Nuova cedula, stranieri penalizzati: in Repubblica Dominicana due pesi e due misure?

fila ante la junta central electoral

Ai dominicani quasi un anno per rinnovare il documento e centinaia di centri a disposizione. Agli stranieri residenti legali, invece, soltanto tre sedi in tutto il Paese e meno di sei mesi per mettersi in regola. Perché questa disparità?

fila ante la junta central electoral

La Junta Central Electoral ha avviato il rinnovo della cedula, il documento d’identità dominicano, introducendo un nuovo formato destinato a sostituire quello attualmente in circolazione. Un’operazione importante, necessaria per aggiornare il sistema di identificazione del Paese. Fin qui, nulla da obiettare.

Il problema nasce quando si guarda a come è stato organizzato il servizio per le due categorie interessate: i cittadini dominicani e gli stranieri residenti legalmente nella Repubblica Dominicana.

Per i dominicani il processo è iniziato il 12 aprile 2026 e si concluderà il 31 marzo 2027. La rete di assistenza è estesa a tutto il territorio nazionale, con numerosi centri di cedulazione distribuiti nelle diverse province e località. In pratica, la possibilità di rinnovare il documento è stata portata vicino alla popolazione.

Per gli stranieri residenti legali, invece, la situazione è ben diversa. La procedura è stata organizzata attraverso appena tre centri specializzati: Santo Domingo, Santiago de los Caballeros e Verón, nella zona turistica di Bávaro-Punta Cana. E anche per loro la scadenza indicata è il 31 marzo 2027, ma il tempo utile per completare il rinnovo è molto più breve.

Tre centri per un intero Paese

Proviamo a immaginare la situazione di un residente straniero che vive lontano da queste tre località. Per rinnovare un documento indispensabile nella vita quotidiana potrebbe essere costretto a organizzare un viaggio, sostenere spese di trasporto, affrontare ore di spostamenti e perdere una giornata di lavoro. E tutto questo senza contare eventuali attese, ritardi o la necessità di tornare una seconda volta per completare la procedura.

Non tutti hanno la possibilità di lasciare il lavoro, pagare un viaggio o affrontare lunghi tragitti con la stessa facilità. Per un pensionato, un lavoratore autonomo, un piccolo imprenditore o una persona con difficoltà di mobilità, il problema può diventare ancora più pesante.

E allora la domanda è inevitabile: perché un cittadino dominicano può trovare un centro vicino a casa, mentre un residente straniero deve spesso attraversare mezza Repubblica Dominicana per ottenere lo stesso documento?

La JCE avrà certamente le sue ragioni organizzative e tecniche. Ma proprio per questo sarebbe opportuno che le spiegasse chiaramente, indicando perché non sia possibile ampliare la rete dei centri anche per gli stranieri o almeno predisporre punti temporanei nelle principali province.

La scadenza non conta più?

C’è un aspetto ancora più difficile da comprendere: devono cambiare la cedula anche coloro che ne possiedono una con scadenza fissata molto più avanti nel tempo. In altre parole, anche chi aveva pagato per un documento valido ancora per diversi anni deve ora adeguarsi al nuovo calendario.

Molti stranieri avevano scelto una validità più lunga proprio per evitare di dover tornare periodicamente alla JCE di Santo Domingo, affrontando viaggi, spese e perdite di giornate lavorative. Una scelta ragionevole, fatta sulla base delle condizioni allora previste.

Adesso, però, quelle scadenze sembrano non contare più. E viene spontaneo chiedersi: perché non consentire a chi possiede una cedula ancora valida di utilizzarla fino alla scadenza originaria, programmando la sostituzione in quel momento?

Immaginate una partita di calcio: le squadre iniziano a giocare secondo un regolamento preciso, ma all’inizio del secondo tempo l’arbitro comunica che da quel momento le regole sono cambiate. Che cosa succederebbe? Proteste, contestazioni e inevitabili polemiche.

La situazione non è identica, naturalmente, ma il principio è chiaro: cambiare le regole in corsa può avere conseguenze concrete su chi ha organizzato la propria vita facendo affidamento su quelle regole.

La JCE potrà avere le sue ragioni tecniche per introdurre un nuovo documento. Ma sarebbe stato ragionevole prevedere una transizione rispettosa delle scadenze già assegnate, oppure offrire modalità di rinnovo accessibili anche a chi vive lontano dai tre centri autorizzati.

Perché la modernizzazione è necessaria, ma non dovrebbe trasformarsi in un conto imprevisto da far pagare a chi ha già rispettato le procedure e sostenuto i costi richiesti.

Gli stranieri contribuiscono all’economia dominicana

C’è poi un altro aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato. Gli stranieri residenti legalmente non sono una presenza marginale nella società dominicana. Molti lavorano, gestiscono attività commerciali, acquistano immobili, investono capitali, pagano imposte e contribuiscono allo sviluppo economico del Paese.

Nel settore turistico, in particolare, gli investimenti stranieri e la presenza di residenti provenienti da altri Paesi rappresentano una componente importante dell’economia. Alberghi, ristoranti, servizi, attività immobiliari e imprese di ogni dimensione beneficiano anche del contributo di chi ha scelto la Repubblica Dominicana come luogo in cui vivere e lavorare.

Non si tratta di chiedere privilegi, né di pretendere che gli stranieri siano trattati meglio dei dominicani. Si chiede semplicemente che siano messi nelle condizioni di adempiere agli obblighi amministrativi senza ostacoli sproporzionati.

Se il documento è obbligatorio e la sua sostituzione è richiesta entro una data precisa, l’amministrazione dovrebbe organizzare un servizio concretamente accessibile anche a chi non vive nelle tre città individuate.

Perché tempi diversi?

Il calendario solleva un’altra questione. Per i cittadini dominicani il processo si sviluppa su quasi dodici mesi; per gli stranieri, secondo il calendario previsto, la finestra disponibile è inferiore a sei mesi.

Perché questa differenza? Si tratta di una necessità tecnica legata alla gestione dei documenti degli stranieri, di una questione di personale, di procedure biometriche differenti oppure di una scelta organizzativa mai spiegata in modo sufficientemente chiaro?

Sono domande legittime. Non è necessario parlare subito di discriminazione intenzionale per riconoscere che una misura può produrre effetti discriminatori nella pratica, soprattutto quando impone costi e difficoltà molto diversi a persone che devono comunque rispettare la stessa scadenza.

La JCE dovrebbe chiarire anche un altro punto fondamentale: cosa accadrà agli stranieri che, pur volendo rinnovare la cedula entro i termini, non riusciranno a ottenere un appuntamento o non potranno raggiungere una delle tre sedi? Sarebbe ingiusto che eventuali difficoltà generate dall’organizzazione del servizio ricadessero proprio sugli utenti.

E chi, per motivi di salute, non può affrontare un viaggio di diverse ore? Anche queste persone devono poter rinnovare il documento senza essere costrette a mettere a rischio il proprio benessere o a sostenere ulteriori spese per assistenza e trasporto. La JCE ha previsto una procedura alternativa per gli stranieri con gravi problemi di salute o impossibilitati a spostarsi? Anche su questo punto sarebbe necessaria una risposta chiara.

La JCE ascolti anche i residenti stranieri

La Repubblica Dominicana ha tutto l’interesse a modernizzare i propri documenti d’identità e a rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Ma modernizzare significa anche rendere i servizi più accessibili, non creare ostacoli aggiuntivi a chi deve utilizzarli.

Per questo rivolgiamo un appello alla Junta Central Electoral: spieghi le ragioni di questa differenza di trattamento e valuti la possibilità di ampliare i centri per la cedulazione degli stranieri, organizzare giornate straordinarie nelle province più lontane o introdurre altre soluzioni che evitino viaggi onerosi e perdite di giornate lavorative.

Chi vive legalmente in questo Paese, contribuisce alla sua economia e rispetta le sue leggi merita un servizio efficiente e ragionevolmente accessibile.

La domanda, in fondo, è semplice: se ai dominicani viene offerta una rete di centri vicini e quasi un anno di tempo, perché agli stranieri non può essere garantita un’organizzazione altrettanto ragionevole?

Non chiediamo corsie preferenziali. Chiediamo buon senso, trasparenza e rispetto per tutti i residenti legali. Perché l’efficienza dello Stato si misura anche dalla capacità di non trasformare il rinnovo di un documento in un viaggio costoso, faticoso e complicato.