Modena. Il processo per il delitto Neri

alice neri

alice neriProsegue il processo  nei confronti di Mohamed Gaaloul, 31enne accusato di avere ucciso Alice Neri, ritrovata carbonizzata nella sua auto nel Novembre del 2022 nelle campagne di Fossa di Concordia nella bassa modenese. Un procedimento fortemente indiziario -come sottolineato dalla stessa presidente della Corte Ester Russo – senza poter contare su prove schiaccianti ed inequivocabili.

Dopo  la testimonianza del cosiddetto “terzo uomo”, collega ed ex amante di Alice mai indagato , cosa che agli stessi legali del marito della vittima hanno ritenuto incomprensibile è toccato a  Gaaloul. Il quale ha ribadito la stessa versione dei fatti: Quella notte ci siamo salutati con un ciao ciao. Poi le ho chiesto un passaggio a casa e lei ha accettato Mi ha chiesto di trascorrere del tempo con lei, non voleva tornare a casa. È arrivata un’auto dall’altra parte, sembrava ci arrivasse addosso e mi ha chiesto di scendere dall’auto. Ho dormito vicino ad un garage sotto la pioggia”.Seppur la presidente lo abbia sollecitato a dare una versione “più credibile”.

La zona grigia dell’omicidio, rimane il DNA repertato. Sono gli stessi RIS di Parma che confermano alcuni aspetti controversi

-il materiale genetico sul mozzicone di sigaretta accanto all’auto carbonizzata è misto,appartiene ad  Alice  Mohamed .Teniamo presente che  l’indagato aveva già frequentato quei luoghi, grigliate con amici e una sua ex amante sposata ha confermato di essersi appartata con lui, proprio lì.

– Sulla spallina del reggiseno di Alice, si è ottenuto un profilo degradato a causa della quantità esigua del dna presente e nel quale si può solamente evidenziare il contributo della donna. Altri profili non sono interpretabili.  Non quello dell’indagato, del terzo uomo e del collega incontrato la sera del delitto. Ci sono pochi alleli, una delle diverse forme in cui può presentarsi un gene. L’insieme di tutti gli alleli per un particolare carattere costituisce la totalità delle informazioni genetiche che definiscono un gene.e   non si può ottenere un profilo utile all’individuazione”,

Stesso risultato sulla impugnatura della tanica, che avrebbe dovuto contenere il combustibile per bruciare l’auto di Alice: esistono ampie  probabilità che sia stata toccata da più persone; almeno due. Per le analisi è stato utilizzato u n complesso e sofisticato sistema come IRIS, in grado di fare rilevamenti robotici  anche nanometrici . Vi è dunque il mistero – già emerso all’inizio delle indagini – legato a quel Dna ignoti che, ad oggi, nessuno sa a chi appartenga.