Mattarella istituisce la Giornata del Riciclo: ma in Italia già si ricicla tutto, anche il pranzo di ieri!

Mattarella promulga la Giornata nazionale del riciclo della carta e invita a frenare la proliferazione delle giornate celebrative. Ma nelle case italiane c’è un riciclo quotidiano che non ha bisogno di leggi: quello del cibo avanzato, trasformato in una seconda cena per risparmiare sulla spesa.

In Italia ormai c’è una giornata nazionale per celebrare quasi tutto. L’ultima arrivata è la Giornata nazionale del riciclo della carta, istituita per promuovere il risparmio delle risorse e la riduzione degli sprechi. Il presidente Sergio Mattarella ha promulgato la legge il 15 ottobre, ma nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato ha anche lanciato un avvertimento: le giornate celebrative sono diventate 51, troppe per pretendere che scuole e istituzioni riescano a dedicarvi tutte la dovuta attenzione.
E mentre la politica discute di carta, celebrazioni e calendari istituzionali, nelle cucine degli italiani si pratica da sempre un’altra forma di riciclo. Non ha bisogno di una legge, di un comitato organizzatore o di una cerimonia ufficiale: basta aprire il frigorifero.
Il riciclo più antico d’Italia? La cucina di casa
Il pollo arrosto della domenica diventa il condimento della pasta del lunedì. Il risotto avanzato si trasforma in polpette o supplì. Le verdure rimaste nel piatto finiscono in una frittata, mentre il pane raffermo diventa bruschetta, pangrattato o ingrediente per una zuppa.
Altro che economia circolare: questa è economia domestica, spesso tramandata da nonne e mamme che sapevano bene quanto costasse riempire la dispensa.
Ma oggi, con il costo della spesa che pesa sui bilanci familiari, viene spontanea una domanda: quante famiglie riutilizzano gli avanzi per necessità, e quante invece lo fanno semplicemente perché buttare il cibo è uno spreco?
Non è la stessa cosa. C’è chi recupera con fantasia ciò che rimane dopo un pranzo abbondante e chi, invece, deve fare i conti con ogni euro, cercando di far bastare una spesa per più giorni.
Dal frigorifero al portafoglio
Il riciclo alimentare può essere una buona abitudine: riduce gli sprechi e permette di risparmiare. Naturalmente, il cibo deve essere conservato correttamente e consumato in sicurezza. Ma trasformare gli avanzi in un nuovo piatto non è certo una scoperta dei nostri tempi.
La vera novità è che una pratica nata dalla saggezza domestica rischia di diventare, per alcune famiglie, una necessità economica. E allora la battuta lascia spazio a una riflessione meno allegra: se il pranzo di ieri deve diventare obbligatoriamente la cena di oggi, forse il problema non è soltanto come ricicliamo, ma quanto costa vivere.
Aspettiamo la Giornata nazionale degli avanzi?
Visto il proliferare delle ricorrenze ufficiali, potremmo proporre anche una Giornata nazionale del riciclo alimentare casalingo. Si potrebbe celebrarla con un concorso: chi riesce a preparare il maggior numero di piatti diversi con gli avanzi della settimana?
La nonna che trasformava tutto in una nuova pietanza partirebbe favorita. E forse vincerebbe anche senza bisogno di un finanziamento pubblico.
Scherzi a parte, ridurre gli sprechi è una buona cosa, sulla carta come in cucina. Ma sarebbe interessante conoscere quanti italiani riescono davvero a risparmiare recuperando il cibo e quanti sono costretti a farlo perché il bilancio familiare non consente alternative.
Perché il riciclo della carta può aspettare una giornata nazionale. Quello del pranzo, invece, in molte case si decide ogni sera davanti al frigorifero.