La Regione Emilia Romagna ricorda il terremoto di 10 anni fa

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281804894 378366654333526 4381605147175768965 nErano le 4.03 del 20 maggio 2012, esattamente dieci anni fa, quando la terra ha tremato in Emilia Romagna.
La prima scossa di magnitudo 5.9 ebbe epicentro Finale Emilia (Mo)
Dieci anni dopo, il racconto della ricostruzione, una storia corale che si deve al lavoro di tutti.
E il primo pensiero che va a chi perse la vita e ai loro cari, la sola ferita che non si può rimarginare.
Così la Regione Emilia Romagna, con lo slogan Emilia più di prima, ricorda quel tragico giorno e parla della ricostruzione.

Decennale sisma 2012, ricostruzione in gran parte completata: il resoconto

Il 20 maggio col presidente Mattarella. Case, scuole, imprese, attività e servizi, chiese, centri storici: cantieri avanti anche con la pandemia. Il ricordo delle vittime

In sintesi

In occasione del decennale del sisma che ha colpito l’Emilia il 20 e 29 maggio 2012, sono stati presentati in conferenza stampa i dati relativi alla ricostruzione. Il resoconto completo è online sul sito dedicato: https://decennalesisma2012.it/

La ricostruzione privata e produttiva è praticamente chiusa, mentre proseguono i lavori per completare la realizzazione del Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali. Il cratere iniziale, che contava 59 Comuni, oggi è ristretto a 15: in 45 comuni, infatti, la ricostruzione è pressoché terminata, mentre nei rimanenti è a buon punto ma servono ancora procedure e risorse specifiche per le quali è in corso un confronto con palazzo Chigi.

Sul sito si trova anche il calendario degli eventi che si svolgeranno sul territorio, a partire dalla cerimonia ufficiale di domani a Medolla (Mo) col Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

A dieci anni dal sisma, la ricostruzione in Emilia è ormai in fase di completamento. Ogni cosa deve tornare al suo posto, si disse dopo le terribili scosse del 20 e 29 maggio 2012 e le prime settimane dell’emergenza più dura, e per riuscire a farlo, portando a termine la gran parte dei lavori previsti, sono stati concessi complessivamente contributi per quasi 6,5 miliardi di euro, erogati alle famiglie e alle imprese delle aree colpite. Di questi, già liquidati oltre 5 miliardi di euro.

Ricostruzione privata e produttiva praticamente chiusa, mentre proseguono i lavori per completare la realizzazione del Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali, condiviso con Soprintendenze e autorità ecclesiastiche, più complessa anche per i vincoli storici e architettonici esistenti.

Ma anche in questi ultimi due anni, segnati drammaticamente dalla pandemia, i cantieri, pur rallentati, non si sono mai fermati. Resta infatti l’obiettivo di chiudere anche quest’ultima parte nel più breve tempo possibile, con il caro energia, gli aumenti generalizzati dei prezzi e la difficoltà nel reperire materiali e strumenti per l’edilizia che rendono la sfida ancor più impegnativa.

Ma il primo pensiero va a coloro che persero la vita e ai loro familiari, la sola ferita che non si potrà mai rimarginare. AI feriti e alla sofferenza causata dal sisma, soprattutto dalle terribili scosse del 20 e 29 maggio 2012.

Anche in questi ultimi due anni, segnati drammaticamente dalla pandemia, i cantieri, pur rallentati, non si sono mai fermati. Resta infatti l’obiettivo di chiudere anche quest’ultima parte nel più breve tempo possibile, con il caro energia, gli aumenti generalizzati dei prezzi e la difficoltà nel reperire materiali e strumenti per l’edilizia che rendono la sfida ancor più impegnativa.

In questo quadro si inseriscono alcuni provvedimenti assunti dalla Regione Emilia-Romagna, dal Governo e dal Commissario per la ricostruzione per sbloccare progetti e cantieri.

In particolare, dopo il nuovo prezziario regionale il Commissario si prepara ora a firmare la nuova ordinanza sui cantieri in corso nel ‘cratere’, sia pubblici che privati, in aggiunta a quanto già previsto nel Decreto legge 50/2022 pubblicato martedì scorso. Una vera e propria boccata di ossigeno per imprese e ricostruzione, sollecitata con forza da associazioni economiche, professionisti e sindaci per dare l’ultimo impulso al completamento dei lavori post sisma.

È questo, in sintesi, il quadro della ricostruzione a dieci anni dal sisma che colpì quattro province emiliane – Modena, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara –, insieme a quelle di Mantova e Rovigo, causando 28 decessi, 300 feriti, 45 mila sfollati e danni per 12,2 miliardi di euro. Un ‘cratere’ iniziale che contava 59 Comuni, oggi ristretto a 15: in 45 comuni, infatti, la ricostruzione è pressoché terminata, mentre nei rimanenti è a buon punto ma servono ancora procedure e risorse specifiche.

E proprio su questi aspetti, martedì scorso si è svolto un confronto tra Regione Emilia-Romagna e Palazzo Chigi, presenti il Commissario per la ricostruzione e il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, da un lato, il sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri e la capo dipartimento Casa Italia, dall’altro; incontro su aspetti normativirisorse e uscita dallo stato di emergenza, per un confronto che proseguirà già nei prossimi giorni.