Noi italiani all’estero iscritti Aire: figli di un Dio minore

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downloadRiceviamo e pubblichiamo.

Salve, mi chiamo Vittorio ho 54 anni, e vivo a Boca Chica e passatemi la licenza poetica, da me ribattezzata anni fa Boca Schifo, sono residente Aire.
L’anno scorso in Italia ho ottenuto il divorzio che è stato regolarmente trascritto dal tribunale in comune, ma andando a controllare la mia scheda su Fast.it risulto ancora separato, e su questo sistema posso solo comunicare eventuali cambi d’indirizzo all’interno della Bella Quisqueya, ma non posso cambiare lo stato civile. Pertanto ho scritto all’ambasciata inviando il certificato di stato libero che avevo recentemente fatto fare in Comune, dovendo disturbare mio cognato, e che un amico mi ha portato in aereo. All’inizio ho avuto una risposta incomprensibile, gli ho risposto di non aver capito e non ho avuto spiegazioni, ma non mi sono più preoccupato della situazione, ho pensato “vabbè chi se ne fotte io glielo ho detto”.
Pero poi ultimamente, grazie alla brutta esperienza del mio amico Ciccio, ho avuto la necessità di ottenere una risposta comprensibile nonché di ottenere la registrazione del mio stato civile.
Infatti cari compatrioti sappiate che se come Ciccio andate in ambasciata per rinnovare il passaporto non ve lo danno se il vostro stato civile non lo avete fatto aggiornare e vi rimandano a casa, ma loro mica lo dicono prima, infatti sul loro sito non ve ne è alcuna menzione, almeno fino a oggi 15 marzo 2022… e come si aggiorna ?
Voi penserete “vabbè il comune lo fa…lo manda in ambasciata oppure, cazzo, nel 2022 ci starà un sistema in rete in cui le amministrazioni pubbliche sanno quello che devono sapere un po’ come quando stai evadendo le tasse e loro ti beccano…”.
E invece no e quindi dovete iniziare a rompere il cazzo a destra e a manca cercando di fare colloquiare il Comune con l’ambasciata i quali rispondono alle email che tu gli invii mettendoli entrambi tra i destinatari o in copia conoscenza, però eliminandosi ogni volta reciprocamente dalle copia conoscenza. Forse lo fanno apposta ?
Nel mio caso nonostante avessi inviato un fiume di email a entrambi, tralasciando il fiume che sarebbe da leggere solo per piegarsi in due dalle risate, faccio un copia e incolla di quello che alla fine mi ha risposto il Comune, ma solo a me, eliminando come già detto l’ambasciata dalla copia conoscenza, e poi quanto viceversa l’ambasciata, a seguito del fatto che io ho rigirato a loro la risposta del comune, ha poi risposto a me.

Comune di Polignano a Mare:
“Buongiorno le invio in allegato la visura della sua scheda anagrafica da ANPR.
Tutti i dati sono aggiornabili e consultabili dall’Ambasciata Italiana all’estero.
Cordialità”

Ambasciata d’Italia in Santo Domingo:
“Gentile Sig. Accolti Gil Vitale,
abbiamo provveduto ad aggiornare la sua scheda anagrafica, come da Lei richiesto, in base alla comunicazione ricevuta dal Suo Comune.
Saluti cordiali”.

Allora, l’ambasciata non ha accesso alla Anpr e il Comune mi deve mandare l’estratto o è che non vuole accedere ? E quindi io lo devo mandare a loro…
L’accesso a Anpr ce l’ho pure io, cazzo! Se l’ambasciata lo avesse detto lo avrei fatto io da solo, no?? Sarà che manco sanno che è questa Anpr ?
Perché l’ambasciata non si vuole spezzare i ditini a scrivere una email al Comune e perché lo stesso fa il Comune ? E invece preferiscono rispondere ai fiumi di email mie? Invece di parlare tra di loro ? E farmi fare così la palla da ping pong, ci provano gusto?
La prima email l’ho inviata in data 24 febbraio, e ho risolto la situazione in data 15 marzo e solo perché mi sono messo a scassare la cippa a tutti di continuo per non trovarmi poi in situazioni analoghe a quelle di Ciccio.
Piccola nota folkloristica: ho cercato aiuto presso il Comites, da me ribattezzato Vomites, che mi ha immediatamente risposto a una email dicendomi che:
“Il Comites in questo momento deve ancora istituire una commissione di lavoro addetta alle questioni riguardanti i rapporti dei connazionali con l’autorità consolare. Non appena istituita tale commissione, la sua comunicazione sarà immediatamente inoltrata alla suddetta per gli opportuni seguiti.”
Poi però una persona del Vomites, impietositasi, mi ha fatto ufficiosamente la consulenza gratuita telefonica, e mi ha spiegato che sì, dovevo purtroppo scassare le palle al Comune, perché sarebbe stato compito del Comune d’iscrizione AIRE comunicare all’Ambasciata l’aggiornamento dello stato civile, quindi ne ho ulteriormente dedotto che tra comune e ambasciata non comunicano e che me la dovevo sbattere io, ah questa è una persona che fa parte di quei tre  contro i quali il caro ex Senatore mio illustre concittadino in Boca Schifo ha paventato un gravissimo e quanto mai improvviso conflitto d’interessi, perché evidentemente se ne é accorto del conflitto solo dopo essere stato eletto, prima non lo sapeva? Bloccando di fatto il lavori del Vomites e pertanto è uno dei responsabili anzi, per quanto mi riguarda, è il responsabile della mancanza della succitata commissione di lavoro addetta alle questioni riguardanti i rapporti dei connazionali con l’autorità consolare, quella più utile tra l’altro, infatti proprio lui ha votato contro, tra l’altro contro la sua stessa fazione politica di maggioranza che ne aveva proposto la realizzazione.
Quindi, grazie Ambasciata, grazie Comuni italiani per renderci la vita difficile per delle stupidaggini e grazie soprattutto al già Senatore della Repubblica Italiana Giuseppe Visca, mio concittadino all’estero, per aver bloccato i lavori del Comites di Santo Domingo,  ne avevamo davvero bisogno.

Vittorio Accolti Gil Vitale




La Guerra in Europa

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di Cesare Sassi.download

 

(9 marzo 2022)

Tutto il mondo sta attraversando un periodo di ansia e di preoccupazione per la guerra che si è scatenata tra la Russia e l’Ucraina.

L’esito militare del conflitto, considerate le attuali forze in campo e l’impossibilità di Putin per una marcia indietro, è predeterminato.

Inoltre, per poter concludere più rapidamente le operazioni militari, i russi potrebbero adottare uno stile bellico molto più violento, con conseguente aumento di caduti civili e sterminio d’intere città.

Invece Putin ha dimostrato di avere tutto l’interesse di distruggere il minimo possibile e di contenere al massimo i lutti di un popolo, che auspicabilmente dovrà dialogare ancora con quello russo.

Allora, pur con il massimo dolore nel vedere immagini di famiglie in fuga e di bambini uccisi dalle bombe, cerchiamo di capire quali potrebbero essere le ulteriori conseguenze e le conclusioni finali, evitando il vergognoso servilismo della stampa dominante, che con scorrettezza diffonde prevalentemente notizie di parte.

Che Putin sia da condannare è fuori dubbio, perché si tratta di una guerra determinata da un’invasione della Russia in uno stato sovrano qual è l’Ucraina, però dobbiamo fare molta attenzione a non sottovalutarlo e come muoverci in Europa, perché le sanzioni economiche rimbalzano sempre con danni per tutti e le forniture di armi nella storia non hanno mai portato la pace.

Non dimentichiamo inoltre che la Russia dispone di oltre seimila bombe atomiche con missili supersonici per inviarle ovunque; non solo, ma gli accordi della Russia con le altre potenze, tipo Cina, Nord Corea e Iran, potrebbero generare delle amare sorprese.

Quindi i ripetuti inviti di Zelensky di mandargli delle armi più potenti e d’instaurare una no-fly zone sono estremamente pericolosi, perché potrebbero causare l’inizio di una vera guerra tra Russia ed Europa con le conseguenze più catastrofiche.

Ricordiamoci che le ragioni fondamentali di Putin sono il riconoscimento delle repubbliche separatiste e quella di non aver la NATO troppo vicina, perché non solo i politici europei lo avevano sempre rassicurato, ma lo stesso Biden aveva paventato che avrebbe potuto generare l’inizio di una terza guerra mondiale.

Gli attuali obiettivi degli USA sarebbero quelli di togliere di mezzo Putin, un leader che ha saputo impedire alle multinazionali straniere d’impadronirsi delle immense ricchezze naturali del proprio paese, riportandolo a potenza internazionale e ridando ai propri cittadini un certo orgoglio nazionale.

Gli obiettivi primari dell’Europa e soprattutto dell’Italia, restano quelli di poter mantenere la pace e di non farsi minimamente coinvolgere in un conflitto dalle conseguenze sempre più pesanti.

In conclusione, possiamo solo augurarci che gli attuali capi di Stato europei si attivino realmente per una pace immediata, con ogni mezzo e senza alcuna ipocrisia, confidando che il popolo russo riesca a ridurre l’eccessivo potere in mano a una sola persona.

Cesare Sassi.

 




IL CGIE nel 2022

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downloaddi CESARE SASSI

Riceviamo e pubblichiamo.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (C.G.I.E.) è stato istituito con la legge del 6 Novembre 1989 n.368, come organismo di rappresentanza di tutte le comunità italiane all’estero, che attualmente rappresenterebbero quasi sei milioni di cittadini italiani residenti all’estero.

Il C.G.I.E., dopo l’ultima legge 23 Giugno 2014 n.89, è composto da sessantatre membri dei quali quarantatre in rappresentanza delle comunità italiane all’estero e venti nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

I quarantatre componenti vengono eletti sia dai membri dei Comites di 108 circoscrizioni consolari nel mondo, sia dai rappresentanti designati dalle associazioni delle comunità italiane, ufficialmente registrate nei consolati.

I membri dei C.G.I.E. pertanto non sono un’emanazione diretta dell’elettorato dei connazionali all’estero, ma sono una rappresentanza distorta dei delegati, pure inficiata dalle nomine governative (associazioni nazionali, partiti, confederazioni sindacali, stampa, etc.).

Infatti, pur riconoscendo una buona preparazione e un’instancabile attività ad alcuni dei suoi Consiglieri, il C.G.I.E. in oltre venti anni di attività ha combinato ben poco ed è invece costato moltissimo ai contribuenti italiani.

Dal Maggio 2006 abbiamo avuto l’elezione dei parlamentari nelle circoscrizioni estero, eletti con suffragio universale e dedicati a tempo pieno a risolvere le varie problematiche; quindi, sarebbe stato logico che C.G.I.E. e Comites venissero aboliti.

Tutti sanno che la maggior parte dei residenti ritengono il C.G.I.E e i Comites assolutamente inutili e lo ha dimostrato la bassissima partecipazione alle scorse elezioni dei Comites, dove ha votato solo il 3.75% degli aventi diritto.

Altro segnale negativo è la rinuncia di molti Comites ai compiti di critica e di stimolo per aiutare a migliorare la qualità dei servizi consolari, negli ultimi anni in continua decadenza e sotto gli occhi di tutti.

Ergo, bisogna invitare caldamente la nostra classe politica a intervenire per l’abolizione di questi e di molte altre istituzioni inutili, senza ipocrisia, né polemiche, perché con la crisi in arrivo, sarà necessario ridurre la pressione fiscale ed eliminare tutte le spese inutili dello Stato.

Cesare Sassi

 

 

 




Las Terrenas (RD). Gianluigi Telloli, una morte che avrebbe potuto essere evitata

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catturaUna morte, quella di Gianluigi Telloli (Gianni), che forse avrebbe potuto essere evitata.

Da tempo, infatti, nel centro turistico della provincia di Samaná, dove è presente una folta comunità italiana, si dibatte il problema di questi grandi camion, come quello che ha ucciso Telloli, che approvvigionano i vari supermercati posti per lo più nella strada principale, la Juan Pablo Duarte, che, quando passano e manovrano provocano sovente blocchi nel flusso del transito e sono estremamente pericolosi per la circolazione.

Strade strette, via vai caotico per il gran flusso di veicoli, soprattutto motociclette, suggerirebbero l’adozione di misure restrittive.

Si era parlato di creare, lungo la circonvallazione, delle “isole di parcheggio” dove i grandi camion della distribuzione potrebbero fermarsi e scaricare la loro mercanzia su veicoli più piccoli e, quindi, adatti al centro cittadino che dispone, in pratica di sole due strade di grande traffico, quelle dove sono ubicati i negozi e il parcheggio di auto e moto rende ancor più difficile la circolazione.

Se il “pour parler”  fosse diventato effettivo probabilmente Gianluigi Telloli sarebbe ancora tra noi.

Sabato scorso, stando alle immagini di un video registrato dalla camera di un locale commerciale, il nostro connazionale deve aver sentito il rumore del grosso camion che gli arrivava alle spalle.

“Gianni” ha cercato con a sua motoretta di spostarsi il più possibile sulla sinistra (la strada è a senso unico) per farlo passare. Troppo a sinistra, perché la ruota anteriore della sua “pasola” è finita nel canale di scolo delle acque reflue, a lato della carreggiata.

Telloli ne ha perso il controllo e l’equilibrio ed è caduto. Malauguratamente non è finito sul marciapiede, dove probabilmente se la sarebbe cavata con ferite non troppo gravi, ma sull’asfalto della Duarte e, per di più, con la testa verso il centro strada e il camion che dapprima ne ha evitato il corpo, gli è passato con le ruote posteriori sinistre sulla testa. La morte, secondo la perizia legale, deve essere stata istantanea.

Il problema dei grossi camion, delle merci per l’approvvigionamento, ma anche di quelli del movimento terra, che circolano continuamente sulle arterie trafficate di Las Terrenas coinvolge anche la strada collinare che da Sanchez porta al centro turistico.

Da anni è in vigore una delibera dell’amministrazione comunale di Las Terrenas che ne proibisce il transito sulla via collinare di comunicazione tra i due paesi. Delibera mai rispettata. La gente dice che questo accadrà nel momento in cui succederà un incidente mortale, ma gli incidenti causati dai camion, fortunatamente finora non mortali, si susseguono con regolare frequenza.

“Usque tandem?”




I lettori ci scrivono. Aniello Passaro: No bonus, no party

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downloadRiceviamo e pubblichiamo.

Il bonus casa, nelle sue  varie dimensioni, rappresenta sostanzialmente  una misura iniqua. Varata da un governo preoccupato piu’ di spendere che della sua effettiva efficacia, questo intervento molto probabilmente sortira’ solo l’effetto di accrescere la ricchezza di quelli che ne beneficeranno. Essi, sostanzialmente  un numero irrisorio, potranno, infatti,  godere della magnificenza di uno Stato, forse l’unico al mondo, che pur  indebitandosi  ulteriormente, garantira’ loro interventi di miglioramento strutturale del  loro patrimonio immobiliare.Tutto cio’ giustificato da presunti effetti che solo il tempo sara’ poi capace di dimostrarne la loro presunta efficacia. Essi non potranno tuttavia incidere in nessun caso vista la loro pochezza dimensionale. Sta di certo che  la  gratuita’ dell’intervento a favore dei pochi pesera’ ancora di piu’ a carico di tutta la comunita’, chiamata a sopportarne nel tempo il peso degli effetti economici che ne derivano, senza  riceverne niente in cambio. Ancora una volta lo Stato, contrariamente ai suoi principi, adottando misure di questo tipo, contribuisce  a rendere ancora piu’ iniqua la distribuzione della ricchezza tra i suoi cittadini aggravando ancor di piu’ l’attuale disparita’ sociale.

Sarebbe stato cosi’ difficile allargare la platea dei beneficiari  producendo effetti molto piu’ estesi a livello ambientalistico ed economico, limitandosi a concedere solo dei modesti incentivi?

Chi o cosa avrebbe potuto impedire che cio’accadesse? Forse la fretta? Oppure la necessita’ di venire incontro alla fame degli squali che tramavano nel buio?

Sta di fatto che si e’ distribuita in malo modo, creando una imperdonabile ulteriore forma d’ingiustizia, la ricchezza pubblica  e tutto cio’ per colpa di chi attualmente e’ chiamato a gestire adeguatamente la cosa pubblica e non solo il suo debito.

Nello Passaro

 

 




I lettori ci scrivono. Vittorio Accolti Gil Vitale: “Comites zero, Ambasciata zero e tutto rimane all’esperienza personale”

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81507758 e098 45f9 bbcc cfbad1672e31Riceviamo e pubblichiamo.

Vivo qui da 5 anni e sempre ho avuto problemi con l’Ambasciata. Ho chiesto aiuto al Comites, non mi hanno mai ricevuto. Ho avuto problemi per dichiarare mia figlia, per avere il suo passaporto e in tutto questo il Comites non è mai servito a niente.

Adesso sto avendo altri problemi, stavolta per il fatto di essere cittadino italiano perché mi devo sposare, devo farmi mandare dall’Italia dei documenti e averli non è semplice.

AIRE, l’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, a che serve? Solo per fare il passaporto e il rinnovo della patente e per alcune procure.

Allora dico io: ma se io ho bisogno di un atto di nascita e voi in Ambasciata sapete perfettamente dove sono nato tant’è che mi rinnovate il passaporto, perché non mi fate un certificato anagrafico? A che serve l’AIRE? A niente. In tempi di pandemia è servita a non poter tornare in Italia perché, se eri iscritto AIRE, in Italia non ci tornavi oppure ti mettevi a piangere e dicevi che stanno scavando le fosse comuni.

Tutti questi problemi cui sono andato incontro li ho risolti da solo, scrivendo varie volte al Ministero degli Affari Esteri e poi portando copia in Ambasciata per fare rispettare i miei diritti.

Faccio un esempìo: per avere il passaporto italiano di mia figlia mi hanno chiesto il passaporto dominicano. Una bugia perché il passaporto dominicano in questo caso non serve, come mi ha risposto il Ministero degli Esteri dopo avergli scritto. Dopo un’ora a litigare nel nostro Ufficio Passaporti, e avevo previamente informato il Comites che non ha fatto nulla al riguardo, ho avuto ragione mostrando le carte che mi aveva mandato il Ministero degli Affari Esteri.

Adesso il Comites è nuovo. Vorrei che tutte le persone guardassero la riunione del Comites perché è vergognoso. C’è un vicepresidente che vota contro se stesso, altre persone che durante la riunione dicono che non avevano avuto il tempo di lavorare circa le composizioni delle Commissioni, poi in seduta apportano modifiche a queste Commissioni e dopo averle apportate loro stessi si votano contro. Il vicepresidente Visca vota contro a una Commissione dell’esecutivo di cui fa parte e di cui sapeva perfettamente di cosa si trattava e vota contro all’unica Commissione utile, quella dei diritti delle persone, cioè dei problemi che ho avuto io per cinque anni.

Aggiungo: il certificato che io dovrei avere dall’Ambasciata, dall’Anagrafe AIRE, perché non viene redatto direttamente in spagnolo visto che si presume che in un’Ambasciata in Repubblica Dominicana si presume che tutti gli impiegati sappiano parlare e scrivere in spagnolo? Invece io il certificato lo devo portare a un traduttore che devo pure pagare per un semplice prestampato, perché sono tutti uguali i modelli, dove lui deve solo cambiare il nome e il cognome della persona, la data e il luogo di nascita.

Aggiungo che la mia scheda elettorale, in occasione delle votazione, non mi è pervenuta. Ho fatto denuncia e ne l’Ambasciata ne il Comites si sono dati da fare per capire chi era stato. L’ho scoperto io in forma ufficiosa, ne conosco il nome e cognome perché mi è stato detto dal fattorino dell’UPS che ho messo alle strette chiedendogli a chi aveva dato la mia scheda però, purtroppo, non ne ho le prove, me lo ha detto a voce e non lo posso dire pena una denuncia.

E poi devo stare a sentire il Comites, che tra di loro parlano di conflitti di interesse? Ma mi facciano il piacere. Che si mettano a lavorare o si dimettano tutti.

Il Comites ce lo stiamo facendo tra di noi, tra cittadini italiani amici, che si scambiano consigli per poter sopravvivere in questo Paese. Comites zero, Ambasciata zero e tutto rimane all’esperienza personale.

Vittorio Accolti Gil Vitale




Visca: “Si dimettano!”

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244981902 10220315092966815 3968845832486341875 nIl vicepresidente del Comites di Santo Domingo, l’ex senatore socialista Giuseppe Visca, in una lettera al nostro giornale, torna sulla vicenda che lo ha visto dissentire dalla maggioranza della neo presidente Diana Spedicato.

FATTI NOSTRI è a disposizione di tutti i membri del Comites qualora desiderassero esprimere la loro opinione in merito alla crisi sviluppatasi all’interno dell’istituzione dopo l’ultima assemblea generale.

Scrive Visca: “La Presidente del Comites usa il suo blog su Facebook per cercare di trovare appoggio e solidarietà da parte dei suoi iscritti. Ritengo che sia un metodo di difesa alquanto modesto. Sarebbe meglio che la Presidente spiegasse, e siamo qui a chiederglielo, ai fedeli del suo blog e ai cittadini tutti della comunità italiana, perché due membri dell’Assemblea del Comites, Giovanni Gennari e Tancredi Sponchia, liberi professionisti come la Presidente e il Bellinato, hanno rassegnato le loro dimissioni irrevocabili.
In seguito all’ultima Assemblea del Comites del primo febbraio u.s., entrambi hanno preso atto che sono emersi chiari elementi di conflitto d’interesse. Essendo essi stessi liberi professionisti che operano anche nel settore dei servizi ai cittadini italiani, non hanno voluto incorrere in un eventuale illecito amministrativo e responsabilmente si sono ritirati. La decisione assunta dai due consiglieri dimostra un alto senso di rispetto verso i principi etico morali. E questo, indipendentemente dal considerevole numero di voti che hanno avuto dagli elettori. Hanno anche sottolineato di non voler approfittare della loro posizione quali consiglieri del Comites allo scopo di aumentare la loro clientela con conseguente incremento dei loro redditi e facile arricchimento. Alla luce dei fatti, chiedere che gli altri due eletti, anche loro eletti con un consistente numero di voti, per rispetto ai valori e ai principi che regolano i dettami del conflitto d’interesse, si comportino allo stesso modo non sarebbe altro che un atto doveroso e di rispetto verso i colleghi dimissionari.
Su questi argomenti, e non su elementi elettorali, vogliamo che la Presidente Diana Spedicato e Flavio Bellinato rispondano ai cittadini, i quali hanno il diritto di conoscere la verità, e non delle fumose difese senza entrare nel merito dei fatti. Essendo loro stessi implicati in un reale o presunto conflitto d’interessi, chiedere le dimissioni è un atto dovuto. Se non ottemperassero a questo invito e cercassero di rimanere ancora nell’istituzione malgrado la situazione in essere, si assumeranno la responsabilità di aver creato la crisi del Comites e le conseguenti condizioni di mancanza di governabilità a scapito della collettività italiana”.




Comites SD. Siamo ai ferri corti!

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271233776 108026975092932 8446457829826491428 nSi inasprisce la polemica all’interno del Comites di Santo Domingo.

Il vicepresidente Giuseppe Visca che, nei giorni scorsi, era “salito in Aventino” tirandosi fuori dalla maggioranza, in un suo nuovo intervento, riportato da un blog locale, ha rincarato la dose: “Ritengo che, per ragioni di moralità ed etica, la presidente Spedicato e il consigliere Bellinato debbano dimettersi – ha dichiarato l’ex senatore socialista – rinunciando così al vantaggio di avere una posizione preminente all’interno del Comites e mettendoli nelle condizioni di esercitare con pari opportunità concorrenziali la loro attività professionale”.

Dopo l’ennesima esternazione del vicepresidente e le dimissioni di un paio di consiglieri di minoranza, nel Comites non esiste più maggioranza. Infatti ai sei consiglieri eletti nella lista di cui facevano parte la Spedicato e Bellinato si oppongono ora i 4 della lista cui appartenevano i due dimissionari, giunta al secondo posto nelle scorse elezioni, il consigliere Odoguardi, presidente del M.I.R.E. (il Movimento degli italiani Residenti all’Estero) e lo stesso Giuseppe Visca.

Se in assemblea la Spedicato, in caso di parità, durante una votazione, volesse far prevalere il suo voto di presidenza, la minoranza abbandonerebbe l’aula rendendo nulle votazione e assemblea.

Come uscire dall’impasse? Facciamo delle ipotesi.

Crediamo poco probabile, dopo quanto successo, che Spedicato e Bellinato rinuncino, ancor meno probabile che Visca torni nella maggioranza come nuovo Presidente.

Diventerebbe, quindi, di fondamentale importanza il ruolo di Enzo Odoguardi che, con il suo voto, potrebbe “salvare” l’attuale maggioranza, chissà mediando per allargarla e renderla più forte e coesa.




IMU, continua l’ingiustizia per gli italiani all’estero

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imagesRiceviamo e pubblichiamo.

La Legge di Bilancio per il 2022 prevede la riduzione  dell’IMU dal 50% al 37,5% sulla casa di proprieta’ in Italia  dei  pensionati titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia.  Il governo italiano ha inteso pertanto aggravare l’onere fiscale a loro carico anziche’ ridurlo o eliminarlo del tutto,  deludendo le loro legittime  aspettative.

Fa specie tuttavia costatare che nessuno dei nostri parlamentari, che pure avranno avuto modo di essere coinvolti in sede governativa a tale decisione in modo diretto o indiretto,  ha ritenuto di fornire una spiegazione al riguardo o quantomeno , almeno per salvare la faccia, manifestare il loro disappunto .

D’altro canto, con l’approssimarsi della scadenza dell’attuale legislatura e con il ridursi del loro numero ,  sarebbe  ingeneroso  non condividere le  preoccupazioni relative al loro incerto futuro da parlamentari , da cui probabilmente scaturisce questa loro persistente disattenzione!

Alcuni di loro, cui va riconosciuto il merito di aver profuso dell’impegno al riguardo, dovranno tuttavia prendere atto del fatto che il loro apporto alla causa sia stato del tutto fallimentare. Infatti,  ne’  si e’ ottenuta la eliminazione dell’IMU sulla casa per tutti gli  italiani all’estero ,  ne’ per tutti i pensionati.

La questione rimane sul tappeto e gli italiani all’estero, tutti indistintamente, rimangono convintamente dell’avviso che tassare la loro casa di proprieta’ in Italia sia un atto discriminatorio e ingiusto, chiedendo che venga fatta giustizia nei loro confronti.

A ben vedere la mancata eliminazione dell’IMU,  rappresenta  una disfatta clamorosa della forza , volonta’ e  capacita’ rappresentativa  di chi a vario titolo, parlamentari, CGIE, patronati, partiti, Comites, Associazioni, etc.. e’ preposto alla difesa degli interessi  di  tutti quegli italiani all’estero che hanno investito soldi e sacrifici per realizzare e mantenere i loro immobili in Italia su cui lo Stato italiano ha applicato e continua ad applicare una spietata logica  tendente solo a far cassa.

Il rieletto Presidente Mattarella ha rivolto un accorato appello ai rappresentanti del popolo italiano per restituire  dignita’ ai cittadini italiani , eliminando le disuguaglianze sociali e facendo le riforme necessarie.

E’ il caso forse di rivolgere un medesimo accorato appello a tutti i loro  rappresentanti per dare altrettanta dignita’ agli italiani all’estero che oltre al contributo  che “danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo “- come ricordato dal Presidente Mattarella –  tanto ancora danno  anche in termini economici all’Italia e ai loro territori di provenienza, subendo delle ingiuste penalizzazioni.

Nello Passaro

 




Tamponi: minori di 12 anni “discriminati”, anche se portatori di handicap.

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img 20220202 182020347Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 14 dicembre 2021 ha prorogato quanto stabilito nel DI 105/21, entrato in vigore il 23 luglio scorso, in particolare l’articolo 5 di questo Decreto-legge permette di ricevere uno sconto sul prezzo dei tamponi di 7 euro, da 15 a 8 euro, sconto solo per i bambini che hanno un’età compresa tra i 12 e 18 anni, mentre il prezzo rimane di 15 euro per tutti gli altri.

Cosa accade invece ai bambini di età inferiore ai 12 anni quando sono costretti a dover fare il tampone per un caso di contagio nella loro classe? Pagano 15 euro a tampone come i maggiorenni, o meglio, i genitori dovranno pagare un prezzo doppio rispetto ad altri minori per permettere ai propri figli di ricevere una giusta istruzione, per poter accedere allo stesso diritto.

Questo è anche il caso di V.S., un bambino che frequenta una scuola elementare di Molfetta, Comune pugliese in provincia di Bari. Per motivi di privacy indico solo le sue iniziali e quelle di suo padre, V.M., con il quale ho avuto modo di parlare e di ascoltare il suo motivato risentimento come cittadino ma soprattutto in qualità di genitore.

il signor V.M., con visibile rammarico, si chiede come mai non è stato pensato e organizzato alcun controllo all’ingresso della scuola, quel minimo di controllo necessario per garantire la salute e la sicurezza dei bambini, misurare la febbre, per esempio. Altro che banchi a rotelle, soluzioni concrete ed efficaci, non la luna.

Per suo figlio quella dei tamponi è una procedura affrontata per ben due volte in un solo mese, conun costo 30 euro, senza alcuno sconto, neanche per quei bambini meno fortunati che usufruiscono della legge 104, stesso prezzo degli adulti per evidenti interessi economici, altrimenti sarebbe inspiegabile questo trattamento senza criterio logico.

Perché pagano i genitori? Perché sono stati quasi “costretti” a farlo, possiamo pensarlo come un ricatto di tipo morale.

Tutti i genitori hanno dovuto firmare un documento che attribuisce agli stessi ogni responsabilità in caso di contagio, anche se avvenuto nella struttura pubblica durante l’orario scolastico.

In definitiva il Governo ha accollato ai genitori oneri e responsabilità.

L’invito è quello volto a evitare che quanto sta accadendo divenga un metodo di Stato. I figli sono il bene più prezioso che abbiamo. Questo Paese, mai come prima, ha necessità estrema di nuove nascite, considerato il rapporto decessi-nascite ormai negativo da anni, bisogna investire sulla famiglia e non renderle la vita impossibile.

Siamo stati tutti bambini e sappiamo quanto fragile sia la concezione del tutto a quell’età, sta al legislatore provvedere a che ogni forma di discriminazione non venga applicata. Esserne invece l’artefice mi sembra davvero un comportamento inqualificabile. Mi auguro che sia stata solo una dimenticanza a cui dover porre rimedio al più presto.

Mi aspetto che il prossimo Consiglio dei Ministri, incalzato da qualche Parlamentare attento e coscienzioso, decida di trattare i minori allo stesso modo e abbia un occhio di riguardo per i bambini portatori di handicap, soprattutto, ma non solo, quando questi sono costretti a dover fare un tampone per poter ricevere la giusta istruzione.

di Gerolamo de Palma