Legge elettorale, via libera definitivo: cambia anche il voto degli italiani all’estero

La Camera approva la riforma con 227 sì e 164 no. Per chi vive fuori dall’Italia la novità più importante riguarda la Circoscrizione Estero: da quattro ripartizioni si passa a due per la Camera e a un’unica area per il Senato

La nuova legge elettorale supera anche l’ultimo ostacolo parlamentare. La Camera dei deputati ha approvato definitivamente la riforma con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine di uno scrutinio segreto particolarmente atteso dopo le tre questioni di fiducia votate nei giorni precedenti.
Il provvedimento, modificato dal Senato rispetto al testo approvato in precedenza dalla Camera, introduce un nuovo sistema per l’elezione di deputati e senatori e modifica anche le regole con cui gli italiani residenti all’estero eleggono i propri rappresentanti.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che interessano maggiormente i lettori di Fatti Nostri.
La grande novità per chi vive all’estero
Oggi la Circoscrizione Estero è divisa in quattro ripartizioni:
- Europa;
- America meridionale;
- America settentrionale e centrale;
- Africa, Asia, Oceania e Antartide.
In totale vengono eletti 8 deputati e 4 senatori nella Circoscrizione Estero.
Con la nuova legge, invece, la geografia elettorale cambia profondamente.
Per la Camera dei deputati le ripartizioni diventano soltanto due:
Europa
e
Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Per il Senato, invece, viene prevista un’unica Circoscrizione Estero mondiale.
La modifica è particolarmente significativa per gli italiani che vivono nelle Americhe, perché elimina la precedente distinzione tra America meridionale e America settentrionale e centrale.
Cosa significa per gli italiani nella Repubblica Dominicana
Ed è qui che la riforma interessa direttamente la nostra comunità.
La Repubblica Dominicana appartiene oggi alla ripartizione America settentrionale e centrale. Con il nuovo sistema per la Camera, non costituirà più una ripartizione separata insieme agli altri Paesi dell’area, ma entrerà nella nuova grande ripartizione che comprende Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Si tratta di un’area geografica enorme, nella quale confluiranno comunità italiane molto diverse per dimensioni, storia e caratteristiche.
Per il Senato, invece, non ci sarà più alcuna distinzione geografica: tutti gli italiani residenti all’estero voteranno nell’unica Circoscrizione Estero.
È una modifica che, almeno sul piano della rappresentanza territoriale, merita particolare attenzione. Un elettore italiano residente a Santo Domingo, per esempio, si troverà all’interno di una circoscrizione molto più vasta rispetto a quella attuale.
Le preferenze restano, ma con i capilista
Un’altra delle novità più discusse riguarda le preferenze.
La riforma mantiene la possibilità per l’elettore di esprimere preferenze, ma introduce anche la figura dei capilista, che rimangono esclusi dalla possibilità di essere scelti attraverso la preferenza.
Per la Circoscrizione Estero il Senato ha inoltre modificato le regole sulle preferenze: la normativa prevede due preferenze nelle ripartizioni alle quali sono assegnati almeno due seggi, mentre nelle altre è prevista una sola preferenza.
Il tema è stato al centro del confronto parlamentare perché riguarda direttamente il rapporto tra elettore e candidato: una parte del dibattito ha riguardato infatti quanto spazio debba essere lasciato alla scelta personale dell’elettore rispetto alla posizione dei candidati stabilita dalle liste.
Un premio di maggioranza per chi supera il 42%
La riforma non riguarda soltanto la Circoscrizione Estero.
Il nuovo sistema introduce un premio di maggioranza: alla lista o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere può essere attribuito un numero aggiuntivo di seggi, entro i limiti previsti dalla legge.
L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza è favorire una maggiore stabilità dei governi.
Le opposizioni hanno contestato diversi aspetti della riforma e hanno annunciato l’intenzione di valutare ricorsi davanti alla Corte costituzionale. Durante il dibattito finale, esponenti dell’opposizione hanno definito la legge in termini fortemente critici, mentre la maggioranza ha difeso il provvedimento come uno strumento destinato a rafforzare la governabilità.
Più firme per i partiti non presenti in Parlamento
Un’altra modifica riguarda i partiti che non hanno rappresentanti in Parlamento.
La nuova normativa aumenta il numero delle firme necessarie per poter presentare le liste, mentre prevede eccezioni per alcune forze politiche già rappresentate nelle istituzioni. Secondo le ricostruzioni sul testo approvato, il numero delle firme richieste aumenta sensibilmente rispetto alla disciplina precedente.
È uno degli aspetti che ha alimentato le critiche delle forze politiche più piccole, che temono maggiori difficoltà nell’accesso alla competizione elettorale.
Ora il passaggio alla campagna elettorale
Con il voto di oggi si chiude il percorso parlamentare della riforma. Il testo dovrà ora seguire l’iter previsto per la promulgazione e l’entrata in vigore.
Ma politicamente il passaggio è già destinato ad avere conseguenze importanti.
L’Italia entra infatti nella fase preparatoria delle prossime elezioni politiche con un sistema elettorale profondamente diverso da quello utilizzato nelle precedenti consultazioni.
E per gli italiani che vivono all’estero la domanda non è soltanto come cambierà il sistema nazionale.
È soprattutto un’altra: la nuova grande Circoscrizione Estero riuscirà a garantire una rappresentanza realmente vicina alle comunità?