La Villa dei Misteri di Pompei e la realtà contemporanea

Vilal Pompei targhetta

Vilal Pompei targhettaIl Museo del Centro Italiano di Vancouver ha da tempo acquisito una particolare importanza nel panorama culturale della città per la sua sofisticata e intelligente politica consistente nel diffondere i tesori dell’arte e della tradizione italiana, collegandoli alla realtà di una città giovane e in sviluppo come Vancouver e alle sue interessanti e innovative correnti culturali.

Molto merito va alla visione della direttrice e curatrice, Dr. Angela Clarke, che ha un Ph.D. in Interdisciplinary Studies conseguito all’University of British Columbia e ha una vasta rete di connessioni artistiche e culturali nelle Americhe e in Italia. Specializzata nello studio della donna in Italia e in arte religiosa e decorativa, è una esperta del Rinascimento italiano, specialmente delle maioliche e ceramiche italiane, con particolare riguardo alle arti femminili e l’artigianato dal Rinascimento ad oggi, compreso arti tradizionali di rilievo come ricamo, merletto e oggetti devozionali della casa.

La sala del Museo con scorci della mostra. Foto fi Anna Foschi

Per un intero anno, a partire dal 2019, il Museo del Centro Italiano ha dedicato una serie di mostre all’arte “al femminile” dando spazio a scultrici, tessitrici, pittrici locali. L’ultima mostra, “The Mystery of Craft: The Villa of the Mysteries at Pompeii: Reimagined”, aperta dall’8 luglio fino al 27 agosto, illustra interessanti paralleli e punti di contatto fra un passato da tempo sepolto eppure ancora vivo e influente e la realtà che ci circonda.

La Villa dei Misteri, fastoso edificio costruito nel periodo di massimo splendore dell’Impero Romano (circa 200 A.C.), è famosa per gli affreschi che decorano una delle sue stanze e che raffigurano momenti della iniziazione di giovani donne, le Menadi, al culto di Bacco/Dionysus, il dio dell’uva, della recitazione e della catarsi. Il misterioso rituale era riservato alle sole donne e infatti negli affreschi della Villa le figure maschili sono quasi assenti e si riferiscono a rappresentazioni della deità o di figure mitologiche.

La sala del Museo con scorci della mostra. Foto fi Anna Foschi 2Le sette artiste che hanno creato il materiale della mostra hanno accostato la sacralità dei rituali di iniziazione al culto di Bacco, rituali misteriosi che avevano un fortissimo e irreversibile potere trasformativo nella vita con avvenimenti contemporanei che hanno le stesse connotazioni di cambiamento rivoluzionario. Accanto alle immagini della Villa dei Misteri sono esposti dipinti, creazioni tessili  o realizzate con mixed media che ci riportano al recentissimo passato (il movimento #metoo e la rivendicazione dei diritti delle donne, le battaglie per la sostenibilità ecologica e ambientale) e ci inducono anche a confrontarsi con la pandemia Covid-19 che ha radicalmente trasformato le nostre vite. Come viene notato nell’introduzione alla visione della mostra “Scholars tell us that this ritual would have had a profound affect on its participants rendering them emotionally and spiritually transformedViewed from this perspective the frescoes serve as a mirror image of our current reality as we emerge from COVID-19 asking profound questions about natural disaster, fear and loss and its transformative effect on our society. How will we emerge from our four-walled rooms once self isolation has become a thing of the past?”

Le artiste che espongono al Museo del Centro Italiano sono Catherine Nicholls, Ruth Jones, Elizabeth Harris, Danica Ackerson, Eleanor Hanan, Linda Coe, Trish Graham. La mostra è corredata da una presentazione audiovisuale.