Lettera aperta: no alle elezioni per il rinnovo dei Comites

Riceviamo e pubblichiamo.
Al Segretario Generale CGIE
Agli eletti all’estero
Alla stampa italiana in emigrazione
Lettera aperta: no alle elezioni per il rinnovo dei Comites
Faccio appello al buon senso dei connazionali e a tutti quelli che eventualmente potrebbero evitare che si facciano. Mi riferisco alle elezioni per il rinnovo dei Comites previste per il 3 dicembre prossimo.
Penso che sia doveroso riconoscere la necessità di venire incontro in modo prioritario alle esigenze attuali di tutti i cittadini italiani colpiti duramente dall’attuale crisi causata dalla pandemia – i cui effetti conseguenti si protrarranno per lungo tempo – e ottimizzare e non togliere loro risorse finanziarie e umane preziose, impegnando cospicue somme e l’apparato burocratico per l’allestimento di un processo di rinnovamento di apparati, i Comites, che, a distanza di tanti anni dallo loro istituzione, hanno dato scarsi risultati, a meno che non si voglia dimostrare il contrario, e non hanno inciso più di tanto sia nel processo di coinvolgimento che per il raggiungimento delle finalità a cui erano preposti.
Ciononostante appare, a mio avviso, molto strano il fatto che si voglia insistere sul loro ennesimo rinnovamento pur nella consapevolezza di andare incontro ad un nuovo insuccesso, visto che comunque l’eventuale ed auspicabile dato migliorativo relativo alla partecipazione al voto per le elezioni indette non giustificherebbe lo sforzo richiesto, tanto meno servirebbe a colmare tutte le lacune da essi evidenziate sinora.
Ragion per cui ritengo che sarebbe più utile e più opportuno annullare le elezioni previste per il 3 dicembre.
Nello stesso tempo invito tutti a riflettere ancora sulla convenienza del mantenimento in vita di tali organismi. Organismi nati per la base il cui coinvolgimento è stato molto modesto nonostante i reiterati tentativi esperiti, relegando a livello quasi simbolico l’aspetto democratico che ne salvaguarda solo l’aspetto formale ma non sostanziale. Essi rappresentano sostanzialmente una struttura di vertice che interagisce in un circolo quasi vizioso dai limitati e ininfluenti effetti.
Invito invece a considerare la possibilità della creazione di una piattaforma digitale basata sulla collaborazione di volontari, coinvolgendo soprattutto i giovani, a cui l’amministrazione fornisce gli strumenti operativi e di supporto. Una piattaforma digitale – sgombra da strutture precostituite – libera, partecipativa ed interattiva, che funga da supporto alla interlocuzione diretta tra la base, le istituzioni italiane sul territorio, ed attraverso i rappresentanti eletti all’estero con il Parlamento italiano.
Personalmente, ritengo che non sia il caso di compiere nuovi tentativi per mantenere in piedi organismi che non hanno garantito il raggiungimento dei loro intenti. Dovremmo invece ora pensare a scelte meno pompose, più agili e molto più aderenti alla nostra realtà ed ai tempi utilizzando, tramite mezzi e processi interattivi più adeguati, forze fresche e interessate, attraverso le quali si identifica il passato ed il presente e si costruisce e consolida il futuro degli italiani e della italianità all’estero.
Un cordiale saluto
Nello Passaro
Neustadt/Aisch 31.03.2021