Modelli di riferimento: come le scelte dei giovani plasmano il nostro futuro

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imagesDagli esempi che i giovani scelgono di seguire dipende il futuro della nostra specie.

Dal trapper di diciassette anni che un anno fa ha ucciso la coetanea Michelle Causo (abbandonando poi il cadavere tra i cassonetti dell’immondizia), al quindicenne che ha gettato la tredicenne Aurora da un terrazzo a Piacenza, passando per un altro diciassettenne, ovvero quello che, ispirandosi a Filippo Turetta e all’uomo che nella serie “Dexter” assassinava prostitute, ha strangolato la quarantaduenne Maria Campai per – parole sue – “…sapere che si prova ad uccidere”, la cronaca nera italiana è sempre più pregna di baby criminali, mal educati e mal ispirati da tutto ciò che li circonda (famiglie e istituzioni in primis), attratti dalla violenza finalizzata al compiacimento del proprio ego.

Se un tempo, come rivela una ricerca realizzata da Matthew Grizzard dell’Università di Buffalo (che riprende anche studi passati iniziati negli anni ’70), l’attrazione nei confronti del male era circoscritta al mondo della cinematografia, delle fiction e dei fumetti (come dimostrano i successi di Darth Vader, Walter White e Joker), oggi i giovanissimi, e non solo i giovanissimi, iniziano a “perdere la testa” e a desiderare di sentirsi “Villains” anche nella vita reale.

Tutto ciò contribuisce a trasformare il presente, che tra guerre, crisi economiche, insicurezza e incertezze politiche già non gode di buona salute, in un inferno in terra.

Questa triste riflessione è avvalorata dalle parole, raccolte in un’intervista rilasciata a Luana De Micco de ‘Il Giornale dell’Arte”, del noto intellettuale francese Jean Clair: “L’umanità sta vivendo una crisi che, nata come sanitaria, è molto più profonda: è sociale, economica, culturale. Questa crisi ci fa vivere nella paura e nel sospetto. Siamo di fronte a una crisi della rappresentazione politica e non ci sono più ideologie a cui aggrapparsi. Dante ci appare estremamente attuale.

Dunque l’Inferno è tra di noi?” Pur non volendo discolpare genitori e insegnanti – che restano i primi e i più importanti esempi – è innegabile che il lavoro per loro è tutt’altro che semplice. E allora che fare? Zittire i tanti Trapper che riempiono le proprie pseudo-canzoni con parole violente nei confronti di donne e omosessuali, così come vietare la proiezione di film come Arancia meccanica, non può essere la soluzione (sì, da buon liberale ripudio ogni forma di censura). Tuttavia, ritengo che tra le tante iniziative che andrebbero intraprese (non esiste una sola soluzione), una di queste debba essere investire nella cultura, magari prendendo come esempio il sistema scolastico finlandese che, a differenza di quello italiano, è considerato uno dei modelli migliori grazie all’obbligo dai 7 ai 16 anni senza stacchi tra scuola primaria e scuola secondaria, l’assenza di esami e test durante il percorso, la gratuità totale, la tecnologia e i docenti altamente qualificati.

Una scuola simile, forse (il dubbio è d’obbligo), potrebbe avvicinare i giovani ai veri modelli dai quali prendere esempio. Con docenti “alla John Keating” capaci di trasmettere l’amore per la poesia e la letteratura, forse sarà più facile tenere lontani i giovani dai modelli distopici come Filippo Turetta, Brian Moser ed Emis Killa (che nella canzone “3 Messaggi In Segreteria” canta: “… Perché ho un amico che ti ha vista in centro / Che parlavi con uno e io non ci sto dentro / E no che non è mica detto che sia come penso / Ma da una settimana il cellulare è spento / Lo so sono egoista, un bastardo, ma preferisco saperti morta che con un altro…”) per avvicinarli a modelli sani come, per esempio, i giovani ideatori di Eoliann (la startup capace di prevedere eventi come alluvioni e incendi), Nicolò Savona (ventunenne terzino della Juventus che a suon di ottime prestazioni sta diventando un elemento imprescindibile della squadra bianconera) e Pilar Fogliati (attrice e regista trentunenne già vincitrice di due Nastri d’argento e insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana).

Se pensiamo che i giovani d’oggi saranno presto gli adulti del nostro domani, capiamo che dagli esempi che i nostri ragazzi sceglieranno di seguire non dipende solo il loro futuro, ma quello di tutta la nostra società.