Mattarella a Rio de Janeiro

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presidenza della repubblica visita di stato in brasile mattarella a rio de janeiro. lintervento al cebri immagine13“Il  150° anniversario dell’inizio della migrazione italiana in Brasile rappresenta un momento significativo nel rapporto tra i nostri Paesi e sollecita a riflettere sulla indivisibilità dei destini umani, ricordando questa pagina che ha segnato la nostra identità e la nostra storia recente. Una esperienza di cui siamo chiamati a far tesoro  unitamente ai nostri partner europei, nell’affrontare a nostra volta la sfida dell’accoglienza che l’attuale fenomeno migratorio pone alle nostre società”

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

RIO DE JANEIRO – Quarta tappa della Visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Brasile. Dopo Brasilia, Porto Alegre e San Paolo, il Capo dello Stato è a Rio de Janeiro. “Ogni tappa esprime un profilo differente dell’identità profonda di questo Paese di dimensioni continentali. ‘Gigante per la tua stessa natura’, come recita il vostro inno nazionale. Le relazioni d’amicizia che intratteniamo con il Brasile rappresentano un patrimonio condiviso, alimentato dal contributo di oltre ottocentomila italiani qui residenti e dalla più ampia comunità al mondo di italo-discendenti. Questi hanno svolto un ruolo attivo nel costruire il Brasile di oggi, il suo sviluppo e la sua prosperità” . Così Presidente Mattarella in un passaggio del suo intervento – dal titolo: “Un dialogo inclusivo per uno scenario internazionale in evoluzione. Partenariati e prospettive al livello bilaterale, regionale e globale” – tenuto al Centro Brasiliano per le Relazioni Internazionali (CEBRI), prestigioso centro-studi dell’America Latina. “Siamo grati al Parlamento brasiliano- ha continuato –  per aver istituito la data del 21 febbraio come “Giornata del migrante italiano”, in ricordo dello sbarco a Vitória nel 1874 di un centinaio di italiani partiti da Genova a bordo del vapore “La Sofia”. Portavano con sé pochi beni ma li spingeva l’aspirazione di voler prendere parte all’impresa di plasmare un Paese, disposti a integrarsi, e recavano la determinazione a raggiungere, con il proprio lavoro, una vita migliore. Questa terra generosa ha offerto loro accoglienza e opportunità e questo alimenta la riconoscenza da parte dell’Italia” ha aggiunto il Capo dello Stato, rimarcando che “il  150° anniversario dell’inizio della migrazione italiana in Brasile rappresenta un momento significativo nel rapporto tra i nostri Paesi e sollecita a riflettere sulla indivisibilità dei destini umani, ricordando questa pagina che ha segnato la nostra identità e la nostra storia recente. Una esperienza – ha detto –  di cui siamo chiamati a far tesoro -, unitamente ai nostri partner europei, nell’affrontare a nostra volta la sfida dell’accoglienza che l’attuale fenomeno migratorio pone alle nostre società” . Mattarella ha ricordato che la sua visita di Stato (a 24 anni di distanza da quella del Presidente Carlo Azeglio Ciampi), avviene “in un anno speciale, nel quale ai nostri Paesi sono affidate particolari responsabilità”: nel 2024 infatti il Brasile è chiamato a guidare il G20, mentre l’Italia presiede il G7. “Si tratta di fori intergovernativi che forniscono l’occasione di proficui scambi di vedute su tematiche fondamentali per il nostro pianeta, per la elaborazione di piattaforme che uniscano”. Il Presidente ha richiamato l’attenzione sull’ “obiettivo della Presidenza italiana in difesa del multilateralismo e di un ordine internazionale basato sulle regole e sui principi della Carta delle Nazioni Unite, a tutela di ciascun membro della Comunità internazionale, a prescindere dal suo peso demografico, a prescindere dalle sue dotazioni militari, a prescindere dal suo livello di sviluppo.  E ha evidenziato che nei colloqui avuti a Brasilia con il Presidente Lula, “ho avuto modo di apprezzare i lineamenti e le priorità che il Brasile si è dato nell’impostare la presidenza G20. Porre l’accento sull’inclusione sociale, sulla lotta alla povertà e alla fame, sullo sviluppo sostenibile, sulla transizione energetica, sull’esigenza di un’equa tassazione di attività economiche che generano immensi profitti, sulla riforma della governance mondiale è prova tangibile – ammesso che ve ne fosse necessario cercarne una nuova – della portata globale della politica estera del Brasile”. “Le aree di crisi nel mondo sono oggi numerose. Le cause dell’instabilità sono profonde” ha poi osservato il Capo dello Stato, che si è soffermato sulla guerra in Ucraina e sulla crisi in Medioriente e ha avvertito che “soltanto soluzioni politiche, processi di pace inclusivi, una strategia di prevenzione dei conflitti e una rinnovata fiducia nel multilateralismo e nelle Nazioni Unite possono offrire possibilità concrete di edificare un orizzonte di ritrovata pace, di ricostruzione, di crescita sociale ed economica”. “Dobbiamo coltivare la speranza che un 2024, caratterizzato dalle Presidenze brasiliana e italiana del G20 e del G7, possa rappresentare per noi, popoli dell’Europa e dell’America Latina, nonché per i cittadini di un mondo sempre più interconnesso, un nuovo punto di partenza” ha poi detto Mattarella,  che ha ricordato anche come a Roma si stia già lavorando all’organizzazione della XII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi nel 2025, “un momento ulteriore di dialogo nonché di sintesi delle relazioni tra i nostri Paesi”.  “Sappiamo di poter contare sul contributo del Brasile in termini di contenuti e di partecipazione, per dare alla Conferenza esiti importanti”, ha aggiunto Mattarella . “Ancor più che un passato intenso, Brasile e Italia condividono un presente fatto di sensibilità e interessi convergenti, e condividono l’aspirazione a un futuro, per il mondo, di benessere, pace e libertà. Considerate l’Italia al vostro fianco lungo questo cammino”, ha concluso il Capo dello Stato.  (Inform)