Meloni: “Al Consiglio Europeo la situazione del Venezuela dove vivono moltissimi discendenti italiani”

Nell’Aula del Senato si sono tenute le comunicazioni del Premier Meloni in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Il Premier ha aperto il suo discorso con una riflessione sulla partecipazione del Ministro Raffaele Fitto al nuovo esecutivo europeo. “Si tratta di un notevole miglioramento per la nostra Nazione, rispetto alla composizione della Commissione uscente”, ha rilevato Meloni che vede in questo senso una ritrovata centralità dell’Italia in ambito europeo. “Significa che, a differenza di quello che vorrebbero alcuni, in Europa la forza degli Stati membri viene ancora prima di quella delle presunte maggioranze politiche, com’è giusto e normale che sia”, ha continuato il Presidente del Consiglio parlando di un obiettivo da raggiungere quanto prima per consentire alla nuova Commissione di essere pienamente funzionante dal 1° dicembre. “Non mancheranno le occasioni per dividerci nel corso di questa legislatura europea su tanti temi su cui le diverse forze politiche hanno opinioni spesso radicalmente diverse, ma credo che di fronte all’affermazione dell’interesse nazionale abbiamo il dovere di essere uniti”, ha aggiunto Meloni ricordando che quelle attribuite a Raffaele Fitto sono deleghe di primissimo ordine. “La delega sulla coesione vale nel complesso circa 378 miliardi di euro, di cui circa 43 per l’Italia, su un bilancio complessivo di 1.200 solo per il ciclo 2021-2027; tutto ciò senza contare il futuro ciclo di programmazione al momento non quantificabile, ma presumibilmente di portata simile, che sempre la prossima Commissione sarà chiamata a definire insieme agli altri Stati membri. Per una Nazione come l’Italia, e specialmente per il Mezzogiorno, si tratta di un interesse nazionale primario. A questa delega si aggiunge anche quella al PNRR, che vale ulteriori 600 miliardi di euro circa e rappresenta una garanzia per tutti”, ha spiegato Meloni evidenziando che dovrebbero rientrare tra le competenze di Fitto anche materie come agricoltura, trasporti e turismo. “L’Europa di domani non può essere uguale a quella di ieri e di oggi; deve cambiare, ripensare completamente le sue priorità, il suo approccio e la sua postura”, ha spiegato Meloni annunciando che questo è lo spirito con il quale il Governo italiano intende affrontare la legislatura europea che si è appena aperta. “Nel Consiglio europeo di giugno, il primo di questo nuovo corso, abbiamo adottato una nuova agenda strategica, quella per il periodo 2024-2029, cioè la bussola che orienterà il percorso comune nei prossimi anni. Nel documento approvato, l’Italia ha chiesto e ottenuto che venissero riaffermati due principi: quello di sussidiarietà e quello di proporzionalità, che sono sanciti dai Trattati che consideriamo centrali nell’Europa che abbiamo in mente”, ha ricordato Meloni sottolineando che l’altro grande focus di discussione a Bruxelles sarà rappresentato ovviamente dalle crisi geopolitiche in atto. “Il Consiglio europeo ribadirà il proprio sostegno alla causa ucraina perché l’obiettivo di tutti rimane sempre lo stesso: costruire le condizioni per una pace giusta e duratura e aiutare l’Ucraina a guardare al futuro, un futuro di prosperità e di benessere”, ha aggiunto Meloni ricordando che il Governo italiano è già fermamente impegnato nella tutela del patrimonio culturale ucraino, a partire da Odessa. “Il 10 e 11 luglio 2025 ospiteremo a Roma la Ukraine Recovery Conference, la conferenza sulla ricostruzione”, ha annunciato Meloni parlando poi di Medio Oriente. “Voglio condividere con voi la preoccupazione per l’escalation in corso in Libano, perché sono sinceramente preoccupata da come sta evolvendo lo scenario, nonostante gli sforzi innumerevoli nostri e dei nostri alleati. In questi giorni, per la prima volta in un anno di azioni militari israeliane, le postazioni del contingente militare italiano inquadrato nella missione UNIFIL delle Nazioni Unite sono state colpite dall’esercito israeliano. Pur se non si sono registrate vittime o danni ingenti, penso che non lo si possa considerare accettabile. Questa è esattamente la posizione che l’Italia ha assunto con determinazione a tutti i livelli, la posizione che io stessa ho ribadito al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu”, ha spiegato Meloni condannando l’atteggiamento del tutto ingiustificato delle forze israeliane che rappresenta una palese violazione di quanto stabilito dalla risoluzione n. 1.701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Difendiamo il diritto di Israele a vivere in pace e in sicurezza, ma ribadiamo la necessità che questo avvenga nel rispetto del diritto internazionale umanitario, perché non siamo insensibili di fronte all’enorme tributo di vittime civili innocenti a Gaza, che non a caso sono state dall’inizio al centro del nostro lavoro”, ha aggiunto Meloni. “Sempre in ambito internazionale, – ha aggiunto il Premier – il Consiglio si occuperà poi della situazione venezuelana, questione che ci sta particolarmente a cuore anche per i moltissimi cittadini di origine italiana che si trovano in una terra che perfino il nome collega a Venezia e all’Italia. Non riconosciamo la proclamata vittoria di Maduro a seguito di elezioni poco trasparenti e continuiamo a condannare l’inaccettabile repressione del regime, chiedendo la liberazione di tutti i prigionieri politici”. “Al Consiglio europeo torneremo a occuparci di un’altra sfida che vede in prima linea l’Italia e l’Europa nel complesso, ovvero il governo dei flussi migratori. Nell’agenda strategica che abbiamo approvato a giugno l’Unione europea ha fissato delle priorità ben precise: la difesa dei confini esterni, il contrasto all’immigrazione irregolare di massa, l’impegno per affrontare le cause profonde della migrazione e il sostegno ai canali di immigrazione legale. Sono direttrici di azione alle quali questa nuova legislatura europea deve dare seguito”, ha spiegato Meloni parlando di un’Italia geograficamente collocata al centro del Mediterraneo che la rende il naturale punto di incontro tra l’Occidente e il Sud del mondo: è stato menzionato anche il Piano Mattei per l’Africa, che ha visto già partire diversi progetti con le prime nove Nazioni africane coinvolte. (Inform)