La pandemia colpisce anche i Comites

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downloadRiceviamo  e pubblichiamo.

Pare che l’effetto pandemico abbia colpito anche i Comites, se non altro per la grande attenzione  a essi rivolta da parte degli addetti ai lavori vertente sul loro rinnovo o meno.

Più che del rinnovo dei Comites, che, a voler essere obiettivi e pragmatici, sin dal loro insediamento hanno solo confermato di essere degli organismi sterili e inutili,  non essendo capaci di dare le dovute risposte alle varie  esigenze della collettività,  si dovrebbe, dopo questa lunga e improduttiva esperienza, parlare o di una loro totale eliminazione o di una loro effettiva e rivoluzionaria riforma.

E’ inutile  speculare adoperandosi  per tenere in vita un paziente in via terminale. Infatti il loro rinnovo o meno è solo oggetto di speculazioni di parte. Le loro argomentazioni addotte al riguardo sono solo strumentali e pretestuose, siano che avallino la necessità di allargare la platea dei partecipanti  al voto, come se l’allargamento della platea fosse sicuro e garante di un maggiore efficienza del loro funzionamento e quindi di superamento delle  carenze dimostrate, sia a causa della pandemia. È come dire, al riguardo, che la scarsa partecipazione al voto nelle tornate elettorali precedenti  fosse dovuto all’esistenza di un virus invisibile che serpeggiava già allora tra coloro che erano stati invitati alla partecipazione al voto per il loro rinnovo.

A rigore di logica, considerando  che sono state avanzate delle proposte di riforma, non è il caso di chiedersi a che serva  questa frenetica e inutile disputa o confronto sulla necessità di questo rinnovamento?

Penso che, a patto che non si vogliano conservare posizioni di potere o d’interesse, personale  o di natura politica, o semplici posizioni per esigenze narcisistiche, si possa essere tutti consapevoli della necessità di non  prorogare questo inutile andazzo  che, nella sostanza, al di là della pura facciata,  rende questi organismi obsoleti.

Penso che proprio  i loro sostenitori o chi ha creduto in loro debbano riconoscere la necessità di lavorare per la identificazione e costruzione di un nuovo  strumento che sappia venire incontro  a una  collettività i cui bisogni vanno letti e soddisfatti in un’ottica diversa rispetto al modo come ci si è posti finora,  adeguando, appunto, gli strumenti  e avvalendosi  di esponenti che per conoscenza,  cultura e capacità sappiano rappresentarla  e adoperarsi effettivamente.

Nello Passaro