Maridalia Hernández, una meravigliosa artista con una voce straordinaria!

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Maridalia Hernández 3Ci sono artisti che ricevono gli applausi dal pubblico e che rimangono tra i preferiti per un certo periodo, che puó  essere breve o lungo, e che possono anche avere qualità accettabili o eccezionali. Ma ci sono alcuni, pochissimi, che non solo ottengono il favore della gente e possiedono qualitá straordinarie, ma che aderiscono all’anima di diverse generazioni di ammiratori che professano amore, rispetto e ammirazione per loro.

Il canto, quando è limitato all’interpretazione delle canzoni, può essere eseguito da chiunque sia intonato e abbia la nozione del ritmo, ma cantare e penetrare nei cuori fino a farli esplodere di emozione, non è da chiunque si trovi di fronte a un microfono, con o senza accompagnamento musicale. Questo è per le persone di grande talento come la nostra Maridalia Hernández.

Fondatrice, insieme a Juan Luis Guerra, Mariela Mercado e Roger Zayas Bazán, del pluripremiato gruppo 4-40, di cui fece parte tra il 1983 e il 1988, interprete della canzone “Para quererte”, con testi di José Antonio Rodríguez e musica del maestro Manuel Tejada, vincittrice del primo premio Festival di Viña del Mar, in Cile, nel 1986, anno in cui le furono assegnati anche il premio El Dorado e El Soberano (quest’ultimo, il più alto riconoscimento degli allora premi Cassandra), mentre nel 1989 ha interpretato con la sua voce potente e dolce la canzone “Te ofrezco”, di Juan Luis Guerra, meritandosi il terzo posto al Festival dell’Organizzazione della Televisione Iberoamericana (OTI). Questi sono solo alcuni dei premi accumulati da questa artista stupenda e carismatica.

Molto è stato scritto sulla sua brillante carriera musicale, motivo per cui ho accettato la sfida di scrivere per metterla in rilievo anche in un’altra dimensione, come merita la proprietaria di una voce e di un talento così peculiari.

Nata il 19 agosto 1959 a Santo Domingo, il suo nome ufficiale è María Idalia Hernández Morel ed è la primogenita della coppia formata dall’ingegnere e architetto della capitale Julio Alejandro Hernández Santelises (1927-2019) e dalla signora di Santiago Matilde Josefina Morel Franco. Anche il suo unico fratello, José Julio Hernández Morel, di quattro anni più giovane, ha talento artistico, ma ha preferito proseguire la sua carriera come ingegnere industriale.

L’eredità musicale di Maridalia è legata alle fertili radici di suo nonno, il maestro Julio Alberto Hernández (1900-1999), pianista, compositore e orchestratore, gloria della musica dominicana, ma anche di suo padre, che ha studiato pianoforte per circa dieci anni con il maestro Vicente Grisolía. Nel ramo materno non ci sono musicisti professionisti, sebbene quasi tutti abbiano talento artistico.

“La musica proviene da entrambi i rami del mio DNA: dalla parte di mio padre, pianista classico. Fin da piccolina vissi in un ambiente assolutamente musicale, sentivo mio padre suonare le opere classiche dai grandi maestri e mia madre cantare. Davvero da chi ho ereditato la mia voce e il mio stare in scena è da mia madre, che sarebbe stata un’artista davvero straordinaria se si fosse dedicata al canto”, racconta, incorniciando le sue parole con il suo eterno sorriso di ragazza birichina.

Il suo legame con la musica è iniziato fin dall’infanzia, a Santiago, prendendo lezioni di Iniziazione Musicale, con l’insegnante Dominica Eloy, che impartiva lezioni a casa sua a un piccolo gruppo di studenti. Dopo essersi trasferito in un altro settore di Santiago, Don Julio Alejandro ingaggió, per sua figlia, una insegnante privata di pianoforte e teoria musicale. Questa volta l’insegnamento musicale fu affidato alla signora Olga Acosta de Ferreira, alla quale la famosa artista é legata da immenso affetto e racconta che l´anno scorso ebbe con lei un incontro molto emozionante, meravigliandosi del fatto che, nonostante le sue 98 primavere, la sua insegnante mantenga la sua lucidità e il suo animo.

Più tardi, fu stata formalmente iscritta al liceo musicale José Ovidio García, nella città di Santiago, dove ha studiato il livello elementare della musica e una sezione dell’intermedio, assimilando gli insegnamenti di Doña Dulce de Guzmán, del piano elementare; Gerarina Rodríguez, di armonia; Reinaldo Jorge, della teoria musicale elementare; Don Apolinar Bueno, teoria musicale avanzata e coro … Durante il livello intermedio del piano ricevette l’orientamento dell’insegnante Aylín Pichardo.

Alla fine del grado intermedio, si trasferí nella capitale dominicana dove si iscrisse all’Accademia Dominicana di Musica, studiando pianoforte ad un livello superiore con l’insegnante Milagros Beras, Estetica e Cultura Musicale con Edith Hernández de Windt e successivamente Vocal Ensemble, Storia della Musica, Analisi Musicale e Analisi di Forme Musicali con la signora Margarita Luna. Contemporaneamente, si iscrisse al Conservatorio Nazionale di Musica, dove fece studi complementari di violoncello, con il professor Francois Bauhaud, e canto lirico con Ivonne Haza, che ricorda con sincero affetto.

Dá valore al fatto che tutta la musica che ha ascoltato in gioventù abbia contribuito alla sua educazione generale e, quando ha iniziato formalmente a cantare, le é stato di grande auto l’essere cresciuta con il nonno paterno e di averla frequentato cantautori come Claudio Cohén e Luis Días, che afferma le hanno insegnato abbastanza, apprendendo da loro del nostro folklore, e Juan Luis Guerra. “Ho avuto la fortuna di vivere in un momento molto produttivo e molto speciale, generacionalmente parlando, della musica dominicana”, dice, con quel tono che è così tipico delle persone riconoscenti ed umili, come lei.

Ricorda che sin da bambina ascoltava tutti i generi musicali (classica, jazz, popolare, folk …) e che il nonno paterno, il maestro Julio Alberto Hernández, era una fonte di saggezza che la riempí di conoscenze, perché tutti i suoi nipoti erano soliti stare attorno da lui e al suo pianoforte. “La passione che ho messo in quegli anni giovanili è stata una cosa tremenda e, ovviamente, mi ha permesso di avere una visione molto ampia della musica, dell’arte e della cultura in generale e ha dato alla mia carriera una dimensione molto più profonda e più ampia in ogni senso”, ha ricordato.

“Mi sono diplomata al livello superiore di pianoforte all’Accademia Dominicana di Musica, con la mia amatissima insegnante e amica la professoressa Milagros Beras, ma in realtà fu mio padre a proiettarmi come professionista della musica classica e, per meglio dire, come concertista di pianoforte classico. Ma la vita aveva altri piani per me, perché proprio quando lui aveva già pagato la mia iscrizione al Conservatorio di Vienna per accedere al Master di pianoforte classico, la mia vita prese una svolta drastica nel 1981 con lo spettacolo “Sonido por una imagen”, al Teatro Nacional, produzione del maestro Luis José Mella. Lì ho iniziato a cantare e tutti quei piani di pianista classico sono andati in pezzi dopo aver iniziato questa carriera di cantante popolare”, ha rivelato.

Quando parla dei suoi primi passi nel canto, è importante sottolineare che la sua prima esperienza è stata con il Coro Nazionale, dove ha avuto l’opportunità di essere solista, mezzosoprano e istruttore di sopranI. Definisce la sua partecipazione al coro piacevole e arricchente, nonché uno straordinario allenamento uditivo. Ha aggiunto che l’esperienza corale è continuata quando si è avventurata nei jingles, considerandoli un prezioso addestramento “perché gli spot pubblicitari si imparano proprio al momento della registrazione, non ti danno una partitura da leggere per arrivare in studio giá preparata, ma proprio lì devi impegnarti a fondo per registrare ciò che ti viene chiesto e farlo bene, in base alle esigenze del cliente e del produttore”.

Considera molto importante per un cantante ai suoi inizi il partecipare alla registrazione di jingles (che è lo spot che viene regolarmente realizzato per la radio e / o la televisione e che viene cantato interamente o in parte) perché è “una formazione uditiva straordinaria e anche della ottimizzazione del tempo durante la registrazione in studio, l’attenzione è diversa e in termini stilistici il cantante di jingles richiede un po’ di spersonalizzazione; bisogna amalgamarsi con i colleghi, la caratteristica che ti identifica come solista non può emergere perché non è ciò che è richiesto; quello che si sta cercando è un suono neutro e richiede una certa abilità; non tutti possono farlo. Quindi vi sono stati alcuni anni in cui ho avuto anche alcune presenze importanti in diversi jingle, anche come solista”.

Ha espresso che i gruppi di jingleros si stanno rinnovando, coprendo i gusti di ogni generazione e che la sua è stato quella arrivata dopo Cecilia García, El Chino Joa, Adalgisa Pantaleón e altri colleghi (sebbene arrivaronoa coincidere). “Mi é tocata quella di Manuel Tejada, Juan Luis Guerra, Alex Mansilla, Carolina Hernández, la stessa Ada… E così ci sono jingleros in ogni fase”, ha detto con la certezza che la sua capacità e l’esperienza le forniscono.

Come fatto curioso, va notato che la prima registrazione a cui ha partecipato è stata con suo nonno paterno, don Julio Alberto Hernández, che ha prodotto un album di canzoni per bambini, dove ha riunito tutti i suoi nipoti. Quell’album musicale, registrato nello studio Radio Televisión Dominicana, contiene “En viniendo mamá”, la prima canzone che Maridalia ha registrato, quando era ancora una bambina.

È incredibile il cambiamento che si è verificato nello stato d’animo di Maridalia da quello spettacolo in cui ha cantato per la prima volta davanti a un pubblico che l’ha applaudita e si può dire che da quella notte l’ha battezzata come la grande cantante che poi è stata. Abbiamo perso una talentuosa pianista, ma abbiamo guadagnato un cantante la cui bella voce è un vero dono per l’anima.

“I miei studi di piano erano formali e sono riuscita a completare il livello superiore, ma dopo aver iniziato a cantare non ho mai più suonato veramente. Direi che è stato un grande errore che ho fatto perché non avevo bisogno di smettere di suonare, almeno per me stessa. Gli studi di uno strumento classico richiedono una pratica quotidiana di molte ore, altrimenti perdi tecnica, abilità e fluidità (che è successo a me)”, ha detto, emettendo un sospiro che oscillava tra lo scoraggiamento e la tristezza.

Ma ha detto ancor di più, perché la folla che ha voluto vederla suonare il piano mentre canta, è stata lasciata “con l’amaro in bocca” perché Maridalia non è mai salita sul palco per sedersi di fronte al piano e premere i suoi tasti allo scopo di interpretare qualsiasi canzone. .

“La gente impazzisce per vedermi cantare e accompagnarmi da sola al piano, ma cosa succede? Fin da piccola diventavo molto nervosa: quando le lezioni finivano e poi arrivava il recital formale di fine ciclo e dovevi suonare in pubblico, ero così tanto nervosa che iniziavo il brano e mi fermavo. Penso che nessuno mi abbia corretto in quelle occasioni e che quel trauma mi sia rimasto, quindi non suono il piano in pubblico per quel motivo, perché ho davvero avuto un trauma molto forte e non l’ho mai superato”, ha rivelato.

Ha ricordato che il gruppo 4-40 in origine era un quartetto di voci miste, in cui non c’era alcuna leadership da partedi nessuno dei cantanti, cosa è cambiata quando lo stile del merengue tradizionale si é unito al jazz e si è trasformato in merengue ballabile, dove prevale la voce di un solista, mentre un coro risponde. Con il concetto sviluppato nella produzione “Mudanza y acarreo” tutti hanno iniziato ad avere una partecipazione che ha permesso a ciascuno di loro di svolgere un ruolo di primo piano.

Come corista ha registrato nelle prime tre produzioni del gruppo 4-40, dove vi sono canzoni come “Feliciana”, “Por eso ahora”, “Vivo enamorao”, “Santiago en coche”, “Si tú te vas”, “Elena”, “Ella dice”, “Guavaberry”, “Tu”, “Amigos”, “Non me acostumbro”, “Ay mujer”, “Me enamoro de ella”, “Amor de conuco” … Ha anche registrato coro per produzioni di altri colleghi, come Lope Balaguer, Taty Salas, Adalgisa Pantaleón e molti altri.

“Gli anni dei 4-40 anni furono quelli di maggiore allegria e grande spontaneità; eravamo quattro fratelli che realizzavano un progetto che non ci rendevamo conto che sarebbe stato così importante per la storia musicale del nostro Paese e penso che sia stata la cosa più bella di quegli anni. Siamo in costante contatto. È stata un’esperienza indimenticabile e quello che abbiamo seminato a livello nazionale e internazionale è stato importantissimo”, ha affermato Maridalia, che nel 1998 ha rafforzato la sua già solida formazione artistica studiando teatro musicale al Collaborative Arts Project presso la New York University.

Oltre che ai 4-40, ha partecipato nei gruppi 4 + 1 gruppi (nella produzione “Sobre la grama”), Friends e altri che al momento non ricordava.

Parlare con Maridalia Hernández, la stelladel canto, la pianista che curiosamente ancora si nasconde, la madre, la produttrice musicale, l’autore e il laureato virtuale è davvero un’esperienza arricchente. Con lei impari sempre e, ancora di più, si gode della chiacchierata.

Non si considera una compositrice, anche se ha capacità in eccesso per esserlo, ed è qualcosa di sorprendente, in quanto è autrice dei testi di diverse canzoni che ha registrato, tra cui “Suntan”, una composizione strumentale del maestro Michael Camilo e che Maridalia ha registrato nel 1985, con un arrangiamento musicale del maestro Jorge Taveras, con la partecipazione di Juan Luis Guerra alla chitarra e Wellington Valenzuela alla batteria, tra gli altri talentuosi strumentisti dominicani.

“Guarda che cosa più strana: sono una musicista e non ho mai osato comporre nulla perché ho trovato tanta musica così buona che mi dico che “non entrerò in una camicia a undici canne”. Tuttavia, ho realizzato testi, quelli di “Suntan”, che la gente ha chiamato “Caribe”, sono i miei, e alcuni altri adattamenti che ho fatto dall’inglese o dal portoghese allo spagnolo, e canzoni come “Santiago en coche” e “Vivo enamorao”, cui ho adattato alcuni testi”, ha affermato.

Riferendosi alla sua carriera da solista, sottolinea che, al di là degli ostacoli di un mercato così limitato perché i solisti possano svilupparsi correttamente, ritiene di essere stata benedetta nel suo Paese perché si sente amata e molto rispettata; a tutto ciò dobbiamo aggiungere che la sua riconosciuta qualità e i suoi indiscutibili risultati supportano le sue parole, ma senza lei smettere di esprimerle con suprema umiltà.

“Questi punti luminosi sono stati molti: i festival della OTI e di Viña del Mar, le mie produzioni nel Teatro Nazionale, che sono state spettacolari, ad opera di talenti come Guillermo Cordero, Chiqui Haddad e Jean Luis Jorge; concerti con la Orchestra Sinfonica Nazionale (tra cui “Amorosa”); i due più recenti che ho fatto in Plaza de España, con il tutto esaurito; collaborazioni con artisti come Armando Manzanero, Celia Cruz, Pablo Milanés, Silvio Rodríguez (con cui ho condiviso il palco a Parigi, in Francia, davanti a piú di diecimila persone), Camilo Sesto, Michael Camilo, Gilberto Santa Rosa, Andrea Bocelli, Alberto Cortez e Iván Lins; sono state la spalla di Mercedes Sosa, Paco de Lucía, Chick Corea (ad Altos de Chavón) … Sono stati momenti d’oro”, ha ricordato.

Altri riconoscimenti nella carriera meritoria di questa artista unica sono: la cantante donna piú riconosciuta al Premio ACE, a New York (1994); la partecipazione a “Un Solo Pueblo”, uno speciale per la televisione realizzato dal Banco Popular de Puerto Rico (1995) e la proclamazione di sabato 23 febbraio 2002 il giorno di Maridalia Hernández, un onore concessogli dall’allora sindaco della contea di Miami-Dade Alex Penelas e nel 2009 fu selezionata come voce e immagine della campagna DirecTV diretta alla comunità latina con sede negli Stati Uniti.

Afferma che nel profondo della sua anima alberga una produttrice musicale, riconoscendo che questo ruolo non è molto facile da mettere in pratica, perché i produttori e gli arrangiatori di solito non condividono i loro crediti, nonostante capisca di avere buoni qualitá per questo e possiamo verificarlo nel suo album “Libre”, che ha registrato nel 2009 e di cui è stata anche produttrice esecutiva.

Oltre a quelli già menzionati, la voce di Maridalia può essere ricordata nei suoi successi  “Quien no sabe de amor no sabe nada”, “Desde lejos”, ”Amantes secretos”, “La noche”, “Condenada a la distancia”, “Libre”, “Nuestro amor”, “Qué te pedí”, “Culpable de amarte” e nella sua recente collaborazione con Milly Quezada e Fefita La Grande: “La pimienta es la que pica”.

Ma non tutto è stato roseo nella carriera di Maridalia. Lei, come tutti gli altri, ha anche affrontato avversità, incontrato ostacoli, trovato spine e pietre sulla sua strada … È come se ci fosse una legge invisibile che spinge nella direzione opposta, un disegno fatidico che ha posto dispositivi esplosivi sulla strada per ostacolare il successo di un talento.

“Ho subito centinaia di delusioni, ma la musica, la vocazione e la capacità di perdono sono più forti di questo; se uno si blocca sulle delusioni, non cresce. Penso che il più grande problema nella mia carriera sia noto, è stato la mia lite con Karen Records, grazie a Dio superata molti anni fa, che se non ci fosse stata, sarei volata molto in alto a livello internazionale” ha riflettuto.

Maridalia ha avuto un solo legame matrimoniale, con il leader politico Félix Jiménez, il popolare Felucho, con il quale ha procreato sua figlia Camila.

“Il dono più bello che mi é rimasto del mio matrimonio con Felucho è stata questa benedizione chiamata Camila Jiménez Hernández, senza la quale non saprei come sarebbe la mia vita oggi, perché è la mia decisione più importanter, è la mia più grande motivazione, è una ragazza di una straordinaria dolcezza e allo stesso tempo di carattere deciso. Penso che abbia tirato fuori il meglio da entrambi i genitori: la visione esecutiva e proattiva di suo padre, la sensibilità dalla mia parte. Mia figlia ha un equilibrio straordinario, Dio me la benedica”, ha espresso con la dolcezza della madre esemplare che è stata.

Nipoti non ne ha ancora, ma vuole averne molti e li attende con le braccia eil cuore aperti aperti, poiché Camila ha sposato il peruviano Daniel Pérez nei primi cinque anni del 2019 e la giovane coppia ha stabilito la residenza negli Stati Uniti.

“Camila è nata con un grande talento musicale, le sarebbe piaciuto continuare a studiare il piano e la chitarra, ma poi siamo andati a vivere per un po´ negli Stati Uniti e quel progetto si é fermato lì, ma ha un gusto squisito e una grande sensibilità musicale. Penso che in qualche modo Camila sia cresciuta proprio in quei dieci anni in cui io ho avuto quella disputa giudiziaria. Mi ha visto soffrire così tanto e adesso che è arrivata ad avere una certa maturità e giudizio penso che direbbe: non me ne andrò da qui neppure da morta! Forse questo ha influito”, ha dichiarato.

Alla domanda se ha mai fatto qualche arrangiamento musicale, ha risposto di sì, perché ora che sta finendo la sua Laurea in Musica Contemporanea, studiando con un gruppo di professionisti presso l’Università Nazionale Pedro Henríquez Ureña (UNPHU), ha dovuto farne alcuni come parte del piano di studi delle materie Arrangiamenti I, II, III e IV.

“È stata un’esperienza meravigliosa. Io, che ho sempre ammirato e venerato i buoni arrangiatori, ora li venero molto di più, sapendo quanto sia complesso e delicato quel compito. Almeno, da studente, sono stato in grado di dare una sbirciatina a ciò che è la professione di arrangiatore musicale e spero di poter fare di tanto in tanto anche io qualche arrangiamento, ma non mi considererei mai una professionista in questa area, perché, ripeto, che lavoro cosí complesso! per farlo è necessaria la vera conoscenza della musica. Non so come ci siano così tante persone che si definiscono arrangiatori professionisti senza esserlo, perché, lo ribadisco, è un lavoro immenso!”, ha espresso.

Maridalia Hernández è un’interprete che non ha paura di cantare alcun genere ed è per questo che riesce nei ritmi più vari che ha incluso nelle sue produzioni musicali e spettacoli. È quella che viene chiamata con assoluta giustizia una cantante completa.

“Sono felice e concludo con orgoglio la Laurea in Musica Contemporanea, presso La UNPHU, insieme ad altri colleghi come Manuel Tejada, Janina Rosado, Alfio Lora, Amaury Sánchez, Álvaro Dinzey, Luichy Guzmán, Marian De Soto, Sandy Gabriel, Luis Ruiz, Héctor Payán … Un gruppo di colleghi straordinari e cari amici. Sono stati quattro anni molto produttivi per tutti, un’esperienza per me molto nutriente in termini artistici. Siamo cresciuti molto come professionisti grazie alle conoscenze che abbiamo acquisito e quest’anno speriamo di laurearci ”, ha commentato.

In tempi recenti ha rappresentato ufficialmente il suo Paese in occasione di fiere e festival musicali internazionali legati al settore turistico, una piattaforma nella quale si è esibita a Rio de Janeiro (Brasile), Roatán (Honduras), Washington DC e New York (Stati Uniti), Berlino (Germania) e altre città.

Terminando l’intervista, gli è stato chiesto cosa deve ancora fare, musicalmente parlando, e ha risposto: “Sto iniciando solo adesso! Ho una serie di progetti che in questa congiuntura non so come riusciremo a realizzare, ma capisco che Dio c’è e ha uno scopo speciale per tutti e che ci sta inviando questo tutorial per renderci persone migliori”.

Questa è Maridalia Hernández, un’artista straordinaria, proprietaria di una voce potente e dolce, di quelle che vorremmo avere nell’anima per cullarci per sempre.