“Non sai l’italiano? Niente cittadinanza!”. Il caso di Cadoneghe

atreju la via italiana

Il conferimento della cittadinanza italiana a una donna marocchina residente da 15 anni in Italia è stato sospeso dal Comune di Cadoneghe, in provincia di Padova, dopo che durante la cerimonia la donna avrebbe mostrato difficoltà nel comunicare in italiano e nel leggere la formula prevista per il giuramento.

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MATTEO PIANTEDOSI, MINISTRO INTERNI

La vicenda è arrivata all’attenzione del Ministero dell’Interno. Il ministro Matteo Piantedosi ha definito corretta la decisione del Comune, ricordando che la legislazione italiana prevede, per la concessione della cittadinanza nei casi interessati dal requisito linguistico, un’adeguata conoscenza della lingua italiana. Secondo il ministro, si tratta di un elemento considerato fondamentale anche ai fini dell’integrazione sociale, culturale e civile.

A fermare la cerimonia è stato il sindaco di Cadoneghe, Marco Schiesaro. La pratica dovrà ora tornare in Prefettura per una nuova verifica sulla conoscenza della lingua italiana da parte della richiedente.

Il caso pone però l’attenzione anche sulla procedura. Per le domande di cittadinanza per matrimonio e per alcune ipotesi di concessione della cittadinanza per residenza, la normativa italiana richiede una conoscenza della lingua italiana almeno di livello B1. La verifica linguistica, quindi, rientra normalmente nella fase della procedura che precede il conferimento della cittadinanza.

La questione diventa particolarmente delicata quando le difficoltà linguistiche emergono invece nel momento della cerimonia pubblica del giuramento, che rappresenta l’ultimo passaggio formale previsto dalla procedura.

Il Ministero dell’Interno ha comunque ritenuto opportuno un nuovo accertamento nel caso di Cadoneghe. La donna dovrà quindi attendere la conclusione delle ulteriori verifiche prima di sapere come procederà la sua pratica.