Le isole del Pacifico protagoniste della geopolitica globale

I piccoli Stati insulari dell’Oceania continuano a sostenere gli sforzi statunitensi nel contesto internazionale e nelle votazioni alle Nazioni Unite.Gli Stati Uniti guardano con attenzione a queste realtà insulari per la rivalità con la Cina, per l’accesso alle postazioni marittime e alle future opportunità provenienti dall’estrazione delle terre rare nelle acque oceaniche.
La Papua Nuova Guinea sta vivendo una instabilità politica interna e gli Stati Uniti sono intervenuti per sostenere la popolazione e le istituzioni pubbliche.
Anche l’Australia ha annunciato una serie di investimenti per rafforzare la sicurezza e ammodernare il sistema giudiziario dell’isola. Le mosse del blocco occidentali sono una conseguenza delle recenti visite diplomatiche cinesi.
Le Isole Salomone dopo aver formalizzato l’accordo hanno interrotto le relazioni economiche e diplomatiche con Taiwan. Gli Stati Uniti hanno provato a riallacciare le relazioni con la realtà insulare aprendo un’ambasciata nelle Isole dopo trent’anni di assenza. Uno scontro in atto anche sulla stampa con finanziamenti e sostegni ai quotidiani locali.
Nel 2023 Tuvalu, Paese insulare dell’Oceania, e Antigua and Barbuda, nei Caraibi, ricorsero al Tribunale internazionale per il diritto del mare, per valutare se le emissioni di carbonio assorbite dall’oceano possano essere considerate inquinamento marino.
Stati insulari come Tuvalu e Vanuatu rischiano di essere sommersi dall’acqua entro la fine del secolo a causa degli impatti climatici.
Lo stato insulare di Nauru inoltre vuole risollevare la propria economia con l’estrazione di terre rare dai fondali.