Messico, da oggi cellulari vietati nelle scuole: Sheinbaum punta a restituire attenzione e creatività agli studenti

Dal 3 novembre entra in vigore la nuova regolamentazione sull’uso dei telefoni nelle scuole di istruzione di base. Stop agli smartphone durante le lezioni e gli intervalli, con eccezioni per le emergenze e specifiche necessità. Ma la decisione divide: molti genitori temono di perdere un importante strumento per comunicare con i figli in un Paese dove la violenza resta una preoccupazione quotidiana.

In Messico da oggi, martedì 3 novembre, cambia il rapporto tra studenti e telefoni cellulari all’interno delle scuole. Entra infatti in vigore la nuova regolamentazione voluta dal governo della presidente Claudia Sheinbaum, che limita l’utilizzo dei dispositivi mobili durante l’intera giornata scolastica negli istituti di istruzione di base, comprese le ore di lezione e gli intervalli.
La decisione nasce dalla volontà di contrastare l’uso eccessivo degli schermi, migliorare la concentrazione degli alunni e favorire nuovamente la socializzazione diretta tra bambini e ragazzi.
Non si tratta, tuttavia, di un divieto assoluto valido per ogni livello di istruzione. Per le scuole superiori le regole saranno stabilite dai singoli istituti, mentre per l’università viene promosso un utilizzo responsabile e sicuro della tecnologia.
«Recuperare la creatività e l’attenzione»
La presidente Claudia Sheinbaum aveva annunciato la misura il 21 settembre, spiegando che l’obiettivo è proteggere lo sviluppo cognitivo e sociale dei giovani.
«Recuperare la creatività ed evitare l’uso indiscriminato degli schermi», soprattutto quando sono collegati ai social network, è la motivazione indicata dalla presidente.
Il principio è semplice: durante la giornata scolastica il cellulare può rimanere nello zaino, ma non deve essere utilizzato né durante le lezioni né durante la ricreazione. Sono previste eccezioni per le emergenze e per particolari necessità degli studenti, comprese quelle legate alla salute.
La regolamentazione è stata concordata con le autorità educative dei 32 Stati messicani e preparata attraverso consultazioni con insegnanti, famiglie ed esperti.
Secondo il ministero dell’Istruzione, l’81% degli oltre 565.000 insegnanti coinvolti nella consultazione si è dichiarato favorevole all’introduzione di regole sull’utilizzo dei dispositivi digitali nelle scuole.
La distrazione digitale e il problema dei social network
La preoccupazione delle autorità messicane riguarda soprattutto il tempo trascorso davanti agli schermi e l’influenza dei social network sui più giovani.
Il governo sostiene che l’utilizzo eccessivo dei dispositivi possa compromettere l’attenzione durante le lezioni, ridurre le occasioni di socializzazione e avere conseguenze sul benessere psicologico degli studenti.
La scuola, secondo l’impostazione della nuova regolamentazione, deve tornare a essere soprattutto un luogo di apprendimento, dialogo e relazioni personali, nel quale la tecnologia venga utilizzata quando serve davvero e non diventi una presenza continua.
La scelta del Messico si inserisce in una tendenza internazionale. Diversi Paesi hanno già introdotto limitazioni all’uso dei cellulari negli istituti scolastici, con modalità differenti a seconda dei sistemi educativi e delle fasce d’età.
Ma i genitori sollevano un problema: la sicurezza
La decisione non ha raccolto soltanto consensi. Una parte dei genitori teme che la restrizione possa rendere più difficile comunicare con i propri figli durante la giornata scolastica.
In Messico questa preoccupazione assume un significato particolare a causa della violenza legata alla criminalità organizzata, che in alcune regioni condiziona pesantemente la vita quotidiana.
L’Associated Press ha raccolto le testimonianze di genitori preoccupati per la possibilità di non riuscire a raggiungere rapidamente i figli in caso di emergenza. Tra gli episodi che hanno alimentato il dibattito c’è anche quello di colpi d’arma da fuoco contro un autobus che trasportava studenti delle scuole superiori nello Stato di Sinaloa.
Per alcune famiglie il telefono non è soltanto uno strumento di intrattenimento o di accesso ai social network, ma anche un mezzo per sapere dove si trovano i figli e verificare che siano al sicuro.
È proprio questo il punto più delicato della nuova regolamentazione: conciliare l’esigenza di limitare la dipendenza digitale con il bisogno di sicurezza avvertito da molte famiglie.
Una scelta che apre un dibattito internazionale
Il provvedimento messicano riporta al centro una questione che riguarda ormai molti sistemi scolastici: quale deve essere il posto della tecnologia nella formazione delle nuove generazioni?
Da una parte c’è la necessità di insegnare ai ragazzi a utilizzare strumenti digitali che saranno indispensabili nella loro vita futura. Dall’altra emerge la preoccupazione che un’esposizione continua agli schermi possa sottrarre spazio alla concentrazione, alla lettura, al dialogo e alle relazioni personali.
La scelta del governo Sheinbaum è quella di stabilire un confine preciso almeno durante la scuola di base, lasciando invece maggiore autonomia agli istituti per gli studenti più grandi.
La vera verifica comincia adesso, con l’applicazione concreta delle nuove regole nelle scuole di tutto il Paese. Sarà importante capire se la limitazione migliorerà effettivamente l’attenzione e la vita scolastica e se le istituzioni riusciranno a rassicurare le famiglie sulle modalità di comunicazione in caso di emergenza.
Il Messico ha deciso di riportare la scuola al centro della vita dei ragazzi, chiedendo loro di mettere da parte, almeno per alcune ore, lo schermo del telefono. Una scelta che potrebbe diventare un riferimento anche per altri Paesi, ma che dovrà dimostrare sul campo la propria efficacia.