aviatore, un autentico rivoluzionario. Il solo che sarebbe stato capace di uccidermi»
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Gli autori
Marco Petrelli è nato a Terni nel 1983, ed è laureato in Storia e Società (curriculum Storia e Politica Internazionale) all’Università degli Studi di Roma Tre e in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Firenze. Ha all’attivo circa 15 pubblicazioni di genere storico e geopolitico, pubblicate da importanti riviste nazionali ed internazionali. Per Eclettica Edizioni ha pubblicato A Difendere i cieli d’Italia, I Messerschmitt del Comandante Drago e Qui non si salva nessuno. È altresì curatore della collana Aerovie del medesimo editore. Dal 2012 collabora con LiberoQuotidiano.it, per il quale segue la rubrica “Alzabandiera!.Nel 2020 ha pubblicato: I partigiani di Tito nella Resistenza Italiana (Mursia, 2020).
Giorgio Baldacci è nato a Perugia nel 1954, ha iniziato la carriera militare nel 1973 ed è laureato in Scienze Aeronautiche e in Scienze Politiche.In quarantacinque anni di carriera ha ricoperto molteplici incarichi, sia in ambito nazionale sia internazionale.. Appassionato cultore della storia della forza armata, ha promosso numerose iniziative per la sua diffusione esterna, fra cui l’apertura al pubblico del Palazzo Aeronautica, sia in termini di visite guidate che di mostre a tema,.
Alessandro Pinelli è nato nel 1961 ha ricoperto i principali incarichi di comando e di istruttore e direttore dei corsi di alpinismo e di sci. Ha servito nei comandi interforze e in quelli multinazionali, in patria e all’estero E’ appassionato di ricerca storica.