La nascita della Sicilia e la storia del suo nome

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313968307 570254028435864 4528780978661836826 nUn’antica leggenda greca narra di come la Sicilia sia nata dalla creativitร  di ๐’•๐’“๐’† ๐’๐’Š๐’๐’‡๐’†.
Queste, vagando per terra e per mare, raccolgono la terra piรน fertile, i fiori piรน belli, le piante e i frutti piรน buoni. Quando giungono sotto un cielo limpido e azzurro, gettano ai loro piedi tutto ciรฒ che avevano raccolto e iniziano a danzare, come inebriate da una irrefrenabile gioia. A ogni loro movimento si formano terre, fiumi, boschi rigogliosi e spiagge di grande bellezza; i punti ove le ninfe danzano s’innalzano diventando dei promontori che, uniti, formano un triangolo: a Ovest, ๐’„๐’‚๐’‘๐’ ๐‘ณ๐’Š๐’๐’Š๐’ƒ๐’†๐’ (Marsala); a Est, ๐’„๐’‚๐’‘๐’ ๐‘ท๐’†๐’๐’๐’“๐’ (Messina) e a Sud, ๐’„๐’‚๐’‘๐’ ๐‘ท๐’‚๐’”๐’”๐’†๐’“๐’ (Pachino).
Scrive di questa leggenda Enrico Mauceri:
โ€œ๐˜‹๐˜ข ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ง๐˜ช๐˜จ๐˜ถ๐˜ณ๐˜ข๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ข ๐˜ต๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ท๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ต๐˜ช๐˜ค๐˜ช ๐˜ท๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜š๐˜ช๐˜ค๐˜ช๐˜ญ๐˜ช๐˜ข ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ต๐˜ช๐˜ค๐˜ข ๐˜ช๐˜ญ ๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜›๐˜ณ๐˜ช๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ต๐˜ณ๐˜ข ๐˜ฐ ๐˜›๐˜ณ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ข๐˜ค๐˜ณ๐˜ช๐˜ข, ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ฆ๐˜ฅ๐˜ฆ, ๐˜ง๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ด๐˜ฆ ๐˜ช๐˜ฏ ๐˜ฆ๐˜ฑ๐˜ฐ๐˜ค๐˜ข ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ช๐˜ด๐˜ต๐˜ช๐˜ค๐˜ข, ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ๐˜ข ๐˜ณ๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฑ๐˜ณ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ข๐˜ป๐˜ช๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ฆ ๐˜ด๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ข ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ข๐˜ณ๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ช๐˜ด๐˜ต๐˜ช๐˜ค๐˜ข ๐˜ข๐˜ญ ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ฎ๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ด๐˜ต๐˜ฆ๐˜ด๐˜ด๐˜ฐ, ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ถ๐˜ฏ๐˜ข ๐˜ง๐˜ช๐˜จ๐˜ถ๐˜ณ๐˜ข ๐˜จ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜จ๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ช๐˜ค๐˜ข ๐˜ข ๐˜ต๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜จ๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฃ๐˜ฆ ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ท๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ถ๐˜ต๐˜ข ๐˜ฑ๐˜ฐ๐˜ช ๐˜ช๐˜ญ ๐˜ด๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฃ๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ฐ ๐˜ถ๐˜ง๐˜ง๐˜ช๐˜ค๐˜ช๐˜ข๐˜ญ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญโ€™๐˜ช๐˜ด๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ขโ€œ.
Un’altra leggenda che racconta la nascita dell’isola parla di una bellissima ma sfortunata ๐’‘๐’“๐’Š๐’๐’„๐’Š๐’‘๐’†๐’”๐’”๐’‚ ๐’…๐’†๐’ ๐‘ณ๐’Š๐’ƒ๐’‚๐’๐’ di nome Sicilia. Alla sua nascita, un oracolo predice che verrร  divorata da un mostro di nome Greco-Levante al compimento dei 15 anni dโ€™etร . Per scongiurare questo pericolo, i genitori della principessa la lasciano partire per il mare non appena raggiunta l’etร  prestabilita.
Dopo tre mesi di navigazione, la principessa arriva su una spiaggia meravigliosa e si incammina verso l’interno, scoprendo una terra calda e piena di fiori, di frutti e profumi, ma assolutamente deserta. All’improvviso appare un ๐’ƒ๐’†๐’๐’๐’Š๐’”๐’”๐’Š๐’Ž๐’ ๐’ˆ๐’Š๐’๐’—๐’‚๐’๐’† che la conforta e le offre ospitalitร  e amore, spiegando come tutti gli abitanti siano morti a causa di una peste.
Il ragazzo si prese cura della principessa e le riferรฌ che era stato il volere degli dei che i due si incontrassero, perchรฉ essi desideravano per quella terra un popolo nobile dโ€™animo, gentile e forte, migliore rispetto a quello che fu sterminato dalla pestilenza.
Erano dunque stati proprio gli dei ad averli scelti perchรฉ ripopolassero quella terra ormai deserta che prese il nome di Sicilia e la sua gente crebbe forte e gentile, occupando le cose e i monti.
Entrambe le storie richiamano il potere creativo, generativo e fecondo della Sicilia e rappresentano una componente forte della cultura popolare e delle tradizioni dellโ€™isola nellโ€™espressione di un messaggio di speranza e di rinascita tanto caro alla nostra terra
Marianna Aiello