Dino Giarrusso: “Non si andrà al voto, i parlamentari temono per lo stipendio”

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dino giarrusso scaled e1658144594460“Non credo che si andrà al voto e questo non perché c’è il Pnrr: la verità è che gli attuali mille tra deputati e senatori perderebbero otto mesi di stipendio“. Così l’eurodeputato ex Movimento 5 Stelle, Dino Giarrusso.

“Se si andasse al voto queste persone perderebbero circa 100mila euro a testa e non vogliono, quindi in qualche modo si organizzeranno”, spiega l’ex ‘Iena’ rispondendo alle domande dei cronisti a margine di una conferenza stampa con il candidato presidente della Regione Siciliana Cateno De Luca, leader di Sicilia vera.

ag DIRE – www.dire.it




Grazie Eccellenza, però…

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281995245 2870511156576956 2060424475633561678 nPlaudo all’iniziativa dell’Ambasciatore a Santo Domingo, Stefano Queirolo Palmas, di festeggiare l’anniversario della nascita della Repubblica Italiana con un evento popolare in una pubblica piazza della capitale. Ce n’era bisogno!

Se ben ricordo, era dai tempi della vittoria della nostra nazionale ai Mondiali, il 2006, che un Ambasciatore non lo faceva. In quella occasione vivevo in capitale e siamo stati invitati tutti quanti nella sua residenza dove, attorno alla piscina, sotto a un sole cocente e con un gazebo che faceva ombra solo a pochi fortunati, abbiamo visto la partita e goduto al gol di Grosso contro i blu di Francia.

C’è bisogno di più italianità, dicevamo Soprattutto in questo Paese dove la comunità italiana non ha mai legato come in altri.

Però, se posso avanzare una richiesta, Eccellenza, il prossimo anno si ricordi anche di noi che viviamo lontano dalla capitale. E siamo in tanti, Lei lo sa. Forse più fuori da Santo Domingo che non in città.

Lei, che ha una rete consolare significativa, con rappresentanti al Bavaro, a La Romana, a Boca Chica, Santiago, Puerto Plata e chissà presto anche a Las Terrenas, disponga affinché nel 2023 la nostra Festa della Repubblica interessi davvero tutti noi, anche coloro che non possono sobbarcarsi un viaggio e soggiorno in capitale.

Tante piccole celebrazioni, semplici come quella che si svolgerà sabato a Santo Domingo, nei vari luoghi dove più sono gli italiani. Ristoranti del posto che preparano le nostre specialità, musica di casa nostra, discorso del rappresentante consolare o dello stesso Ambasciatore in video conferenza, chissà uno schermo grande dove proiettare un capolavoro della nostra cinematografia…

I suoi rappresentanti, ancorché onorari, la aiuteranno senz’altro e vedrà che anche i giornali dominicani, che già quest’anno hanno parlato abbondantemente della sua iniziativa, dedicheranno ancor più spazio a una comunità italiana che tanta importanza riveste nella storia e nell’economia di questo Paese.




C’era una volta… la nostra nuova rubrica, un tuffo nel passato

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downloadFATTI NOSTRI inaugura oggi una nuova rubrica: C’era una volta… Si tratta di un vero tuffo nel passato, dedicata a chi ha qualche anno in più.

Abbiamo iniziato ricordando le nostre domeniche a piedi nel 1973, con l’Austerity, poi le feste in casa degli anni Sessanta e infine il mitico “Le avventure di Rin Tin Tin”, la serie televisiva che ha “segnato” l’infanzia di molti di noi.

Confesso che guardando il filmato della sigla, quella con il tenente Rip Master che entrava a Fort Apache sul cavallo, e RinTi e Rusty che correvano a mettersi in fila con gli altri, sull’attenti, per salutare la colonna in arrivo, tutte le volte mi viene un tuffo al cuore. E sono passati più di 60 anni.

Tutti i nostri lettori possono collaborare a “C’era una volta…” scrivendoci i loro ricordi e inviandoci le loro fotografie direttamente al mio indirizzo di posta elettronica: enniomarchetti@gmail.com




Comites Santo Domingo: “Era già tutto previsto”… forse

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downloadSicuramente deluderò quei miei lettori che si aspettano che mi esprima sull’assemblea straordinaria odierna del Comites di Santo Domingo che ha dato parere favorevole ai contributi al periodico Azzurro Caribe.

Non lo farò perché la mia etica e la mia poca o tanta esperienza professionale mi ricordano che non è mai bene impegnarsi in diatribe, favorevoli o contrarie che esse siano, relative ad altri mezzi di comunicazione o con colleghi giornalisti. Ne nascerebbe probabilmente una serie di prese di posizione, un continuo botta e risposta che non porterebbe a nulla se non a stancare i lettori che ci gratificano giorno dopo giorno della loro attenzione e che non finiremo di ringraziare, visto che senza di loro non avremmo ragione di scrivere e di esistere.

Invece… Vogliamoci tutti bene! Auspichiamo che lo Stato italiano conceda i suoi contributi per l’editoria al maggior numero dei giornali italiani all’estero, belli o brutti che essi siano, distribuiti in poche o in migliaia di copie, indipendenti o che strizzino, pur sotto la bandiera dell’indipendenza, l’occhio a questo o a quell’altro partito politico, che abbiano o meno i giornalisti a stipendio e contributi… potrei continuare. L’importante è esserci, per la libertà di stampa e di espressione, per dare modo ai lettori di avere a disposizione il ventaglio più ampio possibile di pubblicazioni nel quale scegliere quali seguire e quali lasciare intonse sui tavoli dei bar o dei ristoranti dove sono disponibili.

Non lo farò perché l’intelligenza di chi mi legge non ha bisogno delle mie considerazioni in proposito.  Il video dell’assemblea è visibile nella pagina Facebook del Comites e non è necessario che io dica di più.

La mia anima di musicante in questo momento sta andando al titolo di una bellissima canzone di qualche anno fa del grande Riccardo Cocciante che faceva “Era già tutto previsto”. Ma è solo un pensiero, l’ironia di un attimo che mi pervade, che tengo per me e che non vale davvero la pena di condividere.




Nello Passaro: lettera aperta a onorevoli e senatori eletti all’estero

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downloadRiceviamo e pubblichiamo.

L’on. Angela Schiro‘(PD) , prefigurando la possibilità’ di venire incontro alle giuste rivendicazioni degli italiani all’estero, ritiene che sia opportuna una seria e responsabile verifica della normativa sull’Imu relativamente al loro possesso di un immobile in Italia senza tuttavia indicarne ne’ le modalità’ ne’ la tempistica di una sua  iniziativa al riguardo,  che pur non esplicitata si ritiene sottintesa.

E’ appena il caso di far notare che la rivendicazione iniziale da parte dei nostri connazionali all’estero prevedeva il paritetico riconoscimento della casa degli italiani a quella degli italiani all’estero ai fini fiscali. Essa non ha trovato e non trova tuttora, per ragioni incomprensibili da parte degli interessati , la giusta accettazione .

Tuttavia sembra opportuno, per superare le paventate  difficoltà’ sul piano giuridico , considerare la casa degli italiani all’estero, ai fini fiscali, ne’ come prima casa  ne’ come seconda , ma classificarla come l’unica casa in loro possesso sul territorio nazionale. Ad essa dovrebbe essere attribuita  una sua specifica configurazione, in ragione del suo parziale  utilizzo , dovuta alla titolarità’ del suo possessore   del requisito di cittadino residente all’estero.

Non sarà’ quindi  una prima casa, ne’ una seconda casa a cui, in ragione  della possibilita’ di un suo parziale  utilizzo parziale indotto viene riconosciuto ed assegnato   un regime fiscale specifico  e distinto.

Si potrebbe fissare un’aliquota fiscale uguale su tutto il territorio nazionale che potrebbe eventualmente corrispondere ad 1/3 dell’aliquota prevista per le seconde case.

Cio’ eliminerebbe la subordinazione  alla compatibilita’ con le risorse e la disponibilita’ economica dello Stato italiano che, con una misura del genere, dimostrerebbe di venire incontro definitivamente esostanzialmente  alle giuste rivendicazioni delle nostre collettivita all’estero.Il principio di compatibilita’, giusto nella sua essenza, e’ tuttavia  soggetto alla discrezionalita’ nella scelta dei settori a cui esso viene applicato, di cui spesso sono vittime le categoria meno  o peggio rappresentate.

Si invita l’on. Schiro’ ed i suoi colleghi eletti all’estero, dando dimostrazione di voler contribuire effettivamente alla causa,  di eventualmente palesare il loro modo di vedere sulla fattibilita’ della proposta di cui sopra e sulla loro conseguente disponibilita’ a portarla avanti nelle sedi opportune in tempi ragionevoli, ovviamente prima della scadenza del loro mandato, per ovviare a questa persistente penalizzazione di carattere fiscale a carico dei connazionali.

Sarebbe stato tuttavia opportuno da parte dell’on. Schiro’, a cui va il merito ed il riconoscimento per la riflessione fatta al riguardo, se avesse fornito , oltre all’esternazione di questo  proposito, anche le modalita’ ( strumento legislativo  o altro) per poter  addivenire a una soluzione soddisfacente.

Nello Passaro




Riduzione IMU per gli italiani all’estero: dov’è finito l’ordine del giorno Nissoli approvato dal governo in gennaio?

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downloadRisale al gennaio scorso la data in cui il governo ha approvato l’ordine del giorno presentato dall’on. Nissoli, deputata di Forza Italia eletta nel Nord e Centro America, con il quale si chiede di estendere la riduzione dell ‘Imu a favore di tutti gli italiani all’estero proprietari di un prima casa in Italia e non solo  ai pensionati all’estero in convenzione internazionale.

Tale ordine del giorno impegna il Governo, mediante modifiche alla normativa vigente, di estendere le riduzioni di IMU e Tari per i pensionati all’estero anche per gli immobili posseduti da cittadini italiani residenti nei Paesi extra UE, con riferimento a una sola unita’ immobiliare posseduta a uso abitativo, con relative pertinenze, a titolo di proprietà’ o di usufrutto, nel rispetto di determinate condizioni e specifici criteri.

A tutt’oggi tuttavia non si e’ registrata nessuna attenzione o reazione  da parte del Governo al riguardo. Vogliamo tuttavia sperare che esso discrediti tutti quelle mali voci secondo le quali “l’approvazione di un ODG non si rifiuta a nessuno” e che prendendo in seria considerazione la proposta del nostro onorevole voglia rispondere favorevolmente agli interessi di chi tale proposta contempla.

Con l’adozione del provvedimento proposto dall’on. Nissoli si intende contribuire sia al rilancio dell’economia incentivando il turismo di ritorno  sia, in prospettiva, favorire l’acquisto di una casa a uso proprio per quegli italiani che volessero stabilire un rapporto stabile con i loro territori di provenienza o di residenza dei loro familiari.

E’ appena il caso di considerare che gli italiani all’estero sono  costretti a sopportare già’ da lungo tempo questo pesante e ingiustificato onere fiscale sul loro immobile in Italia e che ultimamente, a causa della pandemia,  senza averne potuto neanche  usufruire. Inoltre l’ulteriore aggravarsi della situazione in generale a causa dell’attuale conflitto, che  determina un ulteriore aggravio dei costi per poter beneficiare del loro immobile,  rende la situazione fiscale ulteriormente penalizzante.

Si consideri inoltre che secondo una stima corrente  la somma annuale  detratta allo Stato italiano per evasione da parte di chi non versa l’IMU  ammonta a circa 5 miliardi su i 25 che lo Stato dovrebbe regolarmente incassare,  mentre l’evasione per la Tari e’ pari a 2 miliardi.

Pertanto il Governo Italiano non può’ a cuor leggero perpetuare questa politica fiscale nei confronti degli immobili degli  italiani all’estero  che “a fatica“ vengono utilizzati, costituendo  un  vero e proprio salasso a solo ed esclusivo vantaggio per l’erario italiano.

Il 16 giugno prossimo scadrà’ il termine per il pagamento della prima rata dell’IMU 2022. Vogliamo sperare che il governo abbia nel frattempo preso in seria considerazione l’emendamento proposto, pregando l’on. Nissoli di sollecitare il governo in tal senso.

 

Nello Passaro




Astensionismo: tra i diritti e i doveri degli italiani all’estero

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vaccaro21“L’assenteismo alle urne degli italiani all’estero è ormai noto, quello che nessuno dice è il perché”. Cerca di sviscerare la questione Carmelo Vaccaro, membro del Comites di Ginevra e c coordinatore SAIG.
“Rimanendo su recenti dati”, aferma Vaccaro in un suo intervento, “gli italiani all’estero iscritti all’AIRE sono circa 5.000.000, ma a votare per le politiche sono meno del 30%, e per i Com.It.Es. meno del 3%.
Quali diritti e quali doveri?
Se è vero che gli italiani all’estero sono poco considerati, è vero anche che gli stessi fanno poco per far sentire la loro voce. Le lamentele ci possono anche essere, ma quando arriva il momento di riunirsi per dare forza alle istituzioni elette, come per esempio i Com.It.Es., una maggiore sinergia tra gli italiani all’estero si rende necessaria per avere credibilità di fronte alle autorità governative di turno.
Se consideriamo che gli iscritti all’AIRE sono raddoppiati negli ultimi 20 anni, siamo portati a riflettere anche sul fatto che l’emigrazione italiana non si è mai fermata di crescere. Al contrario delle emigrazioni dal dopo guerra fino agli anni ’80, ’90 e 2000, l’emigrazione degli ultimi anni si è palesemente emancipata con i cosiddetti cervelli in fuga o expat. Quindi mondi diversi, esigenze diverse e integrazione più facile per coloro che già conoscevano la lingua.
Tutto ciò è documentato, anche se in altre forme, accertando che gli italiani all’estero cercano i diritti ma evitano i doveri, per svariati motivi. Ci sono diversi aspetti con i quali bisogna confrontarsi, alcuni di questi sono come raggiungere gli italiani, con quali mezzi di comunicazioni e quali sono gli interessi dei nuovi arrivati.
Ormai è noto a tutti che l’associazionismo storico si sta spegnendo, e con questo anche un canale d’informazione che, in altri tempi, giungeva molto facilmente nelle case dei connazionali. Ma ci sono altri canali, come i social oppure giornali in carta stampata, che resistono ancora, e che raggiungono la maggior parte dei connazionali di qualsiasi circoscrizione. È comunque certo che, se uno si vuole informare, trova sempre il sistema di farlo.
Di fronte a questa situazione c’è poco spazio per le scuse di una disinformazione, anche se le istituzioni e gli organi eletti dovrebbero migliorare costantemente l’offerta informativa, al fine di raggiungere quanti più connazionali possibili. A mio parere, la rete informativa, sociale e culturale dovrebbe includere anche i Com.It.Es. della Svizzera.
Sono in tanti a domandare aiuto alle associazioni, agli enti o ai Com.It.Es., o ai Consolati, ma pochi sanno o tacitamente fanno finta di non capire come funziona il sistema. La questione si pone spontanea: se vogliamo essere uniti per tutelare i diritti degli italiani all’estero, allora bisogna anche avere il coraggio di affrontare i doveri e battersi affinché il popolo italiano all’estero faccia arrivare lontano la voce della propria ragione. Se invece lasciamo i pochi a battersi contro i mulini a vento, va a finire che i cavalieri con la spada tratta a difesa delle ingiustizie vengono spazzati via con il primo soffio di vento.
Possiamo essere fieri del fatto che noi emigrati italiani, ed è anche bello che sia così, siamo più considerati dalle Istituzioni locali che da quelle nazionali. Ma i problemi del Passaporto o della Carta d’Identità sono di competenza consolare, i problemi di IMU, TARI e TASI sono di competenza dei governi o dei comuni, tutti i quesiti e le problematiche degli italiani all’estero non possono essere risolte dall’assenteismo, ma dall’unione degli uomini di buona volontà che agiscono per il bene comune. Ricordiamoci sempre che la strada per acquisire i nostri diritti è stata lunga e faticosa, ma che quella per perderli è dietro ogni angolo.
Si fanno tanti studi sull’assenteismo degli italiani all’estero, anche alle elezioni politiche, facendo sentire il loro dissenso all’interesse della politica. Questo è uno dei mali che bisogna arginare se si vuole una rappresentanza degna e forte del consenso di percentuali accettabili, per affrontare e dialogare con gli interlocutori governativi.
Nonostante questo, tutti gli italiani nel mondo amano l’Italia e trasmettono questo amore ai propri figli, ricordando loro le proprie origini, i propri doveri e sentimenti. L’italiano all’estero non si vergogna di essere italiano, si vergogna di essere sfruttato, e, soprattutto, di essere dimenticato dalla propria Patria.
Non vi può essere complemento e sussidiarietà se non vi è unità d’intenti e sinergia tra tutte le parti coinvolte, istituzioni e associazioni. In definitiva, si auspica una maggiore attenzione a tutti coloro che da sempre si occupano di rappresentanza, per trovare i giusti collegamenti tra le varie comunità, per facilitare e portare a termine i tanti progetti volti al raggiungimento delle esigenze di ogni cittadino. La speranza ultima è di comprendere appieno il senso del dovere all’interno di una realtà associazionistica.
Non è necessario pensarla tutti e su tutto nello stesso modo, ma bisogna condividere l’esigenza comune di uscire da una logica conservatrice, per il bene di quella Comunità italiana che non aspetta altro che di sentire il contatto reale con le proprie appartenenze regionali e nazionali, attraverso associazioni rappresentative, che devono continuare a rimanere il futuro dell’Italia nel mondo.
Si vive molto meglio se nutriamo il desiderio di conoscerci meglio!”. (aise)




Zurigo: Il fascismo degli antifascisti 

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downloadIl Comitato  25 aprile di Zurigo ha indetto le consuete manifestazioni commemorative  della Resistenza e della Liberazione, previste appunto per il corrente 25 aprile.  Nel far ciò, il Comitato organizzatore ha ritenuto di dover  distribuire patentini di Fascismo e di Antifascismo a seconda dei supposti orientamenti politici  delle personalità qui attive nell’ambito della comunità italiana. Ecco dunque che il presidente del Comites di Zurigo è risultato persona non grata, se non, forse, addirittura pericolosa.

Perciò, gli organizzatori hanno ritenuto  opportuno di non invitarlo alle previste celebrazioni,  nonostante il signor Petta  sia il rappresentante eletto della collettività italiana di Zurigo e dei Cantoni centro – orientali della Svizzera.

Accade così un fatto che non ha  precedenti nella storia di questa Comunità. Il signor Gerardo Petta, presidente del Comites di Zurigo, non è persona gradita per il  predetto Comitato, perché presumibilmente simpatizzante, a dire dei signori del Comitato, di un partito di centro-destra, ma lo stesso  Comitato tuttavia  sembra ignorare  che la Resistenza fu un fenomeno collettivo, cui presero parte, accanto ai comunisti e ai socialisti,  anche monarchici, liberali, cattolici, come pure ex-fascisti,  tutta gente che era antifascista, o che lo era diventata, pur non essendo di sinistra. E, visto che ci siamo, vale la pena ricordare che, accanto agli eroi italiani della Resistenza, in cui i comunisti indiscutibilmente si distinsero, combatterono anche gli americani e gli inglesi, ai quali ultimi si deve  la liberazione dell’Italia dal Fascismo. Come mai il Comitato 25 aprile non  invita i rappresentanti dei Paesi Alleati?

Rimane il fatto che il Comitato organizzatore non gradisce la partecipazione  del presidente del Comites alle celebrazioni del 25 aprile. Di fronte a una siffatta manifestazione d’intolleranza – e l’intolleranza, giova ricordarlo,  è la matrice del Fascismo- , come reagiscono  di fronte a cotanta stupida protervia l’Ambasciatore a Berna e il Console generale a Zurigo?

Per il momento tacciono.

Gerardo Petta




E il Comites… riforesta

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270881205 104079525487677 3009475717969933647 nVita non facile per gli italiani della Repubblica Dominicana quando devono rivolgersi alle nostre istituzioni.

Per poter prendere un appuntamento in Ambasciata occorre essere “telematici”, cioè sapersi destreggiare nei meandri di internet. Infatti se non si è in grado di entrare nel sito della nostra rappresentanza diplomatica, se non si ha un minimo di dimestichezza con la web, se non si ha un indirizzo di posta elettronica prendere un appuntamento diventa “missione impossibile”.

E dire che in questo Paese sono molti i connazionali, specialmente gli anziani, che non dispongono di questi conoscimenti e sono costretti ad affidarsi all’amicizia di qualcuno che “sa come fare”.

Poi sorge il problema della nuova agenzia dei visti, la Almaviva. Pubblichiamo proprio oggi delle peripezie dell’amico Vittorio Gil Vitale alla prese con una agenzia che “non batte un colpo”.

Un altro amico, letta la nota di Vittorio, ci chiede “E il Comites cosa fa per risolvere questi problemi?”.

A voler essere ironici, la risposta ce l’ha data poco fa lo stesso Comites nella sua pagina Facebook: riforesta.




I lettori ci scrivono. Almaviva, se ci sei… batti un colpo!

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downloadRiceviamo e pubblichiamo.

C.A. Sua Eccellenza Queirolo Palmas,

Con la presente la informo della completa inadeguatezza del sistema rilascio visti fornita dalla Agenzia Almaviva, che fornisce informazioni incorrette, e non ha alcun appuntamento disponibile già dal primo giorno della sua apertura del 4 aprile u.s.
Serve un visto turistico familiari UE urgente per la madre dominicana di mia figlia Italiana, figlia nata qui, dichiarata qui, registrata la nascita presso di voi, tanto che loro sono presenti entrambi nella mia scheda aire sotto la voce Famiglia Anagrafica Familiari con stesso indirizzo.
Devo assolutamente andare in Italia, ho i genitori molto anziani e molto malati, la bambina ha quasi 3 anni,  è l’unica nipote femmina dei miei genitori, e loro non la hanno mai vista, prima a causa Covid, poi a causa della chiusura della VFS Global, e adesso a causa di Almaviva continuiamo a essere prigionieri in R. Dominicana, rischio che i miei genitori e mia figlia non riescano a vedersi, questa, viste le loro condizioni di salute ed età avanzata potrebbe essere la prima e unica volta che si vedono.
Le chiedo cortesemente di aprire una via preferenziale e urgente per le persone che come me sono in una situazione di urgenza e per le quali il visto non necessita di particolari verifiche burocratiche in quanto già sapete tutto come da scheda Aire. Dovrebbe essere un qualcosa di automatico e velocissimo in presenza di figli.
Resto in attesa di una Sua urgente e gentile risposta.
 Cordiali saluti
Grazie

Vittorio Accordi Gil Vitale