La JCE dominicana rischia l’asta dei beni della sede di New York: debito da quasi un milione di dollari

Una situazione decisamente insolita coinvolge la Junta Central Electoral (JCE) della Repubblica Dominicana a New York.

Un City Marshal della città ha autorizzato il sequestro e la successiva vendita all’asta dei beni mobili presenti negli uffici della JCE a Manhattan, nell’ambito dell’esecuzione di una sentenza emessa a favore della società Latin Events LLC.
La somma inizialmente stabilita dal tribunale era di 838.337,50 dollari, ma tra interessi, spese e altri oneri il conto è arrivato a 982.261,88 dollari, con ulteriori interessi che continuano a maturare.
L’asta è fissata per il 1° ottobre
Il provvedimento riguarda i beni presenti nell’ufficio della JCE al 1501 Broadway, suite 410, a Manhattan.
L’elenco comprende computer, stampanti, apparecchiature elettroniche, scrivanie, sedie, televisori, altri mobili e perfino opere d’arte.
La vendita è stata fissata per il 1° ottobre 2026 alle ore 9, ma potrebbe essere annullata se la somma dovuta venisse saldata almeno 72 ore prima della data stabilita.
In altre parole, non è la sede della JCE ad essere messa all’asta, ma i beni mobili che si trovano all’interno dell’ufficio.
Ed è proprio questo particolare a rendere la vicenda piuttosto singolare.
Come si è arrivati a quasi un milione di dollari?
La storia nasce da un accordo stipulato nel 2023.
La JCE aveva sottoscritto con Latin Events un contratto da un milione di dollari collegato a una campagna per la registrazione degli elettori dominicani residenti a New York e negli Stati vicini.
Nel progetto rientrava anche la grande serie di baseball tra Águilas Cibaeñas e Tigres del Licey disputata al Citi Field di New York nel novembre 2023.
Secondo Latin Events, l’accordo prevedeva tra l’altro 600 mila dollari per 15 mila biglietti, 200 mila per 20 mila pasti e altri 200 mila per attività pubblicitarie.
La società sostiene di aver ricevuto soltanto 230 mila dollari, lasciando una parte consistente del contratto non pagata.
Da qui è nato il contenzioso giudiziario.
La JCE però contesta la ricostruzione
La vicenda non è però così semplice come potrebbe sembrare.
La JCE sostiene infatti di non aver autorizzato alcuni dei servizi per i quali Latin Events chiede il pagamento.
L’organismo elettorale ha affermato di aver effettivamente pagato 230 mila dollari per servizi di pubblicità e logistica, ma contesta le ulteriori richieste, compresi i 600 mila dollari relativi ai biglietti della partita.
Secondo la JCE, non esisterebbe un documento che dimostri l’approvazione di quei servizi da parte del Pleno o del presidente dell’organismo. Ha inoltre sostenuto di non essere stata correttamente notificata del procedimento giudiziario e ha annunciato l’intenzione di difendersi attraverso tutti gli strumenti legali disponibili.
Una sentenza americana già esiste
Il problema per la JCE è che negli Stati Uniti esiste già una sentenza favorevole a Latin Events.
Il tribunale federale del Distretto Sud di New York ha condannato la JCE al pagamento di 838.337,50 dollari. La sentenza, secondo le informazioni disponibili, è stata successivamente registrata presso la contea di New York e la procedura di esecuzione è ora arrivata al pignoramento dei beni dell’ufficio.
Parallelamente, il caso ha avuto sviluppi anche nella Repubblica Dominicana.
La sentenza americana è stata sottoposta a un procedimento di riconoscimento davanti ai tribunali dominicani e la JCE ha presentato ricorso contro tale decisione. È stato inoltre tentato un embargo sui fondi dell’organismo presso il Banco de Reservas, ma la banca ha respinto la richiesta sulla base delle norme che proteggono determinati fondi pubblici.
E ora cosa succederà?
Il prossimo appuntamento è quindi fissato a New York, il 1° ottobre.
Se la controversia non verrà risolta prima, i beni presenti nell’ufficio della JCE potrebbero essere venduti per contribuire all’esecuzione della sentenza.
La vicenda è particolarmente delicata perché coinvolge un organismo pubblico dominicano, una società privata e un contratto nato da un’iniziativa destinata proprio alla comunità dominicana residente negli Stati Uniti.
E dietro una cifra ormai vicina al milione di dollari c’è una storia che parte da una partita di baseball e da un progetto per coinvolgere gli elettori dominicani all’estero.
Una storia che, tre anni dopo quell’evento al Citi Field, è finita nei tribunali e ora rischia di arrivare addirittura all’asta dei computer, dei mobili e delle attrezzature dell’ufficio elettorale dominicano a Manhattan.