Luigi Farina, webmaster gastronomico, ora anche in ICC Campania e il suo Brociolone palermitano

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typoramaOggi presentiamo Luigi Farina, digital creator, webmaster, fotografo ed esperto gastronomico, da poco nominato Responsabile della Comunicazione ICC, l’Italian Culinary Consortium, per la Regione Campania.                           Il nostro Luigi si racconta e ci dice: ‘’Sono nato il 6 Maggio 1952 a Palermo, la città dei colori, degli odori e dei sapori, e credo che le mie origini siano state determinanti per il mio avvicinamento al mondo della gastronomia, aiutato anche dalla mia innata curiosità, infatti, sin da piccolo, andavo alla ricerca del gelato più buono, dall’arancina più saporita o del panino con le panelle più fumante. In seguito il mio precedente lavoro mi ha portato a girare in lungo e in largo l’Italia, con la mia passione per la cucina sempre viva, che mi ha aiutato a costruire il mio bagaglio cultural-culinario, assaggiando tantissime prelibatezze regionali, un po’ in tutta Italia.

Nel 2001 ho deciso di cambiare vita e di lanciarmi nel mondo della gastronomia creando uno dei primi Blog ad essa dedicato, spaghettitaliani.com, che è oggi uno dei più conosciuti e visitati nel mondo della rete.

Nel 2006 abbiamo creato anche l’Associazione Spaghettitaliani, con tanta passione e voglia di scoprire ancora, andando sempre alla ricerca del bello e del buono, che abbiamo dovuto chiudere alla fine del 2019.

Per finire, mi piace tantissimo cucinare e sperimentare ai fornelli, anche se non mi reputo né un Cuoco, né tantomeno uno Chef, ma solo un ‘imbratta-pignate’. Tuttavia, quando capita di condividere questa mia passione con amici e conoscenti, ricevo sempre complimenti ed incoraggiamenti a continuare, non so se dettati da sincerità o solo per gentilezza. Per questo, infatti, mi hanno da sempre chiamato ‘il Cuochino’, non certo dovuto alla stazza, altrimenti dovevo sicuramente essere chiamato in altro modo.

Cosa dire di più: visitate spaghettitaliani, troverete al suo interno le vicende dei miei ultimi  20 anni e il racconto della mia vita,  sperando di poterne raccontare tanti altri ancora, seguendo sempre questa strada, nonostante tutto, costantemente alla ricerca del bello e del buono’’.

img 1367Ed ecco la ricetta del ‘’Brociolone’’ palermitano tipico della cucina del capoluogo siciliano che Luigi Farina dedica alla sua mamma  ricordando la sua infanzia. Tra l’altro è anche inserita nel libro “Una Ricetta al Giorno”.

*Attrezzatura

1 laccio da cucina per avvolgere il brociolone

*Ingredienti

1,2 kg fesa di vitello

6 uova

150 gr formaggio grattugiato

300 gr pangrattato

1 grossa cipolla

50 gr uvetta

30 gr pinoli

160 gr salame di Napoli tagliato a listarelle

160 gr caciocavallo in unica fetta

500 gr piselli

1 lt salsa di pomodoro

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

pepe q.b.

*Procedimento

Tagliate la carne in due parti uguali e battetele in modo da ottenere due larghe fette dalla forma rettangolare, facendo attenzione che non si strappi.

Preparate 3 uova sode e, dopo che si saranno raffreddate, dividetele a quarti.

Sbattete in una scodella le altre 3 uova e mettetele da parte.

Tagliate a bastoncini il caciocavallo e mettetelo da parte.

Grattate mezza cipolla e mettetela  a rosolare in qualche cucchiaio d’olio in una capiente padella. Appena sarà dorata aggiungete il pangrattato, l’uvetta e i pinoli e continuate a mescolare con un cucchiaio di legno a fuoco moderato, aggiungendo pian piano l’uovo sbattuto e facendo attenzione che non si formino grumi, fino ad ottenere un composto omogeneo. Togliete, quindi, il tutto dal fuoco e lasciate raffreddare.

Disponete la carne su una spianatoia e adagiate al centro di ogni fetta metà del composto precedentemente preparato, ponendolo al centro della fetta secondo la parte più lunga.

Formate degli incavi lungo tutta la lunghezza della carne e alternate  le listarelle di caciocavallo a quelle di salame, quindi aggiungete anche gli spicchi d’uovo sodo.

Chiudete la carne in modo che il composto interno non fuoriesca e legatela con dello spago da cucina.

Grattate la rimanente cipolla in un ampio tegame, che dovrà contenere i due brocioloni, e rosolatela in qualche cucchiaio d’olio.

Appena dorata aggiungete i due brocioloni e rosolateli bene da tutti i lati.

Aggiungete la salsa di pomodoro, diluendola con un po’ d’acqua, fino a coprire la carne. Portate il tutto ad ebollizione, quindi riducete la fiamma, coprite e lasciate cuocere a fuoco moderato, girando la carne di tanto in tanto.

Dopo mezz’ora di cottura aggiungete i piselli e continuate la cottura per altri 20-30 minuti, stando attenti a diluire la salsa con un po’ d’acqua calda se si sarà ristretta troppo.

A fine cottura tirate fuori la carne e lasciatela raffreddare (si consiglia di aspettare anche mezza giornata per farli ben rassodare internamente).

Poco prima di servire, togliete lo spago e tagliateli a fette.

Disponete le fette di brociolone su un piatto da portata, versandovi sopra ben calda la salsa con i piselli (avendo cura di averla ridotta a fuoco vivace). E buon appetito!

*Note

Il nostro Luigi Farina dedica questo piatto alla sua mamma.

Questa ricetta, tipica di Palermo, veniva e viene preparata per il pranzo della domenica.

Pensando al brociolone i suoi ricordi tornano indietro nel tempo a quando era bambino e osservava la sua mamma mentre preparava con amore e passione questo piatto, con tanta cura e precisione, non tralasciando nessun particolare sin dalla scelta della fetta di carne che doveva avere uno spessore preciso e non doveva avere nessuna fessura per evitare che il ripieno potesse uscire.

Come tutte le mamme cercava poi di accontentare tutti ed era prassi che ne preparasse due, come nella foto, uno con l’uovo sodo al suo interno e l’altro con l’uovo sbattuto e amalgamato al resto del ripieno.

Il momento che aspettava con ansia era quando, dopo la cottura, e dopo averlo raffreddato ed eliminato il filo di cotone che lo avvolgeva, veniva il momento del taglio delle fette, infatti il primo taglio liberava il “cozzitello” di carne che doveva essere suo e in un boccone lo “divorava” con passione con sua madre che, soddisfatta, gli chiedeva se era buono.