L’italiano che inventa il futuro: torna la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Dal 19 al 25 ottobre la XXVI edizione porta nel mondo il tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Alla Farnesina l’8 ottobre la presentazione ufficiale con Samantha Cristoforetti, Arianna Fontana e Andrea Riccardi

L’italiano non è soltanto la lingua di Dante, della letteratura, dell’opera e della grande tradizione culturale. È anche la lingua con cui oggi si progettano automobili, si racconta il design, si parla di tecnologia, si comunica la ricerca scientifica, si costruisce la moda e si porta nel mondo il gusto italiano.
È proprio questa idea a fare da filo conduttore alla XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, in programma dal 19 al 25 ottobre 2026, che quest’anno avrà come tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”.
La presentazione ufficiale dell’edizione 2026 si terrà giovedì 8 ottobre alla Farnesina, dalle 9.30 alle 13, nella Sala Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Una lingua che non vuole vivere soltanto del passato
Il messaggio scelto quest’anno è particolarmente significativo.
L’italiano viene spesso associato al patrimonio storico e culturale del nostro Paese: arte, musica, letteratura, cinema, cucina. Ma la Settimana vuole sottolineare anche un’altra caratteristica della nostra lingua: la capacità di accompagnare l’innovazione e la creatività contemporanea.
Il tema “Lingua geniale” vuole infatti mettere in evidenza il legame tra cultura e crescita economica e presentare l’italiano come uno strumento attraverso il quale il mondo conosce anche il saper fare italiano: dalla scienza all’ingegneria, dalla tecnologia al design, dalla moda alla gastronomia.
È una prospettiva che porta la lingua italiana fuori dalle aule scolastiche e dalle celebrazioni puramente culturali.
Parlare italiano significa anche poter entrare in contatto con un sistema culturale e produttivo riconoscibile in tutto il mondo.
Alla Farnesina scienza, sport, design e arte
La giornata dell’8 ottobre non sarà soltanto una presentazione istituzionale.
Dopo la sessione iniziale, il programma prevede tre panel dedicati ai diversi modi attraverso i quali l’italiano può diventare strumento di ideazione e creazione:
“Ideare con l’italiano: lingua della scienza, dello sport e dell’innovazione”
“Progettare con l’italiano: lingua del design, della moda e della cucina”
“Creare con l’italiano: lingua dell’arte, della musica e della letteratura”.
Tra gli ospiti annunciati figurano personalità provenienti da mondi molto diversi: Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, l’astronauta Samantha Cristoforetti e la campionessa olimpica Arianna Fontana.
La loro presenza non è casuale.
Serve a mostrare come l’italiano possa essere utilizzato in ambiti che vanno ben oltre la letteratura e la grammatica.
Una settimana che parla agli italiani nel mondo
Per gli italiani residenti all’estero questa iniziativa assume un significato ancora più importante.
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo viene organizzata ogni anno dalla rete diplomatico-consolare e dagli Istituti Italiani di Cultura, insieme a numerosi partner della promozione linguistica e culturale italiana, tra cui Accademia della Crusca, CGIE, Società Dante Alighieri, RAI Italia e Treccani.
Non si tratta quindi di una manifestazione concentrata in Italia.
È una grande iniziativa internazionale che raggiunge le comunità italiane e gli studenti di italiano nei diversi continenti attraverso conferenze, mostre, incontri, spettacoli e attività didattiche.
Ed è proprio qui che il tema di quest’anno può diventare particolarmente interessante per le comunità italiane all’estero.
Perché mantenere viva la lingua italiana non significa soltanto conservare un legame sentimentale con il Paese di origine.
Significa anche trasmettere una lingua capace di raccontare il presente e il futuro dell’Italia.
Dalla lingua alla promozione dell’Italia
C’è poi un aspetto economico che merita attenzione.
Quando nel mondo si parla di design italiano, moda italiana, cucina italiana, tecnologia italiana o creatività italiana, la lingua diventa inevitabilmente parte dell’immagine del Paese.
Un marchio, un prodotto, un ristorante o un progetto possono essere conosciuti in tutto il mondo, ma spesso sono proprio le parole italiane a contribuire a costruirne l’identità.
La XXVI Settimana vuole quindi rafforzare anche il rapporto tra italiano, cultura e internazionalizzazione.
L’obiettivo è presentare un’Italia che non vive soltanto della propria storia, ma che continua a produrre idee, progetti e innovazione.
E per chi vive nella Repubblica Dominicana?
Anche per la comunità italiana nella Repubblica Dominicana la Settimana rappresenta un’occasione per riflettere sul ruolo della nostra lingua.
In un Paese dove l’italiano è legato soprattutto alla presenza delle famiglie italiane, alla cultura, alla gastronomia, al turismo e ai rapporti economici con l’Italia, promuovere la lingua significa mantenere aperto un ponte con il nostro Paese.
Ma quel ponte non dovrebbe guardare soltanto al passato.
Un giovane dominicano che studia italiano può avvicinarsi alla letteratura di Dante, ma anche al design italiano, alla musica contemporanea, alla scienza, alla cucina, alla moda, al cinema e alle imprese italiane.
E un figlio o un nipote di italiani cresciuto all’estero può scoprire che conoscere la lingua dei propri genitori o dei propri nonni non significa soltanto recuperare una parte della propria storia.
Significa anche avere accesso a un patrimonio culturale ancora vivo.
Dal 19 al 25 ottobre, l’italiano torna protagonista
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è nata nel 2001 e nel corso degli anni è diventata la principale rassegna internazionale dedicata alla promozione della lingua italiana. Ogni edizione viene costruita intorno a un tema specifico e coinvolge la rete diplomatica, gli Istituti Italiani di Cultura e numerosi partner italiani e internazionali.
Quest’anno il messaggio è particolarmente chiaro: l’italiano non è soltanto una lingua da conservare, ma una lingua con cui creare.
Creare cultura.
Creare arte.
Creare tecnologia.
Creare impresa.
Creare bellezza.
E, soprattutto, creare nuovi rapporti tra l’Italia e il resto del mondo.
Per gli italiani che vivono fuori dai confini nazionali è forse questo l’aspetto più importante.
La lingua è uno dei fili che continuano a unire una comunità dispersa in tutti i continenti.
E finché quel filo rimane vivo, l’Italia continua a essere presente anche molto lontano dall’Italia.