Il nuovo Com.It.Es.: da “due di picche” a “poker d’assi?”

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downloadL’attesa è durata parecchio e finalmente, nei giorni scorsi, abbiamo saputo che torneremo a votare per il rinnovo del Com.It.Es il prossimo 3 dicembre. Come, però, non ci è ancora dato a conoscere. Il comunicato del Ministero degli Esteri parla di voto elettronico e siamo curiosi di verificare come questo sarà implementato.

Francamente il vecchio sistema delle buste non ci ha mai convinto. Troppo facile da truccare. Chissà che, a partire da questa tornata elettorale, sia tutto più facile e sicuro.

Facile perché, nel passato, quando la scheda ci veniva consegnata a casa dall’incaricato dell’impresa dominicana contrattata dall’Ambasciata per fare questo lavoro, votare tutti facilmente non è mai stato possibile.

Gli indirizzi, in questo Paese, sono sempre stati un dettaglio aleatorio. Molte vie non sono segnalate e meno ancora sono apposti i numeri civici. Ne va che il lavoro del “messo” era quasi una “missione impossibile”. In certi luoghi la comunità italiana collaborava, stabilendo punti di ritrovo dove l’incaricato si faceva trovare a una certa ora. Metodo avversato dall’autorità, ma che si è dimostrato molto efficace.

Se voto elettronico sarà, bisognerà però pensare anche a coloro che di “elettronica” non ne capiscono molto, o ne sono completamente a digiuno. Per questo i mesi che ci separano dal giorno del voto saranno utili, ci auguriamo, per mettere a punto la macchina organizzativa.

In più di vent’anni di Comites della Repubblica Dominicana francamente ho avuto l’impressione che questo organismo conti meno del “due di picche”, meno ancora in questi anni in cui siamo stati agganciati a Panama. Non so se per lo scarso potere di questo organismo o per colpa di coloro che ne hanno fatto parte. Vorrei ricredermi nel futuro.

E, a questo proposito, mi auguro che le liste che saranno presentate per il suo rinnovo presentino nomi di persone che si siano veramente distinte, con i fatti, per il loro operato a favore della nostra comunità. Quindi non persone di partito, ma di azione e di concretezza reale.

Il Comites della Repubblica Dominicana, il nostro nuovo Comites, slegato finalmente dall’assurdo legame con Panama, ha bisogno di volti nuovi, di un deciso e netto colpo di spugna sul passato, di mettere da parte coloro che si sono distinti solo per tanti “bla bla bla” e dare finalmente fiducia a chi ha dimostrato di voler veramente lavorare per gli italiani, senza secondi fini.

I primi risultati in prospettiva si sono già visti: in tempo di pandemia molti connazionali hanno ricevuto gratis mascherine protettive, è stato creato un patronato a cui tutti, sempre gratuitamente, possono accedere e avere i benefici richiesti, si è lottato e ottenuto che l’assicurazione sanitaria privata potesse beneficiare anche i più anziani, sono stati aperti uffici dove gli italiani di questo Paese possono trovare un sicuro punto di riferimento per ovviare ai loro problemi, si è fatto in modo che chi ha bisogno di traduzioni legalizzate, e non dispone del denaro per pagarle, le possa avere gratuitamente o, comunque, con un forte sconto, non ci dimentichiamo poi della distribuzione, a Natale, di panettoni agli italiani indigenti, e di tanti altri gesti di solidarietà che, proprio per la loro natura, sono rimasti volutamente nascosti.

Abbiamo segnalato, a braccio, solo alcune delle iniziative per gli italiani di questo Paese portate a buon fine. Altre sono allo studio e seguiranno.

E se il nuovo Comites riuscirà finalmente a contare qualcosa di più del “due di picche”, ci auguriamo che coloro che ne faranno parte riescano a trasformarlo finalmente in un bel “poker d’assi”.




Passaro a Schiavone: “Non meni il can per l’aia!”

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downloadGentile Segretario Generale del CGIE, dott. Schiavone,

desidero tornare ancora una volta sul merito della “pratica” che io a livello emotivo non ho ancora digerito e che non intendo ancora “archiviare” passivamente, invitandoLa a soffermarsi sul merito della mia richiesta di un  Suo parere, che  ovviamente può’ anche non dare, ma che la mia sensibilità’ mi ha indotto a chiederLe e mi impone di rinnovare.

Nel Suo riscontro precedente denoto da parte Sua un atteggiamento irritante, irriverente e preoccupante nonché autoreferenziale. Irritante perché inspiegabilmente non ha concretamente risposto alle questioni da me poste cercando solo di menar il can per l’aia; preoccupante perché denota una mancanza di rispetto e di sensibilità nei confronti di problematiche che riguardano la gestione e l’andamento di cose concrete che, nella loro attualità e anche in prospettiva,  investono la nostra condizione di cittadini italiani all’estero, a cui il nostro Consiglio è preposto; preoccupante perché a seguito di uno sforzo costante, laborioso  e progressivo nel tempo per pervenire alla creazione di strutture democratiche che ci permettano di esprimere i nostri bisogni, di salvaguardare le nostre prerogative, di appagare le nostre aspettative, riscontro che si corre quasi il rischio di trovarsi a essere delle vittime predestinate proprie delle medesime che, mediante i nostri rappresentanti, ci condizionano, determinando quasi una forma di subordinazione, reprimendo le nostre legittime aspirazioni a una interlocuzione utile e necessaria nell’interesse comune,  sottraendosi spesso al rispetto delle responsabilità derivanti dal ruolo a cui esse sono preposte; autoreferenziale per il riscontro del rifiuto al confronto a prescindere.

Fa specie che proprio Lei, al vertice di un’autorevole struttura piramidale, abbia denotato, a mio avviso, nei miei confronti e di riflesso nei confronti della collettività,  la mancanza di quella necessaria sensibilità che ogni cittadino desidera riscontrare, la stessa  che spesso lamentiamo nei confronti delle istituzioni del nostro Paese di provenienza, che determina la qualità delle medesime, rendendole credibili o meno.

Forse anche il Presidente della Repubblica, probabilmente non con la stessa sorprendente e apprezzata  solerzia, sarebbe stato più attento e riflessivo nella sua risposta, risposta che Lei ha ritenuto di affidare tra l’altro alla Sua segreteria.

I migliori saluti

Nello Passaro




Passaro scrive al CGIE (e a Merlo e alla Nissoli)

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downloadRiceviamo e pubblichiamo.

Gentile segretario,

mi pregio inviarLe in allegato, ancora una volta, la lettera di risposta all’on. Nissoli e la lettera inviata all’on. Merlo allo scopo di conoscere un Suo punto di vista in merito al loro contenuto che, di riflesso,  coinvolge la nostra condizione di cittadini italiani all’estero.

In particolar modo gradirei conoscere un Suo parere in merito al fatto che, a mio avviso,  la nostra collettivita’ non sia stata  adeguatamente e dignitosamente rappresentata nell’ambito del dibattito parlamentare tenutosi in occasione del recente conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio e che cio’ abbia palesate , per le varie  ragioni  da me elencate, anche agli occhi del Paese  una incapacita’  intrinseca alla nostra rappresentanza che condiziona il superamento delle condizioni attuali in cui ci lamentiamo di trovarci inducendoci a ritenere spesso  che le colpe e le responsabilita’ siano sempre riconducibili alla condotta degli altri o ad assumere una visione  fatalistica o strumentale di subordinazione per la quale siamo perennemente nell’affannosa ricerca  di nuove modalita’ e  formule di rappresentanza  senza aver forse mai sfruttato al meglio le potenzialita’ gia’ esistenti.

Un altro argomento su cui graderei  un Suo parere ed un Suo appoggio, riguarda la questione IMU. Anche Lei crede che sia una tassa iniqua e ingiusta? Se, cosa si puo’ fare per cercare di risolverla , anche con il Suo appoggio  nelle Sue vesti di segretario CGIE?

Ho cercato e cerco di dare visibilita’ a questo  mio modo di vedere , ma riscontro delle difficolta’ da parte dalle stampa in emigrazione, come stranamente ad esempio da parte di italiachiamaitalia , pur nel rispetto della sua autonomia redazionale, a cui tuttavia invio anche la presente con preghiera di pubblicazione. D’altro canto anche la ostinata ricerca di un dialogo ed un confronto con i nostri rappresentanti eletti all’estero, fatta qualche debita eccezione , non ha sortito alcun effetto, trincerati nel loro silenzio , lo stesso evidenziato anche nell’occasione parlamentare recente. La stessa sorte e’ toccata al mio ultimo tentativo operato nei confronti dell’ex sottosegretario on. Merlo.

Grato di questa opportunita’ , Le porgo i miei piu’ cordiali saluti.

Nello Passaro

 

Gentile On. Merlo,

non pensa che l’atteggiamento assunto dal suo movimento in occasione della consultazione   per la costituzione del governo Conte 3, proponendosi come costruttore nell’interesse del Paese,  ed il suo silenzio nell’ambito delle aule  parlamentari in occasione della nomina  dell ‘attuale presidente del Consiglio  Draghi, possano aver determinato delle ripercussioni negative  per  il futuro  dell’emigrazione italiana?

Non crede che, anche per nostra manifestata incapacita’ e limiti  ,   ci siamo venuti a delineare noi stessi quel perimetro, limitato alla gestione ordinaria di riflesso senza alcuna prospettiva , inducendoci ad una forma di auto vittimismo, che impedisce all’emigrazione italiana di far riconoscere e ottenere  quel ruolo che si merita?

Non crede che il suo attivismo evidenziato nel corso della recente crisi di governo, con la sua affannosa ricerca di un “strategico” collocamento del suo movimento, seppur legittimo in un’ottica strettamente egocentrica,   ne possa essere una delle   cause e possa aver determinato un ulteriore  arretramento  della nostra posizione ?

Non crede che la mancata visibilita’ e la conseguente dimostrazione di una incapacita’ intrinseca alla nostra rappresentanza in ambito parlamentare abbia contribuito a “segarci “ il posto di sottosegretario?

Non pensa che una delle maggiori cause che ci rilega in questa situazione di subalternita’ sara’ perche’  non siamo  stati ancora  capaci di esprimere i nostri bisogni , di rappresentarli, di prospettare idonee soluzioni e visioni , cosi’ come abbiamo dimostrato, del resto,  anche in Parlamento recentemente?

Come mai , on. Merlo,  quei ruggiti da leone  ,  emessi attraverso la stampa italiana all’estero ,anche da parte di suoi colleghi,  non hanno mai trovato sfogo anche nelle aule parlamentari, come in questa ultima circostanza, per evidenziare , come  lei sostiene,  che l’IMU sulla casa degli italiani all’estero sia una tassa iniqua ed ingiusta e che come tale va abolita’?

Come mai , on. Merlo, dopo tanti anni , anche in qualita’ di sottosegretario, non le e’ riuscito di raggiugere questo obiettivo? Intanto la gente che lei rappresenta la subisce , coloro che  lei ritiene vittima di una ingiustizia.

Tra l’altro , non ho tuttavia consapevolezza di atti concreti al riguardo , soprattutto anche da parte del suo movimento,  che dimostrino e facciano credere che sia stato fatto tutto quanto nei vostri poteri  per raggiungere un risultato concreto a favore di tutti in questo senso.

Ricordo solo l’euforia e l’intraprendenza del sen. Fantetti che trionfalisticamente rendeva edotta l’aula parlamentare di aver ottenuto il 50% della riduzione dell’IMU a favore dei pensionati italiani all’estero, omettendo  di dire che tale misura non coinvolge tutti i pensionati ma  solo  quelli in regime di convenzione.  Come mai, lei che voleva salvare il Paese, contribuendo a ricostruirlo, rende ancora il suo elettorato succube di questa ingiustizia?

Adesso piangiamo la mancanza di un eletto all’estero nel governo Draghi, lamentiamo di essere stati dimenticati, promettiamo di continuare a difendere gli italiani, riscontriamo gia’ segnali negativi da parte del nuovo governo, etc.

Sara’ tutto per colpa degli altri?  Oppure e’ il caso di ricordarci che  : “ Chi e’ causa del suo male pianga se stesso”?

I migliori saluti .  Continui pure a ostinarsi nel suo silenzio , alla pari della maggior parte dei  suoi colleghi, intanto io continuo ad esercitare il mio sacrosanto diritto ad esporre il mio punto di vista  e la mia  critica  sperando nella collaborazione della stampa italiana indicata in indirizzo, ed in particolare  di italiachiamaitalia,  a darne diffusione,  sperando che essa si concili con le esigenze redazionali attuali di quest’ultima.

Nello Passaro

 

Gent.ma on. Nissoli,

La ringrazio per la Sua risposta anche se impropriamente  tale in quanto  non risponde, nello specifico, alle questioni da me poste, tuttavia molto gradita e stimolante.

Alle sue argomentazioni di carattere piu’ generale da Lei addotte,  sebbene non avulse dal contesto  , rispondo secondo il mio modo di vedere e di pensare, consapevole dei miei limiti e del mio ruolo, senza alcuna pretesa di dar sfoggio di saccenteria e particolari ambizioni.

Penso che la democrazia non sia legata ad un mero rapporto di forza in quanto se cosi’ fosse non sarebbe tale, sebbene essa impropriamente, cosi’ esercitata, impone dei condizionamenti  che non possono tuttavia fungere da pretesto, da alibi per desistere dai propri propositi e doveri.  Credo invece che la democrazia non sia un gioco di numeri o di potere ma  e’ proprio l’opposto !

E’ la stessa logica della democrazia parlamentare italiana che garantisce  il superamento di questo condizionamento   attraverso un dibattito e confronto a livello plenario, che sono elementi propedeutici  alle decisioni di carattere maggioritario.

Proprio per questo ritengo, considerato le sue argomentazioni che lei adduce,  preclusive o condizionanti  a suo modo di vedere  della possibilita’ di raggiungere  gli obiettivi , se fatte nel dibattito parlamentare in occasione della recente crisi governativa, avrebbero potuto dare un forte contributo al  suo ruolo ,a quello dei suoi colleghi  ,  alla nostra collettivita’ , riscattandoci da questa condizione.

Collettivita’ di cui , fatta qualche blanda  eccezione, ribadendo quello che ho gia’ espresso in altre occasioni,  ci si e’ dimenticati completamente. Il primo a farlo e’ stato il Presidente Draghi , poi tutti i parlamentari eletti in Italia e  infine la maggior parte dei nostri rappresentanti. Sarebbe bastata , anche per dare al nuovo Presidente del Consiglio  Draghi la possibilita’ di apprendere dai suoi  rappresentanti, in questa sede, al cospetto di tutti i parlamentari , una semplice e doverosa  enucleazione delle tematiche  sul tappeto,  proprio nel momento in cui si sono  individuate  e dibattute le linee programmatiche per il presente ed il futuro del Paese, da cui l’emigrazione italiana  non e’ stata neppure sfiorata.

Il dibattito parlamentare e’ stato intenso, accesso, ricco di spunti, di suggerimenti, di propositi. Il cionvolgimento da parte dei rappresentanti eletti in Italia  e’ stato copioso, appassionato, sanguigno. Tutti e tutto  sono stati evocati: categorie, ambiti, settori, cittadini, etc.  Quasi tutti i parlamentari italiani, a nome dei loro partiti,  hanno avanzato proposte,  mosse critiche,  fornito una loro  una visione ,  evidenziando le problematiche del territorio, della loro gente,  delle loro condizioni, dei loro bisogni.

E voi e noi dove eravamo?   E perche’ no ?   Come puo’ giustificarsi questo atteggiamento rinunciatario? Non siamo mica dei masochisti?

Quindi, come vede on. Nissoli , il tutto  non dipende solo da un  rapporto numerico. Di  numerico e’   il solo  dato statistico che indica in circa 6 milioni il numero degli italiani all’estero, che in questa sede non sono stati rappresentanti adeguatamente e dignitosamente. 6 milioni di italiani che a pieno titolo avrebbero avuto il diritto di dire la loro alla pari di tutti gli altri italiani.

Con un atteggiamento di questo tipo siamo condannati ad essere perdenti,  perdutamente!

Non crede, gent.ma on. Nissoli, che i mancati interventi da parte dei suoi colleghi siano stati di peso e condizionanti?

Leggo anche  in tal senso il suo appello alla unita’ e alla collegialita’ .

Non pensa che si poteva sfruttare questa circostanza  anche per cercare   di assicurarci la riconferma del posto  di sottosegretario all’emigrazione ad un eletto all’estero? Strano  anche che  l’attuale sottosegretario uscente non si sia  sentito in dovere di farlo, ovviamente non nel suo precipuo  interesse .

Per quanto riguarda invece l’IMU  , nessun parlamentare all’estero,  neppure coloro che hanno   palesato  e  condiviso il fatto che essa    sia una tassa ingiusta ed  iniqua,  ha osato fare un minimo accenno in questa sede,   da cui e’ scaturita  la decisione che ci penalizza .  Quale occasione migliore e sede opportuna  per dare  giustizia a chi da tempo questa tassa la subisce?

E’ ora di liberarci , cari eletti all’estero,  dai giochi dei vostri partiti , a cui voi probabilmente siete sottoposti, e  di dirci se essi   intendano sostenerci, nei fatti, effettivamente per  eliminarla a favore di tutti, ma certamente forse  non solo per questo.

Ecco , on. Nissoli,  chieda, se cio’ le sta veramente a cuore,  assicurazioni in tal senso  al suo partito per il  quale siede il Parlamento in virtu’ dei voti dei suoi elettori .  La stessa cosa sarebbe auspicabile anche da parte dei suoi colleghi, alla quale e’ rivolta la stessa   preghiera, attraverso la presente.

Ecco, mi faccia sapere, ci faccia sapere! Fateci sapere!

Ora che tutte le forze politiche, i vostri partiti, o quasi tutti,   siedono tutti  intorno ad un tavolo  , potrebbero, volendo,  far valere le nostre ragioni e dare appagamento alle nostre aspettative!

Siamo  sparsi,forse non bene attrezzati, ma non certamente pochi. Siamo comunque 6 milioni di cittadini italiani, la cui dignita’ individuale e collettiva va rispettata e salvaguardata al di la’ del valore numero o al di la’ del presunto o effettivo  rapporto di forza che si voglia attribuire.

Mi scusi per la lungaggine, ma non  riesco diversamente.

Le sono grato  per ogni utile occasione di confronto e scambio e Le porgo i miei piu’ cordiali saluti .

Nello Passaro

 

 

 

 

 




A proposito dei disservizi nei consolati

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capturaIl disappunto  dei connazionali residenti nel Regno Unito, per i cronici disservizi del consolato italiano di Londra, su cui in questi giorni hanno riferito alcuni siti informativi degli italiani all’estero, riecheggia, in qualche modo, le analoghe  preoccupazioni  di molti concittadini attivi nei Paesi europei e altrove. La lentezza infatti nell’erogazione dei servizi sembra essere  il tratto  comune dei nostri uffici consolari, o, almeno, di un buon numero di essi.

La situazione del consolato londinese non costituisce tuttavia una novità. Essa non è infatti diversa da quella che, negli anni passati,  si registrava nella stessa sede,  come si può desumere, del resto, dagli appelli  e dalle lettere pubblicate sul Corriere della Sera e su altri quotidiani nazionali. Ma la situazione appare ora più grave.

Che fare, al riguardo? Ora, io non vorrei apparire  come uno dei tanti  saccenti di turno, che danno consigli non richiesti, ma  a me sembra che la  vicenda  londinese ricordi, per certi aspetti, l’ esperienza del consolato di Zurigo, negli anni precedenti il 2015, prima, cioè, del riassetto dei moduli lavorativi della sede zurighese, di una sede consolare –  giova ricordarlo – che è anche la più popolosa d’Europa, dopo quello di Londra. Perciò, può essere istruttivo, io credo, evocare quella esperienza, in una chiave anche comparativa.

Al riguardo, merita ricordare come l’esercizio di monitoraggio, con cui nel 2015  si è misurato l’andamento delle visite presso il  consolato zurighese, abbia messo in evidenza un dato molto interessante, e cioè, l’invarianza statistica  del flusso degli utenti consolari, pari, all’incirca, a 250  persone al giorno. Ed è sulla base di tale riscontro che  sono stati adottati gli opportuni rimedi organizzativi. Come ricorderanno i connazionali residenti a Zurigo, il consolato ha rimodulato e normalizzato l’orario di lavoro, ampliando  inoltre il numero e l’orario degli sportelli e informatizzando, al tempo stesso, le postazioni lavorative in modo da consentire ad ogni  impiegato di svolgere il proprio lavoro entro tempi brevissimi. Si è cosi arrivati, nel giro di pochi mesi,  alla pratica abolizione delle code, delle liste di attesa e degli arretrati di lavoro.  Gli eccellenti risultati conseguiti hanno indotto  l’ex  Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ad additare nell’Ufficio di Zurigo il fiore all’occhiello della rete consolare italiana. Perché, dunque, non ripetere a Londra l’esperimento zurighese?

Racconto del resto quella esperienza, conclusasi, precipitosamente, nel marzo dello scorso anno, perché a me sembra che non si parli abbastanza  dei temi organizzativi e di quanto un più accorto assetto lavorativo possa aumentare la produttività degli uffici e la soddisfazione del pubblico. Si preferisce infatti affrontare le tematiche del lavoro consolare con un approccio di tipo aristotelico, evocando cioè, a giustificazione dei disservizi correnti,  impedimenti di ordine generale, come possono essere, ad esempio,  il  gran numero di connazionali, la  mancanza di risorse finanziarie dei consolati, lo scarso numero d’impiegati, l’eccesso di disposizioni normative.

Si tratta, certo, d’inconvenienti incontestabili, ma si tace però  sulle misure di piccola scala, ossia non si parla di quelle misure che possono essere prese sul posto mediante una più efficace organizzazione del lavoro.

Certamente,  il momento presente non è dei più facili e  il Coronavirus circola ancora tra di noi.  Per contrastare per altro la diffusione del virus,  si è scelto  di  puntare, come noto,   sul lavoro a distanza,  e , in qualche caso, sulla chiusura tout court degli uffici, così esorcizzando, mi sembra, i  contatti ravvicinati, divenuti ormai sconvenienti. In questo contesto,  non si manca infatti di enfatizzare i vantaggi dello ”smart working”, sorvolando però sugli svantaggi,  mentre  gli uffici consolari  si vanno  ormai barricando ogni giorno di più.

Un arroccamento, mi permetto di osservare, che si esprime anche con l’ imposizione degli  appuntamenti per via elettronica e con le nuove incombenze informatiche a carico degli utenti, che è poi, nella mia impressione, il modo escogitato dalla burocrazia per tenere i cittadini a debita distanza.

 




Quei sei milioni di italiani dimenticati

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downloadGentili senatori e onorevoli eletti all’estero,

dopo aver seguito il dibattito parlamentare in occasione della recente crisi di governo, sembra che gli italiani all’estero oltre a essere assenti  dal territorio nazionale lo siano anche  all’interno del nostro Parlamento nonostante la presenza di nostri parlamentari eletti all’estero, deputati a rappresentarci.

Quasi 6 milioni d’italiani all’estero fuori dal mondo italiano.

Assenti nel discorso del Presidente Draghi, assenti anche da tutti gli interventi operati nel corso di questi due giorni d’intensi dibattiti nelle aule parlamentari dagli eletti in Italia.

Assenti anche sugli organi di stampa, ovviamente.

Nessun riferimento, nessuna proposta, nessuna  citazione  neanche rispetto a questa ulteriore situazione di sofferenza legata alla pandemia in ragione della loro lontananza dalle loro radici.

Nessuno di voi, senatori e onorevoli, ha sentito il bisogno e il dovere di metterci la faccia, la voce per richiamare l’attenzione del Parlamento e dei parlamentari sulle nostre  condizioni e sulle nostre necessità presenti e future.

Gli italiani all’estero, con la loro presenza invisibile e silenziosa, hanno paradossalmente espresso la fiducia al governo nascente.

Ore e ore di discussioni, scandite da rilievi, proposte, suggerimenti, rivendicazioni,  dove si è detto di tutto e anche il suo contrario, non sono state  sufficienti a offrire la possibilità di una minima considerazione o riflessione nei nostri confronti.

Avete sì espresso la fiducia attraverso i vostri partiti di riferimento o di appartenenza in Italia senza che essi abbiano tuttavia  né menzionato una vostra posizione personale al riguardo, né una qualsiasi considerazione attinente al vostro ruolo.

Non avete sentito il bisogno di esporvi o non vi è stato consentito di farlo? Ma avreste potuto farlo almeno delegando adeguatamente.

Non vi sembra che tutto ciò sia scandaloso?

Posso anche sbagliarmi, ma pur avendo seguito a lungo  il dibattito, non ho riscontrato niente al riguardo.

Una senatrice ha parlato in rappresentanza del MAIE ma la questione era incentrata soprattutto sulla minoranza  etnica e linguistica, niente nello specifico.  Sono tuttavia interessato, qualora ciò sia avvenuto, a conoscere gli eventuali riscontri nonché i loro  contenuti.

Si è parlato diffusamente d’immigrazione, ma niente a proposito dell’emigrazione e degli emigrati italiani . Così come si è parlato ovviamente dell’Italia, dell’Europa e di altri Paesi nel mondo, ma stranamente niente di questi italiani all’estero che li popolano.

Eppure noi italiani all’estero abbiano rivendicato e rivendichiamo il diritto alla rappresentanza con l’istituzione di appositi organismi all’estero, il diritto al voto per fare ascoltare la nostra voce, per avanzare le nostre proposte, per esprimere le nostre esigenze.

Tutto questo, come d’incanto,  è svanito nel corso delle due sedute del Parlamento italiano in questi ultimi giorni di dibattito dove, in silenzio, abbiamo espresso tacitamente e involontariamente il nostro consenso al governo Draghi a cui va il nostro più sentito e sincero “in bocca al lupo”.

Distinti saluti

Nello Passaro




Gentile dottor Schiavone…

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writing 1149962 1920Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile segretario dott. Schiavone,

mi pregio inviarLe in allegato, ancora una volta, la lettera di risposta all’on. Nissoli e la lettera inviata all’on. Merlo allo scopo di conoscere un Suo punto di vista in merito al loro contenuto che, di riflesso,  coinvolge la nostra condizione di cittadini italiani all’estero.

In particolar modo gradirei conoscere un Suo parere in merito al fatto che, a mio avviso, la nostra collettivita’ non sia stata adeguatamente e dignitosamente rappresentata nell’ambito del dibattito parlamentare tenutosi in occasione del recente conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio e che cio’ abbia palesato , per le varie  ragioni  da me elencate, anche agli occhi del Paese  una “incapacita’“ intrinseca alla nostra rappresentanza che condiziona il superamento delle condizioni attuali in cui ci lamentiamo di trovarci inducendoci a ritenere spesso  che le colpe e le responsabilita’ siano sempre riconducibili alla condotta degli altri o ad assumere una visione  fatalistica o strumentale di subordinazione per la quale siamo perennemente nell’affannosa ricerca  di nuove modalita’ e  formule di rappresentanza  senza aver forse mai sfruttato al meglio le potenzialita’ gia’ esistenti.

Un altro argomento su cui graderei un Suo parere ed un Suo appoggio, riguarda la questione IMU. Anche Lei crede che sia una tassa iniqua e ingiusta? Cosa si puo’ fare per cercare di risolverla, anche con il Suo appoggio nelle Sue vesti di segretario CGIE?

Ho cercato e cerco di dare visibilita’ a questo  mio modo di vedere, come in altre circostanze,  ma riscontro delle recenti difficolta’ da parte dalle stampa in emigrazione, come stranamente ad esempio da parte di italiachiamaitalia, pur nel rispetto della sua autonomia redazionale, a cui tuttavia rinnovo la preghiera di pubblicazione.

D’altro canto anche l’ostinata ricerca di un dialogo e di un confronto con i nostri rappresentanti eletti all’estero, fatta qualche debita eccezione, non ha sortito alcun effetto, trinceratisi  nel loro silenzio, lo stesso evidenziato anche nell’occasione parlamentare recente. La stessa sorte forse tocchera’ anche al mio recente tentativo operato nei confronti dell’ex sottosegretario on. Merlo.

Non penso che i nostri connazionali meritino di non essere ritenuti delle persone civili e trattati come tali dai loro rappresentanti o non essere confrontati con pareri o punti di vista “critici” o “fuori dal coro” espressi!

Grato di questa opportunita’, Le porgo i miei piu’ cordiali saluti.

Nello Passaro




Identità Italiana: Draghi dimostra completo disinteresse per gli italiani all’estero

logo idenbtità italiana

logo idenbtità italianaL’Associazione Culturale Identità Italiana, in una nota stampa diffusa in queste ore, stigmatizza l’operato de nuovo Governo Draghi nel cui esecutivo è totalmente assente la presenza dei rappresentanti degli italiani eletti all’estero.

“Sono stati nominati i  viceministri e i sottosegretari del nuovo governo Draghi –  si legge nel documento – Si nota l’assenza tra le nomine del Sottosegretario agli italiani nel mondo, così come  l’assenza completa nella compagine governativa di parlamentari eletti all’estero.

“Avevamo già notato come nei discorsi di presentazione del programma di governo alle Camere del Presidente Draghi fosse mancato completamente ogni accenno alle problematiche degli Italiani all’estero” dichiara l’Avvocato Aldo Rovito, Presidente dell’Associazione Culturale “Identità’ Italiana – Italiani all’Estero”- ma anche se davamo quasi  per scontato che il Presidente Draghi non avrebbe risposto alla nostra lettera con la quale richiamavamo la sua attenzione su alcuni problemi anche urgenti,  abbiamo dovuto registrare come anche nelle sue repliche agli intervenuti nel dibattito parlamentare, il nuovo presidente del Consiglio abbia completamente ignorato le sollecitudini provenienti da molti parlamentari eletti all’estero. Ora con l’evidenza  derivante dalle nomine appena effettuate, la delusione nostra e degli italiani all’estero e’ ancora più’ grande.  In ogni caso questo non ci farà’ deflettere dal nostro impegno per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, anche se adesso sappiamo che neanche su questo “Super”Governo si potrà fare gran conto.




L’On. Nissoli risponde a Nello Passaro

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ppCaro Signor Passaro,

faccio seguito alla telefonata per dirle che molto spesso l’amarezza, nonostante il continuo ed appassionato lavoro in favore delle nostre comunità all’estero, coglie anche me. Vorrei veder esaudite tutte le istanze. Auspico un pieno riconoscimento delle nostre richieste. Sogno una integrazione reale tra gli italiani residenti in Patria e quelli che, talvolta necessariamente, hanno deciso di vivere all’estero. Non è così. Le confermo. Potremmo passare ore a cercare d’individuare e indicare le responsabilità, con una analisi che terminerebbe per essere faziosa e di parte (non nel senso partitico del termine). Un solo fatto resta indiscutibile: la base del sistema democratico.

Il nostro sistema, infatti, si basa sulla rappresentatività e se già siamo pochi ora si immagini dopo la riforma costituzionale appena votata. Quindi – non che mi piaccia la situazione – dobbiamo adeguarci ai “pesi” che le rappresentanze hanno in seno alle Camere ed ai Governi. Questa analisi disincantata, mi creda, non significa una resa ma una indispensabile consapevolezza che consenta di agire nei modi opportuni e nella giusta direzione.

Sicuramente, al contempo, ogni eletto ha sensibilità diverse e interpreta a suo modo il mandato ricevuto e queste differenze le può osservare nel lavoro realizzato dai singoli e ben oltre la propaganda. Però, a ogni buon conto, io la invito a candidarsi e le auguro un buon risultato affinché possa comprendere, in prima persona, quale differenza passa fra poter criticare dall’esterno e dover combattere, ogni giorno, per ottenere, seppur minimi, risultati.

Per opportuna conoscenza, manderò anch’io ai giornali la mia risposta.

Cordialmente

 

On. Fucsia Nissoli Fitzgerald

Deputata al Parlamento Italiano

Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America




Cervelli in fuga? Mamma Italia non ci abbandonare

binetti

binettiSecondo i dati ‘Istat’, in questi ultimi 10 anni duecentocinquantamila italiani hanno lasciato La Patria. La fuga emigrativa ha causato una perdita tale da portare il Paese a diventare il secondo più anziano al mondo e il primo d’Europa e ha provocato ben 16 miliardi di euro di danno con il conseguente calo dell’ 1% del Pil (Il Sole 24 Ore).

Per ogni diplomato che fugge lo Stato perde 90.000 euro e la cifra aumenta se ad andarsene è un/a laureato/a o un/a ricercatore/ice accademico.

Dove si trova il governo in queste situazioni? Quando cancella nomi dal registro nazionale, cosa pensa? Perché non trattiene questa forza sul territorio nazionale? Com’è possibile pensare che è più facile partire?

Queste sono le domande di un Italiano fuggito all’estero.

Io, Leonardo Binetti (Scienziato e Ingegniere dei Materiali), sono uno di questi 250.000 ragazzi. Risiedo a Edimburgo (Regno Unito) dal 2015, dove sin da subito mi è stata offerta la possibilità di dimostrare chi fossi.

Lavoro come Docente Associato all’Università della stessa città e insegno Ingegneria dei Materiali alle classi della Specialistica e Matematica alla triennale; inoltre sto approfondendo la ricerca nel campo delle fibre ottiche, con l’obbiettivo di ridurre lo spreco dei materiali utilizzati nel settore della Biomedica.

Grazie a pubblicazioni scientifiche, progetti internazionali e premi scientifici mi sento di dire che sto contribuendo al progresso scientifico britannico. Ma nel “mio interiore” non provo pura soddisfazione poichè sento di non dare all’Italia ciò che merita ma.. voglio lottare affinché le cose cambino!

Sebbene sia lontano, ho compiuto un primo passettino verso “Mamma Italia” partendo dalla mia piccola comunità foggiana: ho voluto dedicarLe la vittoria del mio ultimo premio scientifico e ho voluto farlo attraverso un’intervista al ‘Fuori…traccia’, che non ha lasciato indifferenze. In molti, commossi, mi hanno contattato e io non posso che ringraziare per la forza che mi hanno trasmesso e per le porte che mi stanno aprendo. Alcune scuole Secondarie mi stanno dando l’opportunità di procedere, organizzando ‘lectio magistralis’ per affrontare le tematiche della ‘fuga dei cervelli’ e delle ‘risorse umane’.

Il mio obiettivo è agire per strati e vorrei farlo partendo dalla scuola: dobbiamo scongiurare l’emigrazione. Gli Italiani non devono partire, lasciando un vuoto permanente. Gli Italiani devono partire per avere la spinta per tornare! A questo fine, l’Italia dovrebbe migliorare e mantenere un solido rapporto con i propri emigrati. È cosi facendo che le “risorse” nate nel paese e maturate all’estero potranno contribuire ad una crescita dell’Italia stessa.

Detto questo, vorrei concludere con una breve riflessione.. Io sono sicuro che, se tutti questi cervelli potessero avere una possibilità in Italia, l’Italia stessa potrebbe divenire il paese migliore al mondo!

Leonardo Binetti




 Riconfermare Ricardo Merlo (MAIE) sottosegretario? NO, grazie!

foto articolo draghi merlo

foto articolo draghi merloIn questi giorni il Governo Draghi dovrà nominare tutti i sottosegretari, dovrà decidere chi dovrà occuparsi delle tante problematiche che in questi ultimi dieci anni di Governi di sinistra hanno visto gli emigrati italiani subire ogni sorta d’ingiustizia, dimenticandosi che il Made in Italy è stato portato al livello più alto, anche se non soprattutto grazie alle esportazioni per la maggior parte richieste dagli imprenditori italiani residenti all’estero.

Mario Draghi e tutti i partiti riflettano attentamente, nel dovuto rispetto verso i tanti milioni di italiani nel mondo, di cui solo una minima parte è iscritto AIRE, il Governo Draghi non commetta gli errori del Governo CONTE I e II!

Ricardo Merlo è stato il promotore dei “Responsabili”, prima chiamati “volta gabbana”, progetto poi fallito, ha tentato di riunire sotto il suo timone senatori provenienti da diversi partiti, non interessati prima di questo tentativo alla sorte degli italiani all’estero, una mossa per mettere sotto scacco il Parlamento italiano, fortunatamente progetto fallito per un confitto interno alla stessa maggioranza.

Fondatore del MAIE nel 2006, movimento che avrebbe la presunzione di difendere gli italiani all’estero in tutto il mondo, Ricardo Merlo ha per molti anni combattuto le decisioni prese dal PD, improvvisamente dimenticandosi quanto fatto e sostenuto prima, ci è andato a nozze, passando dal centrodestra al centrosinistra, appoggiando anche il M5S per anni contestato attraverso il sito che diffonde il suo, diciamo, “buon operato”, ancora tutto da dimostrare, in verità, nonostante la grande possibilità ricevuta in questa legislatura.

Sin dal 2006 aveva cercato coordinatori del suo movimento tra italiani residenti all’estero sia America sia in Europa, quasi tutti o la maggior parte di noi oggi dimissionari dell’incarico di coordinatori MAIE nei rispettivi luoghi di residenza.

Tanti coordinatori MAIE, dal Nord America all’Europa, lo hanno abbandonato, basta leggere gli articoli pubblicati in questi anni nel sito creato dal suo portavoce, per poter facilmente verificare l’onestà di quanto ho appena affermato.

Ricordo a tutti gli elettori all’estero che lo stesso attuale portavoce scrisse un articolo contro Ricardo Merlo, chi si somiglia si piglia? Lo decideranno alle prossime votazioni gli italiani all’estero con diritto di voto.

Perché sono in così tanti a essere andati via dal MAIE? Cosa pensano gli italiani nel mondo del suo precedente e attuale operato? Questa domanda dovrebbe essere posta direttamente al Senatore MAIE, prima di commettere un possibile, deludente, ricorrente, errore di valutazione.

Un rappresentante degli italiani all’estero, con una così grande ambizione verso la difesa dei diritti degli italiani nel mondo, avrebbe dovuto interrogare il Governo molto spesso, in modo instancabile, ma ciò non è accaduto, avrebbe dovuto essere presente in Parlamento tutti i giorni per riuscire a fare quanto promesso, peccato che quando era deputato, nella legislatura precedente a questa, è stato presente in Parlamento solo il 12,74%, circa sei mesi in cinque anni, come riportato dal sito ufficiale della Camera dei deputati.

Mario Draghi, uomo d’indiscussa capacità e intelligenza, dovrebbe riflettere molto bene prima di decidere a chi concedere l’onore e il privilegio di occuparsi degli italiani nel mondo e della importante emigrazione tricolore.

Un appello che proviene dalla ragionevolezza e non da alcun senso di rivalsa o vendetta che non fanno parte della mia personalità.

Presidente del MAIE Ricardo Merlo, percorso politico:

  • MISTO dal 3 maggio 2006 al 20 marzo 2009.
  • MISTO-LIBERAL DEMOCRATICI-MAIE dal 20 marzo 2009 al 14 settembre 2010.
  • UDC dal 14 settembre 2010 al 14 marzo 2013
  • MISTO-ALLEANZALIBERALPOPOLARE AUTONOMIE ALA-MAIE dal 21 marzo 2013 al 13 ottobre 2016
  • SCELTA CIVICA-ALA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE – MAIE dal 13 ottobre 2016
  • NOI CON L’ITALIA-SCELTA CIVICA PER L’ITALIA-MAIE 13 ottobre 2016 al 3 giugno 2018
  • MISTO membro dal 27 marzo 2018, PSI-MAIE dal 6 aprile 2018, PSI-MAIE.USEI fino al 3 giugno 2018
  • GOVERNO CONTE I Sottosegretario di Stato per gli affari esteri dal 13 giugno 2018 al 4 settembre 2019 con LEGA e M5S
  • GOVERNO CONTE II  Sottosegretario di Stato per gli affari esteri dal 13 settembre 2019 con PD e M5S.

Alquanto preoccupante la facilità con cui cambia alleati! Alquanto politicamente indeciso o opportunista? Questo lo dovranno comprendere gli elettori alle prossime votazioni politiche e votare di conseguenza.

Spero che questo appello alla coerenza e al rispetto della importante e gloriosa emigrazione italiana venga ascoltato per evitare che tra il dire ed il fare ci sia di mezzo il “MAIE”, considerando la larga maggioranza e la non indispensabile benché minima presenza in Parlamento del Movimento nato in Sud America.