Pandoropoli, una storia di Natale

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downloadAnche l’Epifania, che tutte le feste porta via, è passata, eppure qualche Pandoro, ancora, non è stato digerito.

Il Pandoro indigesto, ovviamente, è quello prodotto dalla Balocco e griffato da Chiara Ferragni.

La storia, che di natalizio non ha nulla, ormai la conosciamo tutti.

Con il dolce brandizzato, messo in commercio a un prezzo più che raddoppiato rispetto a un analogo prodotto tradizionale, Balocco e Ferragni avrebbero dovuto sostenere l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, ma così non è stato.

Il nosocomio pediatrico, al quale sono andate le briciole del Pandoro Limited Edition (50.000 € donati dalla sola Balocco), non ha visto neanche 1 € dei proventi ricavati dall’iniziativa che, a dirla tutta, non è che abbia avuto chissà quale successo.

Anzi, secondo un articolo di Paolo M. Alfieri de “L’Avvenire”, dal punto di vista puramente commerciale, l’operazione è stata un completo fallimento, tanto che la Balocco avrebbe perfino registrato delle significative perdite.

Stando così le cose, appare evidente che l’unica a trarre un reale vantaggio dall’iniziativa sia stata solo ed esclusivamente l’abile imprenditrice che per “metterci la faccia” ha chiesto e ottenuto un cachet superiore al milione di euro.

Ma il fallimento commerciale di quella che doveva essere una mera operazione di marketing finalizzata al tentativo di svecchiare il brand dell’azienda di Fossano non è stato il male peggiore!

Il 15 dicembre, con la notizia delle multe comminate dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta (oltre un milione di euro per due società riconducibili all’Influencer e 420mila euro per il colosso dolciario), è scoppiato uno scandalo inimmaginabile.

Ferragni, in un video apparso forzato, si è scusata per “l’errore di comunicazione” (proprio lei che sulla comunicazione ha costruito un impero? Bizzarro, anziché no’) e ha promesso una donazione da 1 milione di €, ma, purtroppo per lei, le scuse non hanno convinto quasi nessuno e così in pochi giorni sono svaniti 30.000 follower e diversi partner commerciali.

La situazione è peggiorata ulteriormente quando sul caso è intervenuta la Procura di Milano per aprire un fascicolo sui Pandori e per effettuare accertamenti sulle uova di Pasqua (a favore dell’associazione “I Bambini delle Fate”) griffate dalla Ferragni per la ‘Dolci Preziosi’ (secondo “La Verità” nel mirino del pm di Milano starebbero per finire anche le Bambole realizzate dalla Trudi a immagine e somiglianza della Ferragni per sensibilizzare la lotta contro il cyberbullismo).

Tra l’ironico cinismo di Selvaggia Lucarelli (la prima a sentire puzza di Pandoro bruciato), gli insulti degli haters e il biasimo di milioni di italiani, Ferragni dovrà ora provare a rialzarsi ma, va detto, l’impresa non appare semplice.

Gli italiani perdonano molte cose ma non perdonano le prese in giro e chi li vuole far passare per fessi.

Sì, gli insulti all’imprenditrice non sono figli dell’invidia (come qualcuno crede) ma un prodotto dell’avidità che ha spinto una ragazza fortunata a pensare di poter prendersi gioco dei buoni sentimenti di chi, credendo di contribuire alle cure di un bambino malato, accettava di spendere 9 € per un normale Pandoro.

È per questo che gli italiani hanno smesso di amarla ed è per questo che non è così scontata la riconquista della credibilità perduta.

Ma che conseguenze lascerà questa triste, anomala storia di Natale?

I timori di chi crede che gli italiani non si fidino più delle iniziative benefiche saranno probabilmente smentiti, ma la comunicazione di chi si occuperà delle promozioni solidali dovrà essere chiara ed esaustiva.

Ferragni non sarà l’unica a doversi rialzare; anche la Balocco dovrà farsi perdonare per “l’errore di comunicazione” che ha causato il pandemonio che tanto ha animato le feste appena trascorse.

E Selvaggia Lucarelli?

La nota giornalista, ora, sembra avere preso di mira la raccolta fondi che gli amici di Matteo Mariotti (il ventenne di Parma che ha perso una gamba dopo essere stato attaccato da uno squalo in Australia) hanno organizzato per aiutare il ragazzo.

Lucarelli si chiede a cosa serva raccogliere denaro dato che in Italia le cure sono a carico del servizio sanitario nazionale.

Se Lucarelli crede di poter smascherare una nuova furbata è fuori strada ma questa è già un’altra storia.




Vaccini/Individualizzazione/Crescita

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downloadLe malattie esantematiche che più o meno tutti noi abbiamo sofferto hanno un preciso significato biologico: le malattie esantematiche infatti sono processi di sviluppo essenziali per una sana crescita fisica, mentale e psichica! Sono la prima e più importante manifestazione dell’azione spirituale volta a trasformare e personalizzare il corpo ereditato da mamma e papà (non da due mamme o due papà).
Ogni malattia infantile è infatti un cammino nel processo di individualizzazione. Non casualmente ogni malattia esantematica si rapporta ai quattro elementi: terra (varicella), aria (pertosse), morbillo (acqua), scarlattina (calore). L’uso dei vaccini in questi casi creano perplessità in molti nel senso che i vaccini interferiscono il processo di individualizzazione agendo da blocco/interferenza ai processi spirituali sopra descritti causando livellamento delle coscienze, indebolimento della personalità e quindi più condizionamento dall’esterno (guarda caso!).
Sui vaccini potremmo parlarne a lungo, teniamo presente che il grande “filantropo” Bill Gates ha costruito non solo business con i vaccini, e Bill è uno che se ne intende.



Shalom Henry Heinz Alfred… Kissinger

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downloadÈ passato già un mese dalla dipartita a 100 anni di questo controverso personaggio che ha direttamente e indirettamente determinato l’orientamento della politica estera USA per cinquant’anni. Ebreo ashkenazita nato in Germania si trasferì in USA dove fu protagonista di una carriera irripetibile, avrebbe potuto aspirare alla presidenza senza problemi, purtroppo non possibile essendo Kissinger non nato in USA, precondizione indispensabile. Pericolo scampato direbbe qualcuno.
Presidenti democratici, repubblicani si avvalsero della sua collaborazione, senza problemi, disinvoltamente nonostante K rappresentasse la punta di diamante del sionismo radicale.
I nemici di K lo accusano di aver tirato le fila di guerre, colpi di Stato, golpe militari, attentati, crisi economiche e molto altro ancora.
Nonostante le centinaia di accuse per crimini non sono mai riusciti a portarlo in tribunale per crimini di guerra, contro l’umanità e genocidio.
E giustamente gli hanno dato il Premio Nobel per la pace…😂😂.
Non stenterei a credere che se fossero istituiti antipreminobel , cioè al contrario, K avrebbe sbancato.
Una cosa è certa, non è finito all’inferno con buona pace dei detrattori, ho controllato , per gli ebrei la dannazione perpetua, cioè l’inferno non esiste !



Mattarella e gli altri

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downloadI discorsi di fine anno di Putin e Xi Jinping hanno colpito con forza le già deboli speranze di poter vivere un 2024 meno complicato dell’anno appena archiviato.

I due leader, sostenitori di quelle politiche imperialistiche che con eccessiva ingenuità avevamo creduto morte e sepolte e che invece stanno minacciosamente riaffiorando in più parti del mondo, non hanno usato mezzi termini né frasi accomodanti per comunicare al globo terracqueo i propri propositi per l’anno che verrà.

Il Presidente della Federazione Russa ha salutato il 2023 con queste parole: “Abbiamo dimostrato più volte che possiamo risolvere i compiti più difficili e che non arretreremo mai perché nessuna forza può dividerci”.

Un vero e proprio avvertimento all’Ucraina e a tutto l’occidente!

Non meno sinistre le affermazioni del segretario generale del Partito Comunista Cinese: “La Cina sarà sicuramente riunificata con Taiwan”.

Anche il Presidente della Repubblica Italiana, come da tradizione, ha parlato al Paese.

Sergio Mattarella, con il consueto garbo e l’apprezzato buon senso di sempre, non solo ha immediatamente preso le distanze da ogni conflitto ricordando che “la guerra, ogni guerra, genera odio e l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo, dopo la fine dei conflitti”, ma ha anche invitato i giovani a comprendere il reale significato dell’amore e a non cedere ai richiami della violenza.

Parole sagge sono state spese anche sui diritti, sull’ambiente, sull’unità nazionale, sulle lotte alle mafie e ai femminicidi, sul lavoro, sui migranti e sulla partecipazione alla vita civile (che “non è stare sui Social”).

Non sono mancati neanche riferimenti all’intelligenza artificiale, esortazioni al voto e saluti al Papa.

Il discorso, durato in tutto poco più di un quarto d’ora, ha ricevuto il plauso bipartisan della politica e l’apprezzamento degli italiani.

Insomma, per fortuna non tutti i capi di Stato sono come i suddetti Putin e Xi Jinping, né come il Presidente del Venezuela Nicolás Maduro, che reclama la regione dell’Esequiba appartenente al Guyana, né come l’autoritario Ilham Aliyev, padre padrone dell’Azerbaigian e incubo degli armeni del Nagorno Karabakh, né come Kim Jong-un, il leader supremo della Corea del Nord che, nel tradizionale vertice del Partito del Lavoro, ha ordinato ai suoi militari di stare pronti ad “annientare completamente” la Corea del Sud e gli Stati Uniti se dovesse iniziare un confronto militare.

L’anno appena iniziato, dunque, non sarà avaro di tribolazioni, ma solo perché non tutti i Presidenti sono come il nostro amato e stimato Sergio Mattarella, che avrà anche inanellato una serie di banalità (come ha scritto Feltri su ‘Il Giornale’ in edicola il 2 gennaio) ma almeno non ha turbato il veglione e le speranze di nessuno.




Mo’ che famo?

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downloadMi sembra di ascoltare le conversazioni private degli strateghi del Pentagono, di Biden non ne parlo neppure, è un caso umano, non infieriamo, per favore. Tutto iniziò col punzecchiare l’orso facendo carta straccia degli accordi di Minsk, punto due insediare Zelensky con un colpo di mano dagli americani per fare il lavoro sporco.
Innanzitutto si doveva mettere la Russia nelle condizioni di entrare in guerra, strangolarla economicamente con le sanzioni, costringerla ad una guerra estenuante in termini di impegno finanziario e di sacrifici umani fino all’annientamento del nemico storico e quindi il riaffermarsi dell’egemonia militare e politica degli USA. Nel frattempo facendo mancare il gas colpire a morte l’economia tedesca e quindi europea, fare degli europei dei camerieri partendo dalla Germania , Scholz (cancelliere tedesco)è la persona perfetta a venir messa a 90 gradi.
Piano perfetto ma , mannaggia! le cose sono andate diversamente, la Russia non è crollata economicamente, la guerra l’ha praticamente vinta e , cosa insperata, è finita in braccio alla Cina , creando un nuovo fronte . Un pasticcio terribile, un esito impensabile, perbacco. Altra pessima novità per gli USA (a proposito di fiaccare economicamente gli avversari) è quella che il dollaro non viene più usato nelle transazioni fra Cina e Russia, boomerang questo difficile da quantificare nella sua straordinaria pericolosità.
Quindi di fronte a questo casino cosa fare? Intanto far sparire dai telegiornali la guerra ucraina , incrociare le dita, guardare oltre.
Altra pessima notizia è quella che a sostenere gli USA sono rimasti gli inglesi, l’Europa di Von Der Layen , Corea del Sud, Giappone, il resto del mondo disapprova. Considerando tutto l’ambaradan mediatico per mettere in un angolo Putin e la Russia, i risultati sono deludenti, sconfitta su tutti i fronti: economico, militare, politico, Biden è quella roba lì, esecutore testamentario dell’ex potenza planetaria.
Mo’ che famo? si chiedono a Washington DC.



La sottile linea rossa di Mario Roggero

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capturaI diciassette anni di condanna inflitti per omicidio volontario a Mario Roggero, il gioielliere della provincia di Cuneo che il 28 aprile del 2021 inseguì ed uccise a colpi di pistola due dei tre rapinatori entrati nel suo negozio (il terzo se la cavò con diverse ferite), lasciano molti, troppi dubbi!

Le perplessità, figlie perlopiù dell’aspra sensazione d’ingiustizia con la quale il paese (da tempo) si trova costretto a convivere ogniqualvolta un giudice come Alberto Giannone trasmette la tutt’altro che stimabile impressione di voler comprendere maggiormente le problematiche sociali dei carnefici piuttosto che le condivisibili ragioni delle vittime, emergono prepotenti nei dibattiti in TV e negli editoriali di molti quotidiani.

Qualche esempio?

Secondo Giuseppe Cruciani (il giornalista più dissacrante del “Belpaese”) i “signori ladri” dovrebbero imparare a prendere in considerazione la possibilità di non tornare vivi da una delle loro “gite”; per Andrea Fabozzi de “Il Manifesto” il caso di Mario Roggero (al quale è “andata bene” perché gli sono state riconosciute le attenuanti) è una tragedia prodotta dalla retorica cialtrona dei demagoghi in perenne campagna elettorale.

Il caso divide (o unisce, a seconda dei punti di vista) anche la politica: ai fragorosi silenzi di Giorgia Meloni ed alla riflessione della senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent che dice: “non si può sdoganare il far west e trasformare la legittima difesa nel diritto a sparare” rispondono Matteo Salvini, sicuro del fatto che in carcere dovrebbe andarci qualcun altro, ed il deputato di Azione Enrico Costa secondo il quale “si è ribaltata la realtà”.

Per quanto mi riguarda il messaggio è chiaro come Vally: in Italia, se non vuoi finire in galera come un comune delinquente, devi accettare l’idea di dover subire passivamente qualsiasi tipo di violenza.

Mario Roggero, che già una volta nel 2015 aveva subito passivamente la violenza di una coppia di balordi introdottasi nella sua gioielleria per picchiarlo e rapinarlo, questa volta ha optato per la soluzione più complicata, più coraggiosa, meno scontata e meno “politicamente corretta”. Ha sbagliato? Sì, ma il suo sbaglio non può costare 17 anni di soggiorno nelle patrie galere!

Perché, mi chiedo, se è vero che la la legge si applica e non si interpreta, a Mario Roggero, al quale tre periti su cinque (i due della difesa ma anche lo psichiatra nominato dalla procura) hanno riconosciuto la parziale incapacità di intendere, è stata comminata una pena più severa rispetto a quelle inflitte ai 4 banditi che l’8 luglio del 2014 rapinarono e uccisero l’imprenditore cinquantatreenne Pietro Raccagni?

Quei 4 malviventi, criminali di professione, hanno forse compiuto un crimine meno infame di quello commesso da Mario Roggero che ha sì ucciso ma sospinto dallo scopo di difendere sé stesso, la propria moglie (presa a cazzotti!), la propria giovane figlia (immobilizzata e minacciata!) e la propria attività dalla furia e dall’intento criminale di tre delinquenti?

Le pene inflitte agli assassini di Pietro Raccagni (pene non superiori ai 16 anni) ci dicono che, in fin dei conti, per i magistrati le cose stanno così!

Davanti a simili esempi di malagiustizia (da non sottovalutare è anche la differenza tra i 480.000 euro con i quali Roggero dovrà risarcire le famiglie delle vittime e i 7.200 euro versati a titolo di rimborso ai familiari del Raccagni) nessuno, al momento, può permettersi di pretendere una maggiore fiducia nei confronti di quei magistrati che, per dirla alla Carlo Nordio, credono possa esistere la possibilità di un “Diritto Creativo”.




La grande amarezza

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downloadWalt Disney diceva: “se puoi sognarlo, puoi farlo”.

Su questo adagio, partorito dalla fertile immaginazione dell’uomo capace di farci innamorare di topolini antropomorfi e paperi miliardari, migliaia di neo-idealisti hanno scolpito la propria vita e tornito le proprie carriere.

Ma che succede a coloro che lungo il cammino smarriscono il piacere di sognare?

Roma, la città eterna che ha fatto sognare intere generazioni di amanti, artisti e intellettuali, da tempo non sogna più.

La surreale ambizione di poter superare Riad (e lo strapotere politico ed economico dell’Arabia Saudita) nella corsa verso l’Expo del 2030 è stata sommersa dai 119 voti con i quali il Bureau International des Expositions ha premiato la candidatura della città del Najd.

Roma, ferita dalla sconfitta e umiliata dalla miseria delle sole 17 preferenze ottenute (anche la città sudcoreana di Busan ha preso più voti della capitale italiana), ora non dovrà farsi trovare impreparata all’appuntamento con il Giubileo del 2025 ma anche in questo caso, a causa delle molte cose da fare a fronte del poco tempo a disposizione, nessuno (neanche il sindaco Roberto Gualtieri) può sapere con certezza in quali condizioni l’ormai ex “Caput Mundi” si presenterà all’anno santo.

Come abbia potuto la città dei 7 Re passare dalla “Grande Bellezza” (dal titolo del film Premio Oscar di Paolo Sorrentino che già nel 2013 osò mostrare i primi, vistosi segni della decadenza romana) alla “Grande Amarezza” è una domanda che trova la propria risposta nelle tante, troppe mancanze che hanno scandito gli ultimi cinque decenni (mezzo secolo!) del nostro paese.

Roma (come il paese del quale è la capitale) ha iniziato a smarrire il proprio fascino millenario e le visionarie suggestioni figlie della “Dolce Vita” all’inizio degli anni di piombo e, con le pagine di cronaca nera scritte dalla Banda della Magliana, con tangentopoli e affittopoli, con Mafia Capitale e tanto altro, ha continuato a perdere colpi fino a ritrovarsi impelagata nello squallido degrado del giorno d’oggi.

I tanti Autobus nuovi “fiammanti” (nel senso più autentico del termine), le strade con più buche del Country Club Marco Simone, le personalità borderline alla guida di Suv lanciati in sfide assurde, i troppi ratti, pellicani e cinghiali a spasso per le vie capitoline come Audrey Hepburn e Gregory Peck nel romantico “Vacanze Romane” di William Wyler, i Taxi più rari del Rinoceronte Nero e la monnezza autentica dove un tempo bivaccava l’er “Monnezza” interpreto dal mitico Tomas Milian sono solo alcune delle nuove peculiarità di una “Roma Cafona” sbeffeggiata da tanti e compatita da molti.

Anche i romani non sembrano più quelli d’una volta.

Il vezzo di scimmiottare i nipoti dello Zio Sam non è mai passato di moda ma i nuovi americani a Roma sono orde di Trapper incarogniti privi sia della risata contagiosa di Alberto Sordi che dell’italica spavalderia di Nando Mericoni.

Sì, cambiano i tempi e con i tempi cambiano i figli di quel tempo ma perché rassegnarsi all’idea che si debba cambiare solo e per forza in peggio?

Per me, da sempre convinto che il consiglio da seguire quando ci si trova in un momento di manifesta difficoltà non deve essere “guarda avanti e passa” (storpiatura del Dantesco “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”) ma “guarda indietro e pensa” (nel futuro, ancora tutto da scrivere, che risposte si possono trovare? Le risposte sono nel passato, tra gli errori commessi e le soluzioni adottate per porre rimedio ai nostri sbagli!), Roma non dovrebbe affannarsi nel tentativo di capire cosa vuol fare “da grande” ma, anzichenò, dovrebbe ricordarsi di com’era quando era la più grande.

A dar manforte a questi miei pensieri c’è un aforisma dell’architetto ’Premio Pritzker’ Wang Shu che dice: “perdere il passato significa perdere il futuro”.

Non ho altro da aggiungere, Vostro Onore.




L’amore al tempo dei femminicidi

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captura nIl femminicidio di Giulia Cecchettin, la ventiduenne della provincia di Venezia massacrata dall’ex boyfriend, pur non essendo un delitto né meno drammatico né più disumano di altri è diventato, in breve tempo, un “caso” capace di sconvolgere e coinvolgere il “Belpaese” con una prepotenza mediatica raramente vista prima.
Il casus belli capace di trasformare la morte di una brillante studentessa prossima alla Laurea in uno scontro ideologico tra femministe e patriarchi nonché tra progressisti e conservatori sono state le parole pronunciate dalla sorella della vittima subito dopo il ritrovamento del cadavere.
L’assassino di Giulia, secondo la sorella della giovane, “non è un mostro ma un figlio sano del patriarcato!”
Una denuncia tanto tranchant quanto discutibile, ca va sans dire, non poteva non creare accesi dibattiti e riflessioni di ogni genere.
Ai tanti che con toni più o meno educati hanno risposto alla sorella di Giulia (qualche genialoide ha anche accusato la ragazza di voler politicizzare il proprio dolore per ottenere una certa notorietà) si sono aggiunti gli altrettanti che attraverso i giornali, le radio e le TV hanno scritto le proprie teorie e argomentato le loro opinioni.
Qualche esempio?
Secondo il Direttore de ‘Il Foglio’ Claudio Cerasa difendere il modello occidentale è l’unico modo per non chiudere gli occhi sul dramma dei femminicidi.
Per la psicotapeuta Mariolina Ceriotti Migliarese l’immaturità affettiva nei ragazzi deriva dallo squilibrio della famiglia.
Lo scrittore Enrico Galiano suggerisce di educare al rispetto ricordando però che la prima scuola deve essere la famiglia.
Per lo scrittore Francesco Piccolo non esistono i maschi progressisti e infine, secondo lo Psichiatra Massimo Ammaniti, dobbiamo smettere di pensare alla società gender fluid così da poter iniziare a educare i sentimenti.Dopo aver letto cotante pillole di saggezza, inevitabilmente, ho sentito anch’io il bisogno di condividere i miei punti di vista.
Secondo me, alla luce del fatto che molti assassini si siano rivelati individui incredibilmente intelligenti e istruiti, non può essere solo un problema culturale; altresì non si possono certo colpevolizzare quelle donne forti, libere, autonome ed emancipate che secondo qualcuno avrebbero disorientato il maschio contemporaneo.
Gli abusi, i soprusi, le crudeltà e i delitti perpetrati nei confronti delle donne non sono una peculiarità esclusiva di questi ultimi anni; che gli uomini non cambiano e che pur essendo figli delle donne non saranno mai come chi li ha messi al mondo lo sapeva anche la mai troppo compianta “Mimì” Martini e, a proprie spese, l’hanno scoperto centinaia di donne di ogni età tra le quali voglio ricordare le sventurate Angelina Zampieri (uccisa nel 1913), Graziella Recupero (1956), Rosaria Lopez (1975), Monia Del Pero (1989), Elisa Claps (1993), Annalisa Baldovin (2001), Saman Abbas (2021), Alessandra Matteuzzi (2022) e Giulia Tramontano (2023).
La rabbia e l’indignazione aumentano se pensiamo che fino al 5 agosto del 1981 uccidere una donna era anche “concepibile” in virtù dell’abominevole convinzione che un delitto commesso nei confronti di un’adultera fosse un crimine al quale andassero riconosciute delle attenuanti!
Ma perché molti uomini, di oggi e di ieri, sono incapaci di empatizzare con le donne che dicono di amare?
Una possibile risposta potrebbe essere ricercata nell’istinto predatorio che per innatismo è ben radicato nei maschi di molte specie fin dalla loro venuta al mondo?
Rispondere a queste domande significherebbe risolvere il problema ma, a dispetto dei tanti suggerimenti proposti dai soliti noti dell’universo massmediale nostrano, la triste verità è che, al momento, nessuno è in grado di fornire una vera soluzione e così, allo stato attuale delle cose, la parola “Femminicidio”, questo neologismo coniato nel 1990 dalla docente Jane Caputi, continuerà a farci paura e a farci scoppiare il cuore nel petto ogni volta che una figlia, una nipote o un’amica ritarderà a un appuntamento.




Il sorridente “diktat” della Schlein agli elettori italoargentini

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channels4 profileLa segretaria del Partito Democratico italiano, Elly Schlein, ha divulgato nelle ultime ore un video messaggio agli elettori italo argentini chiedendo espressamente loro di votare per il candidato peronista Sergio Massa in occasione del ballottaggio presidenziale di domani nel Paese sudamericano. E lo ha fatto attraverso il profilo Twitter del Circolo del Partito Democratico di Buenos Aires.

“Non abbiamo dubbi da che parte stare e chi come noi ha a cuore i valori progressisti e democratici e ama l’Argentina sa cosa fare, andare a sostenere Sergio Massa Presidente”, afferma la Schlein nel video, ponendo l’accento sul “legame profondo tra Italia e Argentina dove vivono milioni di italo discendenti”.

Sottolineando che, secondo lei, Massa “è l’unico che credibilmente può affrontare le sfide cruciali per il futuro e riuscire a risolvere le enorme questioni sociali e ambientali del Paese”.

Vedendo la Schlein accalorarsi in favore del candidato peronista ci siamo chiesti se mai il segretario di un partito político argentino si sia schierato tanto apertamente a favore di questo o di quel candidato in occasioni delle elezioni italiane. E la memoria non ci viene in aiuto.

Crediamo che questa ingerenza nella politica di un altro Stato sia quanto meno inopportuna da parte del segretario di un partito politico italiano, anche se rimaniamo convinti che gli italo argentini non hanno sicuramente bisogno dei sorridenti e gesticolanti diktat della Schlein per sapere da che parte stare e per chi votare.

Suggeriamo, quindi, alla brillante, ma poco convincente, Segretaria del PD di rivolgere maggiormente la sua attenzione agli italiani che vivono all’estero, piuttosto che insinuarsi, con criticabile opportunismo, in altri lidi che assolutamente non le competono.

Ci creda, signora Segretaria, gli italiani che vivono fuori dai confini della nostra Patria più che dei suoi consigli, hanno bisogno di ben altre cose. Le facciamo solo alcuni esempi: potenziare i servizi consolari per garantire loro un supporto più efficace, ridurre la complessità dei processi burocratici, poi sostenere iniziative culturali, le scuole italiane all’estero e i programmi di insegnamento della lingua italiana per preservare e promuovere la cultura italiana tra le nostre comunità, favorire la collaborazione economica tra l’Italia e i Paesi in cui gli risiedono, facilitando opportunità di investimento, creazione di impresa e agevolandone la mobilità professionale, favorire la creazione e il supporto di reti comunitarie, organizzazioni e associazioni che possano offrire assistenza e sostegno pratico ed emotivo agli italiani all’estero.

Sono solo alcuni suggerimenti, signora Schlein, che ci permettiamo di trasmetterle. Forse più appropriati per essere adottati e sviluppati in funzione del suo incarico politico nel nostro bel Paese.




Comites – CTIM, questo matrimonio non “s’avrebbe da fare”

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391588694 329282729639984 5513986698224098810 nSportello qui, sportello là… ma quanti “sportelli” nella Repubblica Dominicana… Si corre davvero il rischio di fare … a sportellate.

Aveva cominciato, lodevolmente, tempo fa, il MAIE, aprendo i suoi due “Sportello Italia” a Santo Domingo e Las Terrenas, dove tutti i connazionali possono accedere e chiamare liberamente tutti i giorni lavorativi della settimana per essere gratuitamente aiutati nello svolgimento di pratiche burocratiche e quant’altro.

E adesso si mette in coda anche il Comites, organismo “super partes”, eletto dalla nostra collettività AIRE, aprendo i suoi “Sportelli Comites”, a Santo Domingo, che a differenza di quelli del MAIE operano solamente in giorni e orari prestabiliti.

Fin qui nulla da dire. “Melius abundare quam deficere”, ci ricorda la saggezza degli antichi però… c’è un però…

Ci sorprende come il Comites, organismo super partes, come si è detto, per aprire il proprio Sportello, propagandato “coram populi” con tanto di foto, sia andato in casa del CTIM, che proprio apartitico non lo è, anzi, diciamola tutta, è andata in casa del rappresentante del CTIM, Paolo Dussich, che in più occasioni ha esternato la sua fede fascista.

E il Comites evidentemente questo non poteva non saperlo.