“Let it be” compie 50 anni

Sono passati cinquant’anni da quell’8 maggio del 1970 quando usciva in tutto il mondo “Let it be”, l’ultimo album dei Beatles, il loro canto del cigno.
“Lascia che sia – canta Paul Mc Cartney, accompagnandosi al piano nella canzone che da il titolo all’album – Quando cerco me stesso in periodi difficili.. e quando tutte le persone dal cuore infranto che vivono sulla terra si trovano d’accordo, ci sará una risposta: lascia che sia, anche perché se sono isolate vedranno che per loro c’é ancora una opportunitá, ci sará una risposta: lascia che sia”.
Parole tremendamente d’attualitá, quelle della Mamma Maria della canzone, in questi giorni in cui il coronavirus ci costringe a vivere questo “periodo difficile”, sicuri peró che ci sará “ancora una opportunitá” per tutti noi.
“Let it be” é stato l’ultimo lavoro dei quattro ragazzi di Liverpool, uscito in un periodo in cui i dissapori interni avevano giá minato la loro coesistenza e decretato la fine del gruppo che ha caratterizzato gli anni della “migliore gioventú”, quella degli anni Sessanta.
Quando il Daily Mirror, un mese prima, aveva dato la noticia che McCartney aveva deciso di abbandonare il gruppo, molti di noi hanno pianto. Con la fine dei Beatles, con la fine della Beatlemania finiva un’epoca che aveva segnato in maniera indelebile la cultura di una intera generazione.
Tutti abbiamo amato i Beatles, abbiamo lasciato crescere i capelli facendoli scendere sopra le orecchie come loro, abbiamo desiderato indossare quegli stivaletti dal tacco alto che loro portavano, ci siamo interessati alle filosofie indiane di Ravi Shankar cui hanno fatto eco, chi suonava desiderava avere un basso Hofner come quello di Paul, o la Rickenbacher di John, o una camicia a fiori tipo “All you need is love”, aspettavamo l’uscita di un loro disco prenotandolo con grande anticipo al negozio sotto casa, senza conoscerne ancora le canzoni né i testi, perché era dei Beatles, perché li amavamo e sapevamo che non potevano deluderci.
L’addio ai Beatles ha significato, purtroppo, anche la fine di un pezzo importante della vita di tutti noi che da tempo abbiamo raggiunto gli Anta, quello della nostra spensierata gioventú.
