23 febbraio 2024: un altro giorno di ordinaria follia

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capturaQuando la polizia, anziché contenere, tende a reprimere, non è mai cosa buona e giusta. Nello specifico, quando le manganellate colpiscono un gruppo di studenti riunitisi per manifestare in solidarietà con il popolo palestinese, e il resoconto ufficiale parla di 18 feriti, di cui 10 minorenni, è comprensibile che l’indignazione e la rabbia si facciano sentire. La violenta situazione si è verificata a Pisa e Firenze, in una giornata di delirio che rimarrà a lungo nelle menti di tutti.

Sebbene il corteo non fosse stato precedentemente annunciato e le forze dell’ordine siano state colte di sorpresa, ci si aspetta che le istituzioni incaricate di proteggerci agiscano con sensibilità ed equilibrio.

Non mi addentrerò nei dettagli delle numerose reazioni suscitate dagli eventi, poiché sarebbe superfluo sottolineare che le condanne sono arrivate principalmente dalla sinistra, mentre i timidi tentativi di individuare delle attenuanti sono stati avanzati dalla destra.

Tuttavia, invito tutti, come ho fatto in passato di fronte ad altri drammatici eventi, a riscoprire un briciolo di umanità.




I contadini sfidano Bruxelles

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capturaLa terza guerra mondiale a pezzi, per usare la definizione che Papa Francesco ha dato al crescente numero di conflitti che stanno scuotendo il globo, annovera tra le proprie dispute anche una serie di battaglie, combattute in diverse zone d’Europa, da un unico, numeroso esercito: quello degli agricoltori.

Il casus belli che ha scatenato l’ira funesta dei contadini è la convinzione che i politici di Bruxelles, sede del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e del Consiglio dell’Unione Europea, vogliano sostituire terra, grano e vacche con laboratori, farine di grillo e carni sintetiche.

Essendo cresciuto in Brianza in un contesto rurale (mio cognato Marino possiede una fattoria) e avendo convinzioni liberali, non posso biasimare i tanti “paisan” che mal digeriscono il tentativo di quattro “colletti bianchi” di imporre le loro direttive.

I consumatori devono avere il diritto di scegliere cosa mangiare e per preservare questo diritto nessuno deve boicottare gli agricoltori.

Il futuro dovrà includere anche farina di grillo, bistecca sintetica e cotolette di chicchessia, ma non dovrà limitarsi solo a tali tipologie di prodotti. Se ciò accadrà, se ci troveremo in un mondo distopico in cui potremo consumare soltanto carne sintetica, diventerò vegano, a condizione che almeno l’insalata sia libera di crescere nella terra.




La difesa e la sicurezza europea

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downloadCresce l’attenzione sui temi della sicurezza e della difesa europea, mentre preme parimenti l’apprensione per il probabile ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Il conflitto  in Ucraina, con le sue  inutili stragi,  e le gravi turbolenze medio orientali  ci impongono di rifiutare un approccio  fatalista o rassegnato  e di ripensare più utilmente  il tema della guerra e le vie della pace.

Si moltiplicano per altro gli avvertimenti degli esperti e degli studiosi di geopolitica  circa un possibile allargamento del conflitto russo-ucraino. A questo riguardo, non  si esagera forse se si dice che la guerra in Ucraina, con le sue vaste  implicazioni per la difesa e la sicurezza europee, non ha risvegliato sinora la speciale attenzione dei siti informativi delle collettività italiane all’estero, che si limitano infatti a ripetere, più o meno,  quanto si scrive o si dice in Italia.

Ultimamente, a sollecitare sul punto la nostra attenzione, che è quella, teniamo a precisarlo, di modesti osservatori periferici, è stato un articolo apparso su un quotidiano romano, in cui si prospettava la opportunità di un maggiore protagonismo europeo del governo di Roma, in un frangente storico che sembra vedere Francia e Germania alle prese con gravi problemi interni.

Per il governo italiano, si tratterebbe di avanzare utili idee, in vista di quella che gli esperti chiamano la nuova architettura della sicurezza in Europa.

Ci si domanda cosa possa fare in proposito l’esecutivo italiano, solitamente restio a prendere l’iniziativa nelle materie della sicurezza  , e attento,  d’altra parte, a seguire  gli indirizzi della Nato o la linea franco -tedesca.

Certo è che  incombe sul continente uno scenario politico-militare dai tratti a dir poco confusi. Nel medio periodo, a preoccuparci tuttavia maggiormente, lo diciamo senza esitazioni, è il probabile ritiro degli USA dalla Nato, già ventilato, del resto, da Trump,  e la perdita  quindi del principale alleato dell’Europa.

Anche in vista di un siffatto scenario, Romano Prodi e altri autorevoli osservatori hanno prospettato   l’opportunità di una autonoma risposta europea, sotto forma di deterrente nucleare a guida francese, o franco-britannica.  A parte però l’azzardo di un discorso che sembra preferire la prospettiva della guerra, e, quindi,  una prospettiva apocalittica,  invece della ricerca della pace, salta agli occhi l’asimmetria tra l’arsenale nucleare della Russia, che è probabilmente il più vasto del mondo, e quella dei due partner prima citati.

Che fare, dunque?  Tornerebbe utile, nel nostro avviso, prendere atto della probabile secessione americana, cominciando quindi col ricalibrare la politica estera dell’Unione europea, soprattutto la sua direttrice est-europea. In vista di ciò, gioverebbe, promuovere, noi crediamo, un approccio più duttile e più dialogante nei confronti di Mosca.

Su questa linea, sembra a noi che l’esecutivo italiano potrebbe offrire  un utile contributo.  Sappiamo, certo, che la posizione italiana è oggi ostile alla Russia, per ragioni, del resto, comprensibili, ma crediamo, nonostante tutto, nella diplomazia, che è l’arte del dialogo.

Gerardo Petta- Zurigo




Perché Sanremo è Sanremo?

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capraPaese che vai, usanze che trovi.

L’evento capace di bloccare gli Stati Uniti è il Super Bowl, quello che stravolge l’Italia è Sanremo.

Nel Belpaese, per una settimana, non c’è polemica, fatto di cronaca nera, partita di calcio o confronto politico in grado di rubare la scena al Festival della canzone.

Dalla prima edizione, andata in scena nel 1951, a oggi, non è cambiato quasi nulla: si cantava allora e tuttora si canta. E si canterà (perché Sanremo è Sanremo e perché comunque vada, sarà un successo).

A cambiare, semmai, sono le canzoni: un tempo cantavamo “Grazie dei fior” di Nilla Pizzi, oggi “Sinceramente” di Annalisa e “La noia” di Angelina Mango.

Con le canzoni, cambiano anche i “bersagli”: negli anni ‘80 ci si chiedeva che fine avrebbero fatto i giovani che ascoltavano Vasco Rossi, oggi ci si chiede dove ci porterà la musica di Ghali o quella di Geolier.

E domani?

Domani ci sarà un nuovo artista da amare o fischiare e una nuova gaffe pronta a catturare tutta quell’attenzione che, in una qualunque altra settimana del calendario, avremmo rivolto a notizie decisamente più importanti.

Sì, ogni anno, per una settimana (o per meglio dire, per cinque serate), l’Italia non è uno stivale ma un giradischi.

È sempre stato così e sempre così sarà.

Perchè Sanremo… è Sanremo.




La paura, regista della vita

affronta le tue paure
affronta le tue paureViviamo, noi occidentali, in una società dove non manca il cibo, non manca il lavoro, non manca l’informazione, non mancano i farmaci eppure mai come oggi rileviamo la diffusione di disturbi fisici e mentali. La causa di questo è solo una: la paura!
Oggi questa emozione (di per sé funzionale) ha mille e più sfaccettature: paura di non farcela, di essere esclusi, di non essere riconosciuti; paura del diverso, dei virus, delle malattie infettive, della crisi economica, di perdere il lavoro. Per non parlare della paura arcaica del futuro e quindi di invecchiare.
La paura è subdolamente alimentata dai media che ci bombardano di notizie che ci mettono in condizione di impotenza rispetto a eventi come pandemie, eventi climatici, malattie incurabili che ci inculcano un sentimento di impotenza paralizzante.
A questo come risponde fisiologicamente il nostro corpo? Liberando ormoni come adrenalina e noradrenalina (azione vasocostrittiva) che tolgono sangue agli organi vitali indirizzandolo ai muscoli con lo scopo di metterci nelle migliori condizioni di scappare o attaccare. Agiscono anche sugli sfinteri perché in caso di attacco/difesa non c’è tempo per defecare, da qui la spiegazione fisiologica per la stipsi…Cortisolo (ormone dello stress). Glucosio (diabete) per rendere disponibile energia pronta per i muscoli sempre in relazione all’eventualità di difesa/attacco. Ma forse l’effetto più importante è il condizionamento della neuroipofisi a secernere due ormoni che non possono essere secreti in contemporanea, sono l’Ossitocina e l’ ADH. Ossitocina è detto anche ormone dell’amore, del benessere, l’ADH è un ormone antidiuretico, trattiene l’acqua, è conosciuto anche come vasopressina , quindi con azione ipertensiva
La paura induce la neuroipofisi a produrre ADH al posto di Ossitocina , ciò significa alimentare l’ansia, insicurezza, paura al posto del benessere che profonderebbe l’ormone dell’amore, l’ossitocina.
Tutto questo preambolo per dire cosa?
L’unico antidoto alla paura è la CONOSCENZA .La conoscenza infatti può trasformare angoscia e paura (che bloccano le coscienze) in curiosità attiva e dinamica. Solo se conosciamo e comprendiamo il «senso biologico della malattia» possiamo spegnere la paura da una parte, e dall’altra sbloccare quel freno a mano tirato che ci tiene fermi.
Cosa ci suggerisce la neuro-fisiologia? Di vincere l’ignoranza (nell’accezione di non-conoscenza )di accettare quello che ci sta accadendo, di trasformare angoscia e paura in curiosità per comprendere il “senso biologico” delle malattie ed eliminare così la paura. L’evoluzione ha sviluppato programmi che possiamo decodificare …
Tutto questo sarà possibile a fronte di un CAMBIAMENTO inteso come strategia di soluzione ai problemi, di “intelligenza” delle cause per trovare le soluzioni.
D’altronde, come diceva mio nonno “la paura è fatta di niente”



Caso Ilaria Salis, perchè quelle immagini viste e riviste in TV disturbano così tanto

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capturaNon ci sono prove certe che Ilaria Salis abbia preso parte al pestaggio di due neonazisti durante il Giorno dell’Onore (un raduno di estremisti di destra che si tiene ogni anno in Ungheria tra il 9 e il 12 febbraio). Tuttavia, c’è un video che mostra l’aggressione e un manganello retrattile trovatole addosso.

Tutto ciò è sufficiente per tenere una persona in una cella di pochi metri, piena di zecche, scarafaggi e topi?

Assolutamente no!

Ilaria Salis potrebbe anche essere colpevole, ma la pena deve essere proporzionata al reato (i neonazisti aggrediti hanno riportato ferite guaribili in pochi giorni e non hanno presentato denuncia) e deve essere scontata senza che le vengano negati i diritti fondamentali che devono essere garantiti a ogni detenuto.

Non è una questione di destra o sinistra, ma di Diritti Umani.

Ilaria Salis non è certamente una cerbiatta, ma non è neanche una belva da mostrare incatenata al mondo intero e da tenere rinchiusa, da quasi un anno, in un tugurio per un’aggressione che non è stata mai denunciata dagli aggrediti.

Lasciamo da parte le convinzioni politiche, così come i garantismi e i giustizialismi a targhe alterne, e ritroviamo il buonsenso che dovrebbe appartenere a ognuno di noi.

Torniamo umani!




Udinese-Milan, insulti razzisti al portiere rossonero

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downloadNe abbiamo lette e sentite tante. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Gli insulti razzisti piovuti sul portiere del Milan, Mike Maignan, nel corso del match tra l’Udinese e il club rossonero, hanno sollevato polemiche e alimentato dibattiti.

Non resisto: voglio anch’io dire la mia.

Inizio spiegando cos’è il razzismo.

Il razzismo non è la paura del diverso, ma il rifiuto del diverso.

La paura del diverso ci può stare; immaginiamo, un giorno, di incontrare un alieno. Non sarebbe più che normale provare paura e inquietudine davanti a quella creatura? Ma se la creatura non si rivelasse ostile e manifestasse il desiderio di conoscerci, di esserci amica e davanti a tutto ciò noi continuassimo a provare timore, repulsione e odio nei suoi confronti solo per il suo aspetto, la sua provenienza, le sue origini e la sua diversità, questo ostracismo sarebbe, a tutti gli effetti, razzismo.

Il razzismo c’è e ci sarà sempre, perché la società non è perfetta e perché l’odio (anche quello ingiustificato) è un sentimento umano, ma possiamo comunque fare qualcosa: possiamo, e dobbiamo, isolare chi crede che sia “normale” giudicare un essere umano in base al colore della pelle o al paese natale.

Per fare un esempio: i balordi che hanno insultato Maignan, una volta identificati (perché verranno identificati!), non dovrebbero mettere più piede in uno stadio o in un palazzetto dello sport fino al giorno in cui non avranno capito che una persona va giudicata solo ed esclusivamente per i propri comportamenti.

Concludo con un ultima nota: finiamola di considerare il razzismo una forma di ignoranza, non è così.

Ignoranza significa ignorare e chi ha insultato Maignan non ha ignorato un bel niente, anzi, sapevano benissimo quel che dicevano e sapevano altrettanto bene che pronunciando quelle stomachevoli parole avrebbero procurato dolore al bersaglio del loro odio.

Si parla di razzismo un giorno sì e l’altro pure, come si può credere che chi insulta un essere umano per il colore della sua pelle non sappia quello che sta facendo?

Sì, il razzismo c’è e ci sarà sempre, ma capire cos’è il razzismo e cosa sono i razzisti, sarebbero due passi importanti verso la direzione giusta.




Germania addio

freno debito 100~ v fullhd
freno debito 100~ v fullhdAi problemi di denatalità, invecchiamento della popolazione si è aggiunta la iattura della guerra russo-ucraina. Si calcola che il 25% della popolazione tedesca abbia più di 60 anni, questo implica costi per la previdenza sempre più ingenti che vanno ad aggiungersi a quelli dell’assistenza ( costi a parità di prestazioni mediamente superiori del 50% a quelli italiani) ,costi fuori controllo nel medio periodo. Ma il colpo mortale all’economia arriva dalla guerra russo-ucraina dove la Germania ha preso una posizione antirussa decisa, ciò ha comportato la fine di energia a basso prezzo (gas russo) indispensabile per l’industria manifatturiera ,sostituito dal gas americano trasportato via mare che costa tre volte tanto 😂mettendo fuori mercato i manufatti industriali made in Germany.
Il problematico e costoso approvvigionamento energetico ha fatto emergere le contraddizioni del governo rosso-verde-bianco (semaforo lo chiamano) in cui i verdi hanno demonizzato l’utilizzo del gas , dell’uranio e si sono ridotti a bruciare lignite (carbone di pessima qualità, fortemente inquinante) per avere l’energia di cui hanno disperato bisogno. Mercedes è praticamente cinese, Volkswagen è tenuta a galla dal sistema , il sistema bancario scricchiola, l’intervento governativo per mantenere il welfare è ingente , il debito pubblica aumenta e all’orizzonte non si vede niente di buono. Politicamente in una Germania senza guida sta emergendo un partito di estrema destra (AFD) che fa paura, è accreditato del 25% di consenso, nel programma c’è la deportazione degli immigrati oltre ad altre amenità del genere. Qualcuno ha calcolato che entro il 2100 non ci saranno più tedeschi o quasi in Germania , sarà un paese musulmano come la Fallaci aveva preconizzato 20 anni fa , derisa , sbertucciata dall’intellighenzia sinistra nostrana . Il declino tedesco è un fatto che tocca anche noi italiani , già da qualche parte in occasione del Natale hanno sostituito Gesù con Cucù, ci siamo dentro mani e piedi, i disastri iniziano con episodi che sembrano al limite del comico, ma questi episodi non fanno ridere .



La riforma della rete consolare: una modesta proposta

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downloadEgregio Direttore,

Da affezionato lettore del Suo giornale, vorrei esprimere i miei rallegramenti per  l’efficace  copertura, fra l’altro, dei temi di interesse consolare, che  svolge con encomiabile chiarezza.

Sulla base  anche della mia  modesta esperienza nel Comites di Zurigo, sembra a me che l’annosa questione degli uffici consolari, su cui si concentrano, come noto,  le lagnanze  di migliaia e migliaia di connazionali, per i cronici ritardi nell’offerta dei servizi, e per i lunghi e talora infiniti tempi di attesa, richieda  non soltanto più attenzione, come, più o meno, già avviene,  ma  richieda anche e, forse soprattutto,  più immaginazione, da parte, in primo luogo,  dei parlamentari eletti all’estero, i quali, come noto, dispiegano su questi temi  una discreta azione di sensibilizzazione, ma senza riuscire tuttavia a conseguire – mi sembra-  risultati apprezzabili.

Per altro, le tante iniziative in materia, di respiro  non soltanto parlamentare, non sembrano toccare il  punto centrale, che sta nel cuore, secondo me,  delle vicende consolari.  Ai più  infatti sembra sfuggire che i problemi con cui si confrontano i Consolati non sono di natura finanziaria o normativa, per quanto questi aspetti abbiano, certo, una indiscussa rilevanza, ma sono di natura anche e soprattutto  organizzativa.

Perciò, vorrei cogliere la presente occasione per segnalare un progetto, di forte impronta manageriale, su cui il Suo giornale non si è finora soffermato, se non, forse, di sfuggita. Si tratta del progetto,  noto sotto  il nome di   ”Polis”, con cui Poste Italiane  si accinge a rilasciare il passaporto, la carta di identità elettronica, il tesserino fiscale, i documenti e le registrazioni di  interesse pensionistico,  e  molti  altri servizi,  agli utenti residenti nei piccoli comuni della Penisola.

Il progetto in questione, finanziato con in fondi del PNRR ( a proposito, come spende il Ministero degli esteri i fondi europei?) punta a velocizzare  i servizi di interesse dei cittadini  abbattendo radicalmente i tempi di attesa. Conoscendo la qualità del management di Poste Italiane, che è, mi sembra, di tutto rispetto, si potrebbe pensare di  estendere il progetto ”Polis” – ecco un suggerimento che mi permetto di indirizzare ai  nostri parlamentari-  anche agli uffici consolari, con cospicui benefici, è da presumere,  per i  connazionali residenti all’estero.

Nella mia impressione, le burocrazie ministeriali, se vogliono migliorare la qualità e la velocità del servizio, devono imparare a misurarsi  con sistemi organizzativi più scaltriti, così come accade normalmente nelle grandi aziende private, ed è perciò una illusione, almeno nel mio giudizio, confidare soltanto nell’arrivo di nuovi impiegati o nell’aumento dei capitoli di bilancio, pur, del resto, così necessari.

Ecco, dunque, che il progetto ”Polis”, centrato sulle specifiche esigenze degli uffici consolari, potrebbe  costituire, mi sembra, un punto di svolta, l’avvio, forse, della tanto attesa rivoluzione organizzativa.

In proposito, sarebbe interessante poter conoscere l’opinione del Ministero degli esteri.

Con molti cordiali saluti,

Gerardo Petta- presidente Comites di Zurigo




Debito pubblico mondiale: la IIF lancia l’allarme

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downloadDall’agenzia internazionale arriva un report impressionante sul debito pubblico mondiale giunto al 336% del PIL , qualcosa come 307.000 mld di dollari .
Per 20 anni i tassi sono rimasti a 0 , anzi sottozero per qualche tempo, ora questo gigantesco debito va servito con tassi prossimi al 5%, un disastro, ma soprattutto un onere insostenibile.
Gli USA emetteranno quest’anno bond per 4000 mld di $, l’Europa tutta emetterà l’equivalente di 1200 mld di € , questo picco d’indebitamento va attribuito alla pandemia , alla guerra Ucraina. Altro dato impressionante è che il debito dal 2020 è cresciuto del 50% , da 200.000 a 307.000 appunto, come si uscirà nessuno lo sa , una bomba finanziaria devastante scoppierà sicuramente, quando non si sa ma sicuramente avverrà.
Altro problema è il dollaro, per ora grazie alla Cina non è messo in discussione, pare comunque che il rialzo del prezzo dell’oro sia imputabile agli acquisti cinesi che sommessamente si stanno liberando dei dollari.
Dopo la seconda guerra mondiale gli USA sancirono la convertibilità del dollaro, cioè tu mi dai dollari (carta) i do a te oro quindi detenere dollari equivaleva ad avere riserve auree. Successe che la Francia cominciò a pretendere di essere pagata in oro seguita da altri, a quel punto il re rimase nudo, gli USA detenevano oro per lo 0,7% dei dollari stampati generosamente che furono determinanti per acquistare qualsiasi bene a sostegno del benessere dei cittadini USA. Nixon nel 1971 fu costretto a dichiarare la “non convertibilità” del dollaro e da 35 $ all’oncia cominciò a salire fino agli attuali 2053$ cioè 58 volte in più! Questo equilibrio precario è ancora in essere sostenuto dallo strapotere (per ora) finanziario di Wall Street e dall’esercito americano pronto a intervenire quando ad esempio qualche produttore importante di petrolio rifiuta i dollari ,come l’ Iraq di Saddam Hussein, sappiamo come finì. Durerà per molto questo sistema? Francamente non lo so e non saprei azzardare date, sappiamo che c’è un problema e che la soluzione comporterà sacrifici pesanti.