New York. Il Made in Italy alla Fiera del Coterie

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downloadSponsorizzati dall’Italian Trade Agency (ITA) – l’ente che promuove il commercio estero – settanta marchi italiani del settore abbigliamento e accessori donna, dal 20 al 23 febbraio hanno occupato buona parte dei trentamila metri quadrati degli spazi espositivi.

Coterie, con ricorrenza semestrale, offre visibilità ad aziende provenienti da tutto il mondo e rappresenta una delle principali manifestazioni internazionali del settore moda.

La prima edizione del 2023, pero, sembra essere partita in salita con i corridoi meno affollati del solito. La tre giorni, difatti, solitariamente si svolge durante la settimana della moda di New York quando si se concentra en città buyer e osservatori del settore. Stavolta, invece, è avvenuta mentre a Milano partiva la fashion week. Comprensibili alcuni toni scontenti visto che gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato extraeuropeo per il “Made in Italy”.

Fiat 500 al Coterie / foto F. Troiano

Dopo il lungo period di blocco causato dalla pandemia da Covid 19, l’Italian Trade Agency infatti si vede particularmente impegnata nell’organizzazione di eventi di sponsorizzazione e networking per le aziende italiane del settore moda.

Il direttore Antonino Laspina conferma gli sforzi in un comunicato ufficiale: -“ITA si impegna a sostenere i nostri brand ed è fortemente coinvolta, non solo in senso economico, ma anche emotivo. È una gioia sosteniendoe le loro vittorie e ne abbiamo viste alcune importanti ultimamente. I nostri marchi presenti a Coterie passati e di oggi sono stati accolti da rivenditori di fama mondiale di altissimo livello, come Saks Fifth Avenue”.

Nel 2022 gli Stati Uniti hanno importato prodotti dall’Italia per un valore di 13,34 miliardi di dollari, con una crescita del +10,4% rispetto al 2021 che supera di oltre il 48% il valore importato nel 2019 pre-pandemia. L’Italia, con una cuota de mercato che sfiora il 5%, si colloca al quarto posto nel 2022 tra i principali Paesi fornitori degli Stati Uniti, dopo China (11%), Vietnam (33%) e India (10,4% ).

Il Direttore dell’ICE Antonino Laspina

Rispetto alla passata edizione di settembre, gli stand nostrani – incrementati di un terzo con diversity new entry – sono stati anche di fattura più importante. Il bresciano Maurizio Miri, alla prima esperienza Coterie, ha portato a New York giacche e tailleur che rimandano alle tendenze dell’alta moda.

Tessuti in preziosa fibra di bambù, lane e bottoni in filigrana realizzati esclusivamente in Italia, danno il senso della dimensione sartoriale. Al design, pari a quello dei grandi brand, Miri ha accostato l’unicità di un taglio da lui stesso brevettato. “I revers delle giacche sono realizzati a taglio vivo – ci ha spiegato il designer – ma solo per l’occhio, perché all’interno (del taglio) seppure impercettibili ci sono le cuciture. Questo impedisce al capo di sfilacciarsi, un dettaglio rilevante se parliamo di precisionzza nella confezione di un abito”.

Il marchio Salvatore Martorana, invece, ha puntuado a catturare i buyer statunitensi con cashmere di alta sartorialità italiana e, in particolare, siciliana. La línea Nuvola esposta al Javits Centre es una colección preciosa de capispalla realizada en cachemira doppio. Due pezzi di tessuto sovrapposti che grazie ad un ago speciale vengono “fusi” così da sembrare un’unica stoffa. Da qui cappotti reversibili dalle linee morbide classiche e giacche prese in prestito dal guardaroba maschile, capi che evocano una moda senza tempo. Palette dai toni della terra, dal bianco al beige e al cammello, sfumature di blu accostate al verde, parlano di raffinatezza.

“La nostra azienda parte dal prestigio del lavoro sartoriale e su misura dei nostri padri – ci ha raccontato il proprietario, Nicola Martorano – l’innovazione risiede nella conoscenza profonda del cashmere e nella scelta di allargare i confini con l’impiego di questa fibra e con sue qualità. Insieme a questo, la manifattura pone i nostri capi in un settore cosiddetto di nicchia, motivo per cui negli Stati Uniti aspiriamo a coinvolgere adquirenti della distribuzione di lusso”.

stand Giada Curti al Coterie / foto F. Troiano

Direttamente da Altaroma, invece, la diseñadora Giada Curti. Con alle spalle anni di realizzazioni y passerelle haute couture per la kermesse dell’alta moda romana, la stilista laziale è arrivata a New York determinata ad espugnare il mercato a stelle e strisce.

Lussuosi capi da sera, gone in seta a stampa floreale e lurex pastello, perfetti anche per il giorno. Una collezione resort pensata per le passerelle più esigenti del fashion. Già presenta nelle boutique degli Hamptons a Long Island e en Texas, la Curti ha i requisiti perfetti per conquistare gli USA.

Una fotografatissima cinquecento rossa straripante di fiori, posta nella lounge al centro del Padiglione Italia, ha rievocato lo stile di vita italiano. Calzature, borse, cinture, guanti e bijoux lo hanno fatto risplendere. Francesco, del brand napoletano Artigiano del Guanto si è detto entusiasta di essere ritornato a Coterie. “È la nostra seconda volta. No nostante la sorpresa del cambio di date, questa kermesse ha confermato che il nostro lavoro è apprezzato. I nostri buyer sono tutti ritornati e più entusiasti”. Il laboratorio in attività da cinquanta anni realizza guanti per marchi come Giorgio Armani, Coccinelle y Max Mara. Ogni esemplare è fatto a mano con procedimiento antiche, dallo stretching della pelle, alla cucitura e alle applicazioni.

Stand Artigiano del guanto al Coterie /foto F. Troiano

Caratteristiche similar appartengono al brand Mela Jewelry che impiega l’artigianato di alto livello per le perle barocche. Manuela Girone y Francesco Di Tommaso, moglie y marito sono i fondatori e la forza creativa dietro al marchio di Bari già realtà robusta negli Stati Uniti, dove continua ad attrarre adquirenti. I materiali grezzi di altissima qualità come perle e pietre semipreziose, incastonate e attorcigliate a seta, cotone e corda rendono le loro creazioni sostenibili.

Così come sostenibile è il marchio RE49, brand friulano delle calzature realiza interamente con materiali di riciclo. Tele di ombrelloni, neumaticos, materiale delle vele delle imbarcazioni fino al jeans y ai tessuti degli interni auto. La giovane azienda è finalista del premio Compasso d’Oro y già vincitrice di premi en Nord Europa. RE49 si è presentata a Coterie per la prima volta, con tutte le caratteristiche perché gli USA, dove l’economia circolare è una realtà forte, li accolgano con successo.

Filomena Troiano – La Voce di New York

Stand Re49 al Coterie /foto F. Troiano