Nepal: morti cinque alpinisti italiani

Tempeste di neve e una valanga sulle vette himalayane del Nepal hanno ucciso 9 persone, tra cui 5 alpinisti italiani. I decessi si sono verificati in due incidenti separati avvenuti da venerdì.
Sul Panbari sono morti Alessandro Caputo e Stefano Farronato, dispersi da venerdì.
Farronato aveva 51 anni, originario di Bassano del Grappa. Era uno scalatore di esperienza, con un curriculum che includeva 18 spedizioni in luoghi remoti del pianeta e numerose escursioni alpinistiche in Ecuador, India e Cina. Caputo, 28 anni, era invece un maestro di sci, originario del Milanese.
Altri 3 connazionali sono morti sullo Yalung Ri, nel Nepal centrale. Il sovrintendente di polizia Gyan Kumar Mahato – citato dai media locali – ha identificato i tre come Paolo Cocco, Marco Di Marcello (entrambi abruzzesi) e Markus Kirchler.
Sono invece stati estratti dalla neve due francesi, Isabelle Solange Thaon e Didier Arman Berton, e tre sherpa. E sono stati proprio loro in ospedale a riferire di ritardi nei soccorsi.
L’incidente è avvenuto nell’impervia valle di Rolwaling, cui gli elicotteri possono accedere solo con diverse autorizzazioni governative. E questo ha bloccato i soccorsi per ore, nonostante le ripetute chiamate da terra.
Lo sherpa Nima Gyalzen, uno dei sopravvissuti, ha riferito dal suo letto d’ospedale a Kathmandu di aver aspettato oltre 24 ore per l’evacuazione. “Molti dei nostri compagni hanno pianto per ore, implorando soccorso”, ha raccontato.
Un pilota di soccorso ha confermato che i voli nella zona hanno bisogno dell’approvazione dei ministeri del turismo, dell’Interno e della Difesa, oltre che dell’autorità per l’aviazione civile. “Questa catena di autorizzazioni provoca ritardi critici”, ha detto il pilota. Tanto che il via libera è arrivato dopo quasi otto ore, quando le condizioni meteorologiche erano così peggiorate da impedire il decollo dei mezzi.
Il Consolato Generale a Calcutta, anche per il tramite del Consolato Generale Onorario a Kathmandu, e in stretto raccordo con la Farnesina, sta seguendo direttamente l’evoluzione della situazione in contatto con le autorità locali e con i familiari dei connazionali.