Repubblica Dominicana: Ippocrate chi? Qui comanda la Visa!”

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capturaSe il buon Ippocrate da Kos, padre della medicina e dell’etica medica, ipoteticamente fosse ancora vivo e potesse leggere queste righe, probabilmente avrebbe un infarto e finirebbe direttamente in una delle cliniche di cui parleremo. Ovviamente, però, solo se avesse una buona assicurazione sanitaria e una carta di credito bella carica. Ma si sa, 2600 anni fa, il vecchio Ippocrate non poteva prevedere come la medicina si sarebbe evoluta… O dovremmo dire involuta?

Benvenuti nella Repubblica Dominicana, dove il primo trattamento offerto in una clinica privata è un sorriso smagliante seguito da un bel “Ha un’assicurazione? E la carta di credito?”. Qui, la medicina è diventata meno una missione e più un “missione-compilazione del POS”. Altro che Ippocrate, siamo nell’era dell’”Ippo-carte di credito”!

Vi raccontiamo l’avventura (o forse dovremmo dire disavventura?) di un connazionale in una clinica di Santo Domingo.

La sua povera madre, malata terminale di cancro, era stata ricoverata giorni fa. E, purtroppo, come succede spesso nella vita, è venuta a mancare. Ma prima di poterne riritirare le spoglie mortali, ecco che arriva il conto: 532 mila pesos. Un modico “arrivederci e grazie”.

“Ma come? Abbiamo l’assicurazione!”, protesta il nostro connazionale. Dopo telefonate degne di un call center, il conto miracolosamente scende a 320 mila pesos. Ma attenzione, si accettano solo contanti.

“E se lascio qui il cadavere e me ne vado, lo buttate in mare?”, domanda il nostro con un filo di sarcasmo. Silenzio. La risposta sembra essere nel motto del giorno: “Non si muore la domenica quando le banche sono chiuse e se non paghi, la flebo rimane lì dov’è”.

Nel caos, arriva la Polizia. Si negozia un pagamento: 100 mila pesos con un bonifico (massimo consentito a un nuovo beneficiario per non allertare le autorità anti-riciclaggio), 112 mila pesos con la carta di credito (che, improvvisamente, viene accettata con entusiasmo) e il resto? Beh, direttamente a un poliziotto, che con la precisione di un contabile provvederà immediatamente al trasferimento sul conto della clinica.

Poi, però, (e finalmente, diremmo noi) come un “deus ex machina”, interviene l’oncologo e, ricorrendo ancora alla carta di credito, tutto si risolve.

In sintesi, caro Ippocrate, ti chiediamo scusa. La medicina non è più una missione. È un business. E se non hai una carta di credito, non è affatto scontato che tu possa andartene in pace.




Papaveri e paperi

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imagesLe cattiverie sono sempre intollerabili, a maggior ragione quando sono gratuite. Ne sanno qualcosa due VIP diventati bersagli dei perdigiorno dei “Social”.

Avete mai sentito parlare della “Tall Poppy Syndrome”? Si tratta di un fenomeno sociale (ma sarebbe più corretto definirlo “vezzo sociale”), traducibile in italiano con il termine “sindrome del papavero alto”. Questo malcostume si manifesta ogniqualvolta persone affermate (politici, atleti, artisti, imprenditori ecc.) diventano bersaglio di attacchi e critiche a causa dell’invidia generata dal loro successo. Credete che per attaccare queste persone, giunte dove sono grazie a chissà quanti sacrifici e anni di duro lavoro, sia necessario avere tra le mani qualcosa di concreto? Nossignore! Come ai tempi di Robespierre, anche oggi, per qualcuno, basta e avanza un sospetto, un dubbio, un banale sentito dire. Questo modus operandi, tipico dei vigliacchi e dei mediocri, negli ultimi giorni ha colpito – tra i tanti che quotidianamente colpisce – anche Arianna Meloni e Jannik Sinner.

Della sorella del nostro Presidente del Consiglio si dice (senza uno straccio di prova) che abbia partecipato ad alcune riunioni nelle quali si sarebbe discusso sulle nomine di governo relative a RAI e FS. Per il n.1 del tennis, da poco assolto da un’accusa di doping (per una quantità millesimale di Clostebol) piovutagli addosso a causa di una leggerezza del proprio fisioterapista, il set più complicato sarà quello contro gli haters che non credono alla sua buona fede.

Arianna Meloni – già bersaglio poco più di un anno fa di una vignetta misogina di Natangelo – e, di riflesso, sua sorella Giorgia, dalla “brava gente” ai quali i social hanno dato i mitologici 15 minuti di popolarità citati da Andy Warhol, sono state definite: “streghe da bruciare,” “feccia,” “schifose” ecc. ecc.

Non meglio è andata a Sinner, al quale, sempre attraverso i social, scrivono (riporto testualmente): “… n.1 che ha vinto un solo slam (con l’aiutino per giunta). Ridicolo. Vedremo senza i massaggini se ne vincerà altri.” E ancora: “… Ricordo che questa “pomatina” è quella che è stata usata nella DDR per il miglioramento delle prestazioni degli atleti. È doping e Sinner va trattato come un dopato. Frega zero delle quantità. È sempre doping e il doping nello sport non ha alcuna giustificazione.”

Ripeto, per i pochi che potrebbero non aver capito, che su Arianna Meloni non c’è nulla e che Sinner è già stato assolto. Che dire, in conclusione, a questi paperi? Io non dirò nulla, ma farò parlare la saggezza di Honoré de Balzac: “L’invidia è una confessione d’inferiorità.”




Il punteggio Gleason

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science microscope and laboratory with a scientis 2023 11 27 05 20 57 utc scaledPorco cane mi verrebbe da dire! che è sta roba? sarebbe una barzelletta ma… metà delle cliniche urologiche non esisterebbero e centinaia di migliaia di maschi sani ridotti all’impotenza e all’incontinenza si salverebbero dalla pratica devastante della chirurgia interventista.
Questo indice, obsoleto e soggettivo stabilisce un punteggio alle cellule tumorali, quando è tra 8 e 10 si dà per scontato l’intervento di asportazione della prostata.
Il buon Dio, per chi ci crede, ha situato la prostata in un luogo inaccessibile , ciononostante arrivano con aghi a stuzzicare , infiammare la ghiandola e con argomenti per nulla scientifici (la bufala del PSA) sentenziano la necessità di intervenire con conseguente menomazione creando drammi personali, famigliari disastrosi.
Allora concludo semplificando: preleva un pezzettino di tessuto a un qualcuno che non conosciamo e non conosceremo forse mai, questo stabilisce il grado di cancerosità a suo insindacabile giudizio, nel caso quindi la sentenza sarà che non scoperete più e girerete col pannollino per il resto dei vostri giorni. Fanculo!



Uova? Superfood!

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capturaNon vorrei sembrare pedante, prevenuto, bastiancontrario ma un ottimo consiglio è quello di fare esattamente il contrario di quello che sentenziano i preti in camice bianco.

Uno degli argomenti a riguardo è riferibile all’indicazione spesso proferita di non mangiare più di due o tre uova alla settimana, cosa che mi affiora nella mia memoria.

Orbene innanzitutto le uova vanno scelte in modo accurato, sulle confezioni in vendita al supermercato c’è un numerino che indica il tipo di allevamento delle galline , in questo caso vanno scelte le confezioni con numero 0 che significa che gli animali sono allevati a “terra” e all’aperto.

Fatta questa doverosa premessa il modo migliore per fruire delle straordinarie caratteristiche dietetiche delle uova è il tipo di cottura: il migliore è in camicia o alla coque. Praticamente l’albume cotto, il tuorlo semicrudo.

Oltre che essere precursore del testosterone per gli uomini il colesterolo contenuto nel tuorlo è importante per la sintesi di ormoni per le donne , molto più sicuro degli estrogeni di sintesi, purtroppo la bufala che il colesterolo sia il responsabile delle problematiche cardiovascolari ha ridotto molto il consumo che va di pari passo , questo sì, con l’aumento delle problematiche ormonali nelle donne, questo dato lo si può evincere dal confronto delle statistiche specifiche, dato incontrovertibile.




L’età inquieta, tra fiction e realtà

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s,910 57c371A Sori, comune di 4.000 anime in provincia di Genova, un ragazzino di 13 anni ha accoltellato un quattordicenne. La causa litigandi? Un ‘Like’ alla foto della ragazza “sbagliata”.

L’episodio di Sori rappresenta un esempio emblematico di un disagio giovanile già esplorato nel 1997 da Bruno Dumont nel suo film “La vie de Jésus”. Questo film, distribuito in Italia con il titolo “L’età inquieta”, racconta la travagliata vita di un adolescente capace di compiere azioni estreme, come l’uccisione di un rivale in amore. Tuttavia, l’età inquieta non è semplicemente un capolavoro del cinema neorealista contemporaneo né una generica etichetta generazionale. Essa rappresenta l’alba della maturità, una fase di crescita che, se non adeguatamente supportata, rischia di generare adulti possessivi, tossici e violenti.

I fatti di cronaca come quelli di Sori, Caivano, lo stupro di gruppo sul lungomare del Foro Italico e l’omicidio di Giulia Cecchettin sono esempi eloquenti di questa realtà. Non è il patriarcato a creare mostri moderni, bensì il disagio che pervade i giovani contemporanei. Questi sono gli eredi di quella che Douglas Coupland ha definito “Generazione X”, caratterizzata da una mancanza di identità sociale chiara, quasi come se fossero invisibili.

Il patriarcato e le sue conseguenze appartengono al passato; oggi ci troviamo di fronte a un nuovo tipo di disagio, quello derivante dalla pressione di dover essere, a tutti i costi, dei “maschi alpha”. Ai nostri figli dobbiamo insegnare che l’età inquieta non è un film con un finale già scritto. Essa può essere l’inizio di un percorso di crescita, se accompagnata con attenzione, comprensione, supporto adeguato e i giusti esempi da seguire.




Buon Natagosto a tutti!

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captura13 milioni di italiani in viaggio e più di 6 miliardi di indotto economico. Ma il Ferragosto è anche altro.

Da ateo, non ho mai avuto troppe remore a considerare Ferragosto come una sorta di “Natale d’estate”: stessa voglia di festeggiare, stesse abbuffate (seppur con pietanze diverse) e stesse radici pagane (successivamente riviste e corrette dalla Chiesa cattolica). Come il Natale ha soppiantato la festa pagana di Yule, istituita dai Germani intorno al I millennio a.C. e celebrata nei giorni in cui oggi festeggiamo la nascita di Gesù, anche il “Feriae Augusti” (riposo di Augusto), istituito dall’imperatore romano Augusto nel 18 a.C. al termine dei principali lavori agricoli estivi, ha visto la propria origine finire in secondo piano per lasciare spazio a un evento cattolico: l’Assunzione di Maria al cielo.

A quanto detto sopra, possiamo aggiungere un’altra similitudine (di natura tutta ‘pop’): sia Ferragosto che Natale sono spesso protagonisti di film legati alla tradizione comica italiana.

‘Tempo di villeggiatura’, ‘Vacanze d’inverno’,’Vacanze a Ischia’, ‘Vacanze sulla neve’ e ‘Casotto’ (con una giovanissima Jodie Foster) sono alcuni esempi dei Film che nel corso dei decenni hanno raccontato vizi (molti) e virtù (poche) dei nostri connazionali in vacanza.

L’anno della svolta, tuttavia, fu il 1983: dopo il clamoroso e un po’ inatteso successo di ‘Sapore di mare’, i fratelli Vanzina, in meno di due mesi, realizzarono ‘Vacanze di Natale’ (riportando sul set molti degli attori della pellicola estiva); nacque un filone, ed un neologismo (“Cinepanettone”), in grado di scandire 30 anni della nostra storia.

Prima dei saluti, un’ultima curiosità: lo sapevate che da qualche anno è diventato di moda mangiare il panettone a Ferragosto? Sì, “Cosa fai a Ferragosto?” è la versione estiva di “Cosa fai a Natale?”.

Buon Natagosto a tutti.




Santo Domingo. La protesta di un connazionale che non riesce a rinnovare il suo passaporto

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lettere direttoreIl connazionale Giorgio Argentieri ci manda per conoscenza la comunicazione che ha diretto alla nostra Ambasciata di Santo Domingo.

Sta cercando da tempo di ottenere un appuntamento per rinnovare il suo passaporto. Nel frattempo questo gli è scaduto e, di conseguenza, non può rinnovare neppure la sua residenza dominicana visto che, per fare questo deve avere il passaporto in ordine. Si trova quindi nel Paese nella condizione di illegalità.

Di seguito la sua lettera.

Spett.le. signori,
Sto tentando da tempo di ricevere un appuntamento per rinnovare il mio passaporto senza mai riuscirci
Adesso sono nella condizione di un cittadino italiano residente nella Republica Dominicana come persona indocumentata, perché il mio passaporto è scaduto e non posso rinnovare la residenza dominicana senza avere il passaporto aggiornato.
Pertanto vi chiedo per favore, se potete, di darmi al pìù presto un appuntamento.
Anticipatamente grazie.

Giorgio Argentieri




Nessuno tocchi Imane Khelif e il suo sacrosanto diritto di partecipare alle Olimpiadi

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imane khelif of team algeria olympic games paris 2024 080224 09b2654f3180477c8f34e7cb946f6751In Italia, dopo l’incontro con Angela Carini, terminato con il ritiro dell’azzurra, è scoppiato un caso attorno alla boxeur algerina, “colpevole” di avere un corpo che, secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, “non corrisponde alla definizione tipica dei corpi maschili o femminili”. Ma l’intersessualità non è una colpa e nemmeno una situazione voluta. Chiedere l’esclusione di un’atleta intersessuale è un atto vigliacco, disumano e ostile ai valori dello Sport.

Incredibile, ma vero.

Sulla polemica scoppiata intorno al caso della boxeur algerina Imane Khelif, sono d’accordo con Laura Boldrini. La deputata, in un lungo Post pubblicato su ‘X’, ha espresso i seguenti pensieri: “… Tutta questa polemica è davvero surreale e incredibile.” E ancora: “… Ma in quale paese può accadere una cosa del genere? A che titolo e con quali competenze la seconda carica dello Stato, mezzo governo e perfino la Presidente del Consiglio, spalleggiati dai movimenti anti-scelta, pensano di poter decidere chi può e chi non può gareggiare alle Olimpiadi?”.

Come darle torto? Imane Khelif è una donna, non si dopa e rispetta le regole dello sport che pratica. Che deve fare? Smettere di boxare solo perché, come dice l’endocrinologo Fabrizio Angelini: “iperproduce ormoni maschili”? E Serena Williams, allora? OK, la vincitrice di 73 titoli WTA in singolare, 23 dei quali prove del Grande Slam (record femminile nell’era Open), non iperproduceva ormoni maschili, ma era alta 180cm. e pesava 75 kg. (tanto per capirci, altre grandi tenniste non avevano queste caratteristiche; Steffi Graff era 176 cm. X 64 kg., Martina Navratilova 171 cm. X 65 kg.)

Finiamola di attaccare questa atleta algerina che, tanto per dircela tutta, non è neanche tutto questo granché sul Ring.




Il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara: una svolta storica nel conflitto regionale

marocco tour deserto

marocco tour desertoRiceviamo e pubblichiamo.

In un passo storico senza precedenti, la Francia ha annunciato il suo riconoscimento ufficiale della sovranità del Marocco sul Sahara occidentale, esprimendo pieno sostegno al piano di autonomia proposto dal Marocco. Questo riconoscimento rappresenta un cambiamento radicale nella politica internazionale riguardo alla questione del Sahara occidentale e riflette i profondi cambiamenti geopolitici nella regione. È anche una grande vittoria diplomatica per il Marocco, che grazie ai suoi sforzi continui e diligenti è riuscito a raggiungere questo importante traguardo. Questo riconoscimento conferma la posizione del Marocco come potenza regionale influente, rafforza la sua stabilità politica ed economica e apre nuove prospettive di cooperazione internazionale nella regione.

Il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara occidentale:

Il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara occidentale è un passo ispiratore che rafforza la posizione del Marocco sulla scena internazionale. Questo riconoscimento non è solo un sostegno politico, ma è anche una conferma della legittimità delle rivendicazioni marocchine e un riconoscimento degli sforzi del Marocco per raggiungere lo sviluppo e la stabilità nella regione. Questo riconoscimento rafforza la posizione del Marocco come stato leader nella regione e riflette l’impegno della Francia a sostenere soluzioni pacifiche e diplomatiche ai conflitti regionali. Questo riconoscimento può essere paragonato al riconoscimento statunitense della sovranità marocchina sul Sahara nel dicembre 2020, che ha avuto un grande impatto nel rafforzare la posizione del Marocco a livello internazionale. Inoltre, la posizione della Spagna nel marzo 2022, quando ha annunciato il suo sostegno all’iniziativa di autonomia proposta dal Marocco per risolvere il conflitto del Sahara occidentale. Questo cambiamento nella posizione spagnola è avvenuto dopo decenni di neutralità, quando Madrid ha considerato il piano di autonomia come “la base più seria, realistica e credibile per risolvere il conflitto” nel Sahara occidentale. Questa nuova posizione della Spagna ha dato un forte impulso all’iniziativa di autonomia proposta dal Marocco.

Il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara rafforza le opportunità di cooperazione economica tra Marocco e Francia, contribuendo allo sviluppo sostenibile nella regione. Questo riconoscimento è anche un passo strategico che rafforza le relazioni bilaterali tra i due paesi e apre nuove prospettive di cooperazione in vari settori come le energie rinnovabili e la tecnologia.

Il riconoscimento francese e le reazioni algerine:

Non è stato sorprendente che la reazione del regime algerino fosse negativa nei confronti di questo riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara occidentale. L’Algeria, che ha sempre osteggiato l’integrità territoriale del Marocco, ha condannato fermamente questo passo francese. Nonostante i cambiamenti internazionali e le trasformazioni geopolitiche, l’Algeria insiste sulla sua posizione rigida e ostile alla sovranità marocchina sul Sahara. Con questa posizione, l’Algeria cerca di prolungare il conflitto e di mantenere profonde tensioni con Rabat, creando ulteriori complicazioni nella situazione regionale e ostacolando il raggiungimento degli interessi dei popoli. Questa posizione riflette le grandi sfide che la regione deve affrontare per raggiungere la stabilità e la pace e sottolinea la necessità urgente di soluzioni diplomatiche costruttive che promuovano la cooperazione regionale e riducano le tensioni.

L’Algeria non vuole pace e stabilità nella regione:

È chiaro che l’Algeria cerca di complicare la situazione nella regione piuttosto che lavorare per raggiungere la pace e la stabilità. Questa posizione riflette il desiderio dell’Algeria di rafforzare la sua influenza regionale e di opporsi a qualsiasi progresso che il Marocco possa ottenere nella questione del Sahara occidentale marocchino. La continua opposizione dell’Algeria rafforza le tensioni e ostacola qualsiasi sforzo internazionale per risolvere il conflitto in modo pacifico, poiché cerca di mantenere la sua influenza regionale opponendosi alle soluzioni pacifiche. L’Algeria teme che la risoluzione del conflitto possa cambiare l’equilibrio militare a favore del Marocco e vede nel proseguimento del conflitto un mezzo per mantenere la sua influenza regionale e contrastare le mosse del Marocco in Africa. Questo approccio algerino rivela che il regime algerino utilizza la questione del Sahara occidentale come mezzo per mantenere il controllo politico ed evitare la responsabilità verso il popolo su altre questioni interne. Per questo motivo, da oltre mezzo secolo, l’Algeria sostiene politicamente, diplomaticamente e materialmente il Fronte Polisario.

Le vittorie diplomatiche del Marocco e nuove sfide:

Negli ultimi anni, il Marocco ha ottenuto una serie di vittorie diplomatiche che hanno rafforzato la sua posizione nella questione del Sahara occidentale. Costruendo forti alleanze con grandi paesi e presentando iniziative di sviluppo nella regione, il Marocco è riuscito a ottenere un ampio sostegno internazionale, rafforzando così la sua posizione sulla scena internazionale. Con queste vittorie diplomatiche, il Marocco conferma la sua capacità di raggiungere i suoi obiettivi in modo pacifico ed efficace. Tuttavia, il Marocco deve affrontare nuove sfide che richiedono di continuare a rafforzare la sua posizione internazionale e di lavorare per raggiungere uno sviluppo sostenibile nella regione. Inoltre, il Marocco deve affrontare sfide nel campo dei diritti umani e dello sviluppo economico nella regione, nonché le sfide ambientali e sociali che possono sorgere a causa dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni economiche globali. Rafforzare la cooperazione regionale e internazionale in settori come le energie rinnovabili, l’istruzione e la tecnologia può contribuire a raggiungere uno sviluppo sostenibile e a rafforzare la stabilità nella regione. Adottando strategie complete e integrate, il Marocco può continuare a ottenere successi diplomatici e rafforzare la sua posizione come potenza regionale influente.

L’Algeria isolata: il costo delle sue politiche rigide:

Da oltre mezzo secolo, l’Algeria sostiene una causa fallimentare che le è costata miliardi di dollari, ottenendo in cambio solo delusioni e sconfitte. Recentemente, la diplomazia algerina ha subito un duro colpo in casa propria, a seguito delle dichiarazioni dell’ambasciatrice degli Stati Uniti in Algeria, Elizabeth Moore Aubin, riguardo al riconoscimento americano della sovranità marocchina sul Sahara. Aubin ha confermato che il riconoscimento della sovranità marocchina da parte degli Stati Uniti è ancora valido e non è stato ritirato, sottolineando che il suo paese considera il piano di autonomia marocchino come la soluzione più praticabile per il Sahara.

Inoltre, l’Algeria ha subito un ulteriore smacco diplomatico quando il Marocco è riuscito a far emettere una decisione dall’Unione Africana che vieta al Polisario di partecipare agli eventi internazionali dell’organizzazione. Questo rappresenta il colpo più forte inflitto dal Marocco alla proposta separatista dalla sua adesione all’Unione continentale nel 2016. In altre parole, il Marocco ha tolto il tappeto da sotto i piedi dell’Algeria e del Sudafrica, impedendo loro di fare pressione sull’Unione Africana per coinvolgere il Polisario.

Questi esempi evidenziano le sfide che l’Algeria deve affrontare nei suoi tentativi di ostacolare i progressi del Marocco. Inoltre, l’Algeria si trova isolata diplomaticamente a causa del crescente numero di paesi che riconoscono la sovranità marocchina sul Sahara e sostengono il piano di autonomia. Questa situazione riflette il fallimento della politica algerina nel raggiungere i suoi obiettivi e aumenta le pressioni interne sul regime algerino. La posizione dell’Algeria può essere paragonata a quella della Corea del Nord nel conflitto coreano, dove la Corea del Nord si trova isolata diplomaticamente a causa delle sue posizioni rigide.

La Francia sostiene la sovranità marocchina sul Sahara: e adesso?

Dopo il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara, molti si chiedono quali saranno i prossimi passi. Altri paesi seguiranno lo stesso approccio? E come influenzerà questo riconoscimento il futuro del conflitto nel Sahara occidentale marocchino? È previsto che questo riconoscimento rafforzi la posizione del Marocco sulla scena internazionale e aumenti la pressione sull’Algeria per cambiare la sua posizione. Inoltre, potrebbe incoraggiare altri paesi a prendere misure simili, aumentando le possibilità di risolvere il conflitto in modo pacifico e diplomatico. Questo riconoscimento potrebbe anche rafforzare la cooperazione economica tra Marocco e Francia, migliorando le opportunità di sviluppo nella regione. Potrebbe anche incoraggiare altri paesi dell’Unione Europea a prendere misure simili, aumentando le possibilità di risolvere il conflitto in modo pacifico e diplomatico. Questo sviluppo riflette una visione comune di un futuro più stabile e prospero per l’intera regione e sottolinea l’importanza del dialogo e della comprensione reciproca nel raggiungimento della pace e dello sviluppo sostenibile.

Conclusione:

In conclusione, il riconoscimento francese della sovranità marocchina sul Sahara occidentale rappresenta un punto di svolta cruciale nel lungo conflitto, aumentando le possibilità di raggiungere la pace e la stabilità nella regione e aprendo nuove prospettive di cooperazione internazionale. Questo riconoscimento riflette i profondi cambiamenti geopolitici e sottolinea l’importanza delle soluzioni pacifiche e diplomatiche per raggiungere la stabilità regionale. Il riconoscimento francese rafforza la posizione del Marocco come potenza regionale influente e apre la porta a nuove opportunità di cooperazione e partenariato con la comunità internazionale, contribuendo allo sviluppo sostenibile e alla prosperità dell’intera regione.

Qui è opportuno ricordare ciò che ha detto il re Mohammed VI nel suo discorso in occasione del 39° anniversario della Marcia Verde: “Il Marocco resterà nel suo Sahara e il Sahara nel suo Marocco fino a quando Dio erediterà la terra e tutto ciò che vi è sopra.”. Queste parole riassumono la determinazione e la risolutezza del Marocco nel raggiungere l’unità territoriale e riflettono lo spirito nazionale che caratterizza il popolo marocchino.

Mohammed Ouazzouz




Al via la XXXIII Olimpiade: l’Italia punta a conquistare 50 medaglie

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imagesPer la Gazzetta dello Sport, l’obiettivo è possibile. Ecco chi sono gli atleti e le squadre che possono farci sognare

Vincere a Parigi più di quanto si è vinto tre anni fa a Tokyo? Per la Gazzetta, si può! Se nel 2021 siamo tornati dal Giappone con 40 medaglie (10 Ori, 10 Argenti e 20 Bronzi), dalla Francia potremmo tornare con 50 medaglie.

Ecco gli azzurri, le azzurre e le squadre azzurre da tenere d’occhio:

– Gianmarco Tamberi (salto in alto)

– 4 Senza (canottaggio uomini)

– Inseguimento a squadre (ciclismo uomini e ciclismo donne)

– Odette Giuffrida (judo)

– Pallavolo donne e Pallavolo uomini

– Aziz Abbes (boxe)

– Irma Testa (boxe)

– Thomas Ceccon (nuoto)

– Tommaso Marini (scherma)

– Fioretto a squadre donne (scherma)

– Vito Dell’aquila (taekwondo)

– Diana Bacosi (tiro a volo)

– Ruggero Tita e Caterina Banti (vela)

– Leonardo Fabbri (getto del peso)

– Antonella Palmisano (marcia)

– Marcia staffetta mista

– Filippo Ganna (ciclismo, crono)

– Sofia Raffaeli (ginnastica ritmica)

– Alice Bellandi (judo)

– Assunta Scutto (judo)

– Gregorio Paltrinieri (10 km. e 1.500, nuoto)

– Simona Quadarella (nuoto)

– Arianna Errigo (scherma)

– Danilo Sollazzo (tiro a segno)

– Mattia Furlani (salto in lungo)

– 4×100 uomini (atletica)

– Quattro di coppia (canottaggio uomini)

– Doppio pesi leggeri (canottaggio uomini)

– Elisa Longo Borghini (ciclismo)

– Concorso a squadre (ginnastica artistica)

– Manila Esposito (trave)

– Manuel Lombardo (judo)

– Aurora Russo (lotta)

– Nicolò Martinenghi (nuoto)

– Benedetta Pilato (nuoto)

– 4 x 100 uomini (nuoto)

– Sergio Massidda (pesi)

– Antonino Pizzolato (pesi)

– Alice Volpi (scherma)

– Spada a squadre uomini (scherma)

– Fioretto a squadre uomini (scherma)

– Simone Alessio (taekwondo)

– Jasmine Paolini (tennis)

– Simone Bolelli-Andrea Vavassori (tennis)

– Riccardo Mazzetti (tiro a segno)

– Paolo Monna (tiro a segno)

– Mauro De Filippis (tiro a volo)

A questi atleti, che la Gazzetta pronostica sul podio, potrebbe aggiungersi qualche sorpresa (come Davide Di Veroli nella spada). Tuttavia, a tutta la nostra delegazione, composta da 403 atleti (un primato per il nostro Paese), vanno i nostri più sinceri auguri.

Forza azzurri!